Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 16 maggio 2026


Due facce della stessa medaglia

 

Anche fenomeni apparentemente opposti rivelano a volte, a uno sguardo più approfondito, analoga matrice. La modernità è stata inaugurata dalla sostituzione di Dio con l’uomo, il quale, rivendicando un’autonomia assoluta, ha fatto del proprio pensiero, non più diretto da una verità superiore, criterio unico di conoscenza e d’azione, finendo col rimpiazzare con esso non soltanto la Rivelazione divina ma pure la realtà effettiva. In questi ultimi decenni, lo sviluppo dell’informatica ha esasperato tale processo spingendolo fino alla negazione del pensiero stesso, esautorato dagli algoritmi. Se fino a poco tempo fa erano le idee a determinare la realtà, oggi è la Rete a determinare le idee.

Esempi ecclesiali

Il tentativo di alterare la verità dell’uomo e la dottrina cristiana ha raggiunto livelli senza precedenti. La negazione dell’ordine oggettivo relativo alla persona e alla vita umana, grazie all’ideologia diffusa dai mezzi di comunicazione, è divenuta moneta corrente: la distinzione dei sessi, l’intangibilità della vita dal concepimento alla morte naturale, l’unicità e stabilità della famiglia… tutto è compromesso. In luogo del reale, fondamento di valori e di obblighi, è subentrata l’opinione dell’individuo, che in apparenza è indipendente ma di fatto è fabbricata da poteri occulti in totale contraddizione con il senso comune e in funzione di un programma eversivo del progetto creatore.

Ecco allora, anche da parte della gerarchia, l’approvazione delle pratiche sessuali contro-natura, la legittimazione dell’adulterio permanente, l’apertura a procedure mediche riprovevoli… L’evidenza del peccato commesso in forme gravissime è negata in nome di pseudovirtù dai nomi accattivanti: inclusione, accoglienza, misericordia, compassione… Le leve del potere ecclesiastico sono finite in mano a una cricca di sodomiti talmente abituati a raccontare storie alla propria stessa coscienza per giustificare le loro immonde condotte da non accorgersi neppure più dell’insulsaggine e incongruenza dei discorsi con cui cercano di convincere i fedeli delle loro idee perverse.

Sul fronte opposto (quello di coloro che si sono investiti da sé della missione di salvare la Chiesa) si registra, paradossalmente, il medesimo atteggiamento di negazione dell’evidenza: ricorrendo a vari tipi di contorsionismo intellettuale, tutti riconducibili – come quelli dei modernisti – alla fattispecie del sofisma, si pretende di dimostrare che un atto palesemente scismatico possa non dar luogo a uno scisma: come dire che lanciare un bicchiere di cristallo sul pavimento non ne causi necessariamente la rottura. La realtà, esattamente come nell’Amoris laetitia, è annullata con argomentazioni capziose che interpretano le fonti citate in funzione di una conclusione prestabilita.

Cecità o ipocrisia?

Da che parte collocarsi, allora? Né da questa né da quella. Il cattolico che, coltivando la vita interiore, possiede il senso di Dio riconosce prontamente la manovra a tenaglia con cui vorrebbero costringerlo a prender posizione di qua o di là: se i modernisti ti scandalizzano, bùttati con i tradizionalisti; se i tradizionalisti ti fan paura, rifùgiati dai modernisti. Nell’uno come nell’altro caso bisogna rinunciare sia al buon senso che al sensus fidei, oscurati dai sofismi di cui sopra. Se la coscienza ti inquieta, c’è il “teologo” pronto a confonderla con le sue disquisizioni. Adesso che anche i novatori ti citano san Tommaso, a chi dar retta? Né agli uni né agli altri, poiché gli uni e gli altri lo manipolano.

Chi nega l’evidenza, da un lato o dall’altro, o è un cieco presuntuoso o è un ipocrita affabulatore. I modernisti si ispirano al pensiero contemporaneo, ma negli ultimi anni han rispolverato le fonti più antiche nel probabile intento di darsi un tono di serietà. I tradizionalisti, dal canto loro, si spacciano per i detentori della vera dottrina cattolica, ma la distorcono a seconda della tesi da dimostrare. Chi (indebitamente) si richiama a san Pio X dovrebbe conoscere il suo Catechismo là dove recita: «Chi è fuori della comunione dei santi? È fuori della comunione dei santi chi è fuori della Chiesa, ossia i dannati, gl’infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati».

«Chi sono gli scismatici? Gli scismatici sono i battezzati che ricusano ostinatamente di sottostare ai legittimi Pastori, e perciò sono separati dalla Chiesa, anche se non neghino alcuna verità di fede» (Catechismo della Dottrina Cristiana, nn. 124. 129; il corsivo è nostro). Volete far finta che non sia scritto così? oppure siete così impudenti da sostenere – negando l’evidenza – di essere sottomessi ai legittimi Pastori della Chiesa Cattolica? Non è forse vero che il vostro ministero non è autorizzato da alcuna autorità ecclesiastica? Osate pretendere che i vescovi possano lecitamente essere ordinati al di fuori di quel collegio che ha il Successore di Pietro per capo e principio di unità?

Arringa finale

L’attuale gerarchia cattolica è zeppa di sodomiti e modernisti: sia. Ciò significa tuttavia che tutti e singoli i suoi membri lo siano? voi li conoscete ad uno ad uno? Ammesso questo, con quale autorità li giudicate? Chi vi ha conferito l’ufficio di sentenziare riguardo a tutti i sacerdoti, vescovi e cardinali dell’orbe? In nome della salvezza delle anime rivendicate il potere d’ordine staccandolo dal potere di giurisdizione, dal quale è invece inseparabile: nella vostra sopraffina teologia, i Sacramenti sono ordinati all’edificazione della Chiesa o sono finalizzati esclusivamente all’accrescimento della grazia nei singoli battezzati, quasi fossero individui a sé stanti che si santificassero isolatamente?

È la vostra idea di Chiesa che è scorretta, come pure l’idea di grazia e l’idea di salvezza dell’anima: siete neodonatisti intrinsecamente scismatici e tendenzialmente eretici. La vostra visione, al fondo, è prettamente protestante: noi, i veri cristiani, e Roma, la meretrice. Le vostre idee deformate hanno sostituito la realtà, portandovi così a negare l’evidenza. Il vostro intellettualismo astratto, opposto al reale, non ha niente di tradizionale, ma è quanto di peggio la modernità abbia partorito. Modernisti in senso contrario: ecco cosa siete, tolta la scenografia esterna che incanta gli sprovveduti, sulla cui ignoranza fate leva per manipolarli, anziché condurli a Cristo!

Come i sionisti pretendono di realizzare le promesse divine contro Dio, così voi pretendete di salvar le anime staccandole dal Corpo Mistico: è un’assurdità tale da poter esser concepita soltanto da una superbia senza limiti. Nella disperazione di sapersi maledetti da Dio, i sionisti fan stragi senza fine di civili innocenti nell’illusione di poterla esorcizzare con la crudeltà di atrocità senza nome; nella disperazione di sapervi fuori della Chiesa, voi fate strage di anime convincendole che, seguendo voi, formino la vera Chiesa ancora superstite e che, altrimenti, si espongano all’eterna dannazione. Così provocate insopportabili sensi di colpa facendo credere che i documenti del Vaticano II abbian tutti lo stesso grado di autorità (quando non è vero) e che i fedeli siano obbligati a rigettarli in blocco.

Come osate presentarvi all’altare con la mente e il cuore pieni di simili menzogne? Come può esser accetto il Sacrificio offerto da chi lacera il Corpo di Cristo? La vostra totale indipendenza sarebbe giustificata solo nell’ipotesi – semplicemente inammissibile – che la Chiesa Cattolica sopravvivesse unicamente nella vostra setta e che i Sacramenti da voi amministrati fossero gli unici sicuri. Quando vi appellate alla liceità della resistenza ad ordini illegittimi, fingete di dimenticare che essa vale solo per singoli casi e che, da eccezione qual è, non può diventare la norma, fino al punto di autorizzare un ministero stabilmente e universalmente sganciato dall’ordinamento canonico. In nome di Dio e del Signore Gesù Cristo, convertitevi e tornate in seno alla Sua indefettibile Chiesa, se avete la fede.


Chiarimento veramente ottimo e incontrovertibile:

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13 commenti:

  1. Quest'articolo è un cumulo di disoneste supposizioni a carico della FSSPX (di cui non faccio parte). Supponete che la FSSPX consideri la Chiesa una meretrice, etc etc, supponete che la FSSPX si supponga superiore, supponete che supponga tutta una pletora di cose. Sono tutte invettive caustiche con cui etichettate e mostrificate un intero gruppo. Quindi la FSSPX sarebbe da condannare in quanto vorrebbe essere in opposizione al pontefice. Ma questo argomento è una suprema idiozia. Se si è intellettualmente ONESTI, non c'è mai stato niente contro l'autorità papale. La FSSPX non è in opposizione alla Chiesa: questa è la supposizione demonizzante di chi è avverso alla FSSPX per partito preso, non per propter facta, ma per pancia, e quindi si appiglia a tale argomento che giustifica universalmente la scomunica e sancisce il presunto atteggiamento scismatico della FSSPX.

    La FSSPX ama 2000 anni di cattolicesimo, quello di sempre. Non quello vecchio: QUELLO DI SEMPRE. Quindi o papi, preti vescovi sono impazziti o per 1950 anni i loro predecessori erano nell'errore. Non c'è molta scelta.

    Invece cardinali e vescovi tedeschi che ignorano del tutto il pontefice, quelli sì, quelli vanno bene. Salvano la facciata del rispetto formale dell'autorità! Ma che buffonata disgustosa! E se si dice che nella chiesa vi sono sodomiti, ok, ma non per questo conosciamo uno ad uno i sacerdoti cattolici (giusto), tal aromento vale anche per la FSSPX: qualcuno sarà contro il Papa? Sia, ma non conoscete tutti i sacerdoti della Fraternità.

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    1. Le affermazioni contenute in questo articolo non accusano la coscienza dei singoli sacerdoti (ci mancherebbe!), ma sono dedotte da dichiarazioni pubbliche e decisioni pratiche della società (non riconosciuta dal diritto canonico) cui appartengono (appartenenza che pone comunque una questione di coscienza).
      Per essere intellettualmente onesti, non si può protestare a parole un riconoscimento puramente nominale dell'autorità papale e agire stabilmente in modo del tutto indipendente da essa: è una contraddizione.
      Pretendere di rimanere in continuità con la "Chiesa di sempre" rigettando di fatto la gerarchia attuale (alla quale, nonostante tutti i suoi difetti, è comunque dovuta l'obbedienza legittima) è espressione di un approccio tipicamente luterano: quello di chi si considera parte di una presunta Chiesa spirituale in opposizione a quella reale.

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  2. @nscristiandades
    ¡Inscríbete ya! Peregrinación NSC a Covadonga 2026
    https://www.youtube.com/shorts/RiImXvVLufI
    "Damose da fa'..." -
    E chi (come me) non puo' andare li accompagni con la preghiera.
    Ave Maria!

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  3. Grazie padre Elia, in questo marasma di ide, parole e fatti sconcertanti, la sua guida è un sicuro faro in questa nebbia fitta. Preghiamo il Dio Uno è Trino di sorgere a difesa della Sua S. Chiesa e di noi poveri fedeli che siamo oramai in balia dei più spietati traditori di Cristo. Affidiamo tutto al Cuore Immacolato della SS Vergine Maria qual madre di misericordia protegga i suoi figli.

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  4. Mah mah, mi pare che lei metta tutto in un calderone binario. Mentre lei può sparare a raffica contro la FSSPX. Chiede con presunzione di non giudicare, e giudica. Cosa ne sa lei di tutti i Sacerdoti della FSSPX e di tutti i suoi fedeli? Fedeli che hanno anche ottimi rapporti con quegli ottimi Sacerdoti diocesani

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    1. Come precisato poco sopra, qui non si giudicano i sacerdoti e i fedeli, bensì le dichiarazioni e le decisioni dell'istituzione cui appartengono o si riferiscono: sono fatti oggettivi.

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  5. Ora, documenti come Amoris Laetitia, Fiducia Supplicans, Fratelli Tutti, il documento di Abu Dhabi, un Concilio la cui interpretazione rimane controversa, insieme a molte altre gravi deviazioni, dimostrano chiaramente lo stato di necessità della Chiesa. Parlare della FSSPX senza riconoscere questo stato di necessità (negarlo), signore Padre, significa negare la realtà stessa dei fatti.

    Lei è certamente un buon sacerdote, ma sembra voler togliere la pagliuzza dall’occhio altrui mentre una trave oscura il proprio. Se san Roberto Bellarmino distingueva tra eretico interiore ed eretico manifesto, allora, osservando il lavoro svolto sul blog La Scure di Elia, si potrebbe oggi distinguere anche tra “ortodosso interiore” e “ortodosso manifesto”. In pratica, per restare apparentemente uniti alla gerarchia, si è costretti a nascondersi dietro uno pseudonimo; mentre chi manifesta pubblicamente la propria ortodossia, come hanno fatto altri sacerdoti, viene emarginato o colpito da sanzioni.

    Così, chiunque potrebbe domandarsi: Don X è unito alla Chiesa conciliare modernista e apostata; ma Don Elia, è davvero unito alla Chiesa? E come potrebbe esserlo pienamente, se per conservare questa unione è costretto a nascondere pubblicamente la propria ortodossia? È proprio qui che appare la contraddizione: chi manifesta apertamente la fede cattolica tradizionale viene emarginato o punito, mentre chi tace o dissimula riesce a rimanere “in comunione” senza conflitti apparenti.

    Si è parlato di “un Papa per due Chiese”; nel suo caso, sembrerebbe quasi di vedere “un sacerdote unito a due Chiese”. Ad ogni modo, i sacerdoti e i vescovi che sono stati perseguitati o scomunicati per la loro fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo e alla Chiesa cattolica, manifestando pubblicamente la propria ortodossia, pur essendo esclusi dal corpo visibile, appartengono certamente all’anima della Chiesa.

    Ma un sacerdote che tollera l’eresia, l’eterodossia e l’immoralità diffuse nella gerarchia, scegliendo il silenzio per conservare una posizione di apparente comunione, appartiene davvero all’anima della Chiesa? È lecito, almeno, dubitarne.

    Ne consegue che, in molti casi, sembra possibile mantenere un’apparente comunione con la Chiesa conciliare solo a prezzo del silenzio o della dissimulazione. Ma bisogna ricordare che occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.

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    1. Il discorso è mal posto per almeno quattro motivi.
      1) Nessuno, qui, nega la grave crisi che la Chiesa Cattolica sta attraversando; ciò che viene respinto è il modo di risolverla, il quale, in realtà, non fa altro che aggravarla. Ammettere uno "stato di necessità" universale e prolungato per decenni significa respingere il dogma dell'indefettibilità della Chiesa.
      2) I sacerdoti che sono stati puniti non hanno ricevuto sanzioni canoniche perché hanno dichiarato pubblicamente la loro ortodossia, ma perché hanno rifiutato l'obbedienza ai legittimi superiori.
      3) Chi scrive non nasconde affatto, in pubblico, la propria ortodossia né risparmia le critiche agli atti e alle dichiarazioni eterodosse di singoli membri della gerarchia; non è per una supposta dissimulazione, quindi, che conserva la comunione gerarchica, bensì per l'obbedienza legittima.
      4) Non esistono due Chiese, ma una sola, quella fondata da Gesù Cristo e attualmente, per un misterioso disegno della Divina Provvidenza, governata da Pastori in buona parte immorali ed eterodossi. Dato che non abbiamo la potestà di giudicarli in foro esterno emettendo su di loro sentenze che abbiano valore giuridico, ci limitiamo a obbedire in ciò che è legittimo, resistendo in pari tempo a ciò che non è legittimo.

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  6. Il commento del giorno di Pierluigi Bianchi Cagliesi
    lunedì 18 maggio 2026
    LA FORZA DELLA TESTIMONIANZA CRISTIANA
    https://gloria.tv/post/67DD9SWoD9kn3jeTeuW4QLpMr

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  7. Amareggia molto dover osservare, ancora una volta, come le critiche a quanto scritto non entrino mai nel merito delle questioni sollevate e ripetano meccanicamente preconfezionate argomentazioni fallaci: ciò è tipico di un modo di pensare ideologico, non cattolico. Come mai nessuno tenta di confutare l'ineccepibile contributo teologico-canonico indicato in calce all'articolo?

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  8. Stupisce inoltre che sedicenti difensori dell'oggettivismo tomistico neghino la natura oggettiva di un atto appellandosi all'intenzione soggettiva: la contraddizione è patente.
    Chi compie un atto lecito, infine, non ha bisogno di andare a scovare supposti precedenti storici stabilendo analogie in modo forzato e tendenzioso: un'ordinazione clandestina non è come un'ordinazione annunciata con mesi di anticipo ed eseguita con la massima pubblicità possibile.
    Chi non vede queste palesi incongruenze o è accecato o è in malafede. Preso atto di ciò, non rimane altro da fare che chiudere la discussione, dato che il dibattito è perfettamente inutile, se non nocivo.

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  9. Un grave errore dottrinale alla base dello scisma lefebvriano.

    La pretesa di invocare lo stato di necessità per giustificare l'ordinazione di vescovi contro la volontà esplicita del Papa si fonda su un'«ecclesiologia della supplenza» che confligge con quella cattolica: la vera posta in gioco è l'autorità della Chiesa, spiega don Albert Jacquemin, che della Fraternità San Pio X è stato membro fino alle consacrazioni illegittime del 1988.
    La questione di fondo, oggi, è molto più grave. Infatti, la ragione alla base delle nuove consacrazioni è la seguente: la Fraternità ritiene di dover garantire essa stessa, indipendentemente dal giudizio della Santa Sede, l’autentica continuità della Tradizione cattolica. In altre parole, si attribuisce di fatto una funzione normativa superiore al magistero della Chiesa. La questione non è quindi più quella di una forma liturgica non sufficientemente accolta, ma quella di un’autorità dottrinale parallela.

    https://lanuovabq.it/it/un-grave-errore-dottrinale-alla-base-dello-scisma-lefebvriano

    In fondo la sciagurata annunciata decisione non sarà altro che la riproposizione della precedente del 1988, con aggravante. Magari questo ulteriore tassello sarà utile per cercare di ricondurre qualcuno alla ragione (non del cuore). Con la intercessione di santa Rita, mettiamo tutto il nostro dispiacere nelle mani immacolate della Santa Vergine Maria. A presto. Dio la benedica!
    Ave Maria!

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  10. La vera fedeltà oggi è molto più difficile e dolorosa.

    Consiste nel custodire integralmente la Tradizione senza spezzare il vincolo ecclesiale. Consiste nel resistere alle ambiguità senza trasformare la resistenza in autosufficienza. È una posizione scomoda, meno eroica in apparenza, molto più faticosa nella realtà. Perché obbliga a vivere una tensione. Amare Roma anche quando soffre. Difendere la Tradizione senza trasformarla in ideologia. Rimanere nella Chiesa senza smettere di vedere le ferite della Chiesa. Forse il grande errore contemporaneo è pensare che la purezza possa salvarsi separandosi.

    Ma la storia della Chiesa insegna qualcosa di diverso: i santi più grandi hanno sofferto le crisi dall’interno, non costruendo una Chiesa alternativa, ma restando fedeli nel cuore stesso della tempesta.

    Ed è probabilmente questa la strada più difficile. Ma anche la più cattolica.

    Luigi Casalini

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