Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 7 marzo 2026


Guerre, scandali e scismi:

cos’hanno in comune?

 

Perché proprio adesso la rivelazione del disgustoso dossier su Epstein (giudeo collaboratore del Mussad), i cui contenuti erano pur noti da anni ai cosiddetti complottisti? Perché tanto fragore nei mezzi di comunicazione e così pochi procedimenti penali? Perché una parte ne rimane nascosta, con l’effetto di un’eliminazione selettiva di personaggi corrotti e di un’implicita minaccia per quelli non svelati? Perché pubblicare i nomi di alcune vittime, esposte in tal modo alla vendetta dei malvagi? Perché sconvolgere l’opinione pubblica e inchiodarne l’attenzione a casi del passato senza nulla dire del sistema di corruzione tuttora vigente? Queste e altre domande si affacciano con naturalezza alla mente di quanti ancora riflettono, anziché lasciarsi inebetire dalla propaganda.

Possibili risposte

Per rispondervi si è dovuto aspettare il decorso degli eventi, che in questi giorni sono precipitati. Il vero interesse, evidentemente, non è che i criminali sian condannati e sia resa giustizia alle vittime; altrimenti, lo avrebbero già fatto. I nomi eccellenti additati alla pubblica gogna sono probabilmente elementi di cui il sistema voleva sbarazzarsi o anche un sacrificio preventivato per la sopravvivenza e l’incremento del sistema stesso. La rivelazione dei nomi delle vittime può essere un deterrente che scoraggi ulteriori denunce. L’opinione pubblica, infine, va distratta rispetto ad altre manovre con il concentrarla su nefandezze la cui origine è però la medesima: quella mafia finanziaria che, mentre delegittima una classe politica, fa apparire l’altra come la salvezza del mondo tenendo comunque anche la seconda saldamente sotto ricatto.

Ogni mossa, nel mondo del potere, è prevista e calcolata con precisione millimetrica in funzione di un disegno occulto mirante a fini inconfessati. L’amministrazione Trump deve soddisfare i piani dei sionisti lubavitcher dando l’impressione di voler liberare l’umanità dalla tirannia di quella feccia di perversi che son ricattati e usati sempre dai sionisti. Così, mentre l’informazione era completamente assorbita dal caso Epstein, han tranquillamente preparato la guerra contro l’Iran, senza visibilità né clamori. L’omicidio o il rapimento di capi politici non fa più il minimo effetto, oltretutto, su masse assuefatte all’orrore; anzi, sembra un appassionante videogioco. Nessuno nota il fatto che le parti fossero a un passo dall’accordo e che non sussistesse più alcun pretesto per scatenare un conflitto, tolta l’atavica slealtà del topolino giudeo e dell’elefante che tiene al guinzaglio.

Dalla corrispondenza scambiata nel 1870-’71 da Giuseppe Mazzini e Albert Pike (ambedue alti gradi della massoneria palladiana) risulta che il piano a lungo termine per l’instaurazione del regno di Lucifero preveda una terza guerra mondiale scatenata dall’opposizione tra sionismo e Islam. Dato che il secondo è considerato dai rabbini radicali la scopa di cui il giudaismo si serve per spazzare via il cristianesimo, è evidente che la rivalità sia effettiva solo a un livello inferiore e coordinata ad un livello superiore. Islamici e sionisti devono distruggersi a vicenda trascinando nella rovina, divisi sui due fronti, tutti gli Stati del mondo; per effetto della terribile guerra, gravissimi sconvolgimenti sociali dovrebbero poi portare all’accettazione di un nuovo regime – intrinsecamente satanico – che si presenterebbe come unica via d’uscita dal caos e dalla barbarie.

Analogie nascoste

Il modus operandi di realtà sia pur di genere completamente diverso è sorprendentemente simile. I missili cominciano a piovere sull’Iran quando l’accordo sul nucleare è praticamente cosa fatta; nel 1991, addirittura, l’esercito iracheno è selvaggiamente bombardato mentre si sta già ritirando dal Kuwait… e Dio solo sa quante altre volte i patti siano stati sfrontatamente violati in nome della liberazione dei popoli. Analogamente, il 5 Maggio 1988 Lefebvre firma con Ratzinger un accordo che lo autorizza a consacrare un vescovo in occasione della prima solennità mariana; il giorno dopo lo straccia annunciando l’ordinazione di quattro vescovi per il 30 Giugno. Nel 2017 Fellay dichiara che la Fraternità San Pio X ha accettato la soluzione offerta dalla Santa Sede e sta così per essere regolarizzata; poche settimane dopo ritira l’adesione. In queste settimane Pagliarani rinfaccia al Vaticano di aver lasciato cadere nel vuoto la sua disponibilità al dialogo, pur ribadendo contestualmente che nessun dialogo è possibile.

Ciò che accomuna queste condotte sembra l’intento di gettar fumo negli occhi con le trattative e le ipotesi di accordo per poter procedere indisturbati nell’attuazione dei propri piani in modo da farne ricadere la responsabilità sull’altra parte. È come dire: «Le abbiamo provate tutte per scongiurare il conflitto, ma non c’è stato niente da fare. Se adesso siamo in guerra o in scisma, la colpa è di quegli altri». In realtà – da quanto è dato arguire dagli atti oggettivi – la guerra o lo scisma sono sempre stati voluti: il vero fine cui si mirava era, in un caso, l’aggressione del nemico (reale o presunto); nell’altro, l’indipendenza assoluta dalla legittima autorità ecclesiastica (anche se non si vuole usare la parola scisma per non impressionare i fedeli). In un caso come nell’altro, avere un avversario è indispensabile ai fini della legittimazione della propria esistenza e del proprio operato illecito.

Se poi qualcuno volesse indagare sulla provenienza e sulla gestione dei capitali che han permesso l’espansione planetaria di un gruppuscolo religioso dissidente fino a trasformarlo in una potenza finanziaria, si potrebbero fare scoperte molto interessanti. Certo è che i sionisti han tutto l’interesse a indebolire la Chiesa Cattolica e, in particolare, a frantumare il movimento della Tradizione, che, soprattutto dopo l’annuncio delle ordinazioni episcopali, versa sempre più nel caos. Chi guadagna, in tutto questo, sono soltanto e invariabilmente i nemici di Cristo. Non è che chi scrive abbia un chiodo fisso; al contrario, sarebbe ben felice di non dover più parlare di certi problemi, ma non se ne può esimere, avendo a cuore la verità e il bene delle anime.

Voci ingannatrici

Come se non bastassero i motivi di profondo dolore, ecco che alcuni dei vescovi più ascoltati nel mondo tradizionale si sono apertamente schierati a favore della Fraternità scismatica difendendo l’indifendibile decisione di procedere alla consacrazione di vescovi contro il volere del Papa. Le motivazioni, spaziando dalle vicende del IV secolo al Far West, sono ben poco pertinenti e ancor meno dirimenti. A parte questo, la domanda che si impone è la seguente: a cosa mira davvero la predicazione di questi paladini della Tradizione? a spingere i cattolici fuori della Chiesa? Ma ci rendiamo conto della gravità di una condotta del genere? Approvare la scelta della Fraternità San Pio X equivale a dichiarare ai fedeli che, nella Chiesa, chiunque ritenga di avere un buon motivo per disobbedire in materia grave può fare quel che gli pare, fino a separarsene.

Oltretutto il Sarto kazaco di origine tedesca (e di cognome aschenazita) rivolge una supplica al Papa perché acconsenta a che siano ordinati dei vescovi di cui sa in partenza che non saranno soggetti alla sua giurisdizione e non gli obbediranno mai: lo considera cretino? Ma come si spiega che, per tutti questi anni, lo abbian lasciato girare per il mondo senza obbligarlo a risiedere stabilmente nella diocesi di cui è ausiliare? A questo punto, la copertina di un suo libro, analizzata qualche mese fa, risulta rivelatrice: si tratta forse di un altro esponente di quell’opposizione controllata che convoglia il dissenso in un vicolo cieco? Ancora una volta, i burattinai son quelli che vogliono ricostruire il tempio di Gerusalemme e, a tal fine, stanno scatenando la terza guerra mondiale?

Se poi il medesimo personaggio svela (quale forma di sottile ricatto?) che tanti suoi colleghi gli han confidato di non essere in accordo con l’insegnamento di Bergoglio, il sospetto diventa certezza. Il metodo del regime sovietico (nel quale il presule è cresciuto) era del resto proprio questo: utilizzare chierici (cattolici e ortodossi) come spie che, ottenuta con l’inganno la fiducia degli interlocutori, la sfruttassero per carpirne pensieri e confidenze. Certe vicende, in fin dei conti, son come un setaccio: ci fan distinguere chi sta veramente con Cristo da chi non ci sta. Piuttosto che scoraggiarci, perciò, ringraziamo la Provvidenza che, anche per mezzo degli scismatici e dei loro fiancheggiatori, ci apre gli occhi sulla vera identità e sui veri scopi di persone cui avevamo indebitamente prestato fiducia.


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