Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

Vaccinazione sì o no? Una parola definitiva


Nota teologico-morale

sulla liceità e imputabilità

della vaccinazione

 

 

Il quesito sulla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2 va affrontato a due livelli: quello medico-scientifico e quello teologico-morale.

Sul piano scientifico, occorre anzitutto osservare che quelli attualmente utilizzati in molti Paesi non sono vaccini propriamente detti, bensì presidi di terapia genica. Essi, per esplicita ammissione delle stesse case produttrici, non garantiscono affatto l’immunizzazione; d’altra parte, non essendo stata eseguita un’adeguata sperimentazione, se ne ignorano completamente gli effetti collaterali a medio e lungo termine, mentre in ogni parte del mondo sono già state registrate frequenti reazioni avverse immediate, non esclusa la morte. Esperti qualificati avvertono che la presenza di RNA messaggero, con ogni probabilità, non ha l’unico effetto di stimolare la sintesi della proteina Spike, ma potrebbe causare un’interazione con il DNA, comportando conseguenze deleterie per tutto l’organismo. Alla luce di questi dati di fatto, con una tale sproporzione tra rischi altissimi e benefici del tutto aleatori, risulta irragionevole assumere un farmaco ancora in fase sperimentale, mentre è assolutamente illecito e illegale imporne l’assunzione contro la volontà dell’individuo.

Sul piano morale, il problema va esaminato sotto tre diversi aspetti: produzione, somministrazione e ricezione del farmaco; ognuno dei tre va ulteriormente considerato dal punto di vista della liceità e da quello dell’imputabilità dell’atto.

1) Se per approntare un farmaco, in fase di ricerca e di sperimentazione, viene utilizzato materiale biologico umano di origine illecita (embrioni ottenuti mediante fecondazione artificiale oppure feti volontariamente abortiti), la sua produzione è assolutamente proibita in qualunque caso. Ogni tipo di cooperazione deve essere esclusa, trattandosi di gravissimi attentati alla vita umana compiuti con l’intenzione diretta di procurare ai ricercatori e agli sperimentatori organi, tessuti e linee cellulari; la selezione di queste ultime richiede molteplici esperimenti e, di conseguenza, un elevato numero di soggetti uccisi per il prelievo, eseguito su organismi vivi. Tali atti sono sempre imputabili, dato che presuppongono necessariamente la piena avvertenza e il deliberato consenso, a meno che non vi sia errore invincibile circa la natura dell’embrione e del feto, ipotesi comunque poco plausibile, attesa la disponibilità di informazioni scientifiche al riguardo.

2) La somministrazione di un farmaco la cui produzione richieda l’aborto, il quale ne costituisca una condizione indispensabile, non è mai lecita, né a scopo di cura né, tantomeno, di prevenzione. Un fine buono non giustifica un mezzo cattivo: perciò non è consentito ricorrervi neppure nel caso in cui vi sia pericolo immediato di vita e non esistano altri mezzi per evitare la morte; ancora meno è permesso nel caso di una vaccinazione, che si esegue su persone sane, le quali possono premunirsi da una malattia anche in altri modi. Né le cure né la prevenzione, d’altro canto, sono obbligatorie, né a livello morale né a livello legale; è semmai doveroso, qualora si sia affetti da una malattia infettiva, prendere opportune precauzioni per non contagiare altre persone. Il grado di imputabilità della somministrazione di un farmaco illecito, poi, dipende dall’avvertenza della natura dell’atto e dalla sua volontarietà. Con i moderni strumenti di conoscenza non è affatto difficoltoso ottenere informazioni attendibili in proposito, ma può facilmente accadere che gli operatori sanitari vi siano obbligati per dovere d’ufficio.

3) Alla luce di quanto asserito, la ricezione di un farmaco illecito è anch’essa proibita, a prescindere dall’approvazione o meno delle modalità in cui esso è stato prodotto. Dato che ogni farmaco è stato elaborato con il preciso scopo di essere messo in commercio e assunto dal consumatore, l’acquisto e l’assunzione costituiscono una forma di cooperazione attiva alla sua produzione. Se in nessuna delle fasi di quest’ultima si presentano problemi di natura morale, non c’è colpa, pur permanendo peraltro l’esigenza di una prudente valutazione degli effetti collaterali; se invece tali problemi sussistono e sono noti o facilmente conoscibili, non è lecito né acquistarlo né assumerlo. Per quanto riguarda l’imputabilità dell’atto, nondimeno, essa rimane condizionata a) dal grado di avvertenza e b) dalla perfezione o meno del consenso.

a) L’errore soggettivo attenua la colpevolezza dell’atto in modo inversamente proporzionale alla misura in cui, nel giudizio erroneo, è implicata la responsabilità personale. Se un fedele cattolico compie un atto cattivo attenendosi al responso erroneo di un superiore gerarchico appositamente consultato, l’atto che commette è sostanzialmente non imputabile, a meno che il fedele non abbia la capacità di valutare il grado di autorevolezza del parere udito, cioè se si tratti di un’espressione del Magistero autentico (che esiga il religioso ossequio dell’intelletto e della volontà) o di un’opinione privata, non coperta dall’autorità del munus docendi e non garantita dalla grazia di stato. Perché il Magistero ordinario non infallibile possa obbligare la coscienza, in ogni caso, è necessario che le sue dichiarazioni siano conformi alle norme della retta ragione, evitando di ribadire i principi in astratto per poi contraddirli nell’applicazione. Inoltre, i documenti emessi in proposito dalla Santa Sede negli ultimi quindici anni, attesa l’esiguità del periodo di tempo, non possono esser considerati espressione di un insegnamento costante e irreformabile.

b) Il consenso imperfetto (se dovuto a incertezza, ignoranza o debolezza, anziché al compromesso) è un’altra causa di attenuazione della responsabilità morale. Nel caso in cui l’esecuzione di un atto cattivo, poi, sia ottenuta mediante violenza fisica o morale, oppure per mezzo di timore grave ingiustamente incusso, l’atto non è per niente imputabile. Il fedele cattolico, in conclusione, deve rifiutare categoricamente la vaccinazione, appellandosi a ragioni di coscienza ed esigendo il rispetto del suo inalienabile diritto all’integrità fisica; qualora, tuttavia, vi sia obbligato con la forza, non ne porta la colpa. La virtù esercitata in grado eroico può richiedere la resistenza ad oltranza, malgrado le gravi conseguenze prevedibili (perdita del posto di lavoro, esclusione sociale, limitazioni alla libertà di movimento); tale scelta non è però obbligatoria, soprattutto per i coniugati con figli, tenuti per dovere di stato ad assicurare alla famiglia il necessario sostentamento.

Quest’ultima osservazione, riguardante il grado di colpevolezza in caso di cedimento per violenza o timore tali da richiedere l’esercizio della virtù in grado eroico, non esime il soggetto dall’ineludibile dovere di cercare tutti i modi possibili per evitare l’assunzione o la somministrazione di un farmaco moralmente illecito, tenuto conto anche del fatto che può difendersi in sede giudiziaria o ricorrere all’obiezione di coscienza. Gli stessi obblighi nei confronti della famiglia, d’altronde, impongono non soltanto il dovere di conservare, nei limiti del possibile, il posto di lavoro, ma anche quello di preservare la salute dai probabili danni causati da un farmaco sperimentale.

Un’ultima osservazione sulle argomentazioni miranti a dimostrare la liceità della vaccinazione. Esse appaiono come sistemi formali chiusi su sé stessi, sprovvisti di un fondamento adeguato nella realtà. Infatti esse fanno generalmente astrazione di tutta una serie di dati oggettivi che hanno un’incidenza sul giudizio morale e dai quali, di conseguenza, non si può prescindere. Nel caso esaminato, si tratta di evidenze che non sfuggono a nessuno:

- chi si vaccina non è affatto in pericolo di vita;
- la prevenzione può essere effettuata anche in altri modi;
- la malattia provocata dal SARS-CoV-2, eccetto casi relativamente rari di complicanze gravi, si cura in forma domiciliare con farmaci comuni e accessibili a tutti.

Anche ammesso che sia internamente ineccepibile, un procedimento logico-formale, se basato su premesse false, non può fornire se non un risultato erroneo. Questo è inevitabile ogniqualvolta si decide a priori di scartare dall’esame uno o più dati pertinenti; se poi uno si rifiuta sistematicamente di prenderli in considerazione, induce a supporre una decisione previa di pervenire in ogni caso a una conclusione prestabilita. Questa impressione è ulteriormente rafforzata dal frequente ricorso esemplificativo o a casi ipotetici debolmente analoghi o a casi fittizi del tutto irrealistici in quanto mancanti di qualunque rapporto con la realtà, nota o conoscibile. Parimenti sospetta è la tendenza a dilatare a dismisura, senza indicare un preciso criterio di discernimento, l’ambito discrezionale della virtù di prudenza. Un tale modo di procedere non depone certo a favore dell’onestà intellettuale. La malizia, in questo caso, è tanto più grave quanto più alta è la posta in gioco: la salute sia del corpo che dell’anima.

N.B. Chi non appartiene alla Chiesa docente oppure è fuori della comunione gerarchica, essendo sprovvisto di ogni autorità in materia dottrinale, non ha alcun diritto di fornire responsi in campo morale e perciò se ne deve astenere.


16 commenti:

  1. INVITO TUTTI AD INFORMARSI
    SU QUESTO "DELICATO"ARGOMENTO.LE NOSTRE"GUIDE"sono uscite dai "BINARI"💥🌠🌟...

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  2. Lei Elia appartiene alla comunione gerarchica, appartiene alla chiesa docente?

    Lo dico in coerenza con questo scritto che in ampia parte condivido, ma di cui non condivido l'NB finale.

    Il fatto di non avere autorità dottrinale non esime dall'insegnare all'ignorante e dal consigliare i dubbiosi che sono i primi due doveri di carità cristiana spirituale, nè impedisce a chi conosce una verità dottrinale di fornire consigli in campo morale, pur se quei consigli dovessero restare senza alcun valore in termini di autorevolezza gerarchica. La Verità viene sempre dallo Spirito Santo insegna San Tommaso, tutti possono dire la Verità e a nessuno può essere impedito, con buona pace di clericalisti e impostori più o meno infeudati nella bolgia vaticana.
    E' ovvio poi che in ambiti più delicati o controversi sia opportuno molte volte astenersi anche da un semplice consiglio, ma andrebbero fatte opportune puntualizzazioni a questo NB assai discutibile e visto che ci siamo sarebbe anche utile sapere Lei in che modo appartiene alla gerarchia e in che tipo di comunione, non tanto per polemizzare, quanto per contestualizzare meglio anche il concetto di onestà intellettuale.

    Matteo

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    1. Carissimo Matteo, sono un sacerdote cattolico con una regolare posizione canonica; appartengo pertanto alla Chiesa docente, seppure a un grado non elevato.
      Non intendo impedire a nessuno di praticare le opere di misericordia spirituale, come insegnare agli ignoranti e consigliare i dubbiosi. Anche informare gli altri circa una verità morale certa e conosciuta è un dovere per tutti. Qui si tratta però di una questione controversa, che non può essere definita da chi è privo di autorità dottrinale.

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  3. venerdì 2 aprile 2021
    L'ex vicepresidente della Pfizer, mette in guardia contro la vaccinazione COVID su larga scala e ne illustra i pericoli
    http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2021/04/lex-vicepresidente-della-pfizer-mette.html

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  4. La fretta di vaccinare tutta da popolazione mondiale da parte dei “padroni” mi fa sorgere il sospetto, e non da ora, che il vaccino sia un paravento per iniettare nelle persone qualcosa d’altro. I mezzi tecnologici avanzati di cui dispongono accresce sempre di più questa ipotesi. D’altra parte in condizioni diverse chi si sarebbe fatto impiantare un microchip sulla mano destra, sogno di questi demoni? E allora......... Forse sono una sognatrice ma io fin dal primo momento che ho acquisito informazioni su questi vaccini, preparati da ben oltre il tempo ufficiale, ho nutrito questo sospetto.
    Vorrei tanto un suo parere

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    1. Il Suo sospetto mi sembra ben fondato: è una ragione di più per rifiutarsi categoricamente di ricevere il "vaccino".

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  5. Scusi, Lei che rifiuta ogni contributo in campo teologico (anche quello di laici competenti e qualificati, oltre quello della Chiesa Docente), non ha timore ad avventurarsi in un campo totalmente estraneo ai suoi studi ? Si qualifichi, é forse laureato in Medicina ? Lavora presso qualche ospedale/clinica universitaria ? Ha scritto delle vere e proprie bufale dal punto di vista scientifico. È falso che il vaccino a RNA possa modificare il nostro DNA. Si documenti. Basta leggere il sito AIFA. Quella frase é passibile di denuncia alle autorità sanitarie. Sta spargendo fake news, non si vergogna ? Dal punto di vista teologico - non ne parliamo - sta scrivendo delle aberranti tesi prive di ogni senso logico. Dia un'occhiata a questo sito, https://ontologismi.wordpress.com/2021/03/18/e-mai-moralmente-lecito-utilizzare-i-risultati-convenienti-delle-azioni-cattive-altrui-e-se-si-a-quali-condizioni-stephan-kampowski/ vedrà che si chiarirà le idee. Lei risponde ad un Vescovo ? In quale diocesi é incardinato ? Sono pericolose queste affermazioni.

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    1. Non sono io che ho ipotizzato che il vaccino a RNA messaggero possa modificare il DNA: lo sostengono scienziati come Loretta Bolgan e Stefano Montanari; io non ho fatto altro che riportare le loro opinioni. Fidarsi dell'AIFA, i cui funzionari sono anche consulenti di grandi aziende farmaceutiche, mi sembra decisamente rischioso.
      Ho letto l'intervento di Kampowski, ma la sua tesi, nel caso presente, non regge: qui non abbiamo un utilizzo isolato del risultato conveniente di un atto cattivo, ma tutto un sistema di produzione e di profitto che presuppone l'aborto praticato su larga scala in funzione della ricerca e della sperimentazione.

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    2. il bombo non potrebbe volare però vola perché non lo sa...
      https://www.sinistrainrete.info/societa/19737-leopoldo-salmaso-vaccini-covid-e-il-paradosso-del-calabrone.html

      Carino il principio di cautela riassunto nella frase finale,

      A: Stiamo sforando i tempi della seduta odierna… Ci dica un’ultima cosa, dottore: perché dovremmo credere ai pochi come lei, invece che ai molti più blasonati?
      S: Perché i molti fanno la scommessa sbagliata: noi pochi scommettiamo che, lanciando un dado, può uscire qualsiasi numero da 1 a 6. I molti escludono che possa uscire 1.

      E infatti pare che qualcosa di improbabile ma possibile sia stato scoperto recentemente su science advances....

      New discovery shows human cells can write RNA sequences into DNA
      https://phys.org/news/2021-06-discovery-human-cells-rna-sequences.html
      Polθ reverse transcribes RNA and promotes RNA-templated DNA repair
      https://advances.sciencemag.org/content/7/24/eabf1771

      E così, come disse il grande bardo,
      Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia

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  6. Al via Microchip su base volontaria
    by Davide Zedda - 27/06/2021
    https://numero6.org/attualita/il-documento-ufficiale-governo-iss-al-via-microchip-su-base-volontaria/

    Carissimo Padre,mi spiace tediarla ma solo per doverosa conoscenza Le invio questa informazioneinchiesta del giornalista Zedda Davide che ho trovato per caso. A Sua discrezione il pubblicarla o meno considerando che molti lettori sono gia'assai provati.E' per questa ragione che la invio qui.
    Ave Maria!

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    1. Laddove non è dato di accedere ai documenti, raccomando prudenza e senso critico.

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  7. Caro Padre, la seguo sempre con piacere e le sue parole contribuiscono non poco ad aiutarci a restare fermi nei propositi di NON vaccinarci e saldi nella Fede. Cio' che Lei condivide con noi trova conferma anche in altri Testimoni quali Aldo Maria Valli, M.Tosatti, la D.ssa Bolgan. Ma mi è capitato di leggere proprio qualche giorno fa un articolo di Antonio Socci (Lo Straniero) dal titolo "Ognuno è libero di vaccinarsi o no"......dove si lancia quasi con rabbia contro noi Cattolici che siamo contrari al vaccino citando luminari quali de Mattei o P. de Marco....Sono rimasto deluso e amareggiato per ciò che ha scritto un giornalista che ammiravo ed apprezzavo. Le chiedo un suo parere Padre su questo articolo. La ringrazio, Francesco

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    1. Né Socci né De Mattei hanno titolo per orientare le nostre coscienze. Stiano al loro posto e si preoccupino di ciò che dovranno rispondere a Dio al momento del loro trapasso.

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  8. .. proprietà del grafene che risulta essere più conduttivo del rame, 300 volte più resistente dell'acciaio e con particolari proprietà ottiche. Il grafene è il materiale più sottile al mondo con uno spessore di appena 0,3 nanometri e può migliorare le prestazioni di molti prodotti esistenti sul mercato. Il sandwich di grafene ad esempio, risulta essere un perfetto semiconduttore. Nel sandwich di grafene (due strati di grafene e in mezzo uno strato di nitruro di boro oppure di solfuro di molibdeno ) si crea il 'gap di energia' che serve a trasformare il materiale in semiconduttore...
    https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2013/01/ue-il-piu-grande-premio-di-eccellenza-nella-ricerca-ai-progetti-grafene-e-cervello-umano

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