Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 13 giugno 2026


Il gioco del diavolo

e dei suoi servi

 

Non troverai Dio al di fuori della Chiesa, di cui sei un membro vivente. Prendi viva coscienza di questa appartenenza […]. Come si può appartenere a Cristo senza essere membro del suo Corpo? (Un monaco, L’eremo. Spiritualità del deserto, Brescia 1991, 129).

In certe circostanze è necessario ribadire l’ovvio fino allo sfinimento. Non vi saremmo obbligati se non vi fosse chi persiste ostinatamente in dichiarazioni palesemente erronee, inducendo in errore i semplici fedeli. Non c’è ombra di dubbio che i vescovi che difendono l’omoeresia, contraddicendo apertamente alla dottrina morale cattolica, usino della loro autorità per un fine opposto a quello che le è proprio, così come gli insegnanti che pretendono di legittimare ogni forma di unione illecita o di sminuire i vari tipi di attentato alla vita umana declinante o nascente. In questi casi, tuttavia, non siamo in presenza di delitti canonici che per l’atto stesso facciano scattare una sanzione automatica, bensì di condotte la cui valutazione richiede una procedura legale volta ad accertarne la sussistenza e il grado di imputabilità, nonché a sollecitare la resipiscenza del colpevole.

L’ordinazione di vescovi contro la volontà del Papa è una fattispecie completamente diversa; non è omogenea ai crimini sopra menzionati. Essa infatti, poiché non si dà episcopato legittimo se non in obbedienza al Romano Pontefice, costituisce di per se stessa una rottura della comunione gerarchica e una negazione pratica del suo primato di giurisdizione. Non ha alcun senso dichiarare di non aver l’intenzione di commettere uno scisma nel compiere un atto che per sua stessa natura lo comporta. Per riconoscere il Papa, peraltro, non è certo sufficiente pronunciarne il nome nel Canone, ma occorre sottomettersi, in ciò che è legittimo, alla sua autorità nonché a quella dei vescovi da lui posti a capo delle diocesi; un ministero esercitato in modo completamente indipendente, senza alcun mandato, è perciò una grave usurpazione, che lo rende illecito e sacrilego.

Monsignor Athanasius Schneider – bisogna dirlo con chiarezza, sia pure con tutto il rispetto dovuto ad un successore degli Apostoli – continua ad esprimersi come se ignorasse questi elementari dati dell’ecclesiologia cattolica, cosa che non può esser scusata con l’ignoranza. Ci addolora oltremodo che, con la forte influenza acquisita in questi anni nel mondo della Tradizione, insista su una tesi che non regge affatto, inducendo tanti fedeli a credere erroneamente che frequentare il movimento lefebvriano sia un’opzione del tutto normale. Questa linea d’azione non ha altro effetto che quello di frantumare l’ambiente tradizionale, già così instabile e inquinato dallo spirito di ribellione. A dividere non è chi, rimanendo fedele, sia pur con profonda sofferenza, all’autorità legittima, mette in guardia i fedeli da derive separatistiche, bensì chi autorizza scelte anarchiche.

La setta di Écône ha malauguratamente esteso la propria influenza su gran parte del tradizionalismo cattolico mediante tutto un ventaglio di testate da essa o subdolamente colonizzate o nascostamente controllate. Anche là dove l’emanazione non è troppo esplicita, però, le idee e la propaganda sono ben riconoscibili – e sono sempre le stesse da cinquant’anni a questa parte, senza variazione alcuna. Ci sono pregevoli siti di orientamento tradizionale che smontano pezzo per pezzo quelle tesi fasulle, ma la verità – proprio come con i modernisti – non “buca” quanto l’inganno. È la potenza mediatica – non il rigore delle argomentazioni – a discernere il vero dal falso e a dirimere le questioni, proprio come nel mondo. Tolta la vernice ideologica, nella sostanza gli atteggiamenti e i procedimenti sono analoghi; cambia soltanto il colore esterno.

Il risultato è una mostruosa deformazione del cristianesimo, ridotto a teoria intellettualistica (che in quanto tale si può manipolare a piacimento) e a congerie di pratiche volontaristiche che conservano forse l’apparenza della carità, ma ne sono completamente prive. Come potrebbe sussistere la carità, del resto, in membra separate dal Corpo Mistico? Al massimo può rimanerne un germe in chi, per via dell’errore invincibile, non se ne è formalmente distaccato… ma come può svilupparsi e fiorire in chi è stato educato a schifare gli altri cattolici e le loro adunanze, a rifiutare i Sacramenti impartiti da altri preti, a giudicare sistematicamente la coscienza altrui in base all’accettazione di un concilio e del Magistero dei papi successivi, a considerare la Chiesa di Cristo praticamente estinta dal 1962 e sopravvivente esclusivamente in un gruppo separato…?

In fondo non è molto diverso il punto di vista di quanti si sono autoeletti depositari delle promesse divine e, per questo, si considerano autorizzati a fare qualsiasi cosa senza rispondere a nessuno dei propri misfatti. Certo, in quel caso si arriva a crimini inimmaginabili, come il tiro a segno sui civili, il bombardamento indiscriminato di città e villaggi, l’uso di armamenti proibiti dalle convenzioni internazionali, l’iterazione a breve termine di attacchi agli stessi obiettivi al fine di colpire anche i soccorritori, la sistematica demolizione di case, chiese e conventi onde impedire il ritorno agli abitanti e la ripresa del culto, l’illegale espropriazione di terre e la colonizzazione di territori occupati a spregio di ogni diritto… Sì, qui siamo certamente a un altro livello; i danni inferti alle anime, però, non sono forse ben più gravi, vista la loro relazione con la salvezza eterna?

Si obietterà che le anime sono danneggiate ancor più da coloro che predicano l’errore e sdoganano il peccato. A quelle menzogne, in realtà, aderisce chi vi acconsente perché già le desidera, mentre i cattolici retti le respingono. Ben più subdola è l’azione persuasiva di chi fa leva sulle disposizioni virtuose dei buoni e sul loro disagio per indurli a separarsi dalla Chiesa, unica arca di salvezza. Chi guadagna in ciò? Non sono forse i nemici di Cristo, ossia i genocidari cui si è appena accennato? E se, finanziariamente parlando, fossero proprio loro a sostenere i movimenti che spaccano il mondo della Tradizione, la cui missione è quella di riportare la Chiesa intera alla vera vita cristiana? Tale missione non può esser realizzata se non dall’interno, non da chi se ne pone orgogliosamente fuori. Abbandonare la stragrande maggioranza dei cattolici al loro destino è molto peggio di un genocidio.

In verità non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra, come nei partiti. Queste contrapposizioni dialettiche (conservatori e progressisti, destra e sinistra, fascisti e comunisti…) sono pretesti con cui si divide la massa al fine di dominarla meglio, inducendo gli individui a intrupparsi in movimenti in cui vengano manipolati mentalmente ed emotivamente. Noi siamo semplicemente cattolici che, per pura grazia, hanno ritrovato le loro radici e desiderano partecipare questa scoperta anche agli altri. La carità non isola in ghetti, ma apre il cuore a tutti per l’ansia di strapparli all’Inferno e condurli con sé in Paradiso. La Sinagoga di Satana, che da due millenni si oppone al regno di Cristo, non tollera però che il vero cattolicesimo rifiorisca e si diffonda; per soffocarlo spinge perciò chi lo professa in un vicolo cieco, dove non le nuoccia ma serva ai suoi disegni. Per favore, non facciamo il suo gioco.


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