Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 24 luglio 2021

 

Traditionis ruptores

 

 

Le reazioni son state pronte, numerose e, pur nella loro immediatezza, spesso anche ben argomentate; per questo vorremmo evitar di ripetere cose già dette. Certamente nessuno si aspettava un intervento così brutale e immotivato: un atto di puro imperio, tipico del dispotismo più becero, la cui apparente motivazione – si afferma – sarebbe la preservazione dell’unità della Chiesa. Se non si trattasse di una questione serissima, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa: che ne è, dopo cinquant’anni di anarchia pratica, dell’unità dottrinale, liturgica e disciplinare della Chiesa Cattolica? Non c’è bisogno di andare fino in Germania per farsi un’idea dello stato pietoso di confusione in cui versa l’aspetto visibile del corpo ecclesiale, stato ulteriormente aggravato proprio da chi sostiene di volerne difendere l’unità. Siamo tuttavia ormai avvezzi alla cattiveria mascherata con ragioni virtuose; non possiamo di certo aspettarci manifestazioni di onestà intellettuale da un manipolatore a sua volta manipolato.

La prima raccomandazione è quella di mantenere la calma affidandosi alla Provvidenza, così da non lasciarsi spingere ad azioni controproducenti. Non si può adottare ovunque la stessa strategia. In Paesi come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti la nuova normativa risulterà semplicemente inapplicabile: le comunità tradizionali sono là troppo forti e organizzate perché i vescovi (a meno che non siano discepoli di MacCarrick) siano inclini a por fine alla pacifica convivenza dei due riti provocando sollevazioni di popolo. Avrà probabilmente luogo un congelamento dell’espansione di quello antico, il cui rigoglio era per le autorità vaticane il vero motivo di preoccupazione, soprattutto dopo la massiccia fuga di fedeli dalle Messe da sala operatoria. Da noi, in Italia, la situazione è ben diversa; perciò ci è necessario agire con scaltrezza per conservare ciò che abbiamo, muovendoci con circospezione al fine di accrescerlo, in attesa di tempi migliori.

Si può senz’altro concordare con osservazioni già espresse: il Papa, secondo la dottrina cattolica, è solo custode, non padrone di dogma e liturgia. Come già il bresciano, anche l’argentino ha agito ultra vires, al di là delle sue attribuzioni: nessuno al mondo può proibire il culto che ci è stato consegnato dall’antichità cristiana ed è stato celebrato, con enormi frutti spirituali, da schiere di santi sacerdoti, vescovi e pontefici; non se ne può nemmeno limitare l’uso per lasciare a quanti si sono radicati nella forma celebrativa precedente il tempo di ritornare al rito montiniano. A parte quelli che non l’hanno mai frequentato, una buona fetta di essi son cattolici che ne sono scappati o che vi assistono solo se non possono far diversamente. Colui che concepisce il popolo come una categoria mistica pare non rendersi conto che il popolo (quello reale) sta andando in tutt’altra direzione rispetto a quella da lui auspicata; la storia ha preso una piega inaspettata e – questa sì – irreversibile.

L’impressione è che siano proprio gli ultimi colpi di coda di un regime agonizzante. Un despota anziano e malato, al punto più basso del prestigio e della forza di governo, si illude che basti sbattere il pugno sul tavolo per cambiare il corso degli eventi (i quali, per chi ha la fede, sono diretti dalla Provvidenza fin nei minimi dettagli). Con la sua corte di ideologi e professorucoli di liturgia rinchiusi nella prigione mentale dei loro pregiudizi, egli si ostina ad ignorare la realtà effettiva in nome di un progetto che non esiste se non nella sua testa. Fra i più assidui frequentatori della Messa tradizionale ci son pure parecchi convertiti dall’ateismo, pratico o militante, che in essa – e non altrove – hanno scoperto Dio. Ora questa masnada di apostati, in gran parte sodomiti e affaristi senza scrupoli, ha l’inaudita pretesa di costringere loro e gli altri a rinunciare a tale grazia inestimabile in cambio del perpetuo carnevale che ha già fatto perder la fede a milioni di cattolici…

Nonostante questo grave disturbo cognitivo, sono stati comunque in grado di formulare un asserto sensato, seppure intendendone un significato inverso: la lex orandi della Chiesa è una sola. Non si può non concordare; il fatto è che la norma della preghiera pubblica, dovendo rispecchiare quella della fede, non è certamente quella inventata di sana pianta mezzo secolo fa sotto la supervisione di un prelato massone che volle compiacere i protestanti, bensì quella che ci è stata trasmessa fin dalle origini ed è sempre stata gelosamente custodita. Non potevano darsi una zappata sui piedi più forte. Il peggio è che, nell’intento di motivare in modo inderogabile, con quell’argomento capovolto, l’unicità del rito montiniano, i novatori mostran di pensare che il rito antico non sia più compatibile con ciò che la Chiesa è oggi: ciò comporta implicitamente che essa non sia più ciò che è sempre stata; si sarebbe quindi spezzata la continuità della Tradizione.

È assolutamente impossibile, ovviamente, che la Chiesa, essendo di istituzione divina e avendo una costituzione soprannaturale, cambi nella propria essenza. Quei signori, però, nella furia devastatrice che rode i loro cuori perversi, hanno esplicitamente ammesso di non identificarsi più con il deposito ricevuto dagli Apostoli… e sono pertanto scismatici; si son tagliati fuori dal Corpo Mistico, come l’arcivescovo Thomas Cranmer. La fretta è una pessima consigliera. D’accordo: il loro padrino, se non moribondo, fa temere un trapasso non lontano, mentre l’odiato bavarese è ancora vivo e vegeto; non se ne poteva ulteriormente aspettare la dipartita. Però, però… tradirsi in modo così pacchiano! Noi non abbiamo certamente l’autorità di scomunicarli né la competenza necessaria per indicare i numerosi difetti di un testo maldestro e contraddittorio, tipico parto di quella mentalità conciliare che, perso ogni contatto con il reale, si muove in un mondo immaginario; chiunque può tuttavia rilevare come l’autorità episcopale, benché esaltata in linea di principio, sia di fatto severamente umiliata dalle nuove norme.

Analoga inversione di prospettiva appare palesemente anche nell’infelice riferimento all’abrogazione, da parte di san Pio V, di tutti i riti che non potessero vantare un’antichità superiore ai duecento anni. Qui sta avvenendo esattamente il contrario: si pretende di abolire il rito più antico e venerando a favore di un patchwork cucito su commissione alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Tale rovesciamento della mente pare sintomo di uno ancor più profondo, quello dell’anima stessa, la quale non è più naturalmente orientata dal basso verso l’alto, ma dall’alto verso il basso. Ciò fa sì che la testa e il cuore vadano a finire sotto la cintura, con la conseguenza che tutta la percezione della realtà si ribalta, oltre alla vita morale. L’unica via d’uscita, per una Chiesa governata da figuri del genere, sembra un solenne e continuato esorcismo. Perciò facciamo appello ai sacerdoti ancora sani perché si adoperino in tal senso, a beneficio di tutti.

Vi raccomandiamo dunque di mantenere la calma confidando nell’efficacia della preghiera, che ha il potere di capovolgere pure le situazioni più minacciose. Durante l’orazione, fra l’altro, può capitare di ricevere utilissime illuminazioni, specie dopo aver implorato, davanti alla sua urna, il Pontefice domenicano davvero santo che promulgò il Messale. Nell’ultimo motu proprio non si afferma da nessuna parte che è proibito usarlo, ma solo che i sacerdoti devono chiederne l’autorizzazione al loro Ordinario. È una cosa che non costa nulla; se poi il superiore non la concede, non cambia niente: è un problema suo. Mal che vada, le case son già pronte; il diavolo faccia pure tutte le pentole che vuole. Prima di chiudere, ci preme un ultimo suggerimento. Il rasentare la morte, a quanto pare, non è servito al ravvedimento del Personaggio. Preso atto del carattere assoluto e illimitato della sua potestà, supponiamo che essa si estenda pure sull’Inferno. Gli converrebbe pertanto tentare anche là di rinnovarne i vertici, prima di andarci.

Infine, non lasciatevi impressionare da gente che odia visceralmente il sacro per il semplice motivo che odia Dio. Prima di decidere come muovervi, aspettate che il vostro vescovo vi notifichi le nuove disposizioni e indichi la procedura da seguire. Agire in modo scomposto e precipitoso, in questo frangente, sarebbe fare il gioco del nemico. In realtà è probabile che la maggior parte dei presuli, tolti i più accaniti, non abbiano alcuna voglia di creare un altro casus belli, con tutte le rogne che già turbano il loro sonno. Dovunque ci sono casi insabbiati di abusi clericali su minori, purtroppo; in casi estremi, può essere utile rammentarlo: à la guerre, comme à la guerre. Quindi nervi saldi e tanta preghiera per ottenere luce dallo Spirito Santo. Una volta preso atto della situazione (che varierà da diocesi a diocesi), si valuterà come procedere caso per caso, tenendo presente che l’obbedienza alla gerarchia è funzionale all’obbedienza a Dio. Consideriamoci interiormente liberi di adottare le soluzioni più opportune. Nella Chiesa, ogni norma e la sua applicazione devono favorire, in ultima istanza, la sua ragion d’essere, cioè il bene delle anime: Suprema lex, salus animarum (1).

I flagellanti

(1) Mentre nel corpo umano le singole membra non godono di vita propria e non sussistono se non all’interno del tutto, nel Corpo Mistico ogni membro ha personalità distinta e il benessere del tutto è ordinato a quello degli individui (cf. Pio XII, Enc. Mystici Corporis: AAS 35 [1943], 221-222). Sulla base di questa osservazione, il principio dell’aequitas canonica richiede che la legge sia applicata in modo tale da realizzare effettivamente il bene dei fedeli, piuttosto che il contrario: la salvezza delle anime è infatti il fine ultimo di tutto ciò che si fa in seno ad essa, mentre le norme sono solo uno strumento. Eccetto quelle di diritto divino, che appartengono alla costituzione stessa della Chiesa, le altre (cioè le norme di diritto meramente ecclesiastico) sono sempre modificabili e, non essendo dottrina di fede o di morale, non richiedono l’assenso della coscienza se non nella misura in cui attuano norme più alte.


32 commenti:

  1. Grazie di cuore Padre, dono dell'Amore di Dio.
    Le Sue rassicurazioni sono per noi balsamo.
    Ave Maria!

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  2. Caro p. Elia grazie per i santi consigli!! Io partecipavo la domenica alla s. Messa in rito antico in un paesino vicino tortona (al) il Vescovo però di Tortona è stato incaricato dal papa ad altro incarico..chissà il nuovo Vescovo se lascerà che queste Messe in rito antico proseguano!!!! Proprio ora che ho ricevuto la grazia di partecipare a queste sante Messe....rischio di nn vivere più quell ora e più di Paradiso!!!! Si sa la Messa in Latino è terribile per il demonio...certo che la combatte! Ma noi combattiamo con i s. Sacramenti, il s. Rosario e l Adorazione Eucaristica sicuri che Dio è con noi e come diceva s. Giovanna d Arco:a noi la battaglia a Dio la vittoria!!! Preghiera digiuno e offerta di ogni gesto di ogni battito del ns cuore delle gioie dei dolori sempre con lo sguardo fisso negli occhi di Gesù! Mio caro padre Elia grazie di tutto ciò che fa per noi per la nostra eterna salvezza grazie per le sue preghiere per noi il Signore Gesù le sorrida sempre! Nei Cuori di Gesù Giuseppe e Maria restiamo uniti!!!( Vado spesso a Bosco Marengo a pochi km da Alessandria dove è nato s. Pio V e lì nella bellissima chiesa chiedo la sua intercessione per questa Chiesa così tanto combattuta!!!) F.R.

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    1. Sempre avanti così! Il Signore è con noi!

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    2. P.Elia mi dica ad onor del vero, lei è biritualista?

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    3. Continui sempre ad andare alla Santa Messa di Viguzzolo e sostenga il caro don G. Io sono stato spesso di passaggio.

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    4. Sono cresciuto con il nuovo rito e l'ho celebrato per vent'anni, finché il Signore non mi ha concesso la grazia di cominciare a usare quello antico. Ora celebro solo in Vetus Ordo.

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  3. "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".

    Vi chiedo un aiuto per l'amore verso la tradizione: sto cercando il praticamente introvabile breviario carmelitano del 1938, qualcuno di voi lo ha e sarebbe disposto a venderlo? Oppure conosce qualcuno con cui potrei entrare in contatto?

    Don Elia, se non ritiene conveniente questo commento, lo cancelli pure.
    In ogni caso, vi ringrazio.

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    1. Gentile Chiara, a parer mio potrebbe consigliarsi con Padre Giorgio Maria Fare' (Carmelitano scalzo)al seguente sito:
      https://www.veritatemincaritate.com/#gsc.tab=0

      Inoltre mi par di ricordare che Padre Fare' in un suo post passato disse che e' possibile consultare i libri della loro biblioteca .
      Ave Maria!

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    2. Grazie del consiglio!
      Ave Maria!

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  4. Una delle riflessioni più lucide lette sul tema:
    http://traditiomarciana.blogspot.com/2021/07/traditionis-eversores-commenti-al-nuovo.html?m=1

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    1. "Più diretto e preoccupante, però, è il fine: la lettera dice esplicitamente che le previsioni normative del Motu Proprio allegato presentano un unico scopo, ovverosia quello di “accompagnare coloro che sono legati al rito antico a una piena accettazione dei libri liturgici riformati”.
      Mi domando se coloro che hanno pensato a quanto suesposto eran desti.Chi come me e'stato svezzato con il Rito degli Apostoli e poi abbastanza bruscamente e' stato riconosciuto atto a dimenarsi dentro una balera, dapprima e' rimasto un po' stordito,poi non trovando altro d'attorno si e'adattato alla bell'e meglio ; ma la ri-apertura dello scrigno in cui era stato riposto il Rito degli Apostoli ci ha fatto subito avvertire il profumo di casa e come il figliol prodigo abbiamo desiderato tornare a casa , nella nostra casa comune,la casa dei Padri. Ora che abbiamo gustato nuovamente l'acqua cristallina e la nostra sete non riesce piu' ad estinguersi come potremmo riadattarci a bere l'acqua stagnante?

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    2. Abbiamo ben rilevato il fine ultimo inteso dagli estensori dei due testi. Che mirino a quel risultato, però, non basta perché riescano ad ottenerlo. Nel loro delirio di onnipotenza non si rendon conto che la nuova normativa provocherà una reazione fortissima di segno contrario.

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  5. Gent.mo padre, mi permetto di porre una domanda sui vaccini, pubblicamente, perchè temo possa servire anche ad altri. Sono un insegnante di scuola superiore e mi preparo all'obbligo o al green pass. Come tutelarmi e fare ricorso? Ci sono associazioni o studi legali seri che Lei conosce e può consigliare (magari nel nord italia, abitando io in diocesi di mantova) ? Claudio Buzzi

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    1. Si rivolga all'associazione "Iustitia in veritate" di Milano.

      http://www.iustitiainveritate.org/green-pass-lultimo-tranello/

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  6. radicatinellafede rnf
    https://www.youtube.com/watch?v=CkIty15U2WQ&t=1s

    IX Domenica dopo Pentecoste in rito tradizionale a Vocogno in Val Vigezzo (VB).
    Omelia di don Alberto Secci: hanno svuotato Cristo
    Domenica 25 Luglio 2021.
    ****
    Sito WEB: http://www.radicatinellafede.com​​​​​​
    Canale Gloria.Tv: https://gloria.tv/usquequo

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  7. Il provvedimento del Papa è una manifestazione di malcelata debolezza: non fa che palesare la paura della contagiosita' del rito Tridentino. Nutro la speranza che fra qualche decennio il rito montiniano sia solo più un ricordo. Io nascevo negli anni del Concilio e oggi posso dire che le favole moderniste mi hanno fatto perdere 50 anni di rito Tridentino, della sua sacralità e della sua bellezza. Onore a chi (Lefebvre) in questi decenni di deriva protestante ha saputo tener duro e illuminare le coscienze offuscate dal falso progresso modernista. Se essere "cattolici adulti" significa flirtare con protestanti, massoni e fratelli maggiori, mi sento in dovere di restare "cattolico bambino", fedele al rito Tridentino. Certamente questa è un'epoca buia e triste (vedasi DDL Zan) in cui tutto è stravolto, a cominciare dal linguaggio e la vera rivoluzione parte dallo stravolgimento del linguaggio. Mai come oggi serve una Chiesa diametralmente opposta a quella uscita dalle elucubrazioni di teologi di strada e di ambigue eminenze grigie vaticane. Sia lodato Gesù Cristo.



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  8. Grazie alla lettura di libri "nascosti" ho scoperto la messa antica e quando vi ho partecipato la prima volta,prima della pandemia farlocca ,ho con immensa gratitudine riconosciuto che è la messa vera. Purtroppo non mi è possibile parteciparvi per ora. Ma quando per forza di cose devo assistere alla messa della nuova chiesa io non canto più e non rispondo più in italiano. È una pena per davvero. Se c'è un buon sacerdote è sopportabile....

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  9. Reverendo padre, nella sostanza, o sul fondo, son d’accordo con Lei. Ma non Le pare che il Suo tono, perlomeno, sia troppo forte e duro, per non dire violento? Certo tutti noi, e anche Lei, preghiamo per il Santo Padre, per la sua conversione e per la sua salute eterna. Preghi anche per me, e mi benedica.

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  10. Gentilissimo padre la prego, se lo ritiene utile e opportuno per il bene delle anime di pubblicare sul suo sito e di dare diffusione al seguente appello che rivolgo a tutti i vescovi italiani
    Appello ai vescovi italiani, successori degli apostoli.

    Eccellenze reverendissime,
    vi scrivo umilmente con amore e rispetto filiale questo accorato appello per sottoporre alla vostra attenzione una questione sulla quale sembra calato un tremendo silenzio, una questione che taluni reputano marginale ma che, sono convito, sia di fondamentale importanza per i fedeli, per la liturgia e per la vita della chiesa italiana !

    A più di un anno dalla data del 18 Maggio 2020 permane, quasi ovunque nelle chiese italiane, l’obbligo di ricevere la Divina Eucarestia sulle mani (sebbene il cardinale Sarah allora prefetto per il Culto Divino e la disciplina dei sacramenti avesse ribadito più di una volta che la legge della Chiesa in vigore non si poteva annullare o sospendere). La mia riflessione e il conseguente appello però partono da un altro punto di vista , essa è incentrata sul fatto che la situazione, da quel lontano 18 Maggio, è oggettivamente e notevolmente cambiata…i casi diminuiti, ospedali vuoti, riaperture varie, festeggiamenti piacevoli e festosi per la vittoria dell’europeo, milioni di persone vaccinate (soprattutto anziani che, ahimè, sono i principali frequentatori delle messe specialmente quelle feriali ) tuttavia , nonostante tutto questo, l’unico luogo dove sembra che la situazione sia esattamente identica a quel 18 maggio è la chiesa in cui non mancano mai mascherine, distanziamento, gel sanificante – avolte in bella mostra sull’altare dove proprio non potrebbe stare- e attenzioni di ogni tipo…

    Arrivati a questo punto vi imploro, anche a nome di tutti quei fedeli che per la loro sensibilità eucaristica desiderano poter tornare a ricevere Gesù nel modo ordinario, di eliminare l’obbligo di riceverlo nella modalità che sapete benissimo essere stata introdotta attraverso un indulto…

    Mi permetto, umilmente di esporre anche un suggerimento pratico ed efficace che tenga conto di quei fedeli i quali, temendo di essere contagiati non vogliono assolutamente che il sacerdote distribuisca l’Eucarestia senza distinguere quei fedeli che desiderano una modalità diversa rispetto all’altra…per evitare ciò basterebbe predisporre in ogni chiesa un inginocchiatoio dietro il quale si stabilisce che si pongano in fila solo ed esclusivamente i fedeli che desiderano comunicarsi in bocca (magari se lo desiderano anche in ginocchio) così che qualora ci fosse un solo sacerdote questi dopo aver fatto comunicare i fedeli sulle mani passerà nel luogo dove lo attendono i fedeli presso l’inginocchiatoio; qualora ci fossero due ministri allora sarebbe ancora più agevole la distribuzione della Santissima Eucarestia. In questo modo sarebbe evitata la possibilità di mescolare i fedeli e sarebbe garantito a tutti la possibilità di comunicarsi secondo quanto stabilisce l’articolo 92 della Redemptionis Sacramentum.

    Prima di concludere ritengo doveroso ricordare come dal 18 maggio ad oggi in tutta Italia ci siano stati abusi, irriverenze nei confronti del Santissimo Corpo del Signore Gesù per non parlare dei tanti episodi di frammenti di ostie rinvenuti a terra, caduti, o magari rimasti nelle mani dei fedeli distratti ( di alcune gravi irriverenze sono stato testimone in prima persona e di molte altre ne ho ricevuto notizia da persone affidabili e credibili, di molte altre ci sono anche le foto, prove e testimonianze…ma preferisco su questo ora tacere).

    Prego affinchè la Vergine Santissima, Madre dell’Eucarestia, riporti nella Chiesa italiana quell’amore, quell’adorazione che Gesù Sacramentato merita ma che da decenni abbiamo visto affievolirsi sempre di più !

    Eccellenze reverendissime vi imploro di ascoltare questo appello e nel ringraziarvi invoco su di me, sulla mia famiglia e su tutto il popolo di Dio italiano la vostra apostolica benedizione.
    Nei Tre con la Piena di Grazia,

    Piergiorgio Cesario.


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    1. Oswald Cobblepot, the Penguin28 luglio 2021 02:46

      Non le risponderanno neanche, oppure le diranno che "la pandemia non è finita, siamo ancora in emergenza, occorre essere prudenti" etc. etc. Se vuole un consiglio, accetti la Ss.ma Comunione sulle mani e poi reciti la Corona Riparatoria al S. Cuore di Gesù contro le profanazioni eucaristiche (scritta da S. Giovanni Bosco).

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  11. Voglia il Signore Nostro, che davvero questo atto sia fra..." gli ultimi colpi di coda di un regime agonizzante." Vorrei essere davvero in errore pensando che il peggio debba ancora arrivare.

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  12. I suoi scritti sono dei fari. Grazie

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  13. Grazie per i suoi blog. Sono luce in mezzo al buio. Vivo a Brescia e non trovo un sacerdote che mantenga la tradizione. Non so dove cercarlo

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    1. Vada a Bergamo, nella chiesa di Santa Maria della Neve.

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  14. Il clero piemontese in pool position per attuare le direttive del capo.
    Obbedienza cieca e assoluta, fiumi di saliva scorrono dalla mole al cupolone.

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  15. Salve a tutti,
    a proposito di onestà intellettuale, mi sono imbattuta oggi nella Costituzione Apostolica "Missale Romanum" firmato da Paolo VI in cui si legge:
    "Stabiliamo pertanto che in ciascuna delle Preghiere Eucaristiche, esse siano così espresse: sul pane: PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: QUESTO È IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI; e sul calice: PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI. FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME."
    https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19690403_missale-romanum.html
    Quel "TUTTI" non era un "MOLTI" fino a poco tempo fa, prima che il vescovo vestito di bianco lo cambiasse? Hanno modificato anche dei documenti ufficiali (o quanto meno la loro trascrizione)?
    Vi prego di smentirmi se ho capito male quello che ho letto! Non sono riuscita a trovare il documento originale in rete, tutti i PDF o link riportano la parola "TUTTI".
    Grazie

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    1. "Per tutti" è la traduzione italiana della CEI in vigore fin dal 1969, ma il testo latino dell'editio typica del Messale di Paolo VI recita "pro multis" (come in Mt 26, 28). E' solo una delle tante manipolazioni introdotte di soppiatto con le traduzioni.

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  16. Grazie don Elia!
    Continui con il suo prezioso e fedele apostolato, abbiamo bisogno di sacerdoti coraggiosi che mettono la Verità al primo posto.

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  17. Chi ci governa è salito con spregiudicatezza sul carro dei buontemponi, e in men che non si dica si sono ritrovati impelagati nella corsa sfrenata che li ha trascinati verso l'inferno. Ora cercano di divincolarsi, ma le fauci affilate e gli artigli del nemico si serranno sulla carne viva, la consapevolezza e l'orrore del posto che si trovano gli attanaglia la mente e si trovano perduti, guardate le loro facce.
    Abbiamo visto tutti le immagini della Merkel, il tremore che l'assaliva, sapendo cosa l'aspettava, le direttive da imporre e da chi riceve ordini.
    Don Elia, è prioritario far sapere a queste persone (e noi tutti) che sono/siamo ancora in tempo di dire: Signore Gesù Salvami, e possono/possiamo essere tratti dal più profondo dell'inferno.
    Cristo Gesù, Tu che tutto puoi, salvaci.

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  18. Che idea grottesca che il mistero stesso dell’amore diventi un pomo della discordia. Di nuovo, citiamo Sant’Agostino, che chiamava la Santa Eucaristia il legame d’amore e di pace che racchiude il capo e i membri della Chiesa. Non sarebbe un più grande trionfo dell’inferno se questo legame si rompesse di nuovo, come è successo molte volte in passato. E il mondo sogghignerebbe: “Guarda come si amano!”.

    https://www.marcotosatti.com/2021/07/29/brandmuller-sul-motu-proprio-una-legge-va-accettata-per-essere-valida/

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