Quale prezzo
per quale rinascita?
Quando non ha più memoria né mete cui tendere, una civiltà muore (graffito del XXI secolo).
«Maybe coffee…», risponde con aria distratta la turista
americana al marito che le domanda cosa voglia per colazione. I nuovi barbari
che hanno invaso le nostre belle città, spargendosi ovunque come cavallette e
lasciando dietro di sé disordine e sporcizia in aggiunta a quelli già
esistenti, non mostrano la capacità di apprezzare l’arte e la storia, ma
“divorano” ciò che incontrano fotografando tutto in modo compulsivo e
consumando l’elettrizzante emozione di farsi immortalare in luoghi resi celebri
dal cinema. Nella febbre del viaggio iniziata dopo la cessazione delle
restrizioni “sanitarie”, tuttavia, quel che sembra prevalere è la terribile
noia lasciata dalla possibilità di andare dappertutto e di provare, dopo
estenuanti file, ristoranti e gelaterie segnalati nella Rete, senza un criterio
né uno scopo, bensì giusto per godersi le mirabolanti opportunità del mondo
globalizzato.
Dove va l’umanità?
Il fatto più tragico della vita in questo Paese di Bengodi è che
gli individui, da un lato, non sono più capaci di scegliere nell’eccesso di
offerta, per cui lo fanno in modo casuale, attanagliati come sono
dall’indifferenza; dall’altro, non si accorgono più di niente, con la mente e
il cuore risucchiati dagli smartphone, da soli e in compagnia, seduti e
mentre attraversano la strada, al mare e in montagna, di giorno e di notte. Non
si accorgono di chi li truffa o li borseggia; non si accorgono di chi, accanto
a loro, ha bisogno o sta male; non si accorgono delle scie che solcano i cieli
per impedire le piogge e trasformarsi in una cappa asfissiante… L’osservazione
diretta della realtà è stata sostituita da una rappresentazione digitale della
realtà che viene ormai presa per l’unica vera; chiunque si azzardi a sollevare
il minimo dubbio è guardato come un pazzo.
Questa è la situazione ideale per chi intende manipolare le masse;
del resto, essa è risultato di una globale operazione di ingegneria sociale che
non ha risparmiato neppure i “migranti” africani, tutti muniti di cellulare e
assorbiti come gli altri nel mondo degli algoritmi. Cosa stia davvero accadendo
è per i più un enigma che pochi, peraltro, si sforzano di decifrare; la maggior
parte degli uomini si fida ancora dei telegiornali e dei sedicenti professionisti
dell’informazione, proprio come all’epoca della pandemenza. I mezzi di
comunicazione continuano però sfacciatamente a vomitare menzogne sulla guerra
ucraina e su quelle mediorientali, sulla politica americana e su quella
europea, sulle insidie della Russia e su quelle della Cina – almeno per coloro
i cui interessi non si limitano al campionato di calcio o ai divi dello
spettacolo.
Se qualcosa sembra chiaro, è che la globalizzazione orchestrata
dalla City londinese è in seria crisi. Il gigante cinese, apparentemente
addomesticato ai fini della deindustrializzazione dell’Occidente e della sua
riduzione in schiavitù economica, ha fatto il doppio gioco. Stabilendo rapporti
diretti con gli Stati Uniti, esso ha scavalcato l’intermediario britannico, che
lucra immani fortune sugli scambi commerciali e ricatta finanziariamente mezzo
mondo. La Cina, d’altronde, vanta una civiltà antica di cinque millenni, con la
sua finissima sapienza strategica e tattica; estremamente arduo è cogliere cosa
pensi davvero un dirigente cinese, al di là della cortesia di rito e delle
rassicurazioni esibite. Analoga osservazione vale per i persiani e gli
orientali in genere, che si prendono gioco con grande disinvoltura degli
occidentali pragmatisti e utilitaristi.
Neanche i banchieri aschenazisti (che probabilmente non sono di ascendenza
israelitica) riescono a competere con i popoli d’Oriente, che forse la
Provvidenza ha scelto per limitare il loro disumano strapotere. È proprio qui
che si arresta, misteriosamente, l’acume di tutti gli analisti alternativi che
contestano l’informazione mainstream: il nome di quegli usurai,
speculatori, truffatori, schiavisti, satanisti e pedofili non compare mai,
avvolto com’è in una coltre di omertà. Eppure è risaputo che sono loro a tirare
i fili dell’alta finanza, benché divisi in due fazioni, almeno in certo grado,
rivali: i globalisti e i sovranisti. Sono due cosche mafiose che
si confrontano in modo che nessuno possa assumere un potere eccessivo; il
conflitto, reale a un certo livello, è però coordinato al vertice ai fini di un
dominio universale cui nessuno sfugge.
Letture insufficienti e perciò ingannevoli
Quanti inneggiano all’affrancamento di potenze sovrane dal giogo
globalista fingono di ignorare che, dietro le une come dietro l’altro, ci sono
società segrete dalla facciata umanitaria, come i Lubavitch e i Bᵉnè
Bᵉrîth. Possono pure divergere le rispettive posizioni ideologiche
(contrarie o favorevoli all’annullamento delle identità sessuali, culturali e
nazionali), i modi in cui perseguono l’obiettivo (veloce con guerre e
rivoluzioni, lento con la graduale inversione dei valori), i mezzi di cui si
servono per ottenere il controllo totale dell’umanità (il Sistema Finanziario
Quantistico o l’identità digitale), ma lo scopo è lo stesso: dominare il mondo
per rifarlo secondo i dettami del diavolo, cancellando il cristianesimo e
riportando le lancette dell’orologio a un minuto prima dell’Incarnazione; in
poche parole, è un fine prettamente anticristico.
Ovviamente la realtà politico-finanziaria, con le sue ramificazioni
e contrapposizioni intermedie, è più complessa di quanto mostri questa sommaria
bipartizione, la quale rimane però, a nostro avviso, fondamentalmente vera.
Essa risulta utile pure per comprendere, per quanto possibile, le dinamiche
della competizione per il controllo della Chiesa Cattolica, conteso dalle due
fazioni giudaiche. Negli ultimi decenni sembra per lo più aver prevalso quella
globalista, specialmente con Bergoglio. Il suo successore, probabilmente
imposto dall’ala sovranista, pare però affiliato piuttosto a quell’altra, vista
la sua felpata prudenza sull’Ucraina e, di contro, il marcato pacifismo
riguardo all’Iran, con cui ha provocato la rabbiosa reazione del suo
presidente. Non meno significative sono le frequentazioni britanniche: un
sovrano eretico e una pazza mascherata da vescovo…
A Parigi (dove fu iniziato il nunzio Roncalli) si è trovato a dover
parlare prima di fronte a istituzioni che sono espressione della dottrina
sinarchica di stampo francese (da cui discende il multipolarismo e il progetto
di una Chiesa asservita allo Stato), poi di fronte ai rappresentanti di
un’agenzia delle Nazioni Unite che usa la cultura e la scienza come strumenti
di omologazione universale. Bisogna dargli atto di esser riuscito in un’impresa
assolutamente impari per il suo predecessore: compiacere gli uni e gli altri
nel giro di poche ore, con buona pace dei vari commentatori cattolici di stampo
conservatore, che hanno osannato il coraggio di rivendicare alla religione uno
spazio pubblico e alla Chiesa Cattolica piena libertà d’azione… sì, ma come
organizzazione socialmente utile, non certo come portatrice dell’unica verità
che salva in virtù della fede in Gesù Cristo.
La dimensione religiosa, in effetti, è definita una risorsa
educativa da sfruttare in vista del benessere di tutta la società –
una società considerata nella sua multietnicità come fatto compiuto, nella
quale la Chiesa, fra tante altre istituzioni, è un ente benefico che, in un
rapporto di sana complementarità con lo Stato, è chiamata a realizzare
una sana cooperazione, sebbene a diverso titolo, a servizio del bene
di tutti, ossia della vocazione personale e sociale degli uomini. Qui,
oltre a non definire mai il bene o benessere di cui si parla né la vocazione
attribuita all’uomo né la vita auspicata per il mondo (e neppure, di
conseguenza, ciò che rende sano qualcosa), si presuppone che lo Stato sia un
ente per lo meno paritario rispetto alla Chiesa, idea che il Magistero
pontificio ha sempre respinto come falsa, per non dire che tale pretesa parità
si risolve inevitabilmente in un prevalere dello Stato.
Ancora il doppio registro
Come quello rivolto in Gennaio al Corpo diplomatico accreditato
presso la Santa Sede, qui citato due volte, anche questo discorso, che con un
po’ di buona volontà si può pure intendere in senso cattolico, si attaglia
perfettamente alle dottrine massoniche, come del resto suggerisce, in esordio, l’elogio
dei pensatori dell’Umanesimo, del Gran Secolo e, soprattutto, dei Lumi… ossia
“filosofi” che coltivarono l’occultismo ermetico e l’esoterismo rosacrociano,
nonché, nel caso degli Illuministi, un odio feroce e volgare contro la Chiesa,
da loro coperta di insulti e calunnie. Davvero un’ottima premessa, Santo Padre!
Secondo Lei, d’altronde, grazie all’«illuminazione di spiriti francesi
d’eccezione che erano al tempo stesso grandi cattolici» (?!?), la Francia ha
procurato al mondo vere conquiste (come, di recente, l’eutanasia, ora blandamente criticata dopo il siderale silenzio all’epoca della discussione
in aula).
Siamo accecati da tutta questa luce irradiata da tale faro
culturale, artistico e spirituale, che brilla in modo speciale nel restauro
di Notre-Dame, simbolo di una speranza ritrovata: «Ciò che si credeva distrutto
per sempre può rinascere grazie alla collaborazione di ognuno e alla
testimonianza di un’unità realizzata nello sforzo comune»; è la speranza,
rigorosamente ristretta all’immanenza e all’umano, della rinascita della fenice
dalle sue ceneri, ossia dello spuntare di una nuova èra dalla dissoluzione del
sistema precedente. Ovviamente Leone non ha inteso far politica… nel senso
comune del termine, bensì in modo criptico; egli ha infatti un certo interesse
a far sì che, nel nuovo ordine mondiale, la Chiesa Cattolica non venga
completamente annientata come preconizzato da Mazzini e Garibaldi, agenti dei
suoi mentori britannici, ma riceva un posticino come agenzia spirituale della
sinarchia.
È come avesse detto: «Suvvia, vi siamo utili anche noi; basta
inquadrarci come fecero i Bonaparte. Non abbiamo alcuna difficoltà a coniugare
i valori del Vangelo ai diritti umani, vera pietra miliare
sulla via del progresso morale dell’umanità… neppure se, alla fin fine,
siamo costretti a posporre i primi ai secondi, così come abbiamo accettato che
la Chiesa dipenda dallo Stato» (pandemia docet). Prima del 1789 o del
1948, chi proclamava la dignità dell’uomo? chi assicurava l’ordine economico e
sociale? chi si preoccupava di difendere gli oppressi? Evidentemente, nessuno:
la Chiesa, fino al 1962, ha mancato la sua missione; Gesù Cristo ha fallito.
Meno male che ci sono gli spiriti francesi d’eccezione che si son
lasciati illuminare e ci hanno a loro volta illuminato! Quanto a discernimento
etico capace di vedere cos’è moralmente buono abbiamo proprio bisogno di maestri…
Infine l’accenno al Medio Oriente, modello di armonia tra diversi popoli e religioni, offre a Prevost l’aggancio per una breve arringa a favore del disarmo e della pace, anche se lo sfondo, non evocato, sembra la guerra in Ucraina. Da un lato si esalta la vocazione francese al multilateralismo, dall’altro si invocano accordi e controlli efficaci, che sono appannaggio di autorità sovranazionali. Le finezze diplomatiche in gran parte ci sfuggono, ma si direbbe che la svolta americana verso Russia e Cina si riflettesse inevitabilmente anche nella diplomazia vaticana, che sconsiglierebbe a Parigi di seguire Londra nel progetto suicida che, di concerto con Kiev, persegue dal 2022, se non dal 2014. Come che sia, la civiltà occidentale sta morendo sia moralmente, di indifferenza e di noia, sia fisicamente, di vaccini, aborto ed eutanasia. La guerra auspicata da certi circoli sarebbe soltanto il colpo di grazia, un immenso sacrificio umano mirante a propiziare la nascita del nuovo mondo.
Come non condividere il seguente giudizio di Scholem, se rapportato a questo atto “rivoluzionario” nel 1793 durante il Terrore.
RispondiEliminaGershom Scholem, massimo studioso della mistica ebraica, definisce «terrificante» il nichilismo frankista, e ne dichiara «primitiva e selvaggia» l’ispirazione originaria.
Si aggiunga che il luogo è altamente simbolico visto che Saint Denis è il primo prototipo di quello stile architettonico altamente spirituale che fu poi il gotico e Saint Denis è dedicato al primo vescovo di Parigi, considerato da taluni il Dionigi Areopagita degli Atti degli Apostoli, quest’ultimo ritenuto anche l’autore di scritti che oltre ad ispirare il gotico esercitarono un influsso incalcolabile sulla mistica e sul pensiero cristiano sia orientale che occidentale. A tali scritti si deve fra l’altro il termine “gerarchia” = “ordine sacro”, da allora in poi di uso comune a denotare una scala convenzionale di rapporti subordinati, come pure il termine “archetipo” ed anche le tre fasi classiche del cammino iniziatico di theosis: purificazione, illuminazione, unione, quasi la prova provata che la rivoluzione francese nei suoi più deteriori sviluppi fu il sovvertimento e il pervertimento di ogni ordine tradizionale.
(https://it.wikipedia.org/wiki/Profanazione_delle_tombe_della_basilica_di_Saint-Denis).
Una volta aperti certi monumenti funerari, infatti, in particolare quelli in pietra, molti corpi vennero trovati in un tale stato di putrefazione o addirittura ridotti in polvere da non poter essere ricomposti (tra questi vi era anche quello di Luigi XV che non era stato imbalsamato per via del vaiolo che lo aveva portato alla morte o quello di Luigi XIV che appariva "nero come l'inchiostro"). Curiosamente, il corpo di Enrico IV si trovava invece in buono stato di conservazione e venne esposto ai curiosi, in piedi, per due giorni, nella basilica. Altri corpi vennero invece mutilati dai rivoluzionari con l'intento di trarne unghie, capelli, denti o ossa per tenerli come feticci di conquista o per rivenderli. I corpi di più di 170 persone (46 re, 32 regine, 63 principi del sangue, 10 servi del regno e due dozzine di abati di Saint-Denis) vennero gettati in due fossi comuni (dei pozzi quadrati chiamati Valois e Bourbon scavati nei pressi dell'abbazia, nel cimitero dei monaco a nord del tempio, divisi appunto per dinastie: uno che raccogliesse le spoglie dei Valois e l'altro dei Borboni.
Un certo Brulay, collezionista, era presente a Saint-Denis nel 1793 ed avrebbe in quell'occasione rubato alcune "reliquie". Alla Restaurazione la sua vedova riuscì a rivendere a re Luigi XVIII parte di questi cimeli che oggi sono conservati nei depositi del museo di Pontoise ma sulla cui origine molti esperti vantano numerosi dubbi: la mascella di Dagoberto, un pezzo del cranio di San Luigi IX, dei denti di Enrico III, capelli di Filippo Augusto e parte della gamba mummificata di Caterina de' Medici.
La sorte dei reali fa rimpiangere la decisione del Re Sole che rifiutò di consacrare la Francia al Sacro Cuore di Gesù come richiesto da Santa Margherita Maria Alacocque, Re Sole che significativamente, quasi con contrappasso dantesco, apparve invece nero come il carbone durante la profanazione.
SEGUE
Proprio il termine “gerarchia” dovuto a Dionigi (spesso indicato con Pseudo-Dionigi, visto l’enigma tuttora insoluto sulla sua vera identità) si presta ad una considerazione: il celebre motto della rivoluzione andrebbe corretto in “Liberté, Hierarchie, Fraternité” visto che Illuminati e Massoneria ebbero ed hanno tuttora una rigida struttura gerarchica ripartita in numerosi gradi, assai più complessa e impermeabile all’esterno di quella nobiliare ed ecclesiastica; oltretutto chiunque poteva e può visitare una cattedrale mentre l’accesso ai templi massonici è perfino oggi strettamente inibito. Se vale l’assunto evangelico “La verità vi renderà liberi” si conclude che “Liberté, egalité, fraternité” comporta di necessità la servitù visto che il motto suona come una moneta falsa, essendo l’uguaglianza l’esatta antitesi della gerarchia. Visti i presupposti sul “segreto” in effetti si può dire che nel periodo rivoluzionario si passò da una oligarchia visibile (Nobili e Clero) ad una oligarchia invisibile (Illuminati, Massoni ed accoliti) o in altri termini dall’aristocrazia ( = governo degli Ottimati) ad una steganocrazia ( = governo di chi sta nascosto). Il vignettista Caran d’Ache a fine 1800 formulò in una vignetta questa differente gerarchia di valori mettendo a confronto la condizione del popolo prima del 1789, vessato da nobiltà, con quella dopo, ancor più vessato da capitalisti, massoni e plutocrati (https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9f/Caran_Dache.gif?utm_source=it.wikipedia.org&utm_campaign=imageinfo&utm_content=original)
RispondiEliminaIl signoraggio bancario si inserisce in questa linea di sviluppo visto che sostituisce ad un servaggio manifesto e riconoscibile uno più sottile ed occulto, proprio per questo non combattibile (vedi la frase di Goethe “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero”).
I messaggi del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria erano indirizzati al re Luigi XIV di Francia, detto il “Re Sole”, ma con una particolare richiesta: la consacrazione del Re e della Francia al suo Sacro Cuore, con i privilegi che questa devozione avrebbe ottenuto, irradiando di benedizioni la società monarchica.
RispondiElimina“Fa’ sapere al figlio primogenito del mio Sacro Cuore che, come la sua nascita temporale fu ottenuta grazie alla devozione ai meriti della mia santa Infanzia, così la sua nascita alla grazia e alla gloria eterna verrà ottenuta mediante la consacrazione che egli farà di se stesso al mio adorabile Cuore, che vuole trionfare sul suo e, mediante questo, sui cuori dei grandi della terra”.
“Il Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa”.
“Il Sacro Cuore desidera entrare con pompa e magnificenza nei palazzi dei prìncipi e dei Re, per esservi oggi onorato tanto quanto venne oltraggiato, umiliato e disprezzato durante la sua Passione. Egli desidera di vedere i grandi della terra tanto abbassati e umiliati ai suoi piedi, quanto allora venne annichilito”.
La consacrazione richiesta da Nostro Signore Gesù al Re non si realizzò e un secolo dopo, la Rivoluzione francese avanzò velocemente, abbattendo la monarchia e muovendo persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Dopo la morte del Re Luigi XIV la Francia iniziò la sua inarrestabile discesa, con ripercussioni sull’Europa cristiana, oramai alla deriva.
Durante la prima Guerra mondiale furono esibite oltre tredici milioni di bandiere e i soldati francesi indossarono i gagliardetti che riportavano il Sacro Cuore di Gesù con la dicitura “espoir et salut de la France”, speranza e salvezza di Francia. La portata di tale evento indispose talmente il governo laicista, che vietò la consacrazione dei singoli soldati al Sacro Cuore e la diffusione dei rispettivi simboli religiosi.
La beata Maria del Divin Cuore, contessa Droste zu Vischering ispirata da Dio, invitò il Papa Leone XIII a promulgare l'enciclica Annum Sacrum, con cui si realizzava la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù. Altre due encicliche contribuirono alla diffusione della devozione: la Miserentissimus Redemptor di Pio XI e l'enciclica Haurietis Aquas di Pio XII.
Appellarsi ai "valori" della rivoluzione francese è una bestemmia contro tutti i martiri che causò: migliaia tra vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici di ogni estrazione sociale (non solo nobili), per non parlare dell'orrendo genocidio della Vandea e del ventennio di guerre che provocò grazie al suo "figlio" Napoleone Bonaparte, guerre che comportarono un'ecatombe di vite umane mai vista prima.
RispondiEliminaGrazie infinite, caro don Elia, per questo articolo coraggioso.
RispondiEliminaIo stessa sono triste nel vedere la cecità e l'ottusità di troppa gente che guarda, osserva ma non vede la realtà che ci circonda.
Molti hanno perso il senso ultimo della vita e purtroppo se gli si fa notare diventano feroci. Sto cercando di fare discernimento sulle scelte da fare e alla fine arrivo alla conclusione che vorrei ritirarmi in un eremo in alta montagna a pregare e vivere dell'essenziale tanto la società, amici e parenti e famiglia mi hanno rifiutata, pertanto comincio a pensare che se arrivano degli impedimenti permessi dal buon Padre Eterno, sono essi necessari per segnare la via da seguire... Ad oggi purtroppo è difficile trovare pure santi Sacerdoti capaci di essere buone guide per affrontare il mondo attuale senza perdersi in compromessi... Ho notato che l'importante per questi sacerdoti sono la buona riuscita delle feste e delle processioni, tanto andiamo tutti in Paradiso... ma non sento parlare di inferno nè di dannazione eterna. L'importante è andare a messa, comunicarsi, anche se poi nella vita si fa del male agli altri... insomma, Dio è misericordioso e perdona sempre tutto e tutti. Nessuno però parla di pentimento, di conversione, di vivere da veri cristiani.
Non mi stupisco, dunque, se nel mondo, e purtroppo nella nostra Patria, si assiste a ciò che Lei giustamente ha scritto partendo dalla realtà.
Sto già da ora cercando di capire come fare per trovare un eremo, o una baita in alta montagna dove andare a vivere staccandomi così anche dal luogo in cui non mi è stato permesso di realizzarmi pienamente.
Grazie per i suoi articoli, sono preziosi.
Dio la benedica.
Sia lodato Gesù Cristo! Ave Maria!
PetraVeritas.
Potresti cercare dalle parti di Vocogno in Val Vigezzo (VB), dove opera don Alberto Secci.
EliminaConosco non personalmente il caso di Don Raffaele Busnelli che ha scelto da un decennio una vita eremitica, disponibile anche ad accogliere e sostenere nel discernimento persone interessate, l'eremo è in una vallata presso Lecco, credo vi sia anche un video su YouTube, se non ricordo male
EliminaPagnona, la storia di Don Raffaele Busnelli, sacerdote eremita.
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https://www.avvenire.it/chiesa/don-raffaele-e-uno-dei-200-eremiti-ditalia-lo-abbiamo-incontrato_97970
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https://www.leccolaghivalli.it/vite-da-eremita-la-storia-di-don-raffaele-busnelli/
A proposito di Messa antica, smettiamola di parlare di sensibilità
RispondiEliminaIl Dott. Michael Rayes ne parla qui:
«È in corso una battaglia per la stessa mentalità cattolica. Riqualificando la sacra Tradizione come una questione di "sentimenti", "attaccamento" e preferenze personali, la Chiesa moderna ha spostato il campo di battaglia dalla dottrina alla psicologia. Si tratta invece di una guerra sul modo in cui i cattolici comprendono, difendono e trasmettono la Fede alle generazioni future. Se la Tradizione diventa facoltativa, l'identità cattolica stessa diventa negoziabile”.
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/10/a-proposito-di-messa-antica-smettiamola.html
Rev.Padre, questa riflessione e' per me salutare e spero sia utile ; il fatto e' che mi sono sempre chiesta come mai coloro che sono i lavoratori nella Vigna del Signore in autorita' non riescano a comprendere chiaramente quale sia il modo di dare onore "eccellente e superiore" al Creatore e non si risolvano di dare un taglio netto di scure al modo che al contrario, Gli da' minore onore. In cio' che viviamo nella Liturgia e nella musica sembra quasi di leggere in filigrana il racconto di Caino e Abele. Ave Maria!
Non comprendono e non si risolvono perché non vogliono, dato che sono effettivamente dalla parte di Caino e offrono "il frutto della terra e del lavoro dell'uomo" anziché l'Agnello immacolato.
EliminaQuando le azioni di qualcuno nella Chiesa ci fanno arrabbiare, preghiamo per lui, nominandolo per nome, anche per la sua conversione, se necessario. Iniziare una preghiera del genere può essere difficile. Ci aiuta a desiderare il suo bene davanti a Dio, che è proprio ciò che la carità richiede.
RispondiEliminaEstrapolato da una meditazione di P. John Zuhlsdorf .
Certo, bisogna pregare molto per la conversione di Prevost.
EliminaIl suo discorso, peraltro, è rivolto a nuora perché suocera intenda, come per dire alla City e ai fautori del "capitalismo inclusivo": "Noi del Vaticano siamo ancora con voi, come ai tempi di Bergoglio". Non sia mai che lo facciano fuori come Ratzinger...
DISCORSO DI PAPA PIO XII
RispondiEliminaA GRUPPI DI STUDENTI FRANCESI *
Lunedì 7 aprile 1947
"Ecco perché ci vedete così premurosamente interessati di tutto quanto vi riguarda, della vostra preservazione, del vostro progresso, della vostra attività in ogni campo, intellettuale, morale, soprannaturale e fisico. Sì, anche fisico, perché tutto è strettamente collegato.."
https://www.vatican.va/content/pius-xii/fr/speeches/1947/documents/hf_p-xii_spe_19470407_studenti-francesi.html
Rev.Padre, ho trovato bellissimo, attualissimo e sempreverde questo discorso del S.Padre Pio XII , 260º Vicario della Chiesa Cattolica, nonche' eguagliabile a quanto Lei con tanta pazienza e sacrificio predica a noi, giovani e meno giovani, per camminare in modo virile, ovvero con coraggio, forza d'animo, risolutezza e senso di responsabilità "verso la méta" che e' la vita eterna in piena comunione con NSGC. Quindi e' dedicato a Lei, amato Pastore. Grazie di cuore . Ave Maria!
Ringrazio di tutto cuore, malgrado la mia imparagonabile posizione.
EliminaSi farà ancora la fiera internazionale delle religioni in questo mese di ottobre nel bel palcoscenico di Assisi. L'idolo club dell'evento sarà questo mostro a più teste-religioni.
RispondiEliminaDon Elia, si può recitare questa preghiera in questa circostanza: "Dio mio, rendili come turbine e come paglia di fronte al vento."?
Certo, per la loro conversione e salvezza.
Eliminaquanta nostalgia di Ratzinger...lui aveva osato parlar male dell'illuminismo, venendo prontamente criticato.
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