Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 2 maggio 2026


Uno sguardo dal cielo

 

Sali quassù (Ap 4, 1).

Ciò che sta accadendo nella Chiesa richiede da parte nostra, quanto mai prima, uno sforzo spirituale mirato che, mediante la cooperazione con la grazia, ci consenta di elevarci a un piano superiore dal quale osservare la realtà e sul quale collocare il cuore, pena l’essere travolti da sentimenti negativi e fuorviati da propositi dannosi. Tanti s’erano illusi che il nuovo pontificato rappresentasse una svolta in senso positivo ma, al di là di un’apparenza esterna più rassicurante, gesti e parole si sono rivelati, fin dall’inizio, in perfetta continuità con quello precedente, il cui patrocinio, quasi “canonizzazione” informale, è stato rivendicato dal successore già nella cerimonia di intronizzazione. La differenza è che ogni contestazione si è spenta come per incanto, cosa che rende la situazione ben peggiore.

Un dono quanto mai necessario

Chiediamo dunque la grazia di poterci porre sul piano dell’eternità. Pur senza essere rapiti in estasi come san Paolo o san Giovanni, possiamo legittimamente sentirci partecipi, in virtù dell’appartenenza al Corpo Mistico, della liturgia celeste e associarci all’incessante adorazione, che ivi ha luogo, della Santissima Trinità. Da quell’alta posizione, se lo Spirito Santo ce lo concede, guarderemo in basso, con caritatevole compassione, i poveri peccatori, soprattutto quelli che indegnamente rappresentano Dio sulla terra. Come i Beati del Paradiso, con imperitura gratitudine per l’immeritata misericordia usataci dal Signore pregheremo fiduciosamente per aiutare gli eletti a salvarsi, glorificando al contempo la divina giustizia per la pena dovuta a coloro che, per propria colpa, si dannano.

Lassù è assolutamente esclusa ogni forma di orgoglio e, di conseguenza, tutto quanto gli è connesso: rabbia, disprezzo, rivolta, ansia, sdegno, scoraggiamento… Non è certo indifferenza, ma la tranquilla sicurezza di chi vede ogni cosa nella luce dell’Onnipotente, infinitamente buono e sapiente, il quale permette ogni male per trarne un bene maggiore. Questa certezza non è mero convincimento astratto, ma conoscenza sperimentale che trasfigura il dolore generato dalla carità e lo investe in offerta per la conversione dei peccatori e la rinnovazione della Chiesa. La sola differenza è che tale stato, per noi mortali, non è ancora definitivamente acquisito, qualora lo abbiamo raggiunto per effetto della carità perfetta; esso comunica comunque una pace inalterabile.

La consumazione del tradimento

Gettiamo ora uno sguardo al Papato. Pensavamo che non fosse possibile squalificarlo più di quanto non lo fosse stato nel precedente pontificato; siamo invece costretti a ricrederci. Il Papa ha ricevuto in udienza, con il relativo protocollo, una squilibrata mascherata da vescovo come se fosse davvero tale. Negli ultimi decenni, peraltro, avevamo già assistito a comportamenti del tutto incongruenti dei più alti livelli: pur essendo assodato che le ordinazioni anglicane sono invalide, diversi papi hanno accolto e ossequiato sedicenti arcivescovi di Canterbury che, in realtà, non sono altro che laici eretici. Qui, però, c’è un salto di qualità: a usurpare quel ruolo è una donna (per giunta abortista e sostenitrice della sodomia), cioè un soggetto inabile a ricevere gli ordini sacri, quand’anche fossero validi.

Sono decenni che, nella Chiesa, si procede ignorando verità rivelate e agendo come se non fossero tali. L’esclusione delle donne dal sacerdozio non è un dogma definito, ma appartiene comunque alla dottrina sempre e ovunque insegnata; essa rientra dunque nel Magistero ordinario universale, che è infallibile. Nella Ordinatio sacerdotalis (22 Maggio 1994) Giovanni Paolo II ribadisce questa verità con il linguaggio tipico delle definizioni dogmatiche; il problema è che il tenore formale del testo (la Lettera Apostolica) è troppo basso e poco impegnativo. In ogni caso, quel documento rimane un punto di non-ritorno, ma la cricca vaticana (che, grazie a Dio, non esaurisce in sé la Chiesa) finge di non saperlo e persevera imperterrita nell’errore.

Visto che, a livello teologico, è impossibile giustificare certi cambiamenti, i novatori han deciso di passare semplicemente all’azione assuefacendovi gradualmente i fedeli, così da aggirare le obiezioni dottrinali; stessa strategia per lo sdoganamento della sodomia e per l’assunzione, da parte di laici, di compiti propri dei ministri ordinati. Il fatto è che le loro azioni causano scandalo in coloro che han conservato la fede, malgrado il severo ammonimento del Signore: «Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel profondo del mare» (Mt 18, 6). Senza livore né turbamento, chi si trova nell’osservatorio celeste sollecita l’intervento divino: «Fino a quando, Signore…?» (Sal 12, 2).

Cattività londinese?

«A causa dei profeti di Gerusalemme si è diffusa l’impurità su tutta la terra. […] Essi proclamano la visione del loro cuore, non ciò che viene dalla bocca del Signore. […] Le mie parole non sono forse come il fuoco – dice il Signore – e come un maglio che frantuma la pietra?» (Ger 23, 15.16.29). Son sessant’anni che nella Chiesa spadroneggiano falsi profeti, accecati dai vizi più immondi e talmente impudenti da sostituire la divina Parola con le loro fantasie e farneticazioni. Chi deforma la dottrina risponde alla doppia necessità di giustificare le proprie tendenze cattive e di compiacere coloro che lo ricattano. Neanche il supremo Pastore sfugge alla regola? Come mai è così prono ai programmi di Londra, al punto di scatenare (se non è un gioco delle parti) le ire del grande elettore americano?

Ancora una volta, il Papato sembra prigioniero. Non è più Filippo il Bello, non è più Napoleone: è l’oscuro potere, senza volto e senza patria, dell’alta finanza, gestita da cultori di Lucifero. Quale che sia la gravità della situazione, tuttavia, non lasciamoci precipitare dall’alto dell’osservatorio celeste: il Cristo dirige la storia in ogni minimo dettaglio e, se permette questo, è proprio per la realizzazione dei Suoi disegni, alla quale, loro malgrado, contribuiscono anche i Suoi oppositori. Nulla sfugge al Suo sovrano dominio di verità, di giustizia e d’amore; l’unica cosa che conti, perciò, è rimanervi in ogni istante sottomessi nell’unità del Corpo Mistico. Non è infingarda inerzia; è – per chi ha la fede – il più efficace contributo alla prosperità della Chiesa: pro felici statu Romanae Ecclesiae.

Il fatto che il Vaticano sia occupato da una banda di pervertiti miscredenti non è affatto un motivo per rifiutare l’obbedienza gerarchica in ciò che è legittimo. L’unità visibile della Chiesa si fonda su vincoli giuridici, che permangono fintanto che un membro non è dichiarato eretico o apostata. Dato che non abbiamo facoltà di giudicare i superiori in foro esterno, lasciamo il giudizio a chi di dovere e continuiamo a compiere indefessamente la volontà di Dio, ognuno nel posto che gli è proprio. Se i novatori pensano di sbarazzarsi di noi spingendoci allo scisma, non facilitiamone il gioco lasciando loro campo libero ma restiamo fermi dove il Signore ci ha posti, finché la Provvidenza non intervenga e risollevi anche esteriormente i cattolici fedeli, già interiormente rinfrancati dal Consolatore.

Signore, amo la maestà della tua casa e il luogo in cui abita la tua gloria. Non perder con gli empi, o Dio, l’anima mia, né con gli uomini di sangue la mia vita. Nelle loro mani stanno le infamie e la loro destra è piena di regali. Io, invece, procedo nella mia innocenza. Riscattami e abbi pietà di me. Il mio piede sta sul retto sentiero; nelle assemblee ti benedirò, Signore (Sal 25, 8-12).


5 commenti:

  1. Ho notato che di recente compare sovente in qualche commento Pio XII. Mi ricordo di un prelato ancor più addentro ai turbini del XX secolo, come coinvolgimento, esposizione diretta e anche persecuzioni subite in prima persona, sovente citato da progressisti e anticlericali come deprecabile esempio di connivenza e complicità della Chiesa verso un brutale regime totalitario. Molte delle sue dirette affermazioni o opinioni che trovate banalmente nel suo profilo wikipedia in inglese sono quasi lapidarie sulla situazione di allora e certo anche di oggi, cercate ebrei, massoneria, nazismo, comunismo. Qui solo un breve estratto che la dice lunga di come avesse chiaro l'accerchiamento in cui si trovavano società e Chiesa.
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    If Germany wins [the war], there will be appalling terror and the destruction of little nations. If England wins, the masons, [and] Jews will remain in power ... If the USSR wins, then the devil will have authority over both the world and hell.[52]
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    Nello stato difficilissimo in cui fu costretto ad operare seppe sempre guardare all'uomo e non alla sua appartenenza, se ne trovano abbondanti spunti e evidenze sempre in Wikipedia, questo spiega la grande venerazione che gli portò Wojtyla, artefice della sua beatificazione. L'iter verso la canonizzazione ha trovato figure ben più indifferenti negli ultimi anni, nomi sempre in Wikipedia.
    Parlamento Europeo 2023
    "Sarebbe stato già canonizzato, se non fosse stato per la decisione di Papa Francesco di creare una commissione mista cattolico ortodossa e poi di evitare controversie, lasciandolo beato."
    https://www.acistampa.com/story/22140/il-cardinale-stepinac-ricordato-al-parlamento-europeo
    Da La Stampa, stima e apprezzamenti da ebrei

    https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2015/02/10/news/il-beato-stepinac-e-la-persecuzione-degli-ebrei-1.35292885/

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  2. "Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, compiacenti sé stessi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali e ladri, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dalla superbia, attaccati ai piaceri più che a Dio; con la parvenza della pietà, MENTRE NE HANNO RINNEGATO LA POTENZA. Allontanati da costoro! Al loro numero appartengono certi tali che entrano nelle case e accalappiano donnicciole cariche di peccati, mosse da passioni di ogni genere, le quali stanno sempre lì ad imparare senza riuscire mai a giungere alla conoscenza della verità. Sull'esempio di Iannes e di Iambres che si opposero a Mosè, anche questi osteggiano la verità e sono uomini dalla mente corrotta e riprovati nella fede. Costoro certo non progrediranno oltre, perché la loro stoltezza sarà manifestata a tutti, come avvenne per quelli. Tu invece mi hai seguito da vicino nell'insegnamento e nella condotta, nei propositi, nella Fede, nella magnanimità, nell'amore del prossimo, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze, come quelle che incontrai ad Antiochia, a Icònio e a Listri. Tu sai bene quali persecuzioni ho sofferto. Eppure il Signore mi ha liberato da tutte...Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati...Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati"

    Paolo seconda a Timoteo 3,1-13

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  3. I rapporti tra il Vaticano di Pio XII e il domenicano Félix Morlion sono ampiamente documentati e rappresentano uno dei casi più chiari di collaborazione tra intelligence religiosa e politica nel dopoguerra. Non si trattava di contatti sporadici, ma di una sinergia strutturata.

    Il legame principale tra Morlion e i vertici vaticani era Monsignor Giovanni Battista Montini, l'allora Sostituto alla Segreteria di Stato (e futuro Papa Paolo VI). Montini era il "regista" della politica estera vaticana e vedeva in Morlion uno strumento prezioso.

    Quando costui arrivò a Roma nel 1944 al seguito delle truppe alleate, ebbe il permesso esplicito dei superiori domenicani e della Segreteria di Stato per stabilire il Centro Internazionale Pro Deo.

    Esistono prove documentali (incluse le carte dell'ambasciatore americano presso il Vaticano, Myron Taylor), che mostrano come i fondi per le attività di Morlion arrivassero dagli Stati Uniti con la piena consapevolezza del Vaticano. Pio XII era informato del fatto che Morlion ricevesse sussidi consistenti per influenzare le elezioni del 1948 attraverso la propaganda e la raccolta di informazioni, ma non solo: egli se ne serviva per compiti che la diplomazia ufficiale vaticana non poteva gestire (a tal proposito, giova ricordare che Morlion era descritto nei rapporti americani come una fonte "vicinissima al Papa" [Pacelli], capace di influenzare le decisioni del Vaticano sulla base delle analisi fornite dall'intelligence USA).

    Perché questa collaborazione è significativa? Pio XII non era un isolazionista né un nostalgico del fascismo. Al contrario, usava figure come Morlion per integrare il Vaticano nel blocco atlantico. Il fatto che un frate domenicano potesse gestire un'università e un'agenzia di stampa finanziate dalla CIA nel cuore di Roma, con il costante appoggio della Segreteria di Stato, dimostra che tra il Vaticano di Pacelli e l'intelligence americana esisteva un vero e proprio "patto d'acciaio" informale, volto a garantire che la nuova Italia democratica restasse saldamente sotto l'influenza della Chiesa e di Washington.

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  4. Grazie per il suo contributo in questo momento di grande confusione, come le scrissi in passato non sono d'accordo sui toni usati contro la FSSPX, ma per il resto mi trovo d'accordo con lei su quasi tutto, la leggo spesso e le faccio i miei complimenti per la grande conoscenza di ciò che riguarda la Chiesa ma anche per le dinamiche che governano il mondo, grazie per le sue riflessioni che potranno aiutarci in questo grave momento di apostasia che attraversa la barca di Pietro. Il Signore la benedica e la custodisca, spero di trovare presto una guida in carne e ossa come lei. Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam.

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