Un’altra religione?
No, grazie
Gaude, Maria
Virgo: cunctas haereses sola interemisti in universo mundo (dall’Ufficio Divino).
«Rallégrati, Maria Vergine: da sola hai soppresso tutte le eresie
nel mondo intero». La mariologia cattolica, oltre ad essere un inaggirabile
crocevia di tutte le discipline teologiche, rappresenta una formidabile
barriera contro tutti gli errori e le deviazioni dottrinali; chi possiede una
retta visione del mistero di Maria ne è perciò immunizzato e conserva
facilmente la vera fede. Chi, viceversa, intende adulterarla deve inevitabilmente
deformare il discorso sulla Madonna e sminuirne il ruolo. Sembra questa la vera
posta in gioco dell’opposizione di certi esponenti ecclesiali alla verità della
Corredenzione: ciò che è preso di mira non è semplicemente la cooperazione
della Madre all’azione del Salvatore, ma l’essenza dell’opera redentrice e, di
conseguenza, la natura stessa della religione cattolica, che si tenta di
pervertire in vaga credenza gnostica.
Rifiuto della salvezza cristiana
In realtà, dietro il proposito apparentemente pio di preservare e
difendere l’unicità della mediazione di Cristo, pare celarsi un intento che la
svuota di ogni significato e valore: la Croce di Cristo, infatti, non è più
presentata come sacrificio espiatorio di tutti i peccati umani quale
indispensabile premessa della riconciliazione con Dio, bensì come una mera
dimostrazione di benevolenza che li supererebbe senza ripararli, così da
annullare le esigenze della giustizia e da lasciare i peccatori come sono. Tale
idea luteraneggiante presuppone l’assunto che in Dio giustizia e misericordia
siano la stessa cosa; tale assurda identificazione, però, non rispetta né i
concetti della ragione né i dati della Rivelazione. Se sul piano
dell’imperfezione umana si verifica di fatto una certa tensione tra queste due
virtù, essa è del tutto assente sul piano dell’assoluta perfezione divina.
Il peccato, in quanto offesa di Dio, esige necessariamente
riparazione. Poiché oggetto dell’offesa è il Sommo Bene, Amore infinito, la
riparazione, per essere proporzionata, deve avere a sua volta un valore
infinito. Ciò determina per il peccatore un dramma senza via d’uscita: in
qualità di creatura, infatti, egli non potrà mai saldare questo debito. Ecco
allora che la misericordia del Padre invia il Figlio nel mondo perché si
incarni ed espii al nostro posto, ottenendo così quella riconciliazione il cui
onere ricadeva sull’uomo ma che Dio solo poteva operare: ecco la ragione di un
Dio-uomo, colta in modo magistrale da sant’Anselmo d’Aosta, ma già chiaramente
indicata, nove secoli prima, da sant’Ireneo di Lione. Questa verità appartiene
dunque al nucleo fondamentale della fede cristiana; respingerla o ignorarla
equivale a una velata apostasia.
Prelati acattolici
Non fa certo piacere parlar male di persone che ricoprono ruoli di
responsabilità nella Chiesa; vista tuttavia l’insistenza con cui certuni,
nonostante sia stata difesa e chiarita dal Magistero pontificio, si accaniscono
contro la dottrina della Corredenzione, si pone la necessità di sconfessarli.
Un vescovo sollevato dalla diocesi con largo anticipo e chiamato a Roma per un
incarico più di prestigio che di sostanza – non sappiamo se per l’imbarazzo
causato dalle sue esibizioni canore durante la Messa, con tanto di chitarra e
repertorio da musica leggera, o se per motivi più gravi – ha già caldamente difeso,
a suo tempo, la ripugnante dichiarazione Fiducia supplicans; ora patrocina ad oltranza l’indegno papocchio Mater populi fidelis. Questi patetici tentativi di indorare una pillola che il popolo
fedele (quello vero) non vuole ingoiare fan pensare che, in Vaticano, siano
proprio a corto di argomenti.
Se il pornografo argentino ricorre al cultore di San Remo per
ingraziarsi il pubblico, vien da pensare che sia – come usa dire – alla
canna del gas. Il teorico dell’erotismo e il fautore della pop theology, peraltro, sembrano intendersi bene, cosa che non depone
certamente a favore né dell’uno né dell’altro. Ciò che ci preme notare, per
tornare al punto, è che le loro tesi non sono cattoliche, poiché rifiutano più
o meno espressamente una verità centrale della Rivelazione cristiana, facendo
piuttosto risonare idee tipiche della cabala giudaica e del chassidismo
frankista, come quella di una divinità buona che dovrebbe rettificare l’opera
di un demiurgo malvagio e quella di un’assurda redenzione mediante il
peccato. Se le matrici ideologiche son davvero queste, chi è che sostiene
dietro le quinte personaggi del genere, mantenendoli al loro posto e usandoli
come sovvertitori della dottrina cattolica?
Un’altra religione
Il vero problema è che un “cristianesimo” senza Croce né Redenzione
non è più cristianesimo, ma una religione diversa che lo riduce a variante del
giudaismo postbiblico, sviluppatosi in insanabile e volontaria antitesi a
Cristo. Perfino quei pochi simboli e termini della tradizione cattolica ancora
in uso sono svuotati del proprio significato genuino e riempiti di contenuti
estranei che risultano da un pervertimento degli insegnamenti evangelici
(inclusione, accoglienza, misericordia senza limiti…). La salvezza, in realtà,
richiede necessariamente la conversione e la collaborazione dell’uomo sotto
l’effetto della grazia preveniente, alla quale bisogna acconsentire perché le
grazie attuali portino il loro frutto e siano coronate dalla rinascita
spirituale del peccatore redento. Senza questo, nella vita cristiana tutto
perde senso e valore: preghiera, mortificazione, legge morale, Sacramenti…
Chi vuole sentirsi a posto pur permanendo nei vizi più sordidi,
ovviamente, deve eliminare tutto ciò con le sue premesse dottrinali travestendo
l’empietà con un simulacro di religione. L’aspetto tragico di questa apostasia
velata è che quei signori han perso i contatti con la realtà del vero popolo
fedele, il quale, in massima parte, li ignora; di loro si ode ancora, forse,
soltanto in seminari, conventi e facoltà teologiche, che sfornano – tolta
qualche felice eccezione – preti e religiosi talmente ideologizzati da essere
ormai completamente scollati dai cattolici reali. L’unico segnale che potrebbe
eventualmente forare quella cappa mentale è l’opposizione a Sodoma e a Sion, che
sono strettamente legate in un unico disegno sovvertitore; poiché, tuttavia,
molti appartengono alla prima oppure sono ricattati o registrati sui libri-paga
della seconda, guai a criticarle.
Baluardo invalicabile
Per pura misericordia di Dio, possediamo la fede cattolica e,
proprio per questo, riconosciamo quale invincibile difesa l’Immacolata
Corredentrice, che ci conserva nella sana dottrina e respinge lontano da noi
ogni malefico influsso delle moderne eresie. Guardandoci bene sia da velenose
polemiche che da comodi mimetismi, ci rifugiamo come bambini sotto il Suo manto
per lasciarci proteggere da Lei, che sa bene come custodire i Suoi figli da
ogni pericolo. Sotto la Sua guida, la nostra religione rimarrà sempre, per
grazia divina, quella dei Padri, dei Martiri e dei Santi; al resto ci tappiamo
le orecchie, decisi a perseverare nella verità fino alla morte, costi quel che
costi. D’altronde, noi godiamo della compagnia di tutto il Cielo, che come non
mai è presente e operante sulla terra, malgrado qualunque apparenza contraria.
https://vitisvera.substack.com/p/il-vero-fine-di-chi-nega-la-corredenzione