Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 9 dicembre 2023

 

Il silenzio di Maria

 

 

Nell’attuale temperie spirituale, nella quale i cattolici fedeli son costretti a sopportare l’impensabile, è forte il rischio di cedere a tentazioni sottili che, sotto apparenza di bene, li spingono a separarsi dal corpo ecclesiale sulla base di giudizi globali, indiscriminati e inappellabili sulla gerarchia, come se quest’ultima costituisse un unico blocco indistinto e ogni suo membro fosse da condannare a priori a causa della sola appartenenza ad essa. La coscienza di chiunque non sia completamente dominato dalla superbia, nondimeno, riconosce facilmente non soltanto che ci sono molti sacerdoti e vescovi di retta fede e specchiata moralità, ma altrettanto che non è possibile emettere un giudizio di quella sorta, a meno che non si sia dotati della scienza divina. Che Dio ci guardi dal lasciarci influenzare dal pregiudizio di talune formazioni scismatiche, secondo le quali il semplice fatto di esercitare un qualunque grado di giurisdizione in questa Chiesa (quale altra?) comporterebbe ipso facto un’adesione incondizionata alle aberrazioni del vertice.

Primato dell’umiltà e della compunzione

Certamente ha gioco facile chi valuta le scelte altrui isolandole dal contesto e giudicandole come dati assoluti, il cui significato e peso morali non abbiano alcun rapporto con le intenzioni e con le circostanze. Ci sono atti che, essendo per natura illeciti, non sono mai consentiti ad alcuno, come abbiamo insistentemente ricordato in questi ultimi mesi; altro è tuttavia il caso di un ministero del tutto legittimo, portato avanti nelle condizioni imposte dalla congiuntura storica e perciò, a motivo di esse, in parte limitato da esigenze di prudenza, sebbene non spinte fino alla manipolazione della verità. Dio solo conosce l’intensità della sofferenza interiore causata da tale situazione, non soltanto per la deriva di certi settori della gerarchia, ma anche per il disperdersi del gregge, spesso incantato da proposte menzognere di illusorie alternative, basate sulla previa condanna di chi fa il suo dovere nel dolore e nel nascondimento, senza incitare alla ribellione e all’ammutinamento.

Quale prevenzione oppure cura di questa nefasta tendenza, è quanto mai urgente riscoprire l’umiltà quale fondamento della carità e, con essa, di tutte le virtù. Non è però con soli discorsi o letture che si diventa umili, bensì con la pratica costante della compunzione, con cui si riporta la mente e il cuore ai peccati commessi, alla miseria del proprio stato, al bisogno della misericordia divina, all’assoluta necessità della grazia. L’umanità affonda nella sua corruzione perché troppo pochi sono coloro che riconoscono con semplicità le proprie colpe, la propria indigenza e debolezza, la propria lontananza dalla Fonte di ogni bene; ognuno rigetta su altri la responsabilità di ogni problema, esimendosi così dall’esaminare la propria condotta e impedendosi al contempo di trovare la via d’uscita. Rientrare in sé stessi è l’inaggirabile inizio di ogni cambiamento positivo; l’anima disposta a gettare su di sé uno sguardo onesto e realistico è già sulla via della guarigione.

Necessità del silenzio

Questo sforzo di introspezione, che metta a nudo ciò che neppure il soggetto abitualmente vede e gli mostri il vero carattere del suo agire, richiede però un’ambiente di silenzio, non soltanto esterno, ma pure interno; non c’è altro mezzo che consenta un efficace scandagliamento dell’interiorità. Non si raccomanderà mai abbastanza l’astensione dalle polemiche e discussioni inutili, una saggia cautela nell’ascoltare le voci di questo mondo chiassoso, una ferrea disciplina nell’uso delle reti sociali e di altri mezzi di comunicazione. Questa società moderna, che si getta allegramente nel baratro senza neanche rendersene conto, ha escogitato strumenti di una portata distruttiva – per la vita spirituale e non solo – inimmaginabile fino a pochissimi anni fa. Il cellulare, ormai messo in mano anche ad ogni bambino, è un apparecchio di indubbia utilità, se ben usato, ma anche suscettibile di un uso malvagio a livelli tali che non è decente nemmeno parlarne. Fin dove si possa spingerne l’utilizzo per scopi cattivi è ben noto ad adolescenti, giovani e adulti talmente privi di formazione morale e dalla coscienza così indurita da non aver più nemmeno il minimo pudore.

La pratica del silenzio è anzitutto una scelta di rottura totale con il marciume del mondo attuale, che ha toccato apici di male mai raggiunti prima. Il silenzio dell’anima cristiana è contestazione vigorosa delle menzogne che impregnano la mente, purtroppo, anche di tanti membri della Chiesa. Vogliono normalizzare a tutti i costi la sodomia e le peggiori perversioni sessuali, fino al punto di pubblicare un commento alla Bibbia blasfemo e scandaloso. Chi ama davvero il Signore, tuttavia, non sfrutta quelle orrende bestemmie per incitare i cattolici a separarsi dal Corpo Mistico, facendo così il gioco del nemico, ma anzitutto si raccoglie nel cuore per offrire in riparazione a Dio il proprio lancinante dolore di vederlo tanto offeso con gravissimo danno delle anime. Solo da questa tacita immolazione può nascere una protesta efficace con la quale non si condannino indiscriminatamente tutti gli altri nella presunzione di esser gli unici giusti, ma si riconosca umilmente la grazia incommensurabile di esser stati preservati dallo sfacelo dello spirito per pura misericordia.

Maestra di silenzio

Nostra insuperabile insegnante, in questa materia, è la Vergine annunziata. No, non ignoriamo certo l’abisso che La separa dalla nostra abiezione; eppure sappiamo di poterla prendere a modello. Tale paradosso è tipico della vocazione cristiana: guardiamo sì a modelli irraggiungibili, ma imitabili con l’aiuto della grazia. Il silenzio di quell’anima immacolata, neppure sfiorata né dal peccato originale, né da un’ombra di peccato personale, è un mistero di assoluta abnegazione, completa consegna di sé all’Altissimo, perfettissima conformità al volere divino: eppure questo è il termine a cui tendiamo e la mèta che ci attira irresistibilmente, malgrado la nostra profondissima indegnità. Ogni più piccolo passo avanti, compiuto con il Suo sostegno, è un dono immeritato ottenutoci da Lei e trasmessoci dalle Sue mani purissime, che riversano su di noi l’estrema sovrabbondanza di cui sono ricolme. Non c’è al mondo madre più benevola e più generosa, giacché non c’è madre che per noi abbia sofferto come Lei, nel doloroso parto del Calvario.

Prendiamola dunque come guida per apprendere quel silenzio che rende l’anima feconda e più forte di qualunque evenienza. Col muto sguardo posato sulla mangiatoia vuota riceveremo la certezza che il Figlio di Dio nasce ancora nei cuori – e nei modi più impensabili. Nella mente di tanti occidentali che non praticano più la fede (o non sono nemmeno battezzati) persiste, nonostante tutto, una chiara idea di ciò che dev’essere un cristiano come di quel che deve fare un prete. A un sacerdote che, per strada, recitava preghiere accanto a una povera folle che urlava come un’ossessa, più d’un passante ha domandato se stesse effettuando un esorcismo, segno evidente che sapeva bene di cosa poteva trattarsi e che solo un ministro di Dio poteva risolvere il problema. Benedetti diavoli! quale servizio possono rendere, al giorno d’oggi, a questa povera Chiesa, così sfigurata! La Provvidenza, nella Sua infinita sapienza, sa servirsi perfino di loro! Queste meraviglie, tuttavia, non sono scorte se non da cuori silenziosi, umili e riconoscenti, plasmati alla scuola di Maria. Che questo Avvento ci rechi in dono la grazia di saper imparare da Lei a custodire il Suo silenzio gravido di Vita.


7 commenti:

  1. "Rientrare in sé stessi è l’inaggirabile inizio di ogni cambiamento positivo; l’anima disposta a gettare su di sé uno sguardo onesto e realistico è già sulla via della guarigione." Grazie mille per questa illuminante frase .

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  2. Quel sacerdote era lei..Dio la benedica e la protegga.

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  3. Grazie Don Elia per questo bellissimo regalo, un richiamo al silenzio e alla compunzione che meglio di ogni altra cosa ci riporta alla presenza di Dio.
    Federico

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  4. Memoráre
    Memoráre, o piíssima Virgo María, non esse audìtum a sǽculo, quémquam ad tua curréntem præsìdia, tua implorántem auxìlia, tua peténtem suffrágia, esse derelíctum.
    Ego tali animátus confidéntia, ad te, Virgo Vìrginum, Màter, curro, ad te vénio, còram te gémens peccàtor assisto.
    Noli, Màter Verbi, verba mea despícere; sed áudi propìtia et exáudi.
    Amen.

    Non saprei ridire come ne' perche' ma gia' da un po' di tempo ho avvertito la necessita', prima del riposo notturno, di rivolgere questa preghiera alla Santa Vergine a beneficio della incolumita' fisica di Don Elìa e per rafforzare l'armatura ch' egli indossa per servire nell'esercito di Lei e nell'esercito di Dio . Preghiamo. Ave Maria!

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    1. Grazie di cuore. Senza le vostre preghiere, che sarebbe di me? Ricambio con il quotidiano ricordo all'altare.

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  5. A Don Tomaselli, Gesù chiede:
    Ogni giovedì sera, alle ore venti, portati col pensiero alla mia ultima Cena; è l’ora memoranda in cui dal cuore di un Dio Umanato scaturì il Mistero Eucaristico. Non dimenticare dunque: giovedì sera, alle ore venti, appuntamento con il tuo Gesù, chiuso nei mille Tabernacoli del mondo. Sia questa l’ora del tuo mistico incontro con il Re d’Amore. Diffondi questa iniziativa, che già da tempo si va attuando. Trascorri l’ora dell’appuntamento Eucaristico in più intima unione con me. La tua Comunione del giovedì abbia questa intenzione: ringraziarmi del Dono Eucaristico che ho fatto al mondo e riparare le profanazioni ed i sacrilegi eucaristici.
    Giovedì è il giorno per eccellenza delle Piccole Ostie Riparatrici, giornata Eucaristica da santificare con la S.Comunione, per ringraziare del dono fatto al mondo, riparare i sacrilegi Eucaristici, pregare per tutti i sacerdoti e seminaristi della propria Diocesi.
    Ogni giovedì sera, Gesù ci invita a ricordare la sua ultima Cena, quando dal suo Cuore scaturì il Mistero Eucaristico.
    Alle ore 20 o secondo le proprie possibilità, le Piccole Ostie Riparatrici hanno mistico incontro con il Re d'Amore, chiuso nei mille Tabernacoli del mondo, che ci raduna attorno a sè.
    Incontro individuale da casa, ma con spirito di comunione.
    https://gloria.tv/post/mrxfs8oVoBgG1DubjxvZnT7Su

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  6. Tu che capisci come in questo scorrere del tempo siamo come naufraghi sbattuti tra tempeste e marosi piuttosto che gente che cammina sulla terra solida, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere travolto dalle tempeste.
    Se insorgeranno i venti delle tentazioni, se incorrerai negli scogli delle tribolazioni:
    Guarda la stella, invoca Maria.
    Se sarai sbattuto dalle onde della superbia, e dell’ambizione, della detrazione, della rivalità aspra:
    Guarda la stella, invoca Maria.
    Se l’ira, o l’avarizia, o il desiderio disordinato della carne avranno sconquassato la navicella della tua mente:
    Guarda la stella, invoca Maria.
    Se turbato dalla grandezza dei tuoi peccati, confuso dalla coscienza del tuo grande errore e atterrito dal terrore del giudizio divino, incomincerai ad essere inghiottito nel baratro della tristezza e nell’abisso della disperazione:
    Pensa a Maria.
    Nei pericoli, nelle angustie, nelle cose dubbie:
    Pensa a Maria, invoca Maria.
    Seguendo Lei, non sbagli strada.
    Pregando Lei, non sarai disperato.
    Pensando Lei, non cadi in errore.
    Se Lei ti tiene, non cadrai.
    Se Lei ti protegge, non avrai paura.
    Se Lei ti guida, non ti stancherai.
    Se Lei ti è propizia, giungerai alla meta.

    (San Bernardo, Elogio della Vergine Madre, Sermone 2:17)
    https://lanuovabq.it/it/una-risposta-a-fiducia-supplicans-la-soluzione-mariana
    Santa Vergine, Madre di Dio e nostra, aiutate tutti noi che siamo gia' cresciuti in eta' a crescere (come Gesu') anche nella grazia ! Amen

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