Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 22 gennaio 2022

 

Saremo esauditi, se…

 

 

Ego autem ad Deum clamavi, et Dominus salvabit me (Io ho gridato a Dio e il Signore mi salverà; Sal 54, 17).

L’attuale situazione italiana manifesta caratteri assolutamente inediti. Mentre, da un lato, in Spagna il Covid-19 è stato dichiarato endemico, in Gran Bretagna l’esecrabile lasciapassare vaccinale è stato abolito e in Francia la magistratura ne contesta la legittimità, nel nostro Paese, dall’altro, si persiste pervicacemente con misure del tutto illegali sul piano giuridico e, su quello sanitario, non soltanto completamente inutili, ma pure fortemente dannose. A parte l’ondata di effetti avversi immediati (che medici e ospedali sono obbligati a nascondere) e l’incognita di quelli a medio e lungo termine, è risaputo che una stimolazione troppo frequente del sistema immunitario rischia di comprometterne il buon funzionamento in modo irreversibile, tanto che si comincia a parlare di una nuova sindrome, l’immunodeficienza acquisita da vaccino (VAIDS).

Di fronte a uno scenario del genere, nessuno può più ragionevolmente pensare che i provvedimenti governativi mirino realmente alla pubblica salute; è sempre più evidente, al contrario, che l’epidemia è stata un pretesto per l’instaurazione di un regime autoritario che non ha eguali nella storia. Da connazionali che abitano in Cina udiamo che laggiù si vive in modo ben più normale che da noi, mentre persone cresciute sotto l’Unione Sovietica ricordano che, all’epoca, godevano di libertà ben più ampie, nonostante le pesanti limitazioni dell’espressione. Nella Repubblica Popolare Cinese, il sistema del credito sociale è probabilmente un esperimento avviato solo in alcune città, non sull’intero territorio. In Italia, invece, il Sistema Sanitario Nazionale sta svelando il suo vero volto di enorme apparato di controllo, senza scampo per nessuno (se non per chi non ne ha bisogno).

Tali osservazioni non intendono esasperare ulteriormente gli animi, accrescendo ansia e smarrimento, bensì contribuire a una presa d’atto della reale natura dello Stato moderno, dai cui fondamenti si è volutamente escluso ogni riferimento alla trascendenza, così da togliere al Leviatano ogni paletto legislativo e ogni limite d’azione. Dopo la svolta del Vaticano II, i suoi più fervidi cultori son proprio i cattolici, clero e laici, in un contrasto a dir poco stridente con l’intrepida resistenza opposta dalla Chiesa, per quasi due millenni, ai soprusi e alle prevaricazioni di ogni tipo di regime. Tale fatto è solo in apparenza paradossale: la primavera conciliare, rimosso il nucleo originario del cristianesimo per sostituirlo, in una sorta di operazione di ingegneria genetica, con materiale estraneo, ha prodotto cristiani geneticamente modificati, perfettamente adattabili al nuovo ordine mondiale.

L’Italia, centro spirituale del mondo e asse geopolitico d’Europa, è da almeno due secoli nel mirino dei servitori di Lucifero, seppur divisi dalla rivalità tra le logge francesi e quelle anglofone. L’attuale capo del governo, candidato al Quirinale, è proprio uno degli uomini che più hanno contribuito alla demolizione della sua economia. Se le “privatizzazioni” hanno gettato l’industria pubblica in pasto a investitori stranieri senza scrupoli, l’artificiale crisi finanziaria del 2008 e l’assurda chiusura di tre mesi del 2020 han fatto a pezzi la piccola e media impresa, che assurde limitazioni continuano a soffocare. Dato che gli italiani detengono ancora un invidiabile primato nel risparmio privato e nella proprietà di immobili, ecco che hanno escogitato il modo per spolparli anche di quelli: con il decreto del Centodieci per cento, quanti accettano i finanziamenti “gratuiti” per la ristrutturazione (imposta dalle norme energetiche europee) se li vedranno ritirare a lavoro finito, qualora i controlli rilevino un’irregolarità edilizia anche solo del due per cento, e saranno quindi costretti o a pagare di tasca propria o a vedersi pignorare la casa dalle banche.

È proprio così: le trappole tese da questi traditori della Patria non finiscono mai… eppure il popolo non desiste dalla sua obbedienza bovina. Come non scorgere in ciò una punizione permessa dal Cielo, per mezzo delle cause create, nei confronti della Nazione prediletta scelta per ospitare il centro della cristianità, benedetta da innumerevoli Santi, geni, artisti e inventori, capace di portare la civiltà nel mondo tramite schiere di esploratori, missionari e perfino emigranti, ovunque apprezzati per la loro fede, onestà e laboriosità…? Chi la vede oggi in massima parte putrefatta da una corruzione morale inimmaginabile fino a pochissimi decenni fa, che non risparmia neppure i giovani e i bambini, come può non rimanere inorridito di fronte a tale sconvolgente degrado? Come ci si può illudere di tornare alla normalità senza un sincero pentimento collettivo e un radicale cambiamento di rotta? E come può avvenire questo, senza il ritorno alla fede dei padri?

È questa la vera sfida comune; è su questo che deve appuntarsi la nostra attenzione, non su presunte rivelazioni divine fornite a getto continuo, non su pretesi messaggi celesti che, come non bastassero i motivi reali, incrementano angoscia e paura, non su segreti dei quali da quarant’anni si promette l’imminente disvelamento… Sono tutti diversivi che ci distolgono dai veri impegni che il Signore ci impone: la conversione personale (nei fatti, non nei sentimenti o nelle parole), la vigilanza nelle scelte morali (da compiere in conformità alla legge divina, non a quelle umane inique), l’analisi dei fatti contingenti (nella loro oggettività, non con il filtro di fantasie pseudomistiche). Le trappole più perniciose non sono quelle di natura politico-economica, ma quelle nell’ambito dello spirito. Non siamo autorizzati a inventarci una religione fai-da-te, scegliendoci autonomamente, in base al giudizio privato, fonti e autorità da seguire, nemmeno se il grosso della gerarchia ha tradito il mandato ricevuto dal Signore: una volta per tutte, non si può e non si deve!

Attingete piuttosto a piene mani a quell’immenso tesoro che sono gli scritti dei Santi, a quella miniera inesauribile di insegnamenti di perenne attualità e di enorme utilità spirituale in ogni tipo di prova: san Bernardo di Chiaravalle, l’Imitazione di Cristo, santa Teresa d’Avila, san Francesco di Sales, san Luigi Maria Grignion de Montfort, sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il beato Columba Marmion… Riservatevi un momento della giornata da consacrare a queste letture per nutrire l’anima e sottrarla al turbinio degli affanni, al mulinello dei pensieri, al bombardamento delle notizie, rinnovando ogni giorno, con fermezza e sincerità, il proposito di rinunciare alla pretesa di prevedere il futuro, la quale rischia di accrescere l’ansia fino alla paranoia e di diventare oltretutto un grave peccato, in quanto è un tentativo, benché per lo più inconsapevole, di usurpare una prerogativa esclusiva Dio. Createvi nel cuore uno spazio libero in cui cercare Colui che può liberarvi sia dalle sciagure esterne che dalla pusillanimità di spirito (cf. Sal 54, 9 Vulg.).

Quando le minacce del mondo superano le umane possibilità di difesa, chi ha la fede non si butta subito alla ricerca di soluzioni pratiche, ma si ritira anzitutto nel silenzio per rivolgersi con confidenza al Padre e udire la Sua voce, così da capire come collaborare con la Provvidenza. «Il mio cuore in me si è turbato e il terrore della morte è piombato su di me. Timore e tremore son venuti sopra di me e mi han ricoperto le tenebre. E ho detto: “Chi mi darà ali come di colomba, perché io possa volare e riposare? Ecco, fuggendo mi sono allontanato e son rimasto in solitudine”» (Sal 54, 5-8 Vulg.). Poi, una volta dato a Dio il primato che Gli spetta e ricevute le Sue ispirazioni, si può pure cercare la maniera di organizzarsi per aggirare gli ostacoli ed evitare i danni peggiori, magari collegandosi ad altri che siano nella stessa situazione e, se necessario, creando una rete di mutuo soccorso. Allora le nostre iniziative saranno benedette dal Cielo e riceveranno imprevisti soccorsi dall’alto, purché non pretendiamo risultati impossibili o ciò che sia oggetto di capricci superflui. Il resto è in potere del Signore, che interverrà di sicuro.

Exaudiet Deus, et humiliabit illos, qui est ante saecula. Non enim est illis commutatio, et non timuerunt Deum. Extendit manum suam in retribuendo; contaminaverunt testamentum eius (Dio esaudirà e li abbatterà, lui che è prima dei secoli. Infatti per loro non c’è cambiamento e non hanno temuto Dio. Egli ha steso la mano nel retribuire; hanno profanato la sua alleanza; Sal 54, 20-21 Vulg.).


sabato 15 gennaio 2022


Rinneghiamo il dio Stato

 

 

Il pensiero liberale, con il pretesto di restituire ai popoli una presunta sovranità, li ha resi schiavi di Stati che, in nome di una pretesa assoluta, sciolta da qualsiasi fondamento o legittimazione superiore, funzionano come moderni Moloch che non solo ne divorano i figli, ma son pure giunti a sterminare i propri stessi cittadini con armi biologiche dagli effetti devastanti. Le democrazie rappresentative si giustificano come espressione di una fantomatica volontà popolare che esiste soltanto come concetto astratto. Dal punto di vista speculativo, in realtà, ogni popolo è un insieme di individui dotati ognuno di una volontà libera, che di fatto è quasi sempre in conflitto con quella di altri; dal punto di vista pratico, data l’impossibilità di ottenere un consenso generalizzato su qualcosa, ci si deve per forza di cose accontentare del parere espresso da una maggioranza relativa, che non è necessariamente buono né giovevole a tutti. Esso, oltretutto, può esser facilmente orientato, mediante le tecniche di manipolazione collettiva e di persuasione occulta, verso obiettivi prestabiliti.

Nella coscienza di molti italiani lo Stato, presentato come garante supremo e indiscutibile dei diritti individuali, ha tuttavia assunto una valenza religiosa, fino a rimpiazzare Dio, la legge morale e la Provvidenza. Un’apparente conquista della modernità nata dall’Illuminismo massonico è che la gente, finalmente affrancatasi dalla superstizione medievale, è diventata arbitra del proprio destino, così che, oggi, è libera di farsi avvelenare con il proprio consenso informato, al quale è obbligata senza nulla sapere di quel che comporta. Tale assurdità lampante, con l’accecante ingiustizia da essa implicata, non pare neppur presagita dalla maggior parte delle persone, che, con la benedizione di preti, vescovi e papa, corrono a farsi “battezzare” per ottenere una nuova salvezza… da che, non è chiaro. Lo Stato lo vuole – e questo basta. Poco importa che a guidare il governo ci sia un vile affarista privo di ogni scrupolo e competenza in materia, del quale sarebbe disdicevole occuparsi, se non fosse per i tanti indifesi che ha gettato nello sconforto senza ragione.

Ma così è, citoyens: al dio Stato si obbedisce sempre e comunque, a prescindere da qualunque altra considerazione. Chi si oppone al progresso delle Nazioni è un bieco oscurantista, fascista, reazionario e nemico del popolo; i veri benefattori son quelli che le immiseriscono con la truffa del debito pubblico e con quella dei prestiti europei. Quei signori non portano la svastica sul petto, ma un analogo simbolo dal sapore esoterico: la spilla del piccolo sole con i raggi arcobaleno viene ostentata da tutti i burattini coinvolti nell’agenda satanica del regime globale orchestrato dalla finanza cazara. Se la prima, secondo l’UNESCO, evoca l’emanazione della realtà dall’Essere supremo, la seconda fa appello a una società nuova, aperta, inclusiva ed egualitaria, quella contrabbandata dai servitori dell’eterno sconfitto per imporne la signoria abusiva e corruttrice… ma sempre di gnosi si tratta. Chi non accetta di evolversi nel transumano, piegandosi contestualmente alla peggior tirannia della storia, va senz’altro eliminato dal civile consorzio o ridotto all’impotenza con la macchina del fango.

In realtà i popoli, a forza di obbedire a governi che li stritolano anziché a Dio, che offre loro salvezza nel tempo e nell’eternità, si son procurati da sé questo flagello; eppure nemmeno da esso si lasciano scuotere per gettarsi ai Suoi piedi a chiedergli perdono, ma, ormai ipnotizzati dalla scatola parlante, persistono stolidamente nel precipitarsi a osservare, proni all’idolo della salute, decreti illegittimi e contraddittori emanati a getto continuo. In questa paranoia generale, tuttavia, siamo ancora milioni a resistere all’inganno e, checché dicano della nostra eterogeneità i collaborazionisti di ogni sponda, non ci piegheremo mai ad esso. Gli aguzzini devono farsene una ragione; abbiamo svariati motivi, assolutamente incontrovertibili, per rifiutare ciò che pretendono.

1) Dal punto di vista morale, l’assunzione consapevole di farmaci prodotti con l’uso di feti umani abortiti rimane un atto illecito, specie se si tratta di una forma non di cura, ma di mera prevenzione di una patologia per la quale esistono diverse terapie efficaci.
2) Dal punto di vista giuridico, l’imposizione per legge di un trattamento sanitario è illegittima, mentre la correlativa esclusione dai servizi pubblici e dalle attività lavorative costituisce un sopruso inaudito, degno dei peggiori totalitarismi del passato.
3) Dal punto di vista scientifico, i prodotti iniettati non sono vaccini propriamente detti, ma preparati di terapia genica sperimentale che non han superato le necessarie verifiche e di cui, di conseguenza, si ignorano gli effetti (benché già risultino gravi o irreparabili, a seconda della marca e del lotto).
4) Dal punto di vista medico, una vaccinazione di massa condotta nel corso di un’epidemia è un errore pacchiano; in realtà si tratta di una sperimentazione effettuata illegalmente su interi popoli, a fini di lucro e di controllo sociale, senza un autentico consenso da parte dei singoli.
5) Dal punto di vista politico, i governanti responsabili di questo inqualificabile attacco alla salute e al diritto delle loro Nazioni devono essere processati il prima possibile; a questo fine rivolgiamo un urgente appello a tutti i magistrati ancora onesti.

Da parte nostra, in qualità di ministri di Dio, abbiamo già giudicato quegli individui: nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, li consegniamo a Satana per la rovina della loro carne, affinché il loro spirito sia salvo nel giorno del Giudizio (cf. 1 Cor 5, 4-5), sebbene tale speranza sia molto esigua per chi ha votato l’anima al demonio. Anche tutti voi fedeli, se lo avrete meritato, quel giorno avrete la facoltà di sentenziare riguardo al mondo e di giudicare gli angeli decaduti (cf. 1 Cor 6, 2-3), ma potete esercitare fin d’ora la vostra dignità regale invocando i castighi divini su quanti vi opprimono, purché lo facciate non per odio verso le persone e desiderando il male in se stesso, ma unicamente per amore della giustizia e in vista del loro ravvedimento. I servi del diavolo san bene che le maledizioni fanno effetto e per questo, superstiziosi come sono, le temono assai.

A tal fine, un’arma più rapida dei Salmi imprecatori sono alcuni versetti della Scrittura che in ogni momento potete lanciare come proiettili spirituali: Fecit potentiam in bracchio suo: dispersit superbos mente cordis sui (Col suo braccio ha compiuto un atto di potenza: nell’intenzione del suo cuore ha disperso i superbi; Lc 1, 51); Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles (Ha deposto i potenti dal trono ed esaltato gli umili; Lc 1, 52); Deus meus, pone illos ut rotam, et sicut stipulam ante faciem venti (Mio Dio, rendili come turbine e come paglia di fronte al vento; Sal 82, 14). I prìncipi di questo mondo vengono inesorabilmente distrutti (cf. 1 Cor 2, 6): Qui pessimant plebem tuam inveniant perditionem. Contere caput principum inimicorum, dicentium: Non est alius praeter nos. (Coloro che rovinano il tuo popolo incappino nella perdizione. Schiaccia la testa dei capi nemici, che dicono: Non c’è altri all’infuori di noi; Sir 36, 10-11.14). Voi avete invece pieno diritto di dire: Miserere plebi tuae, super quam invocatum est nomen tuum (Abbi pietà del tuo popolo, sul quale è stato invocato il tuo nome; Sir 36, 14); Credo videre bona Domini in terra viventium (Ho fede di vedere i beni del Signore nella terra dei viventi; Sal 26, 13).

Ogni mattina, poi, ascoltate queste parole dettate dallo Spirito Santo: «Sii sottomesso al Signore e pregalo. Non invidiare colui che prospera nella sua strada, l’uomo che commette ingiustizie. Desisti dall’ira e deponi lo sdegno; non proporti di fare il male, poiché quanti agiscono malvagiamente saranno sterminati; coloro che attendono il Signore, invece, son quelli che erediteranno la terra. Ancora un poco e il peccatore più non sarà; cercherai il suo posto e non lo troverai. […] non ho mai visto il giusto abbandonato, né i suoi figli elemosinare il pane. […] poiché il Signore ama la giustizia e non abbandonerà i suoi eletti; per sempre saran preservati dai pericoli. […] La salvezza dei giusti viene dal Signore; egli è loro protettore nel tempo della tribolazione. Il Signore li aiuterà e libererà; li sottrarrà ai peccatori e li salverà, perché hanno sperato in lui» (Sal 36, 7-10.25.28.39-40). Prendete sul serio le verità qui espresse e stampatevele nella mente: questa, a dispetto di qualunque apparenza, è in assoluto la realtà effettiva.


sabato 8 gennaio 2022

 

Anatema all’infame tiranno

 

 

In Domino sperans non infirmabor (Sal 25, 1).

«Sperando nel Signore non sarò estenuato». Ripetetevi spesso queste parole, nel lento logoramento psicologico che il regime sta attuando per spezzarvi i nervi. Chi ci governa lo fa in modo illegittimo e per fini chiaramente estranei, al servizio di poteri occulti che, usando i laboratori di Wuhan, hanno creato uno o più virus artificiali e li hanno diffusi a livello planetario per imporre, dapprima, misure catastrofiche che rovinassero l’economia, poi una falsa vaccinazione che, come pare ormai accertato, rendesse gli individui, grazie a dispositivi nanotecnologici, tracciabili ovunque ed esposti in ogni momento al rischio di essere soppressi con armi a onde elettromagnetiche. La condizione necessaria perché quei minuscoli apparecchi superino la barriera ematoencefalica è una lieve ipossia cronica, ossia una leggera e costante carenza di ossigeno, proprio quella causata dal bavaglio che le persone sono obbligate a mettersi sulla bocca.

La differenza tra un terrorista che si fa saltare in aria in mezzo alla folla e un terrorista che obbliga la gente a farsi iniettare quel veleno? Nessuna: sono entrambi pagati dai Rothschild. A ben vedere, però, una differenza c’è: il secondo è un criminale ben più pericoloso del primo. Da quando è iniziata la tragica farsa della pandemia, peraltro, è inspiegabilmente scattata una moratoria internazionale del terrorismo ordinario, indizio, questo, che entrambi i fenomeni sono coordinati e gestiti dallo stesso potere iniquo. Contro di esso ben poco possono le manifestazioni o le rivendicazioni di diritti, per quanto legittime e doverose: dobbiamo soprattutto affidarci al Signore implorandolo di liberarci da questa tirannia demoniaca, nella certezza che Egli non abbandona mai chi confida sinceramente in Lui e, con l’aiuto della grazia, si sforza di compierne la volontà.

Il regime continua ad accrescere la confusione e lo smarrimento con una raffica di annunci fraudolenti e decreti tanto invalidi sul piano giuridico quanto assurdi su quello sanitario. Se le misure adottate son davvero efficaci, perché i contagi – da quanto dicono – continuano ad aumentare? Evidentemente perché tale presunto dato serve a giustificare ulteriori imposizioni, ma è un evidente corto circuito. Le canaglie di palazzo si permettono di prendere spudoratamente in giro un intero popolo, al di fuori di qualsiasi legalità e buon senso, soltanto perché ben protette dai demoni incarnati dell’alta finanza, che li han piazzati ai loro posti. Ogni sacerdote fedele, in quanto partecipe dell’autorità apostolica, deve invocare su tutti i malvagi la maledizione divina, affinché cessino di nuocere agli indifesi e non aggravino ulteriormente la propria pena, eterna o temporale, nell’altra vita. Pure questa è una forma di carità, nei confronti non solo degli oppressi, ma altresì degli oppressori, dato che i supplizi, anche all’Inferno, sono proporzionati alla gravità dei peccati.

Chi oserà immaginare, allora, il castigo riservato ai cattivi Pastori, i quali, anziché difendere le loro pecorelle, le hanno consegnate ai lupi? Se la gerarchia cattolica – come sarebbe stato suo dovere – si fosse opposta in modo tempestivo e granitico all’ignobile tirannia del profitto, non saremmo certo arrivati a questo punto. I singoli vescovi sono probabilmente terrorizzati dall’eventualità di finire nel tritacarne mediatico per aver coperto o commesso abusi su minori; non si spiega altrimenti la loro ignava remissività. Giunge però notizia che in Paesi tradizionalmente cattolici, come la Spagna e il Portogallo, l’episcopato si è fatto addirittura strumento di pressione sul governo perché attuasse misure restrittive, anche nei confronti del libero esercizio del culto. Tale incredibile comportamento si può spiegare o con la mentalità statalista contratta da chi si è formato negli anni Settanta o con ordini provenienti dal Colle vaticano, dove siede l’usurpatore iracondo e malato al quale dobbiamo l’attuale governo… o forse con entrambi i fattori.

Che la Chiesa terrena, nel grosso della sua compagine, si sia ridotta al ruolo di braccio spirituale del regime più oppressivo della storia è un vero segno dei tempi, piuttosto che quelli indicati da quei gerarchi asserviti al potere per convincere il popolo ad assecondare l’agenda della piovra globalista. La maggior parte dei fedeli, narcotizzata da decenni di predicazione mirante a sdoganare un nuovo cristianesimo, facile e conforme al mondo, si è lasciata docilmente guidare nel baratro senza neppur subodorare l’inganno. Per troppo tempo si è insistito in modo unilaterale sulle sole promesse di bene ignorando al contempo i richiami alla correzione, quanto mai necessari nell’epoca in cui la massa dei cattolici ha tradito Cristo più che in ogni periodo precedente. Nell’oblio totale della trascendenza e dei Novissimi, la salvezza è stata declassata a mero benessere psicofisico, in nome del quale si giustifica qualunque peccato e si accetta qualsiasi imposizione.

I cristiani fedeli, dal canto loro, devono guardarsi dal gettarsi in un altro tipo di tranello, fra quelli che il maligno tende a tutti diversificando il metodo a seconda della categoria di persone. Una delle tentazioni più forti, per chi resiste, è quella di voler controllare il futuro, usurpando una prerogativa esclusiva della Provvidenza. È per questo che tanto successo riscuotono non soltanto le profezie di dubbia origine, ma anche i pronostici della cosiddetta controinformazione, il cui effetto è quello di accrescere l’ansia e il senso di impotenza. Chi divora previsioni sull’avvenire pecca contro la fede e la speranza, dato che non si affida al governo onnipotente di Dio, il quale dirige la storia, con infinita sapienza, a favore di chi Lo ama e Lo serve. Tale certezza, d’altra parte, non deve alimentare un inerte quietismo, ma incoraggiare ognuno ad adempiere il proprio dovere nel momento presente facendo tutto ciò che è in suo potere per contrastare le trame del male, certo che anche il suo agire è previsto dalla prescienza divina e rientra nei piani della Provvidenza.

Soprattutto non bisogna lasciarsi scuotere i nervi dalla strategia terroristica del regime, specialmente se già un anno fa uno degli elementi di contatto tra lo Stato profondo americano e quello italiano definiva la cosiddetta vaccinazione un enorme bluff destinato al fallimento. Certo, sono pericolosi criminali di alto livello, ma non è il caso di farsi impressionare: hanno un tempo limitato. Chi ha la grazia immensa della fede procede giorno per giorno senza agitarsi, facendo quel che può per superare le difficoltà e per adempiere la volontà di Dio, lasciando a Lui ciò che supera le forze umane e confidando sinceramente nella Sua infallibile provvidenza. Non sono le proiezioni nel futuro che ci possono salvare; non è ragionevole prendere decisioni sulla base di eventi che non si siano ancora verificati. Solo quando una previsione è molto probabile, in quanto suffragata da dati attendibili e di fonte sicura, è allora sensato mettere in atto precauzioni proporzionate.

Negate costantemente il consenso ai pensieri catastrofici e alle emozioni angoscianti, ripetendovi ogni volta che, sperando nel Signore, non resterete sopraffatti. La depressione scatta nel momento in cui una persona cede sotto il peso delle preoccupazioni, considerate non alla luce della fede, ma in chiave puramente umana. Di solito è proprio questa decisione rovinosa, per lo più inavvertita, ma liberamente presa in un preciso istante, a far crollare l’equilibrio psichico, a meno che non sia un trauma particolarmente violento. Nell’odierna congiuntura siamo sottoposti a un estenuante stillicidio che mira con diabolica perseveranza a distruggerci interiormente affinché accettiamo la completa sottomissione. I cristiani, avendo per alleato tutto il Cielo, possono resistere pure a questo, purché non si lascino andare allo scoraggiamento, ma ricorrano a tutte le risorse spirituali – naturali e soprannaturali – di cui dispongono. Abbiamo dentro una forza inesauribile, potenziata dalla grazia, di cui non facciamo adeguatamente uso perché non ne siamo abbastanza consapevoli. Benedetta la prova che ci sprona a riappropriarcene. Maledetto l’uomo che ce la sta infliggendo.

Increpasti superbos; maledicti qui declinant a mandatis tuis (Hai biasimato i superbi; maledetti coloro che si allontanano dai tuoi comandamenti; Sal 118, 21).


sabato 1 gennaio 2022

 

Nuovo anno

all’insegna della supplica

 

 

Dal mondo del potere arrivano segnali discordanti. Da un lato, si insiste a inasprire misure restrittive tanto illegittime quanto inefficaci; dall’altro, si assiste a inopinati mutamenti d’opinione, che possono essere interpretati come mosse volte a prevenire un generale cambiamento di rotta. Il demiurgo della transizione ecologica (quello che, prendendosi per il Creatore, ha stabilito quanta gente possa stare sul pianeta) annuncia le proprie dimissioni motivandole con il presunto raggiungimento degli obiettivi prefissati, peraltro non chiaramente identificati. Lasciare una squadra di governo in carica, di solito, non è buon segno, a meno che uno non sia destinato a un incarico dietro le quinte… Comunque sia, i fatti vanno collocati su due piani distinti: l’uno è quello del terrorismo sanitario, ossia della guerra psicologica condotta contro la popolazione per obbligarla a sottoporsi a un trattamento sperimentale; l’altro è quello delle manovre sotterranee dettate dai banchieri d’Oltreoceano, che tirano i fili dei burattini collocati in posizione d’autorità.

Ciò che è certo è che il terribile virus, nel diffondersi, sta diventando endemico, acquistando una maggiore trasmissibilità, ma perdendo in carica virale: in poche parole, è più contagioso, ma meno virulento (fatto salvo l’ampio spettro di reazioni soggettive, che variano sensibilmente da un individuo all’altro). Altro dato innegabile è che i cosiddetti vaccini, in teoria, sono soggetti a prescrizione medica e sottoposti ad attento monitoraggio, non avendo superato le necessarie verifiche, che richiedono dai cinque ai dieci anni di studio; si può quindi a buon diritto parlare di sperimentazione di massa, prassi tanto più inaccettabile quanto più fondata sulla sistematica disinformazione e sostenuta con obblighi contrari ad ogni legge. Come tutti sanno, essi non solo non sono efficaci, in quanto non immunizzano affatto, ma si son pure rivelati altamente dannosi: a parte gli effetti avversi immediati, molto frequenti e spesso anche letali, ma sistematicamente occultati dal ministero, la “scienza” ufficiale non sa nulla di quelli a lungo termine, benché per i prossimi anni si possano prevedere, con buona probabilità, tumori e malattie autoimmuni su larga scala.

Di sicuro quei prodotti sono altamente tossici per tutti gli organi e apparati vitali; poiché indeboliscono fortemente il sistema immunitario, possono incentivare patologie già esistenti o riattivare cancri latenti. Con difese naturali gravemente compromesse, in ogni caso, i vaccinati rischiano di trasformarsi in malati cronici per i quali anche un raffreddore o un’influenza potrebbero avere pesanti conseguenze. Sono decenni, d’altronde, che l’industria farmaceutica, oltre a fabbricare nuovi virus in laboratorio, ci cura dai malanni provocandone altri, così da renderci clienti fissi per tutta la vita, fino alla tomba. Inutile dire che l’assunzione eccessiva di sostanze chimiche sintetiche, in generale, non giova molto alla salute… È molto più terapeutico uno stile di vita equilibrato, con orari regolari, un’alimentazione sana, un riposo sufficiente e una certa dose di attività fisica all’aria aperta. L’esposizione al sole e una buona ossigenazione, com’è noto, sono utilissime all’incremento del benessere fisico; sarà per questo che il cielo è quasi sempre velato di vapori artificiali?

Oltre ai danni di natura organica, bisogna mettere in conto anche quelli di tipo psichico, soprattutto nei giovani e nei bambini, costretti tutti, da due anni, a un genere di vita innaturale e, se non vaccinati, pure all’isolamento e alla discriminazione. Se questa condizione è dura per gli adulti, per loro diventa insopportabile, a meno che non vi scoprano un’imprevista opportunità per reimparare a vivere da persone, ritornando all’essenziale, aderendo ai valori duraturi, scegliendo consapevolmente le attività, selezionando le amicizie ed evitando i divertimenti dannosi. Il  modo di vivere artificiale creato dal consumismo non è affatto normale: regalando una felicità istantanea, dipendente dall’esterno (cioè da quel che si ha o si può fare), rende gli esseri umani infantili, egocentrici, capricciosi e possessivi, anche nelle relazioni interpersonali. È un’autostrada verso la disperazione del nichilismo, virus altamente contagioso che ti trasforma rapidamente in un omuncolo ripiegato sul suo godimento immediato, rendendoti cinico, insensibile, calcolatore e tremendamente egoista.

Tutti nutriamo un impellente desiderio di uscire da quest’incubo distopico, com’è stato definito. Quest’attesa, più che legittima, pare confortata da qualche indizio che la fase odierna del progetto criminale concepito dall’oligarchia finanziaria stia volgendo al termine. La colossale mistificazione della pandemia, del resto, non può protrarsi indefinitamente, essendo priva di una base oggettiva; le misure prese in base ad essa, poi, sono del tutto contrarie all’ordinamento giuridico e, presto o tardi, i responsabili dovranno esser perseguiti. Il problema è che la fase successiva, presentata come la via d’uscita, si prospetta come qualcosa di molto peggiore. Non alludiamo alle varie teorie del microchip, del tracciamento individuale e del controllo sociale alla cinese, bensì a un progetto di cui qualcuno comincia a parlare come della soluzione geniale che starebbe per liberare l’umanità da questo genere di dittatura globale… per sostituirlo con un sistema di controllo ancor più completo di quello fin qui predetto dalla falsa controinformazione, che rientra anch’essa nella propaganda.

Il trucco, di per sé, è banale: prima ti creo una situazione mondiale di panico e incertezza che ti faccia sentire impotente di fronte a una cricca di miliardari che hanno in mano tutto; poi ti offro la salvezza identificandola con un sistema economico totalmente nuovo, destinato a rimpiazzare completamente quello attuale. I suoi paladini, votatisi a questa nobile missione per puro amore dell’umanità, sarebbero coloro che stanno combattendo il deep State americano, rappresentato da individui incredibilmente cattivi e corrotti: pedofili, satanisti e mangiatori di bambini (per assumere il loro adrenocromo). Pur senza escludere che tali orrori si compiano effettivamente nelle adunanze del rito egizio, dobbiamo ritenere che la disinformazione orchestrata dai poteri occulti usi tali notizie – mescolandole peraltro a fantasiose invenzioni che rincarino la dose – per provocare un sentimento di orrore insopportabile, capace di creare le condizioni emotive opportune perché la gente si getti nelle braccia dei “buoni” incaricati di salvarla… cadendo dalla padella nella brace.

La competizione tra l’élite globalista di ispirazione talmudica da una parte e, dall’altra, il partito dei patrioti dell’alleanza trumpiana, legato al giudaismo chassidico dei Lubavitcher, appare come un conflitto coordinato da un livello di potere che si colloca ancora più in alto e il cui obiettivo rimane invariato: il dominio assoluto del mondo mediante il controllo totale della popolazione, ridotta in modo drastico e completamente asservita. Se non sarà raggiunto dalla prima mediante la tecnologia informatica attualmente in uso, il medesimo risultato vuol essere ottenuto dal secondo per mezzo di una tecnologia ancora sconosciuta ma ben più invasiva, quella posta alla base del Quantum Financial System (QFS, Sistema Finanziario Quantistico), un sistema funzionante a una velocità impressionante grazie a una rete di satelliti la cui messa in orbita dovrebbe esser già iniziata. Il cospiratore supremo, in parole povere, pensa qualcosa del genere: «Prima ti soffoco stringendoti il collo con la mano dei globalisti, di cui ti fo pure sapere che sono dei mostri; poi ti offro la liberazione con la mano dei patrioti, così ti ci butterai spontaneamente e avrò agio di strangolarti con il tuo consenso».

Non essendoci lo spazio per descrivere quel progetto un po’ più in dettaglio, ci riserviamo di farlo prossimamente; per ora ci limitiamo ad anticipare che esso ridurrebbe l’incubo odierno a un bluff clamoroso. Per questo dobbiamo astenerci dal prendere troppo sul serio gli allarmi catastrofici, che potrebbero essere un mezzo per indurci alla disperazione e spingerci a cadere nella vera trappola. È fuori discussione, comunque, che dobbiamo continuare a resistere alle attuali imposizioni, che sono probabilmente funzionali alla svolta ancora ignota al pubblico. Qualunque cosa ci aspetti, in ogni caso, la priorità assoluta rimane la preghiera: un’insistente, fiduciosa, instancabile supplica volta ad ottenere dal Signore sia la forza interiore sufficiente per perseverare nella lotta, sia la luce necessaria per discernere le scelte giuste da compiere, sia, infine, la disfatta dei nemici di Dio e dell’uomo con l’annientamento dei loro piani. Per sollecitare in modo ancor più efficace l’intervento della Madre celeste, continuiamo a importunare il Suo castissimo Sposo perché l’intercessione di Lui lo affretti. Riconosciamogli non solo il titolo e la funzione di Patrono della Chiesa militante, ma anche quelli di Protettore dell’umanità intera, in particolare dei bambini.


sabato 25 dicembre 2021

 

Natale sotto dittatura

 

 

«Ecco Dio, il mio salvatore; agirò con fiducia e non avrò timore» (Is 12, 2). Questo santissimo giorno della Natività del Signore vi porti in dono la Sua pace. Non è un auspicio convenzionale né l’invito a un vago sentimento di serenità che vi sollevi illusoriamente il cuore solo per un attimo. Colui del quale celebriamo la nascita è veramente il nostro Salvatore, Emmanuel, il Dio-con-noi (cf. Is 7, 14). Egli, mediante la grazia, continuamente rinasce nell’anima dei penitenti e cresce in quella dei credenti, effondendo in essa i Suoi tesori d’amore e di consolazione. Per questo il cristiano – non certo per temerarietà, ma per genuino abbandono a Dio – bandisce la paura e pratica la fiducia: la certezza, donatagli dalla fede, dell’assistenza divina si trasforma, per mezzo della preghiera e dell’azione da essa sostenuta, in evidente esperienza di ciò crede.

Il regime, al contrario, sta operando di tutto per farci crollare psicologicamente, al fine di fiaccare la resistenza e spingerci a cedere ai suoi ricatti. Coloro che servono il demonio non tollerano proprio che qualcuno sfugga alla loro influenza, sottraendosi al loro dominio. Così l’informazione ufficiale continua ad atterrirci con reiterati allarmi, benché del tutto infondati: per giustificare le restrizioni, infatti, i consulenti dei vari governi manipolano i dati in modo da ricavarne previsioni catastrofiche, scegliendo criteri di analisi funzionali ai risultati che intendono ottenere in partenza, che sia in campo sanitario, energetico o ambientale. Altri annunci miranti a terrorizzare la popolazione, stremata da due anni di emergenza, sono quelli diramati dalla falsa controinformazione, gestita dai servizi segreti: instaurazione della legge marziale, caccia ai non-vaccinati casa per casa, segregazione forzata dei contagiati e deportazione dei renitenti in campi di concentramento…

Se questi scenari paiono difficilmente attuabili, ben più reali sono, per quanto illegali, le decisioni governative riguardanti l’obbligo vaccinale per diverse categorie di lavoratori. In questo caso, la consegna resta invariata: prender tempo tentando tutte le vie lecite per evitare o differire la cosiddetta vaccinazione. Paradossalmente, bisogna augurarsi di risultare positivi all’esame del tampone o di contrarre la variante omicron, che è più contagiosa per via della maggiore trasmissibilità, ma non è affatto pericolosa, avendo una carica virale molto meno forte. In sostanza questa variante endemica, conferendo l’immunità naturale, può funzionare come un vaccino tradizionale e, se Dio vuole, porrà fine a questa epidemia artificiale. Poiché tutto può cambiare in tempi brevi, non è sensato arrendersi poco prima, sottoponendosi a un trattamento sperimentale dagli effetti irreversibili.

Abbastanza serie sembrano le prospettive di calamità d’altro genere; la risposta giusta, tuttavia, non è l’agitazione ansiosa, ma una saggia previdenza. La prima incita a decisioni imprudenti e dannose, non sempre rimediabili; la seconda suggerisce ragionevoli precauzioni che non comportino un danno in caso di mancato avveramento delle previsioni. Rapidamente, per non guastare il giorno di festa, accenniamo a tre possibili eventi che potrebbero risolversi in un crollo dell’economia italiana, che l’anno scorso non è stato ottenuto con l’assurdo lockdown (termine preso in prestito, per inciso, dal gergo carcerario americano e indicante il regime di rigore inflitto ai detenuti più riottosi): una nuova chiusura generale, un prolungato blackout energetico, una guerra nell’Europa orientale.

La prima ipotesi non sarebbe giustificata senza un’altra campagna di terrore sanitario, che in realtà la propaganda di regime, nelle ultime settimane, ha già lanciato con discreto successo; basti osservare quante persone girano mascherate all’aperto. La seconda poggia sulla notizia dello spegnimento, per asseriti problemi di sicurezza, di ben quattro centrali nucleari in Francia, dalla quale dipendiamo per il rifornimento di energia elettrica; la mancanza di corrente paralizzerebbe, ovviamente, ogni attività lavorativa e non. La terza, infine, appare inevitabile, qualora la NATO dispieghi in Ucraina batterie missilistiche difensive che in pochi minuti possono però essere convertite con testate nucleari; da lì potrebbero raggiungere Mosca in tempi brevissimi, tali da renderne incerta l’intercettazione. In questa eventualità la Russia sarebbe infine costretta a reagire per semplici ragioni di sopravvivenza. Essa, peraltro, fornisce il gas che riscalda buona parte dell’Europa occidentale.

Il vero credente, prima di progettare iniziative rischiose che potrebbero condurlo proprio nelle fauci del drago, si colloca davanti al Signore per ascoltarne la voce soave, che sussurra ai cuori fiduciosi: «Non temere, perché io sono con te; non abbatterti, perché io sono il tuo Dio; ti ho rinvigorito, ti ho aiutato, la destra del mio Giusto ti ha raccolto» (Is 41, 10 Vulg.). San Girolamo traduce gli ultimi tre verbi al perfetto, indicando quelle azioni come fatti compiuti il cui effetto perdura nel presente. A noi può sembrare che il Suo intervento non sia ancora accaduto, ma sul piano soprannaturale non è così, sia perché la grazia è concessa subito a chi prega con fede, sia perché, nell’eterno Suo presente, è già realizzato ciò che, storicamente, non si è ancora verificato. Le affermazioni successive, che si riferiscono alla sconfitta degli empi e al trionfo dei giusti (cf. Is 41, 11-12.15-16 Vulg.), sono invece poste al futuro, benché l’aiuto sia già stato concesso: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti prende per mano e ti dice: “Non temere; io ti ho aiutato”» (Is 41, 13 Vulg.).

La reiterata rassicurazione divina non è tuttavia disgiunta da un salutare rimprovero. Nelle antiche collette degli ultimi giorni prima del Natale affiora in modo inequivocabile la consapevolezza della misura in cui le colpe dei fedeli sono causa delle loro tribolazioni e impediscono l’azione soccorritrice di Dio; di conseguenza si chiede che la Sua visita consoli quanti sono afflitti a causa della propria malvagità e che la Sua misericordia ne affretti l’intervento, ostacolato dai loro peccati. Il profeta Isaia esprime tale consapevolezza con una supplica struggente che dobbiamo far nostra: «Non c’è chi invochi il tuo nome, chi sorga e ti trattenga. Hai nascosto a noi il tuo volto e ci hai schiacciati con la mano della nostra iniquità. Ora, Signore, tu sei nostro padre, noi invece fango; tu sei il nostro artefice e tutti noi opera delle tue mani. Non adirarti, Signore, basta così! Non ricordarti più della nostra iniquità. Ecco, volgi lo sguardo: tutti noi siamo tuo popolo» (Is 64, 7-9 Vulg.).

Finché gli uomini non comprendono lo scopo di una prova disposta dalla Provvidenza per provocarne il ravvedimento, essa non ha termine. L’euforia natalizia di cui brulicano le vie dei centri storici fa invece percepire l’insensata rilassatezza di chi, pur di tornare alla “normalità”, ha accettato un suicidio a tempo – ammesso che ci sia qualcosa di davvero normale in questo consumismo nichilistico… Noi che abbiamo ricevuto l’incommensurabile grazia di aprire gli occhi, così da sfuggire al risucchio del nulla, abbiamo il compito di affrettare la fine del castigo. Sapendone la ragione e l’obiettivo, dobbiamo riconoscerne l’aspetto benefico e, di conseguenza, ringraziarne il Signore. Dimostrazione suprema di fede, abbandono e amorosa obbedienza a Dio – dopo avergli confessato i peccati, sia individuali che collettivi, e avergliene chiesto perdono – è il benedirlo nel bel mezzo della prova e a motivo della prova stessa, come i tre giovani ebrei nella fornace ardente (cf. Dn 3, 24ss).

Così facendo, possiamo ottenere dal Salvatore, come dono natalizio, l’arresto della mano omicida che hanno steso perfino sui bambini. Se è vero che gli strumenti umani utilizzati dalla Provvidenza per i Suoi scopi conservano il libero arbitrio, che li rende comunque responsabili, è altrettanto vero che il Creatore ha posto un limite al loro raggio d’azione, tenendo conto nella Sua prescienza anche della nostra intercessione. Per questo san Paolo ci raccomanda di rendergli note le richieste con la preghiera, la supplica e il ringraziamento anticipato (cf. Fil 4, 6), segno, quest’ultimo, della certezza di essere esauditi: «Tutto ciò che chiedete pregando, credete di averlo ottenuto e accadrà per voi» (Mc 11, 24). C’è però una condizione imprescindibile: che perdoniamo di cuore a chi ci ha fatto torto (cf. Mc 11, 25-26).

Nella notte più fredda e più nera, la Vergine in procinto di partorire, stremata dal viaggio e dalla ricerca di un alloggio di fortuna, riconobbe la mano di Dio che, tramite lo Sposo, L’aveva guidata in una povera stalla, ma riscaldata dal fiato di due animali profetizzati da Isaia: «Il bue ha conosciuto il suo padrone e l’asino la mangiatoia del suo signore» (Is 1, 3). La Luce del mondo veniva infine a rischiarare la notte della storia e di tanti cuori afflitti, infondendo in essi una gioia sconosciuta. Il di Maria aveva reso possibile l’imprevedibile svolta che imprimeva alla vicenda umana una nuova direzione. Chiediamo a Lei di avvolgerci nell’amore di Dio, così che, pur ponendo in atto tutto ciò che è in nostro potere, possiamo abbandonarci alla Sua impagabile provvidenza e sperimentare la pace che supera ogni intendimento (cf. Fil 4, 7).

Ecce Deus salvator meus; fiducialiter agam, et non timebo (Is 12, 2).