Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 3 ottobre 2026


Quale prezzo

per quale rinascita?

 

Quando non ha più memoria né mete cui tendere, una civiltà muore (graffito del XXI secolo).

«Maybe coffee…», risponde con aria distratta la turista americana al marito che le domanda cosa voglia per colazione. I nuovi barbari che hanno invaso le nostre belle città, spargendosi ovunque come cavallette e lasciando dietro di sé disordine e sporcizia in aggiunta a quelli già esistenti, non mostrano la capacità di apprezzare l’arte e la storia, ma “divorano” ciò che incontrano fotografando tutto in modo compulsivo e consumando l’elettrizzante emozione di farsi immortalare in luoghi resi celebri dal cinema. Nella febbre del viaggio iniziata dopo la cessazione delle restrizioni “sanitarie”, tuttavia, quel che sembra prevalere è la terribile noia lasciata dalla possibilità di andare dappertutto e di provare, dopo estenuanti file, ristoranti e gelaterie segnalati nella Rete, senza un criterio né uno scopo, bensì giusto per godersi le mirabolanti opportunità del mondo globalizzato.

Dove va l’umanità?

Il fatto più tragico della vita in questo Paese di Bengodi è che gli individui, da un lato, non sono più capaci di scegliere nell’eccesso di offerta, per cui lo fanno in modo casuale, attanagliati come sono dall’indifferenza; dall’altro, non si accorgono più di niente, con la mente e il cuore risucchiati dagli smartphone, da soli e in compagnia, seduti e mentre attraversano la strada, al mare e in montagna, di giorno e di notte. Non si accorgono di chi li truffa o li borseggia; non si accorgono di chi, accanto a loro, ha bisogno o sta male; non si accorgono delle scie che solcano i cieli per impedire le piogge e trasformarsi in una cappa asfissiante… L’osservazione diretta della realtà è stata sostituita da una rappresentazione digitale della realtà che viene ormai presa per l’unica vera; chiunque si azzardi a sollevare il minimo dubbio è guardato come un pazzo.

Questa è la situazione ideale per chi intende manipolare le masse; del resto, essa è risultato di una globale operazione di ingegneria sociale che non ha risparmiato neppure i “migranti” africani, tutti muniti di cellulare e assorbiti come gli altri nel mondo degli algoritmi. Cosa stia davvero accadendo è per i più un enigma che pochi, peraltro, si sforzano di decifrare; la maggior parte degli uomini si fida ancora dei telegiornali e dei sedicenti professionisti dell’informazione, proprio come all’epoca della pandemenza. I mezzi di comunicazione continuano però sfacciatamente a vomitare menzogne sulla guerra ucraina e su quelle mediorientali, sulla politica americana e su quella europea, sulle insidie della Russia e su quelle della Cina – almeno per coloro i cui interessi non si limitano al campionato di calcio o ai divi dello spettacolo.

Se qualcosa sembra chiaro, è che la globalizzazione orchestrata dalla City londinese è in seria crisi. Il gigante cinese, apparentemente addomesticato ai fini della deindustrializzazione dell’Occidente e della sua riduzione in schiavitù economica, ha fatto il doppio gioco. Stabilendo rapporti diretti con gli Stati Uniti, esso ha scavalcato l’intermediario britannico, che lucra immani fortune sugli scambi commerciali e ricatta finanziariamente mezzo mondo. La Cina, d’altronde, vanta una civiltà antica di cinque millenni, con la sua finissima sapienza strategica e tattica; estremamente arduo è cogliere cosa pensi davvero un dirigente cinese, al di là della cortesia di rito e delle rassicurazioni esibite. Analoga osservazione vale per i persiani e gli orientali in genere, che si prendono gioco con grande disinvoltura degli occidentali pragmatisti e utilitaristi.

Neanche i banchieri aschenazisti (che probabilmente non sono di ascendenza israelitica) riescono a competere con i popoli d’Oriente, che forse la Provvidenza ha scelto per limitare il loro disumano strapotere. È proprio qui che si arresta, misteriosamente, l’acume di tutti gli analisti alternativi che contestano l’informazione mainstream: il nome di quegli usurai, speculatori, truffatori, schiavisti, satanisti e pedofili non compare mai, avvolto com’è in una coltre di omertà. Eppure è risaputo che sono loro a tirare i fili dell’alta finanza, benché divisi in due fazioni, almeno in certo grado, rivali: i globalisti e i sovranisti. Sono due cosche mafiose che si confrontano in modo che nessuno possa assumere un potere eccessivo; il conflitto, reale a un certo livello, è però coordinato al vertice ai fini di un dominio universale cui nessuno sfugge.

Letture insufficienti e perciò ingannevoli

Quanti inneggiano all’affrancamento di potenze sovrane dal giogo globalista fingono di ignorare che, dietro le une come dietro l’altro, ci sono società segrete dalla facciata umanitaria, come i Lubavitch e i Bᵉnè Bᵉrîth. Possono pure divergere le rispettive posizioni ideologiche (contrarie o favorevoli all’annullamento delle identità sessuali, culturali e nazionali), i modi in cui perseguono l’obiettivo (veloce con guerre e rivoluzioni, lento con la graduale inversione dei valori), i mezzi di cui si servono per ottenere il controllo totale dell’umanità (il Sistema Finanziario Quantistico o l’identità digitale), ma lo scopo è lo stesso: dominare il mondo per rifarlo secondo i dettami del diavolo, cancellando il cristianesimo e riportando le lancette dell’orologio a un minuto prima dell’Incarnazione; in poche parole, è un fine prettamente anticristico.

Ovviamente la realtà politico-finanziaria, con le sue ramificazioni e contrapposizioni intermedie, è più complessa di quanto mostri questa sommaria bipartizione, la quale rimane però, a nostro avviso, fondamentalmente vera. Essa risulta utile pure per comprendere, per quanto possibile, le dinamiche della competizione per il controllo della Chiesa Cattolica, conteso dalle due fazioni giudaiche. Negli ultimi decenni sembra per lo più aver prevalso quella globalista, specialmente con Bergoglio. Il suo successore, probabilmente imposto dall’ala sovranista, pare però affiliato piuttosto a quell’altra, vista la sua felpata prudenza sull’Ucraina e, di contro, il marcato pacifismo riguardo all’Iran, con cui ha provocato la rabbiosa reazione del suo presidente. Non meno significative sono le frequentazioni britanniche: un sovrano eretico e una pazza mascherata da vescovo…

A Parigi (dove fu iniziato il nunzio Roncalli) si è trovato a dover parlare prima di fronte a istituzioni che sono espressione della dottrina sinarchica di stampo francese (da cui discende il multipolarismo e il progetto di una Chiesa asservita allo Stato), poi di fronte ai rappresentanti di un’agenzia delle Nazioni Unite che usa la cultura e la scienza come strumenti di omologazione universale. Bisogna dargli atto di esser riuscito in un’impresa assolutamente impari per il suo predecessore: compiacere gli uni e gli altri nel giro di poche ore, con buona pace dei vari commentatori cattolici di stampo conservatore, che hanno osannato il coraggio di rivendicare alla religione uno spazio pubblico e alla Chiesa Cattolica piena libertà d’azione… sì, ma come organizzazione socialmente utile, non certo come portatrice dell’unica verità che salva in virtù della fede in Gesù Cristo.

La dimensione religiosa, in effetti, è definita una risorsa educativa da sfruttare in vista del benessere di tutta la società – una società considerata nella sua multietnicità come fatto compiuto, nella quale la Chiesa, fra tante altre istituzioni, è un ente benefico che, in un rapporto di sana complementarità con lo Stato, è chiamata a realizzare una sana cooperazione, sebbene a diverso titolo, a servizio del bene di tutti, ossia della vocazione personale e sociale degli uomini. Qui, oltre a non definire mai il bene o benessere di cui si parla né la vocazione attribuita all’uomo né la vita auspicata per il mondo (e neppure, di conseguenza, ciò che rende sano qualcosa), si presuppone che lo Stato sia un ente per lo meno paritario rispetto alla Chiesa, idea che il Magistero pontificio ha sempre respinto come falsa, per non dire che tale pretesa parità si risolve inevitabilmente in un prevalere dello Stato.

Ancora il doppio registro

Come quello rivolto in Gennaio al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, qui citato due volte, anche questo discorso, che con un po’ di buona volontà si può pure intendere in senso cattolico, si attaglia perfettamente alle dottrine massoniche, come del resto suggerisce, in esordio, l’elogio dei pensatori dell’Umanesimo, del Gran Secolo e, soprattutto, dei Lumi… ossia “filosofi” che coltivarono l’occultismo ermetico e l’esoterismo rosacrociano, nonché, nel caso degli Illuministi, un odio feroce e volgare contro la Chiesa, da loro coperta di insulti e calunnie. Davvero un’ottima premessa, Santo Padre! Secondo Lei, d’altronde, grazie all’«illuminazione di spiriti francesi d’eccezione che erano al tempo stesso grandi cattolici» (?!?), la Francia ha procurato al mondo vere conquiste (come, di recente, l’eutanasia, ora blandamente criticata dopo il siderale silenzio all’epoca della discussione in aula).

Siamo accecati da tutta questa luce irradiata da tale faro culturale, artistico e spirituale, che brilla in modo speciale nel restauro di Notre-Dame, simbolo di una speranza ritrovata: «Ciò che si credeva distrutto per sempre può rinascere grazie alla collaborazione di ognuno e alla testimonianza di un’unità realizzata nello sforzo comune»; è la speranza, rigorosamente ristretta all’immanenza e all’umano, della rinascita della fenice dalle sue ceneri, ossia dello spuntare di una nuova èra dalla dissoluzione del sistema precedente. Ovviamente Leone non ha inteso far politica… nel senso comune del termine, bensì in modo criptico; egli ha infatti un certo interesse a far sì che, nel nuovo ordine mondiale, la Chiesa Cattolica non venga completamente annientata come preconizzato da Mazzini e Garibaldi, agenti dei suoi mentori britannici, ma riceva un posticino come agenzia spirituale della sinarchia.

È come avesse detto: «Suvvia, vi siamo utili anche noi; basta inquadrarci come fecero i Bonaparte. Non abbiamo alcuna difficoltà a coniugare i valori del Vangelo ai diritti umani, vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità… neppure se, alla fin fine, siamo costretti a posporre i primi ai secondi, così come abbiamo accettato che la Chiesa dipenda dallo Stato» (pandemia docet). Prima del 1789 o del 1948, chi proclamava la dignità dell’uomo? chi assicurava l’ordine economico e sociale? chi si preoccupava di difendere gli oppressi? Evidentemente, nessuno: la Chiesa, fino al 1962, ha mancato la sua missione; Gesù Cristo ha fallito. Meno male che ci sono gli spiriti francesi d’eccezione che si son lasciati illuminare e ci hanno a loro volta illuminato! Quanto a discernimento etico capace di vedere cos’è moralmente buono abbiamo proprio bisogno di maestri…

Infine l’accenno al Medio Oriente, modello di armonia tra diversi popoli e religioni, offre a Prevost l’aggancio per una breve arringa a favore del disarmo e della pace, anche se lo sfondo, non evocato, sembra la guerra in Ucraina. Da un lato si esalta la vocazione francese al multilateralismo, dall’altro si invocano accordi e controlli efficaci, che sono appannaggio di autorità sovranazionali. Le finezze diplomatiche in gran parte ci sfuggono, ma si direbbe che la svolta americana verso Russia e Cina si riflettesse inevitabilmente anche nella diplomazia vaticana, che sconsiglierebbe a Parigi di seguire Londra nel progetto suicida che, di concerto con Kiev, persegue dal 2022, se non dal 2014. Come che sia, la civiltà occidentale sta morendo sia moralmente, di indifferenza e di noia, sia fisicamente, di vaccini, aborto ed eutanasia. La guerra auspicata da certi circoli sarebbe soltanto il colpo di grazia, un immenso sacrificio umano mirante a propiziare la nascita del nuovo mondo.


16 commenti:

  1. Come non condividere il seguente giudizio di Scholem, se rapportato a questo atto “rivoluzionario” nel 1793 durante il Terrore.
    Gershom Scholem, massimo studioso della mistica ebraica, definisce «terrificante» il nichilismo frankista, e ne dichiara «primitiva e selvaggia» l’ispirazione originaria.
    Si aggiunga che il luogo è altamente simbolico visto che Saint Denis è il primo prototipo di quello stile architettonico altamente spirituale che fu poi il gotico e Saint Denis è dedicato al primo vescovo di Parigi, considerato da taluni il Dionigi Areopagita degli Atti degli Apostoli, quest’ultimo ritenuto anche l’autore di scritti che oltre ad ispirare il gotico esercitarono un influsso incalcolabile sulla mistica e sul pensiero cristiano sia orientale che occidentale. A tali scritti si deve fra l’altro il termine “gerarchia” = “ordine sacro”, da allora in poi di uso comune a denotare una scala convenzionale di rapporti subordinati, come pure il termine “archetipo” ed anche le tre fasi classiche del cammino iniziatico di theosis: purificazione, illuminazione, unione, quasi la prova provata che la rivoluzione francese nei suoi più deteriori sviluppi fu il sovvertimento e il pervertimento di ogni ordine tradizionale.
    (https://it.wikipedia.org/wiki/Profanazione_delle_tombe_della_basilica_di_Saint-Denis).
    Una volta aperti certi monumenti funerari, infatti, in particolare quelli in pietra, molti corpi vennero trovati in un tale stato di putrefazione o addirittura ridotti in polvere da non poter essere ricomposti (tra questi vi era anche quello di Luigi XV che non era stato imbalsamato per via del vaiolo che lo aveva portato alla morte o quello di Luigi XIV che appariva "nero come l'inchiostro"). Curiosamente, il corpo di Enrico IV si trovava invece in buono stato di conservazione e venne esposto ai curiosi, in piedi, per due giorni, nella basilica. Altri corpi vennero invece mutilati dai rivoluzionari con l'intento di trarne unghie, capelli, denti o ossa per tenerli come feticci di conquista o per rivenderli. I corpi di più di 170 persone (46 re, 32 regine, 63 principi del sangue, 10 servi del regno e due dozzine di abati di Saint-Denis) vennero gettati in due fossi comuni (dei pozzi quadrati chiamati Valois e Bourbon scavati nei pressi dell'abbazia, nel cimitero dei monaco a nord del tempio, divisi appunto per dinastie: uno che raccogliesse le spoglie dei Valois e l'altro dei Borboni.
    Un certo Brulay, collezionista, era presente a Saint-Denis nel 1793 ed avrebbe in quell'occasione rubato alcune "reliquie". Alla Restaurazione la sua vedova riuscì a rivendere a re Luigi XVIII parte di questi cimeli che oggi sono conservati nei depositi del museo di Pontoise ma sulla cui origine molti esperti vantano numerosi dubbi: la mascella di Dagoberto, un pezzo del cranio di San Luigi IX, dei denti di Enrico III, capelli di Filippo Augusto e parte della gamba mummificata di Caterina de' Medici.
    La sorte dei reali fa rimpiangere la decisione del Re Sole che rifiutò di consacrare la Francia al Sacro Cuore di Gesù come richiesto da Santa Margherita Maria Alacocque, Re Sole che significativamente, quasi con contrappasso dantesco, apparve invece nero come il carbone durante la profanazione.
    SEGUE

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  2. Proprio il termine “gerarchia” dovuto a Dionigi (spesso indicato con Pseudo-Dionigi, visto l’enigma tuttora insoluto sulla sua vera identità) si presta ad una considerazione: il celebre motto della rivoluzione andrebbe corretto in “Liberté, Hierarchie, Fraternité” visto che Illuminati e Massoneria ebbero ed hanno tuttora una rigida struttura gerarchica ripartita in numerosi gradi, assai più complessa e impermeabile all’esterno di quella nobiliare ed ecclesiastica; oltretutto chiunque poteva e può visitare una cattedrale mentre l’accesso ai templi massonici è perfino oggi strettamente inibito. Se vale l’assunto evangelico “La verità vi renderà liberi” si conclude che “Liberté, egalité, fraternité” comporta di necessità la servitù visto che il motto suona come una moneta falsa, essendo l’uguaglianza l’esatta antitesi della gerarchia. Visti i presupposti sul “segreto” in effetti si può dire che nel periodo rivoluzionario si passò da una oligarchia visibile (Nobili e Clero) ad una oligarchia invisibile (Illuminati, Massoni ed accoliti) o in altri termini dall’aristocrazia ( = governo degli Ottimati) ad una steganocrazia ( = governo di chi sta nascosto). Il vignettista Caran d’Ache a fine 1800 formulò in una vignetta questa differente gerarchia di valori mettendo a confronto la condizione del popolo prima del 1789, vessato da nobiltà, con quella dopo, ancor più vessato da capitalisti, massoni e plutocrati (https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9f/Caran_Dache.gif?utm_source=it.wikipedia.org&utm_campaign=imageinfo&utm_content=original)
    Il signoraggio bancario si inserisce in questa linea di sviluppo visto che sostituisce ad un servaggio manifesto e riconoscibile uno più sottile ed occulto, proprio per questo non combattibile (vedi la frase di Goethe “Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero”).

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  3. I messaggi del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria erano indirizzati al re Luigi XIV di Francia, detto il “Re Sole”, ma con una particolare richiesta: la consacrazione del Re e della Francia al suo Sacro Cuore, con i privilegi che questa devozione avrebbe ottenuto, irradiando di benedizioni la società monarchica.

    “Fa’ sapere al figlio primogenito del mio Sacro Cuore che, come la sua nascita temporale fu ottenuta grazie alla devozione ai meriti della mia santa Infanzia, così la sua nascita alla grazia e alla gloria eterna verrà ottenuta mediante la consacrazione che egli farà di se stesso al mio adorabile Cuore, che vuole trionfare sul suo e, mediante questo, sui cuori dei grandi della terra”.

    “Il Sacro Cuore vuole regnare nella sua reggia, essere raffigurato sui suoi stendardi e inciso sulle sue armi, per renderle vittoriose su tutti i suoi nemici, abbattendo ai suoi piedi le teste orgogliose e superbe, per farlo trionfare su tutti i nemici della Chiesa”.

    “Il Sacro Cuore desidera entrare con pompa e magnificenza nei palazzi dei prìncipi e dei Re, per esservi oggi onorato tanto quanto venne oltraggiato, umiliato e disprezzato durante la sua Passione. Egli desidera di vedere i grandi della terra tanto abbassati e umiliati ai suoi piedi, quanto allora venne annichilito”.

    La consacrazione richiesta da Nostro Signore Gesù al Re non si realizzò e un secolo dopo, la Rivoluzione francese avanzò velocemente, abbattendo la monarchia e muovendo persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Dopo la morte del Re Luigi XIV la Francia iniziò la sua inarrestabile discesa, con ripercussioni sull’Europa cristiana, oramai alla deriva.

    Durante la prima Guerra mondiale furono esibite oltre tredici milioni di bandiere e i soldati francesi indossarono i gagliardetti che riportavano il Sacro Cuore di Gesù con la dicitura “espoir et salut de la France”, speranza e salvezza di Francia. La portata di tale evento indispose talmente il governo laicista, che vietò la consacrazione dei singoli soldati al Sacro Cuore e la diffusione dei rispettivi simboli religiosi.

    La beata Maria del Divin Cuore, contessa Droste zu Vischering ispirata da Dio, invitò il Papa Leone XIII a promulgare l'enciclica Annum Sacrum, con cui si realizzava la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù. Altre due encicliche contribuirono alla diffusione della devozione: la Miserentissimus Redemptor di Pio XI e l'enciclica Haurietis Aquas di Pio XII.

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  4. Appellarsi ai "valori" della rivoluzione francese è una bestemmia contro tutti i martiri che causò: migliaia tra vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici di ogni estrazione sociale (non solo nobili), per non parlare dell'orrendo genocidio della Vandea e del ventennio di guerre che provocò grazie al suo "figlio" Napoleone Bonaparte, guerre che comportarono un'ecatombe di vite umane mai vista prima.

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  5. Grazie infinite, caro don Elia, per questo articolo coraggioso.
    Io stessa sono triste nel vedere la cecità e l'ottusità di troppa gente che guarda, osserva ma non vede la realtà che ci circonda.
    Molti hanno perso il senso ultimo della vita e purtroppo se gli si fa notare diventano feroci. Sto cercando di fare discernimento sulle scelte da fare e alla fine arrivo alla conclusione che vorrei ritirarmi in un eremo in alta montagna a pregare e vivere dell'essenziale tanto la società, amici e parenti e famiglia mi hanno rifiutata, pertanto comincio a pensare che se arrivano degli impedimenti permessi dal buon Padre Eterno, sono essi necessari per segnare la via da seguire... Ad oggi purtroppo è difficile trovare pure santi Sacerdoti capaci di essere buone guide per affrontare il mondo attuale senza perdersi in compromessi... Ho notato che l'importante per questi sacerdoti sono la buona riuscita delle feste e delle processioni, tanto andiamo tutti in Paradiso... ma non sento parlare di inferno nè di dannazione eterna. L'importante è andare a messa, comunicarsi, anche se poi nella vita si fa del male agli altri... insomma, Dio è misericordioso e perdona sempre tutto e tutti. Nessuno però parla di pentimento, di conversione, di vivere da veri cristiani.
    Non mi stupisco, dunque, se nel mondo, e purtroppo nella nostra Patria, si assiste a ciò che Lei giustamente ha scritto partendo dalla realtà.
    Sto già da ora cercando di capire come fare per trovare un eremo, o una baita in alta montagna dove andare a vivere staccandomi così anche dal luogo in cui non mi è stato permesso di realizzarmi pienamente.

    Grazie per i suoi articoli, sono preziosi.
    Dio la benedica.

    Sia lodato Gesù Cristo! Ave Maria!

    PetraVeritas.

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    1. Potresti cercare dalle parti di Vocogno in Val Vigezzo (VB), dove opera don Alberto Secci.

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    2. Conosco non personalmente il caso di Don Raffaele Busnelli che ha scelto da un decennio una vita eremitica, disponibile anche ad accogliere e sostenere nel discernimento persone interessate, l'eremo è in una vallata presso Lecco, credo vi sia anche un video su YouTube, se non ricordo male
      Pagnona, la storia di Don Raffaele Busnelli, sacerdote eremita.
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      https://www.avvenire.it/chiesa/don-raffaele-e-uno-dei-200-eremiti-ditalia-lo-abbiamo-incontrato_97970
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      https://www.leccolaghivalli.it/vite-da-eremita-la-storia-di-don-raffaele-busnelli/

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  6. A proposito di Messa antica, smettiamola di parlare di sensibilità
    Il Dott. Michael Rayes ne parla qui:
    «È in corso una battaglia per la stessa mentalità cattolica. Riqualificando la sacra Tradizione come una questione di "sentimenti", "attaccamento" e preferenze personali, la Chiesa moderna ha spostato il campo di battaglia dalla dottrina alla psicologia. Si tratta invece di una guerra sul modo in cui i cattolici comprendono, difendono e trasmettono la Fede alle generazioni future. Se la Tradizione diventa facoltativa, l'identità cattolica stessa diventa negoziabile”.
    https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2026/10/a-proposito-di-messa-antica-smettiamola.html
    Rev.Padre, questa riflessione e' per me salutare e spero sia utile ; il fatto e' che mi sono sempre chiesta come mai coloro che sono i lavoratori nella Vigna del Signore in autorita' non riescano a comprendere chiaramente quale sia il modo di dare onore "eccellente e superiore" al Creatore e non si risolvano di dare un taglio netto di scure al modo che al contrario, Gli da' minore onore. In cio' che viviamo nella Liturgia e nella musica sembra quasi di leggere in filigrana il racconto di Caino e Abele. Ave Maria!

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    1. Non comprendono e non si risolvono perché non vogliono, dato che sono effettivamente dalla parte di Caino e offrono "il frutto della terra e del lavoro dell'uomo" anziché l'Agnello immacolato.

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  7. Quando le azioni di qualcuno nella Chiesa ci fanno arrabbiare, preghiamo per lui, nominandolo per nome, anche per la sua conversione, se necessario. Iniziare una preghiera del genere può essere difficile. Ci aiuta a desiderare il suo bene davanti a Dio, che è proprio ciò che la carità richiede.
    Estrapolato da una meditazione di P. John Zuhlsdorf .

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    1. Certo, bisogna pregare molto per la conversione di Prevost.
      Il suo discorso, peraltro, è rivolto a nuora perché suocera intenda, come per dire alla City e ai fautori del "capitalismo inclusivo": "Noi del Vaticano siamo ancora con voi, come ai tempi di Bergoglio". Non sia mai che lo facciano fuori come Ratzinger...

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  8. DISCORSO DI PAPA PIO XII
    A GRUPPI DI STUDENTI FRANCESI *
    Lunedì 7 aprile 1947
    "Ecco perché ci vedete così premurosamente interessati di tutto quanto vi riguarda, della vostra preservazione, del vostro progresso, della vostra attività in ogni campo, intellettuale, morale, soprannaturale e fisico. Sì, anche fisico, perché tutto è strettamente collegato.."
    https://www.vatican.va/content/pius-xii/fr/speeches/1947/documents/hf_p-xii_spe_19470407_studenti-francesi.html
    Rev.Padre, ho trovato bellissimo, attualissimo e sempreverde questo discorso del S.Padre Pio XII , 260º Vicario della Chiesa Cattolica, nonche' eguagliabile a quanto Lei con tanta pazienza e sacrificio predica a noi, giovani e meno giovani, per camminare in modo virile, ovvero con coraggio, forza d'animo, risolutezza e senso di responsabilità "verso la méta" che e' la vita eterna in piena comunione con NSGC. Quindi e' dedicato a Lei, amato Pastore. Grazie di cuore . Ave Maria!

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    1. Ringrazio di tutto cuore, malgrado la mia imparagonabile posizione.

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  9. Si farà ancora la fiera internazionale delle religioni in questo mese di ottobre nel bel palcoscenico di Assisi. L'idolo club dell'evento sarà questo mostro a più teste-religioni.
    Don Elia, si può recitare questa preghiera in questa circostanza: "Dio mio, rendili come turbine e come paglia di fronte al vento."?

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  10. quanta nostalgia di Ratzinger...lui aveva osato parlar male dell'illuminismo, venendo prontamente criticato.

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