Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 12 giugno 2021

 

Fino a quando, Signore?

 

 

Excaeca cor populi huius, et aures eius aggrava, et oculos eius claude: ne forte videat oculis suis, et auribus suis audiat, et corde suo intelligat, et convertatur, et sanem eum (Is 6, 10).

Non sto cedendo allo scoraggiamento, ma mi sento schiacciato da un immenso dolore. Non ho il minimo dubbio che con l’aiuto di Dio rimarrò esente dalla somministrazione di un veleno fabbricato dall’uomo a partire da feti abortiti che provoca enormi danni all’organismo, dal sistema nervoso centrale a quello cardio-circolatorio e all’apparato riproduttivo, per non parlare dei fortissimi rischi di tumori e malattie autoimmuni; confido che vi ci opponiate tutti anche voi e prego per questo, mettendovi ogni giorno sotto la protezione del Preziosissimo Sangue. Ciò che mi dilania è il dover assistere, impotente, alla precipitosa corsa verso la rovina fisica e spirituale di milioni di concittadini illusi di affrancarsi così dal terrore del morbo o dalle restrizioni illegali imposte da marionette al soldo dell’alta finanza. Oltre al pericolo per la salute del corpo, c’è quello relativo al controllo della mente. Non è fantascienza: l’intruglio che viene inoculato contiene proteine magnetizzate che possono installarsi nel cervello e ricevere impulsi elettromagnetici capaci di determinarne le reazioni.

Dicono che una “vaccinazione” del genere sia stata effettuata in Ruanda, poco prima del massacro del 1994, allo scopo di spingere improvvisamente la popolazione, tramite l’irradiazione di onde, a comportamenti di una violenza belluina. Un altro fattore di cui tener conto, riguardo all’Africa, è la piaga endemica della stregoneria, che può ben aver contribuito a quello scatenamento dell’Inferno sulla terra. Da noi, come se non bastasse l’esercito di maghi e fattucchiere locali, le pratiche occulte di origine straniera si stanno diffondendo ampiamente grazie all’invasione pianificata dai poteri forti. Delitti particolarmente efferati sono espressione di culture non ancora trasformate dalla civiltà del Vangelo, ma avvinte nella barbarie dell’Islam o dell’idolatria. Il processo di disgregazione della società, già molto avanzato a causa del divorzio, ha conosciuto un’improvvisa accelerazione grazie alla mistificazione della pandemia, alla cosiddetta immigrazione e alla promozione della sodomia, tutti fenomeni programmati dai governi e dagli organismi internazionali.

Gli stessi burattinai che hanno orchestrato queste operazioni di ingegneria sociale sono intervenuti nello sviluppo dei singoli individui al fine di renderli facilmente manipolabili. La demolizione della scuola, la delegittimazione della figura paterna e la degradazione della donna da madre a prostituta, ottenuta con la moda, il femminismo e il libertinismo, hanno prodotto già più di una generazione gravemente danneggiata nell’essere stesso. Sono sempre più numerosi non solo i giovani, ma anche gli adulti che rivelano una mancanza pressoché completa di struttura morale e spirituale. Da un lato, la coscienza pare atrofizzata da un’ignoranza quasi assoluta della legge morale, la cui stessa idea pare in molti del tutto assente; dall’altro, la mentalità materialistica ha sradicato le nozioni di anima e di trascendenza, al punto che tante persone non sono più in grado di pensare qualcosa che non sia materia o che superi il mondo visibile. Tutto ciò ha inevitabili ricadute sulla vita e sulla condotta, i cui scopi sono confinati nell’immanenza e il cui orizzonte è chiuso dalla morte.

Tali sviluppi, oltre ad essere causa di un grave disagio psicologico, seppure non sempre ammesso o individuato, hanno provocato un vero e proprio cambiamento antropologico: ovviamente non nel senso di un’impossibile variazione della natura umana, ma in quello di un’alterazione del normale funzionamento degli uomini. Abbandonati a sé stessi, prigionieri della materialità e del momento presente, gli individui si ripiegano sul proprio piccolo ego, che si dilata a dismisura per colmare il vuoto lasciato dalla dimenticanza di Dio. L’ipertrofia dell’io che ne risulta si manifesta poi in forme più o meno spiccate di puerile egocentrismo e di ossessivo narcisismo. A livello etico e conoscitivo, ogni persona finisce col considerarsi l’istanza suprema e definitiva di giudizio su qualunque cosa. È pur vero che la coscienza rappresenta l’ultimo tribunale nel quale si decidono le scelte morali, ma a condizione che rispecchi limpidamente in sé la legge naturale e, per i credenti, anche quella rivelata, le quali devono essere ben note all’intelletto del soggetto deliberante.

L’indipendenza assoluta del singolo, consegnato alle sue valutazioni soggettive, volubili e prive di solido fondamento, costituisce paradossalmente proprio il presupposto che lo rende manipolabile a piacimento. Egli, infatti, non ha un’impalcatura interiore in cui inquadrare opzioni e proposte per discernere se sono lecite e opportune; la questione della liceità, anzi, non si pone nemmeno. Basta che una cosa materialmente fattibile sia presentata come vantaggiosa perché essa appaia non solo lecita, ma addirittura obbligatoria. Chiunque detenga una posizione che in qualsiasi modo lo accrediti presso il pubblico, allora, è in grado di determinare le scelte delle masse: che sia un governante, un giornalista, un conduttore televisivo, un personaggio dello spettacolo o un sedicente “esperto” di una qualche disciplina, la sua parola è un oracolo assolutamente indiscutibile e merita incondizionato ossequio della mente e della volontà. La funzione abbandonata dall’autorità ecclesiastica è stata immediatamente usurpata dai figli di Belial.

La geniale trovata di questi ultimi è che, in una società totalmente mediatizzata, si riduce di molto la necessità della sorveglianza e della coercizione da parte delle istituzioni, visto che c’è già chi le esercita capillarmente e con fanatico zelo: i familiari, i vicini, i parenti, gli amici, i colleghi… perfino chi ti incrocia per strada e ti fa una scenata perché non porti la fatidica mascherina pure sul naso. Tale asfissiante sistema di controllo sociale, per inciso, è da tempo in funzione, con grande efficienza, nella Repubblica Popolare Cinese, con la sola differenza che là affibbiano ai cittadini anche un punteggio che, al di sotto di soglie prefissate, li priva dell’esercizio di determinati diritti. Neppure da noi, comunque, è tanto divertente ritrovarsi i peggiori persecutori in casa o nell’ambiente di lavoro; è per questo che si rivela vitale avere uno spazio interiore in cui poter respirare, ritrovando serenità e fiducia. Ribadisco che non si tratta di una fuga nell’intimismo, ma di un’elevazione dell’anima che abilita a cogliere la realtà delle cose da un punto di vista privilegiato.

Tale posizione ci consente di conservare non solo la fede, ma anche l’uso della ragione e l’equilibrio psichico, oltre a proteggere la nostra salute fisica; è una grazia speciale di cui non ringrazieremo mai abbastanza il Signore. Essa ci permette altresì di sopportare lo strazio di vedere tanti parenti e conoscenti andare allegramente al macello. La carità fa sì che il cristiano soffra, più che per il penoso isolamento che subisce, per l’impossibilità di aiutare il prossimo per stornarlo dalla disgrazia che si procura da sé. L’ostinazione nel peccato e la sordità ai richiami di Dio, d’altronde, sono sciagure ben peggiori, di cui quelle temporali non sono altro che una delle conseguenze. Tentare di richiamare gli ottusi erranti – che sia sul piano spirituale o su quello materiale – non sortisce altro effetto che il loro ulteriore indurimento, oltre alle reazioni di violento rifiuto. È così che la predicazione della verità, se respinta, ottiene paradossalmente il risultato contrario, non certo per un difetto della verità stessa, ma per le disposizioni interiori di chi la rigetta.

Mai mi è stato chiaro come in questo frangente ciò che Dio disse al profeta Isaia: «Acceca il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, perché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi, né comprenda con il suo cuore, né si converta, né io lo risani» (Is 6, 10). Chi non vuole ascoltare provoca il proprio castigo con la sua stessa testardaggine; è una rovina che consiste anzitutto nei gravi errori che così è portato a commettere, fino a sprofondare talvolta in un abisso di immoralità, ma poi anche nel prestar fede alle menzogne del mondo assoggettandosi in tal modo alla sua tirannia, che oggi esige di acconsentire a perniciose indicazioni di terroristi di Stato che andranno processati per genocidio. L’azione delle cause seconde rientra comunque nei disegni divini, che la utilizzano per punire popoli ormai dediti al culto dell’impurità, con la conseguente profanazione di quel tempio vivente della Divinità che sono i corpi dei battezzati. Anche in questo si manifestano la sapienza e la giustizia di Dio, il quale permette che i colpevoli siano causa del loro stesso castigo esponendosi al flagello con la propria ostinata disobbedienza.

L’aspetto peggiore della punizione consiste però nella crescente estraneità al Creatore e Salvatore, origine e mèta dell’esistenza, fonte di ogni vera e duratura gioia. Isaia, ricevuto l’insolito incarico, domanda angosciato: «Fino a quando, Signore?». La risposta è fulminante: «Fino a che le città non restino deserte, senza abitanti, le case senza uomini e il paese devastato e desolato» (Is 6, 11). Come tutte le profezie, anche questa è condizionata dalla risposta degli uomini, che con la libera decisione di convertirsi hanno la possibilità di annullarne o attenuarne il compimento. L’indurimento dei cuori rende ben più difficile tale scelta, ma con la grazia tutto è possibile, purché la si chieda con fede e insistenza. Preghiamo, carissimi, preghiamo tanto per coloro che hanno bisogno di essere guariti dall’accecamento, così che la falcidie sia limitata al minimo e le imminenti sofferenze servano alla loro conversione. Se c’è un’anima pronta ad offrirsi vittima per la salvezza delle altre, è il momento di farlo, ma solo in assoluta obbedienza ad un padre spirituale dotto e sperimentato.

Exsurge, Christe, adiuva nos, et libera nos propter nomen tuum.


sabato 5 giugno 2021

 

«Quando tutto

sembrerà perduto…»

 

 

Nella congiuntura altamente drammatica in cui ci troviamo, può esserci d’aiuto un confronto con il momento in apparenza più tenebroso della storia umana, la morte di Gesù in croce. San Matteo la descrive come un’ora di oscurità assoluta, al culmine di un processo di totale capovolgimento della realtà. Il Messia, con lo stratagemma di Caifa, è stato condannato dal sinedrio per bestemmia, pur non essendosi dichiarato espressamente Figlio di Dio, ma avendolo suggerito in una forma avente implicazioni inimmaginabili per gli accusatori (cf. Mt 26, 63-66). Poi è stato tradotto davanti al procuratore romano con un’accusa politica, ma nemmeno questa poggiava su fatti concreti; Gesù, anzi, si era decisamente sottratto al tentativo della folla di farlo re (cf. Gv 6, 15). Una volta estorta da Pilato la pena capitale per un innocente con la sobillazione della folla, che da lui non ha ricevuto se non del bene (cf. Mt 27, 11-26), le autorità giudaiche si beano con disumano cinismo denigrando un uomo martoriato e inchiodato nudo al patibolo, dopo aver rigettato come un malfattore il Sovrano del cielo e della terra.

I detentori del potere, credendosi ormai vincitori su tutta la linea, perdono ogni freno, manifestando così fino a che punto la loro mente sia pervertita dalla manipolazione del reale. La parola di Gesù viene distorta a bella posta per metterlo in ridicolo; la Sua potenza miracolosa, che innumerevoli atti han dimostrato in modo irrefragabile, è fatta oggetto di vilipendio perché non usata a Suo vantaggio; la Sua intimità con il Padre è contestata per la mancata liberazione (cf. Mt 27, 39-43). La ripugnante ironia è talmente oltraggiosa da far trapelare la sua origine demoniaca: come già nel deserto, anche ora si fa leva sulla figliolanza divina e sulla missione regale di Gesù, deformate nel loro significato autentico, per tentarlo in modo estremo a fare i propri interessi o a dubitare dell’amore paterno (cf. Mt 4, 1-11). Il grido del moribondo, pur essendo l’inizio di una preghiera sfociante in un inaspettato esaudimento, suona effettivamente come una disperata ammissione di essere stato abbandonato da Dio (cf. Mt 27, 46; Sal 21,2). Intanto sono calate le tenebre in pieno giorno; gli astanti sono così crudeli da frenare addirittura l’estremo atto di pietà di abbeverarlo di aceto (cf. Mt 27, 45.48-49).

Proprio nel momento in cui il ribaltamento dell’ordine raggiunge l’acme, però, il dispiegamento del male si arresta e il processo si inverte: il peggiore crimine della storia umana, l’uccisione del Figlio di Dio, suggella l’opera della Redenzione e dà l’avvio al trionfo del bene, non di per se stesso, ma in quanto disposto da tutta l’eternità nei disegni divini e accettato dalla vittima come volontario atto d’amore. San Matteo registra i fatti straordinari che, nell’istante della morte di Gesù, manifestano il soprannaturale cambio di corso. Il velo che chiudeva la parte più sacra e inaccessibile del tempio si squarcia da cima a fondo, indicando così che chiunque creda nel Cristo crocifisso avrà d’ora in poi accesso al mistero divino attraverso il costato trafitto del Verbo incarnato, vero tempio della Deità, distrutto dagli uomini ma riedificato in tre giorni (cf. Gv 2, 19; 19, 34). La terra si scuote e le pietre si spaccano, ad indicare che anche la natura partecipa all’inversione di tendenza che imprime al mondo una nuova direzione. I santi dell’Antica Alleanza risorgono e, per mostrare che la morte è sconfitta, dopo la risurrezione appaiono nella Città santa (cf. Mt 4, 5; 27, 53), testimoniando altresì la fedeltà di Dio alle promesse rivolte ai Suoi servi fedeli.

Solo i sinedriti rimangono volontariamente esclusi dall’onda della vita che risorge. La loro condotta, d’altronde, ha dimostrato ampiamente di chi sono effettivamente al servizio. La torva insensatezza dei primi negazionisti della storia non si vergognerà neppure di corrompere i soldati posti a custodia del sepolcro, spingendosi fino all’assurdità di produrre – pur di negare la risurrezione – testimoni addormentati (cf. Mt 28, 11-13). Oggi è ancora il denaro a persuadere i demolitori della fede: quello riversato nelle casse delle facoltà teologiche nelle quali si è formata la gerarchia tedesca apostata e, indirettamente, pure buona parte di quella italiana e di quella latino-americana, influenzate dalle teorie degli pseudoteologi germanici. Anche nella società civile il potere finanziario ha innescato un processo di stravolgimento della realtà che, con la complicità ideologica e pratica di ecclesiastici corrotti, ha toccato il culmine nella colossale mistificazione della pandemia, dopo più di cinquant’anni di sovversione sistematica di ogni ordine e valore. Per non destar l’impressione di un pregiudizio, non insisterò sulla provenienza dei quattrini corruttori da quei banchieri che si considerano, a torto o a ragione, eredi dell’antico sinedrio.

Certamente la storia non si ripete mai in modo identico; si possono al massimo rilevare somiglianze tra periodi diversi. Ciò consente tuttavia di cogliere le costanti dell’azione divina e di presagire gli sviluppi, onde ricavare da questo motivi di speranza che spronino all’attiva collaborazione con la Provvidenza. Giusto una settimana prima che scoppiassero i moti parigini del 1830, la Madonna apparve a santa Caterina Labouré, nel cuore della notte, per predire le grandi sciagure che avrebbero colpito la Francia, rassicurandola al tempo stesso con la Sua promessa: «Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi; abbiate fiducia». La rivoluzione, quella volta, durò solo tre giorni e si concluse con l’insediamento di un re di tendenze liberali; la Santa Vergine aveva però accennato anche agli sconvolgimenti ben più gravi che si sarebbero verificati quarant’anni dopo, in seguito alla pesante sconfitta subita da parte della Prussia. Nel giro di poche settimane, nel 1871, Parigi avrebbe rivissuto gli anni del Terrore, assistendo alla fucilazione del suo Arcivescovo nel terrificante bagno di sangue in cui sfociò l’esperienza della Comune. Qualche giorno fa, per inciso, una processione indetta per il centocinquantesimo anniversario di quel martirio è stata violentemente aggredita da militanti di estrema sinistra.

Le vicende del passato insegnano che anche gli imperi, per quanto sembrino potenti, possono crollare in un batter d’occhio, in modo del tutto inaspettato. Le svolte, normalmente, non avvengono senza grandi sofferenze per i cattolici, i quali, presi dai rivoltosi per capri espiatori, pagano in effetti per i peccati del loro popolo. Con le lacrime e il sangue, però, la Chiesa si purifica e rinnova, ritrovando così la freschezza del suo amore e lo slancio della sua missione. Anche l’attuale sistema di potere transnazionale sta dando evidenti segni di cedimento, malgrado l’apparenza di forza sventolata dalla propaganda. Se qualcuno decide di dare in pasto alla stampa le comunicazioni riservate del dottor Fauci, vuol dire che i capi occulti han cominciato a buttare a mare le pedine per salvare sé stessi. Se la Commissione Europea dispone il ritiro dell’ivermectina, capace di curare in pochi giorni le varianti più infettive del Covid, significa che l’impalcatura innalzata per convincere la gente a vaccinarsi sta vacillando. Qualora poi, come extrema ratio, provocassero una guerra con la Russia, la disarticolata politica estera dell’Unione ne farebbe una facile preda dell’avversario, dal quale, peraltro, diversi Paesi dipendono per l’approvvigionamento di gas e di materie prime.

Non lasciatevi quindi impressionare né dalle manovre politiche con cui il potere tenta di sottometterci completamente, né dall’aggressiva ostilità di parenti, amici e colleghi passati alla nuova religione del vaccino e aspramente intolleranti verso chiunque non li segua. Possiamo pur avere l’impressione che, come dopo la morte di Gesù, rimangano solo pochi discepoli affranti e dispersi, ma dobbiamo soltanto attendere il terzo giorno. Come Giuseppe d’Arimatea si prese cura del corpo esanime del Salvatore, ancora unito alla Persona divina del Verbo, così san Giuseppe si sta occupando di noi, membra terrene del Corpo Mistico, che appare privo di vita a causa della contraffazione della fede e dell’apostasia pratica dei costumi, ma è pur sempre unito al Capo in coloro che Gli sono fedeli. Con il notabile, giusto e buono, che non aveva aderito alla decisione del sinedrio (cf. Lc 23, 50-51), un altro nobile personaggio, Nicodemo, profuse la propria generosità nella sepoltura del Maestro (cf. Gv 19, 39), testimoniando così un indefettibile attaccamento a Colui che aveva invano cercato di difendere appellandosi al diritto, ma scontrandosi con un arrogante rifiuto di argomentare in modo pacato e ragionevole (cf. Gv 7, 50-52).

«Io sarò con voi; abbiate fiducia». Qualunque cosa sia prevista nei piani divini, stringiamoci alla Madre celeste con l’appoggio dello Sposo: la consacrazione al Cuore castissimo di Lui ci ha ancor più spalancato l’accesso al Cuore immacolato di Lei, nostro sicurissimo rifugio. Abbandoniamoci sulle ginocchia materne come Gesù deposto dalla croce o come la giovane novizia Caterina, quella notte di luglio in cui l’Angelo custode la condusse in cappella in risposta alla sua richiesta. Sotto la protezione della medaglia che la Vergine le avrebbe mostrato il 27 novembre successivo, lasciamoci inondare dal fiume di grazie che Maria e Giuseppe hanno in serbo per noi, capaci di prepararci a sostenere qualsiasi evenienza. Intensificando l’impegno della crociata di preghiera, imploriamoli poi di manifestare l’uomo scelto da Dio per restaurare le condizioni della Chiesa terrena e per chiamare l’umanità a quella pace che scaturisce dalla conversione alla verità e dal comune riconoscimento dell’unico Salvatore. Coraggio, dunque: quando tutto sembra perduto, è il momento in cui vira la storia.


COME DOVREBBE PARLARE IL PAPA:

https://www.youtube.com/watch?v=0jMgMwF36A8


Per gli addetti ai lavori:

La scure (lascuredielia.blogspot.com)


sabato 29 maggio 2021

 

Invincibili guerrieri della Trinità

 

 

Un lettore mi fa notare che «da più di un anno, anche in area cattolica, non si fa altro che parlare del Covid e del vaccino, come se il tempo e il mondo si fossero fermati intorno a questi due argomenti. Purtroppo […] la dissoluzione avanza velocemente anche in altri campi». Particolarmente inquietanti sono «l’inarrestabile ascesa della teoria del gender e l’affacciarsi sempre più minaccioso della cancel culture». Non si può non concordare. Se anche qui ci siamo soffermati a lungo su questo problema, è perché ci troviamo in un’emergenza sanitaria del tutto inedita, dovuta non tanto a un agente patogeno non ancora ben identificato e, comunque, non così pericoloso come è stato presentato, quanto piuttosto all’approccio erroneo imposto dalle istituzioni pubbliche, all’insensata proibizione delle cure efficaci e all’imposizione di un prodotto sperimentale spacciato per terapia preventiva.

Il maggior pericolo proviene non dalla diffusione del “virus”, bensì dall’assurdità di una vaccinazione di massa effettuata nel corso di un’epidemia. Qualunque medico, se non è accecato dalla paura o dall’interesse, sa benissimo che un errore del genere non fa altro che peggiorare la situazione con la selezione di varianti più infettive; specialisti di altissimo livello stanno altresì mettendo in guardia dal pericolo del potenziamento anticorpo-dipendente, fenomeno che rafforza la malattia per mezzo del vaccino stesso. Una minaccia di tale gravità non deriva affatto da un abbaglio accidentale, ma risponde a un preciso programma politico che è stato espressamente rilanciato, venerdì 20 maggio, in un summit sulla salute globale tenutosi a Palazzo Chigi con la partecipazione dei personaggi più influenti della politica e della finanza. In tale occasione l’Italia è stata designata come capofila della campagna vaccinale mondiale.

Questa, tuttavia, è soltanto la forma più immediata ed evidente dell’attacco totale portato dai poteri occulti contro la società civile e contro gli individui. Una legge iniqua attualmente in discussione al Senato prevede che si possa esser sottoposti a processo per aver affermato che un essere umano è o maschio o femmina, oppure che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. Gli obiettivi della cosiddetta Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mescolano allegramente la sconfitta della povertà alla parità di genere, all’energia pulita e alla lotta contro i cambiamenti climatici, sono ampiamente propagandati nelle scuole di ogni ordine e grado. Visto poi che l’ignoranza dei nostri ragazzi, tenuti occupati con queste fole anziché con i programmi di studio, non è ancora assoluta, hanno lanciato una campagna di rifiuto violento della cultura occidentale, peraltro già radicalmente delegittimata da decenni di esaltazione delle tradizioni primitive, in ossequio ai più logori cliché del buon selvaggio di rousseauiana memoria.

Su un altro versante, non si può fare a meno di rilevare la sempre più intensa opera di manipolazione del clima, portata avanti con la sistematica emissione nell’atmosfera di sostanze chimiche capaci di alterare la meteorologia. Sebbene i soliti lealisti insistano sull’assenza di prove, chiunque è in grado di osservare, ormai da diversi anni, aerei che lasciano dietro di sé scie persistenti che in breve tempo si ingrossano e trasformano in nubi. Da qualche mese il cielo italico, normalmente terso e luminoso, appare quasi in permanenza velato da uno strato di “vapori” suscettibili di addensarsi rapidamente e provocare improvvisi rovesci. Ci sono giornate, nella capitale, in cui un inedito alternarsi di pioggia e sole dà l’impressione di trovarsi non sulle sponde del Tevere, ma su quelle del Tamigi. Fenomeni estremi si registrano ormai da decenni in ogni parte del mondo, con ogni probabilità provocati in modo artificiale, così da poter convincere le masse a rinunciare ai propri diritti per arginare non solo il terrorismo, ma anche il dissesto ecologico.

Se le perniciose attrazioni di questo circo non fossero sufficienti, c’è già chi paventa un’invasione aliena come nuova emergenza globale da cui difendersi. Pare però che lo strato di polveri emesse a certi livelli dell’atmosfera possa fare da schermo per la proiezione di ologrammi tridimensionali, sempre che non si tratti di manifestazioni diaboliche evocate dai satanisti che governano il mondo. Comunque sia, non dimentichiamo che, oggigiorno, una fotografia o un filmato non costituiscono necessariamente una prova, dato che gli strumenti digitali consentono di manipolarli a piacimento, come si è visto con la storia dell’11 settembre. L’ingegneria genetica, oltretutto, si è sicuramente spinta a livelli tali da permettere la creazione di veri e propri mostri. Una delle ultime scoperte circa l’uso di feti abortiti riguarda proprio la produzione di topi umanizzati, mentre pare che la clonazione umana, a dispetto delle proibizioni, abbia fatto passi da gigante. Per completare il quadro, occorre almeno accennare ai filamenti di biologia sintetica rinvenuti sui tamponi e nell’organismo di diverse persone.

Finora ho evitato di soffermarmi su questi temi allo scopo di non aggravare gli animi con ulteriori motivi di preoccupazione che potrebbero indurli allo scoraggiamento e alla depressione. Di fronte a tali sviluppi, si può facilmente cedere a un’impressione di totale impotenza. Lo smarrimento non fa che accrescersi dinanzi all’allegra spensieratezza di tanti che, ricevuta la fatale iniezione, si sentono finalmente liberi e giocondi. È il momento, perciò, di rientrare in sé stessi per dissolvere questa orribile sensazione con una risposta degna di credenti, fondata cioè su quello sguardo soprannaturale che consente di cogliere la realtà più vera: «Alla luce della fede, tutto, nella storia del mondo e negli avvenimenti della […] vita personale, […] appare come una manifestazione della volontà divina, che realizza i suoi eterni disegni fin nei più minuti particolari dell’universo. […] la croce è la grazia suprema della nostra configurazione a Cristo, […] attraverso tutte le notti della Chiesa militante si opera l’ascesa luminosa delle anime verso l’immutabile e beatificante Trinità» (M. M. Philipon OP, La Trinità nella mia vita, Roma s.d., 66).

Da un lato, va riconosciuto che ogni minimo dettaglio, tanto nelle vicende dell’umanità quanto nei fatti dell’esistenza individuale, è previsto e compreso nei piani della Provvidenza, la quale governa il mondo con infallibile precisione in vista del trionfo del bene. Dall’altro, la via obbligata di tale vittoria è quella della Croce, strumento della redenzione universale come pure della santificazione personale, che consiste appunto nella graduale conformazione al Crocifisso. Le notti purificatrici sono processi benefici e vivificanti sia per le singole anime che per la Chiesa terrena nell’insieme. Attraverso di esse, nonostante ogni apparenza contraria, si realizza un’ascesa luminosa; è proprio nel buio più fitto della prova che lo Spirito Santo, fiamma viva d’amore, brucia le scorie del peccato e fonde i cuori per riplasmarli. In questo martirio nascosto, la nuova creatura nata nel Battesimo si sviluppa e cresce fino alla maturità, se corrisponde con costanza e generosità all’opera della grazia che la forgia nel segreto. Il nostro sommo Re non ama limitarsi al minimo, ma vuole condurci fino alla perfezione, facendo di noi un capolavoro divino.

«Essere vittima della Trinità: è realizzare fino in fondo la grazia del proprio Battesimo e, attraverso tutto, lasciarsi divinizzare da Gesù. Niente può impedire ad un’anima la comunione di ogni istante alla vita intima della Trinità. Basta esser cristiani in ogni atto e comportarsi in ogni cosa con l’anima di Gesù. […] Una vittima della Trinità […] è un’anima mariana, alla quale il Signore ha rivelato il segreto di vivere in Maria per vivere meglio in Gesù Cristo. Essere vittima della Trinità è passare sulla terra come la Vergine dell’Incarnazione, crocifissa e corredentrice con Gesù Cristo, identificata a tutti i sentimenti dell’Unigenito Figlio del Padre, e per mezzo di Lei lasciarsi consumare in Lui, nell’unità della Trinità» (ibid., 69-70). Questa non è una fuga in una sorta di intimismo spiritualistico, ma un completo programma di vita per valorosi guerrieri del Regno di Dio, capaci di pregustare sulla terra, nel bel mezzo della lotta, finanche nelle sofferenze più acute, la beatitudine che ci è promessa, quella di partecipare per sempre a quell’esultante scambio d’amore che da tutta l’eternità costituisce l’ineffabile vita trinitaria.


martedì 25 maggio 2021


Se gli organizzatori non lo avessero allontanato, non lo avremmo notato né rilanciato.
Grazie di cuore!

(Condividete, condividete, condividete...)

sabato 22 maggio 2021

 

I nazisti, in confronto,

erano principianti

 

 

Tenebrae factae sunt in universam terram usque in horam nonam. Et obscuratus est sol (Lc 23, 44-45).

Da circa quindici mesi siamo ossessionati da un allarme sanitario creato ad arte e usato dal potere trasversale dell’alta finanza per imporre un’inedita forma di regime totalitario. Questo è tuttavia soltanto l’esempio più lampante di narrazione tossica inventata dall’oligarchia globalista in funzione dei suoi scopi di dominio. La bolla virtuale in cui si è lasciata imprigionare tantissima gente, ormai risucchiata dal televisore e dal cellulare, è satura di dottrine artificiali che pretendono di spiegare in modo esaustivo tutta la realtà (l’uomo, il mondo, la storia), indicando al contempo la direzione da seguire. Dall’evoluzionismo alla gender theory, dall’infallibilità della scienza al mito del progresso, dalla difesa dei diritti umani all’esaltazione della democrazia… tutte queste costruzioni intellettuali han finito col rimpiazzare, nella mente e nella vita delle persone, le evidenze della ragione e le verità della fede, respinte in blocco come espressione di anacronistico oscurantismo.

I signori dei poteri forti sanno bene che l’essere umano ha un bisogno vitale di certezze e di regole, dato che, a differenza di ogni altra creatura visibile, sa di esistere per un fine; di conseguenza sente un’esigenza insopprimibile di individuarlo mediante la conoscenza e di perseguirlo mediante norme morali. Ogni uomo, in parole povere, non può fare a meno di domandarsi perché sta al mondo, dove deve arrivare e come può riuscirvi. Il consumismo materialistico ha sostituito il fine ultimo, cioè la vita eterna, con il godimento e il benessere hic et nunc; ogni attesa per il futuro si restringe a un orizzonte puramente immanente, mentre tutti i timori si concentrano verso la malattia e la morte. In un contesto del genere, la progettualità di gran parte degli individui non va più lontano delle vacanze estive; il problema è dove andare e se sarà permesso. Pur di ottenere lo scopo, val bene obbedire a qualunque imposizione, fosse pure quella di fare da cavia per un preparato sperimentale.

Il rassegnato fatalismo con cui tante persone si sottopongono a un’inoculazione di cui pur conoscono o presagiscono i rischi è completamente irrazionale, a meno che non lo si interpreti alla luce di ciò che precede: di fronte a una minaccia, reale o presunta, che può privarle della libertà o della vita, è per loro preferibile correre un pericolo ancora indefinito e, comunque, apparentemente più lontano nel tempo, purché possano fare adesso ciò che vogliono. Un sistema di false certezze, in vista di un fine immediato, appiattito sul presente, consente di imporre un apparato di regole assurde che in realtà tolgono la libertà e, non di rado, anche la vita. Nella bolla artificiale della pseudocultura dominante è stato iniettato il virus della paura e interi popoli si sono sottomessi, proprio come nel regime nazista. Le uniche differenze sono che, ora, l’esperimento si è esteso su scala mondiale e che gli eredi dei suoi burattinai occulti, nel frattempo, sono andati molto più lontano.

Su tutta la terra, così, s’è fatto buio e il sole s’è oscurato. Sì, non soltanto il potere delle tenebre ha esteso ovunque il suo impero, ma è stata pure eclissata la sorgente della luce. Di fronte all’inaudito attacco alla libertà e alla sicurezza, la voce della gerarchia cattolica sembra, almeno in maggioranza, perfettamente concorde con la narrazione della psicopandemia e col connesso imperativo categorico della “vaccinazione”. Sappiamo bene che ciò è avvenuto unicamente per la permissione divina e che non durerà se non per un tempo limitato: fino all’ora nona. Possiamo però parimenti presumere che la vicenda del Capo debba compiersi anche nel Corpo con un momentaneo suo abbattimento. La compagine ecclesiale, priva di guide autorevoli, rischia lo sfaldamento, per non parlare del rischio di perdizione cui sono esposti tanti suoi membri a causa degli errori diffusi da chi dovrebbe invece insegnare la verità che salva. I pericoli cui sono esposti i fedeli, così, non sono solo quelli del corpo, ma anche e soprattutto quelli dell’anima.

Accade in effetti che prelati totalmente muti sul gravissimo abuso della vaccinazione obbligatoria ritrovino miracolosamente la favella per biasimare cattolici che han doverosamente espresso dissenso riguardo a una legge perversa e liberticida, che andrebbe – dicono – solo corretta e non affossata. Così la gente comune concluderà inevitabilmente che anche la Chiesa è d’accordo con presunti diritti di cosiddetti omosessuali e che gli sparuti contestatori non sono altro che pazzi furiosi. È successa la stessa cosa con la fecondazione artificiale, quando la conferenza episcopale sostenne una proposta legislativa che avrebbe dovuto “limitare i danni”, aprendo di fatto un varco che in pochissimi anni è diventato una voragine. Poiché queste posizioni non corrispondono affatto a quelle della maggior parte dei vescovi, vien da chiedersi da chi siano dettate. Comunque sia, visto che neanche un presule batte un colpo per distanziarsi dalle dichiarazioni del comitato centrale, l’invincibile impressione è che la C.E.I. si sia assimilata all’associazione patriottica cinese.

«Rinunciando a difendere Dio, i nostri Pastori hanno abbandonato gli uomini: tutti gli uomini, non solo i cattolici. Non hanno più nulla da dire all’uomo. Lo stesso discorso vale per tutti i movimenti e le associazioni cattoliche, tutte completamente assenti in questo frangente in cui si sta affermando una nuova dittatura anticristiana, tutte anestetizzate. Se non altro, questo frangente mette a nudo la reale situazione della Chiesa italiana» (Riccardo Cascioli, “La nuova bussola quotidiana”, 17  maggio 2021). Grazie a Dio, ci sono ancora laici lucidi e retti che riconoscono la radice del problema: da diversi decenni, ormai, la gerarchia cattolica non propugna più l’immutabile legge divina, ma basa tutta la morale sulla dignità della persona. In tal modo ha sostituito l’ordine oggettivo stabilito dal Creatore con i diritti soggettivi dell’individuo, lastricando così la strada delle attuali derive. Più passa il tempo, più si manifestano i danni devastanti del personalismo, del quale sono imbevute le teste dei chierici di oggi e, a cascata, dei fedeli.

Anche grandi movimenti e associazioni, che fino a ieri dominavano il panorama ecclesiale, si sono misteriosamente eclissati di fronte alla psicopandemia. Personaggi che, a proposito o a sproposito, erano onnipresenti nel pubblico dibattito han perso anch’essi la parola. Inspiegabilmente, la profezia s’è spenta proprio nel momento di maggior bisogno, abbandonando i proseliti al risucchio nel vortice della propaganda. Nemmeno Joseph Göbbels avrebbe mai sognato un risultato del genere: l’intera intelligencija cattolica al proprio servizio, dai tradizionalisti più tetragoni ai progressisti più spinti, tutti accomunati dalla medesima obbedienza cieca alle istituzioni statali ed ecclesiastiche, sia pure ferocemente criticate, per un verso o per l’altro, fino al giorno prima. Gli unici fuori dal coro, quanti ancora ragionano correttamente in base al senso comune e, se credenti, anche al sensus fidei. Non siamo poi così pochi, in realtà, ma difficilmente la nostra voce riesce a forare la cappa dell’omertà e della censura, che trasforma le invenzioni in verità indiscutibili e, viceversa, i dati oggettivi in fake news da complottisti.

Le varie teorie artificiali che riempiono l’odierno panorama sociopolitico-culturale non sono affatto scollegate, come potrebbe apparire a uno sguardo superficiale: esse convergono tutte nell’instaurare un sistema totalitario di una durezza e pervasività mai viste prima nella storia umana. È certamente necessario tenersi informati e reagire con ogni mezzo lecito, ma innanzitutto rivolgersi a Colui che governa l’universo per chiedergli con assillante insistenza di suscitare i Suoi eletti sia nell’ambito civile che in quello religioso, i quali, con la Sua potenza e per Sua disposizione, sappiano aprire gli occhi alle folle accecate, sventare quest’immane crimine contro l’umanità e sgominare i nemici del bene. Se desideriamo questo unicamente per la Sua gloria, con cuore puro e indiviso, vedremo ancora le meraviglie della Sua misericordia. Se invece persistiamo nel culto dell’uomo e della natura, saremo divorati dal mostro che esso stesso ha generato.