Tempus
eversionis
Exspecta Dominum, et custodi viam eius (Sal 36, 34).
Dunque, vediamo un po’: Zenone è neocatecumenale, Bux è ciellino,
Rey è carismatico, Mattei è sionista, Wach è rotariano… Tutti questi sedicenti
fautori della Tradizione sono in realtà legati a movimenti e istituzioni
totalmente estranei, se non ostili, alla Tradizione cattolica. La loro
posizione nei confronti dello Stato terrorista che occupa illegalmente la Terra
Santa e dei suoi gravissimi crimini, ultimi dei quali il genocidio di Gaza e la
distruzione del Libano meridionale, varia dalla più ostentata indifferenza alla
più sfegatata giustificazione; ciò fa sospettare che siano tutti controllati,
in un modo o nell’altro, dalla mafia finanziaria aschenazista.
È così che il movimento tradizionale è stato addomesticato e reso
innocuo, nella sua nicchia dorata e adorna di sbrillocchi. Al colmo dell’ambiguità,
a celebrare la Messa prelatizia del pellegrinaggio Summorum di
quest’anno è stato invitato quello Schneider che la Primavera scorsa ha
rilasciato insistenti quanto scandalose dichiarazioni a favore dello scisma
lefebvriano (il quale – sia detto per inciso – prende soldi dai lubavitcher
con la triangolazione della Russia). Il coraggioso difensore della Tradizione,
come abbiamo visto pochi mesi fa, ha pubblicato un libro con una copertina
piena di criptici simboli giudeo-massonici.
Umanamente finiti
Dal punto di vista umano, non se ne viene fuori. Al di là delle
discussioni e delle controversie, che lasciano il tempo che trovano, i nemici
di Cristo tengono saldamente in pugno tutta la componente terrena della Chiesa
nella sua variegata composizione: progressisti, conservatori, tradizionalisti delle
diverse specie… La morsa finanziaria è altresì, con buona probabilità, il mezzo
che fece compiere a Benedetto XVI il passo della rinuncia all’esercizio
attivo del ministero, la quale non gli impedì affatto di continuare a
guidare in certo qual modo la Chiesa con la preghiera e gli scritti, come
dimostra il clamoroso caso del volumetto sul celibato sacerdotale.
Il carceriere che gli era stato posto a fianco fin da quando era
ancora prefetto della Dottrina, infatti, non riuscì – pur essendo incaricato di
filtrare visite e contatti – a prevenire la consegna del prezioso scritto al
coautore del saggio, il cardinal Sarah. Durante il pontificato attivo si
era destreggiato con un certo successo nel selezionare udienze e missive; di
queste ultime, un numero impressionante finì ai giornalisti, che orchestrarono
l’enorme scandalo a comando noto come Vatileaks. Il traditore aveva perfino
approntato una confessione autobiografica il cui scopo era quello di fornire
alla stampa la versione ufficiosa di una serie di vicende compromettenti.
Sta di fatto che, come da proverbio, il diavolo fa le pentole, ma
non i coperchi. Il libro, ovviamente già pronto, andò in stampa il 2 Gennaio
2023 con il racconto delle esequie, che si sarebbero tenute il 5. Malauguratamente
il dittatore argentino, per puro capriccio, si rifiutò di celebrarle,
limitandosi ad assistervi; perciò fu messo in bocca a tutti i cronisti (che
ripeterono ciò a una voce come pappagalli) che Bergoglio aveva presieduto i
funerali come preconizzato da Ganzwein. C’è nondimeno una bella differenza tra
l’azione di presiedere e quella di assistere, anche solo sul
piano visivo: stare al centro dell’altare è ben diverso dal trovarsi di lato,
davanti a un inginocchiatoio.
L’aspetto più tragico di questa farsa penosa è che dimostra come il
decesso di Ratzinger non si sia compiuto in modo naturale, ma sia stato
pianificato, come, del resto, quello del successore: chi di spada ferisce… Il
Vaticano è in mano a una cricca di pederasti ricattati dalla mafia finanziaria,
che col nuovo pontificato non ha affatto allentato la presa. L’unica differenza
è che l’opposizione, come per magia, ha perso la voce su tutto il fronte se non
per decantare la nuova èra inaugurata dall’elezione del papa americano; così
ora nessuno osa più fiatare soprattutto nell’ambiente tradizionale, sospeso
com’è alla sospirata concessione di un po’ più di libertà.
Niente più illusioni
Da Oltretevere, però, l’aria si fa sempre più gelida, al punto di aver
impedito alla processione del 24 Ottobre l’accesso alla Basilica di San Pietro.
Di tale inaudita offesa a Dio e del cocente scandalo patito dai fedeli non
godiamo di certo, come quegli sciacalli che approfittano delle disgrazie altrui
per farsi pubblicità e incitare chi è in regola a imitare la loro ribellione. Resta
comunque il fatto che, nel nuovo pontificato, le porte del centro della
cristianità son state spalancate ai sodomiti organizzati e sbattute in faccia
ai cattolici. Si vocifera che l’esultanza manifestata dai secondi l’anno scorso
abbia urtato il cerchio magico del Papa (che gradisce invece, a quanto pare,
quella dei pervertiti).
Dopo un anno e mezzo, peraltro, nulla ci permette di intravedere un
sostanziale cambiamento di rotta in alcun ambito né su alcuna questione
cruciale, a parte qualche nomina decente in mezzo a molte nomine pessime. La sinodalità,
col vecchio ritornello della più ampia partecipazione al suo governo, avanza
come sovversione dell’ordine divinamente costituito della Chiesa. L’ideologia gender
viene diffusa da vescovi, parroci e professori di “teologia” al pari dei
politicanti di sinistra. L’islamizzazione è promossa con la cooperazione di una
gerarchia allineata ai piani dei globalisti, miranti a cancellare ogni identità
e distinzione.
Intanto nei ministeri vengono assunti centinaia di immigrati di
seconda generazione, che senza una formazione adeguata ricevono incarichi di
dirigenza a discapito dei funzionari più anziani, dotati di competenza ed
esperienza. I figli di coloro che abbiamo “accolto” finiranno così col
dominarci e trattarci da inferiori, senza sapere né amare nulla della nostra Patria (cose che non imparano certo a scuola), votata così alla rovina e alla
sostituzione etnica da parte di gente totalmente manovrata dal sistema, che la
manipola a piacimento sfruttandone l’ignoranza e la mancanza di radici.
Guardate cosa sta succedendo in Francia e avrete un’idea di quel che intendono
realizzare da noi.
Uno Stato che impone alle imprese l’assunzione di uomini travestiti
da donna o viceversa (vale a dire di poveri malati di mente) è un’entità che
persegue l’inversione della realtà, progetto di innegabile stampo satanico; una
gerarchia che, anziché tuonare, avalla e benedice tale ribaltamento dell’ordine
naturale è una sentina di traditori; un tradizionalismo muto su questi problemi
è un serraglio di tipi improbabili, rinchiusi in una riserva a lambiccarsi la
testa su rubriche e sottigliezze accademiche… Non illudiamoci: le istituzioni
sono tutte controllate, da un capo all’altro del ventaglio, sia a livello
civile che a livello ecclesiastico.
Consolante certezza
«Ora è tempo di sovversione» (1 Mac 2, 49): questa è la situazione
in cui la Provvidenza ci ha posti e che, da tutta l’eternità, ha scelto per la
nostra santificazione; per il momento è un martirio bianco, ma potrebbe presto
diventare un martirio di sangue. Quale condotta ci comanda di tenere la Parola
di Dio? «Aspetta il Signore e custodisci la sua via» (Sal 36, 34); attendi con
fede il Suo intervento preparandolo attivamente con l’osservanza della Sua
dottrina: preghiera, sacrificio e adempimento dei tuoi doveri di stato. Non
andare in cerca di vane sicurezze da parte umana, confida soltanto nel Suo
amore con cieca speranza; è una strada inizialmente ardua, ma piena di luce e
consolazione.
Dal cielo hai fatto udire il giudizio, la terra ha avuto timore e si è quietata, quando Dio è sorto per il giudizio, per salvare tutti i miti di cuore (Sal 75, 8-9 LXX).