Il gioco del diavolo
e dei suoi servi
Non troverai Dio al di fuori della Chiesa, di cui sei un membro
vivente. Prendi viva coscienza di questa appartenenza […]. Come si può appartenere a Cristo senza essere membro del
suo Corpo? (Un monaco, L’eremo. Spiritualità del deserto, Brescia
1991, 129).
In certe circostanze è necessario ribadire l’ovvio fino allo
sfinimento. Non vi saremmo obbligati se non vi fosse chi persiste ostinatamente
in dichiarazioni palesemente erronee, inducendo in errore i semplici fedeli.
Non c’è ombra di dubbio che i vescovi che difendono l’omoeresia,
contraddicendo apertamente alla dottrina morale cattolica, usino della loro
autorità per un fine opposto a quello che le è proprio, così come gli insegnanti
che pretendono di legittimare ogni forma di unione illecita o di sminuire i
vari tipi di attentato alla vita umana declinante o nascente. In questi casi,
tuttavia, non siamo in presenza di delitti canonici che per l’atto stesso
facciano scattare una sanzione automatica, bensì di condotte la cui valutazione
richiede una procedura legale volta ad accertarne la sussistenza e il grado di
imputabilità, nonché a sollecitare la resipiscenza del colpevole.
L’ordinazione di vescovi contro la volontà del Papa è una fattispecie
completamente diversa; non è omogenea ai crimini sopra menzionati. Essa
infatti, poiché non si dà episcopato legittimo se non in obbedienza al Romano
Pontefice, costituisce di per se stessa una rottura della comunione gerarchica
e una negazione pratica del suo primato di giurisdizione. Non ha alcun senso
dichiarare di non aver l’intenzione di commettere uno scisma nel compiere un
atto che per sua stessa natura lo comporta. Per riconoscere il Papa, peraltro,
non è certo sufficiente pronunciarne il nome nel Canone, ma occorre
sottomettersi, in ciò che è legittimo, alla sua autorità nonché a quella dei
vescovi da lui posti a capo delle diocesi; un ministero esercitato in modo
completamente indipendente, senza alcun mandato, è perciò una grave usurpazione,
che lo rende illecito e sacrilego.
Monsignor Athanasius Schneider – bisogna dirlo con chiarezza, sia
pure con tutto il rispetto dovuto ad un successore degli Apostoli – continua ad
esprimersi come se ignorasse questi elementari dati dell’ecclesiologia
cattolica, cosa che non può esser scusata con l’ignoranza. Ci addolora
oltremodo che, con la forte influenza acquisita in questi anni nel mondo della
Tradizione, insista su una tesi che non regge affatto, inducendo tanti fedeli a
credere erroneamente che frequentare il movimento lefebvriano sia un’opzione
del tutto normale. Questa linea d’azione non ha altro effetto che quello di
frantumare l’ambiente tradizionale, già così instabile e inquinato dallo spirito
di ribellione. A dividere non è chi, rimanendo fedele, sia pur con profonda
sofferenza, all’autorità legittima, mette in guardia i fedeli da derive
separatistiche, bensì chi autorizza scelte anarchiche.
La setta di Écône ha malauguratamente esteso la propria influenza
su gran parte del tradizionalismo cattolico mediante tutto un ventaglio di
testate da essa o subdolamente colonizzate o nascostamente controllate. Anche
là dove l’emanazione non è troppo esplicita, però, le idee e la propaganda sono
ben riconoscibili – e sono sempre le stesse da cinquant’anni a questa parte,
senza variazione alcuna. Ci sono pregevoli siti di orientamento tradizionale
che smontano pezzo per pezzo quelle tesi fasulle, ma la verità – proprio come
con i modernisti – non “buca” quanto l’inganno. È la potenza mediatica – non il
rigore delle argomentazioni – a discernere il vero dal falso e a dirimere le
questioni, proprio come nel mondo. Tolta la vernice ideologica, nella sostanza
gli atteggiamenti e i procedimenti sono analoghi; cambia soltanto il colore
esterno.
Il risultato è una mostruosa deformazione del cristianesimo,
ridotto a teoria intellettualistica (che in quanto tale si può manipolare a
piacimento) e a congerie di pratiche volontaristiche che conservano forse
l’apparenza della carità, ma ne sono completamente prive. Come potrebbe
sussistere la carità, del resto, in membra separate dal Corpo Mistico? Al
massimo può rimanerne un germe in chi, per via dell’errore invincibile, non se
ne è formalmente distaccato… ma come può svilupparsi e fiorire in chi è stato
educato a schifare gli altri cattolici e le loro adunanze, a rifiutare i
Sacramenti impartiti da altri preti, a giudicare sistematicamente la coscienza
altrui in base all’accettazione di un concilio e del Magistero dei papi
successivi, a considerare la Chiesa di Cristo praticamente estinta dal 1962 e
sopravvivente esclusivamente in un gruppo separato…?
In fondo non è molto diverso il punto di vista di quanti si sono
autoeletti depositari delle promesse divine e, per questo, si considerano
autorizzati a fare qualsiasi cosa senza rispondere a nessuno dei propri
misfatti. Certo, in quel caso si arriva a crimini inimmaginabili, come il tiro
a segno sui civili, il bombardamento indiscriminato di città e villaggi, l’uso
di armamenti proibiti dalle convenzioni internazionali, l’iterazione a breve
termine di attacchi agli stessi obiettivi al fine di colpire anche i soccorritori,
la sistematica demolizione di case, chiese e conventi onde impedire il ritorno
agli abitanti e la ripresa del culto, l’illegale espropriazione di terre e la
colonizzazione di territori occupati a spregio di ogni diritto… Sì, qui siamo
certamente a un altro livello; i danni inferti alle anime, però, non sono forse
ben più gravi, vista la loro relazione con la salvezza eterna?
Si obietterà che le anime sono danneggiate ancor più da coloro che
predicano l’errore e sdoganano il peccato. A quelle menzogne, in realtà,
aderisce chi vi acconsente perché già le desidera, mentre i cattolici retti le
respingono. Ben più subdola è l’azione persuasiva di chi fa leva sulle
disposizioni virtuose dei buoni e sul loro disagio per indurli a separarsi
dalla Chiesa, unica arca di salvezza. Chi guadagna in ciò? Non sono forse i
nemici di Cristo, ossia i genocidari cui si è appena accennato? E se,
finanziariamente parlando, fossero proprio loro a sostenere i movimenti che
spaccano il mondo della Tradizione, la cui missione è quella di riportare la
Chiesa intera alla vera vita cristiana? Tale missione non può esser realizzata
se non dall’interno, non da chi se ne pone orgogliosamente fuori. Abbandonare
la stragrande maggioranza dei cattolici al loro destino è molto peggio di un
genocidio.
In verità non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra, come nei partiti. Queste contrapposizioni dialettiche (conservatori e progressisti, destra e sinistra, fascisti e comunisti…) sono pretesti con cui si divide la massa al fine di dominarla meglio, inducendo gli individui a intrupparsi in movimenti in cui vengano manipolati mentalmente ed emotivamente. Noi siamo semplicemente cattolici che, per pura grazia, hanno ritrovato le loro radici e desiderano partecipare questa scoperta anche agli altri. La carità non isola in ghetti, ma apre il cuore a tutti per l’ansia di strapparli all’Inferno e condurli con sé in Paradiso. La Sinagoga di Satana, che da due millenni si oppone al regno di Cristo, non tollera però che il vero cattolicesimo rifiorisca e si diffonda; per soffocarlo spinge perciò chi lo professa in un vicolo cieco, dove non le nuoccia ma serva ai suoi disegni. Per favore, non facciamo il suo gioco.
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