Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 25 novembre 2023


Una morale adattabile

a tutte le esigenze

 

 

C’è un’alternativa tra il perderci in Dio (cosa che Gli permette di elevare e dilatare illimitatamente le nostre facoltà) e l’esaltare il nostro piccolo io (cosa che lo gonfia come un pallone fino a farlo scoppiare) usando magari il Suo nome come puntello di autorità a mentali castelli di carte. Ci sono, così, sedicenti cattolici dal turgido ego, i quali, per dimostrare qualunque tesi prestabilita, sfruttano semplici sottigliezze di forma. È un metodo con cui si può “provare” tutto e il contrario di tutto; pur essendo stato confutato da Socrate, già nel V secolo a.C., contro il movimento dei sofisti, è di recente tornato in auge grazie ai lefebvriani, che ne han contagiato l’ambiente legato alla Tradizione. Esso non solo offende Dio, che è verità, ma anche la ragione, che non è incline ai raggiri; di conseguenza ripugna ad ogni persona di retta coscienza, ma piace molto a gregari e attivisti di partito, che devono convincersi a tutti i costi di quel che sostengono i capi.

Applicata al discernimento morale, la sofistica consente (apparentemente) di legittimare o condannare una medesima cosa in base all’interesse particolare di chi argomenta. A seconda dello scopo che egli si prefigge, la stessa azione sarà dichiarata lecita o illecita con un ragionamento capzioso che sembra ineccepibile ma, in realtà, è costellato di forzature e paralogismi; lo sviluppo “logico” è in effetti determinato dalla conclusione cui ha stabilito in partenza di voler pervenire. Chi si abitua a tale modo di procedere finisce col non riconoscere più la bontà o malizia di un’azione in se stessa, sentendosi abilitato a deciderla arbitrariamente in funzione dell’obiettivo che intende raggiungere. Arduo pensare che sia in buona fede, a meno che non sia stato a sua volta ingannato da chi si serve di lui per convincere altri a compiere questa o quella scelta, dettata da moventi non dichiarati e non dichiarabili, posta la loro natura perversa.

Paradossi dell’attualità

C’è altresì, in campo ecclesiastico, una sorprendente convergenza di metodi tra ambienti antitetici, propugnatori di convinzioni effettivamente inconciliabili, ma sostenute in modo fallace da una parte e dall’altra. Da un lato c’è chi pretende che, in circostanze eccezionali, a un sacerdote in situazione irregolare sia lecito non semplicemente porre singoli atti sacramentali (come in pericolo di morte), ma svolgere stabilmente un ministero illegittimo in quanto non autorizzato né sorvegliato dall’autorità competente. Ciò che qui determina la liceità o l’illiceità di un’azione, anche prolungata nel tempo, sono unicamente le circostanze, essendo in sé buone sia la materia che l’intenzione; il problema è che un atto posto come eccezione in un contesto particolare viene ad assumere carattere di norma in un contesto universale. Il ricorso all’epicheia (principio valevole nei casi in cui l’applicazione di una legge risulti ingiusta o dannosa) è appunto un’eccezione, non la regola.

Ora, un procedimento del tutto simile è seguito da coloro che legittimano il coito fuori del matrimonio oppure tra persone già vincolate con altre che se ne siano separate, a dispetto del vincolo matrimoniale. Anche in questo caso si pretende che siano le circostanze a esonerare in modo permanente i soggetti dall’osservanza della norma; l’unica differenza sta nel fatto che, mentre porre singoli atti del ministero sacerdotale da parte di chi non ne ha diritto può essere lecito in circostanze eccezionali, congiungersi sessualmente senza essere uniti dal sacro vincolo del matrimonio non lo è mai. L’atto procreativo è in se stesso cosa buona (purché il concepimento non sia artificialmente impedito), così come è in se stesso cosa buona l’atto di assolvere dai peccati; tuttavia il primo, posto prima che sia stabilito il vincolo coniugale o senza rispettare un vincolo già contratto, è peccato mortale, mentre il secondo, in assenza della concessione della relativa facoltà da parte del proprio Ordinario, è un atto non soltanto illecito, ma anche invalido e sacrilego, a meno che il penitente non stia per morire o ne sia ignaro.

Come finire in corto circuito

Se dunque ammettessimo che, a motivo di circostanze eccezionali, è lecito esercitare stabilmente (non con atti isolati) il ministero sacerdotale in modo irregolare, cioè senza mandato né incardinazione, dovremmo parimenti ammettere che è lecito, a motivo di circostanze eccezionali, unirsi sessualmente senza essere sposati o pur essendo già sposati con un’altra persona. Chi determinerebbe poi il caso di eccezionalità? con quale autorità? sulla base di quali criteri oggettivi e cogenti? È evidente che, con princìpi del genere, si può giustificare qualunque illecito e ognuno può fare quel che gli pare: non solo si scardina l’istituto familiare e si compromette la comunione ecclesiale, ma si mina alla base tutto l’ordine giuridico e quello morale. Che a farlo sia un esemplare tradizionalista, piuttosto che un abietto modernista, non cambia nulla: in un caso e nell’altro è un lampante esempio di farisaica perfidia (nell’accezione del latino ecclesiastico: rinnegamento della fede), con la differenza che il Venerdì Santo non c’è una preghiera per chiedere a Dio la guarigione da quell’accecamento.

A questo punto dobbiamo dar ragione anche agli improvvisati predicatori protestanti, che si credono investiti direttamente dal Cielo; della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, non c’è più bisogno. A questo punto dobbiamo prestar fede a qualunque prete (ordinato non si sa da chi, senza verificarne la preparazione e i requisiti morali) che si offra per impartirci i Sacramenti onde salvarci dagli eretici delle parrocchie. A questo punto dobbiamo inchinarci davanti all’infallibile scienza di laici (de)formati dagli scismatici con il loro indottrinamento, laici così dotti da potersi fare un baffo sia della teologia che del Magistero, dato che non riconoscono alcuna autorità al di sopra delle proprie elucubrazioni, mediante le quali definiscono autonomamente qualsiasi questione. Perché studiare per anni e anni, quando basta ascoltare uno di loro per essere istruiti e illuminati su tutto lo scibile? Perché affaticarsi su ponderosi volumi, se un semplice consulto ti cambia la vita?

A questo punto – non è mica finita – dobbiamo prender per buona qualunque castroneria uscita da un preteso “sinodo” in cui vescovi e laici, con pari diritto di voto, hanno conversato nello spirito (non è chiaro quale) nell’intento di sdoganare la sodomia e abolire la differenza sostanziale tra ordinati e non ordinati. A questo punto dobbiamo ingoiare senza nulla eccepire finanche le fumose risposte di Bergoglio (o di chi per lui) ai dubia dei cinque cardinali, risposte che, appellandosi disonestamente all’ermeneutica e allo sviluppo della dottrina, affermano e negano contraddittoriamente le stesse cose. A questo punto non c’è più argomentazione che tenga e non possiamo più essere certi di alcunché, se da un estremo all’altro del ventaglio imperversa un intellettualismo contorto con cui si nega l’evidenza del reale, si prende a schiaffi il buon senso, si calpestano le coscienze e ci si ride del timore di Dio. Chi pretende di correggere illecitamente chi illecitamente si comporta gli dà conferma.

Come prevenire o guarire

Se vuoi restare immune da questo deleterio vizio della mente oppure liberartene, qualora tu l’abbia contratto, non soffocare quel sussurro delicato con cui la coscienza ti trattiene dal lasciarti andare a pensieri e discorsi artificiosi che non hanno il sapore della verità; se non lo ascolti, sarai colpevole dei tuoi errori e dovrai risponderne al Giudice divino. Il Signore concede a ognuno la grazia sufficiente per salvarsi, ma essa non è accolta né fruttifica se non in chi ha una coscienza retta. Retta è quella coscienza a cui ripugnino le manipolazioni della verità, da qualunque parte provengano, senza alcun riguardo per lo schieramento in cui ci si sia intruppati. Meglio soli che male accompagnati, recita la sapienza popolare. In realtà chi cerca e persegue il vero ad ogni costo, senza subdoli infingimenti né interessi estranei, non è mai solo: troverà molti altri, benché sparpagliati, che han posto la lealtà e la rettitudine al di sopra del bisogno di appartenere a questa o quella congrega. Indispensabile e più che sufficiente è l’appartenenza al Corpo Mistico, al quale dobbiamo rimanere uniti anche a prezzo di grandi sofferenze: è per questo che bisogna perdersi in Dio.


12 commenti:

  1. Caro don, cosa fare se nel bollettino parrocchiale il proprio parroco, parlando della sinodalità, la quale sta a poco a poco "scardinando verità che si ritenevano immutabili"(parole sue), lascia entrare il dubbio che certe verità siano effettivamente immutabili, domandandosi e domandando: "sono immutabili perchè veramente tali o rese tali da prese di posizione prettamente umane?"
    Cosa fare, e cosa dire soprattutto, se invita i fedeli a "lasciarsi travolgere dalle novità che avanzano", per non "andare in letargo e chiudersi nella ripetitività di gesti che tacitano la nostra coscienza religiosa ma che alla lunga portano all'eutanasia della Fede"?
    Bisogna tacere? Bisogna che il semplice fedele che intuisce un errore gigantesco gli faccia una correzione fraterna?
    A me pare che la Fede l'abbiano spenta da 60 anni, con le rivoluzioni fatte. Io vedo la mia parrocchia piena ma di molta gente che probabilmente non sa perché si trova lì o non vorrebbe essere lì ma ne è costretta (sentito con le mie orecchie); feste e attività in oratorio indubbiamente piene di gente, ma di gente che in chiesa non mette mai piede (visto coi miei occhi). Mi sembra che per mantenere i "numeri", lo share, per dirla con termine tecnico televisivo, si stia apostatando dalla Fede e dai diritti di Dio. E non mi pare che abbracciando così il mondo la Fede diventi come per magia autentica o si riaccenda. Tutt'altro. L'oratorio e la chiesa diventano come il pub o il bar del paese: ci vai perché c'è da mangiare e da bere e si canta e si gioca, ma non ti viene poi voglia di riavvicinarti a Dio. Perché ci sono ancora quelli che "Fede sì, Chiesa no". E adesso si invita a farsi travolgere dalle novità che avanzano, concludendo il bollettino con "di sicuro proveremo le montagne russe e gli scossoni della novità, ma in vista del bene supremo della fedeltà alla Rivelazione (mi viene da ridere!!) e di una fede che ha ancora tanto da dire a ogni uomo e donna, di ogni latitudine e tempo e quindi anche a noi del XXI secolo".

    Non credo ai miei occhi, per quello che ho letto. Ormai mettiamo in dubbio anche la parola di Dio. Mi ricordano alcuni esoteristi i quali asserivano che molti libri della Bibbia non siano stati scritti sotto ispirazione divina, ma siano opera solo umana.

    Che fare, dunque, a parte pregare per loro?
    grazie

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    1. Visto il grado della deriva, è meglio cambiare parrocchia, a meno che non sia così tutta la diocesi. Se mi indichi dove vivi, vedo se c'è un sacerdote affidabile da cui tu possa andare.
      Ad ogni modo, questi vuoti proclami in perfetto stile bergogliano mi suonano tanto come un canto del cigno.

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  2. Grazie, avevo bisogno di queste parole; non perché segua l’una o l’altra delle aberrazioni della quali ha parlato, ma perché mi sentivo in solitudine. Ora non più, e ne sono molto riconfortato.

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  3. Reverendo padre Elia, in zona provincia di Pavia diocesi di Vigevano sa se ci sono sacerdoti di provata fede cattolica?

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    1. Lì non conosco nessuno. Dovete andare o a Milano, nella chiesa di Santa Maria della Consolazione in Largo Cairoli, o a Piacenza, nella chiesa di San Giorgino in Via Sopramuro (dove operano i sacerdoti dell'Istituto di Cristo Re).

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    2. La ringrazio di cuore

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  4. La seguo ogni tanto e in genere condivido quello che lei scrive ma in sincerità stavolta trovo questo suo post contraddittorio e molto oscuro. Non ne ho capito il contenuto, il fine, le conclusioni. In breve: i lefebvriani sono sofisti, scismatici ed irregolari, i parroci ordinati da vescovi modernisti propagandano castronerie e questo sarebbe peggio, insomma che deve fare il povero fedele ? chi o cosa ci proteggerà dalle manipolazioni della verità ? e poi lo stesso parroco affidabile (quello che si oppone al magistero corrente) siamo sicuri che non ci propini i frutti delle sue elucubrazioni ? ripeto questo suo post è molto fumoso, non ci indica la strada che noi fedeli dovremmo percorrere, le dispiacerebbe chiarire ?

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    1. Cerca un sacerdote che sia in situazione regolare e proponga con semplicità l'insegnamento tradizionale della Chiesa, senza intellettualismi contorti con cui cerchi di convincere i fedeli di cose che ripugnano al buon senso e alla dottrina di sempre.

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  5. https://www.corrispondenzaromana.it/larcivescovo-vigano-verso-lanarco-vacantismo-2-parte/

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  6. San Michele Arcangelo
    Sua Eccellenza Mons. Athanasius Schneider, spiega mirabilmente come stare alla Divina Presenza, lo Spirito Santo infonda il Suo Divino Amore.
    La SS. Eucarestia è sempre più la fede viene meno con sbandate e derive dolorosissime con grande danno per le anime.
    https://gloria.tv/post/gxSA48a6rPJi4JJrU6n9g2CNs

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  7. "non c'è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto" (Luca 12,2), https://lanuovabq.it/it/la-chiesa-svenduta-alle-ong-anche-a-costo-di-perdere-fedeli

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  8. IL CASO
    Il suicidio assistito di Anna, una prima volta che disonora l’Italia
    https://lanuovabq.it/it/il-suicidio-assistito-di-anna-una-prima-volta-che-disonora-litalia
    Letta questa notizia mi verrebbe di....ma si puo' ancora parlare di suicidio? Ancorche' assistito? E' omicidio cari miei, omicidio bello e buono!

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