Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 11 luglio 2026


Non ci sono solo gli scismatici

 

Omnem viam iniquam odio habui (Sal 118, 128).

Non vorremmo dar l’impressione di avere un chiodo fisso, per quanto acuto e profondo sia il dolore causato dallo scisma che si è consolidato fissandosi in via definitiva. In realtà a irretire i cattolici, oltre alle varie denominazioni tradizionaliste separate, sono anche organizzazioni molto diffuse che, pur godendo dell’approvazione pontificia, non trasmettono affatto la retta dottrina né incrementano una sana vita cristiana. Pur essendoci già saltuariamente occupati dei cosiddetti movimenti, ci sembra opportuno riprendere il discorso in considerazione del fatto che lo spirito elitario e autoreferenziale da essi alimentato è uno dei fattori sfruttati dagli scismatici per reclutare adepti. Essi fanno infatti leva sul desiderio di trovare un accesso immediato alla perfezione delegando la propria coscienza ad uno o più maestri ritenuti infallibili, in alternativa a quelli ufficialmente incaricati.

Riguardo a questi ultimi, il panorama è quantomeno desolante; non possiamo certo negarlo. Questa costatazione non può tuttavia assurgere a principio con cui scegliersi autonomamente le guide, dato che ciò è contrario alla natura stessa della Chiesa. La prima realtà che, di fatto, le proposte dei vari movimenti annullano è proprio la mediazione ecclesiale, sostituita dalla figura di un fondatore che si presenta come strumento di contatto diretto col divino, l’unico. L’apparato gerarchico interessa solo in quanto dispensatore di riconoscimenti e approvazioni che permettano a tali aggregazioni di ottenere fiducia e consenso da parte del comune popolo cristiano, ma per il resto è considerato del tutto superfluo e ininfluente; sono i movimenti, al contrario, che si vedono investiti della missione di convertire e redimere il clero e il resto dei fedeli.

Difetti strutturali comuni

Unica sorgente della vita spirituale sono gli scritti e i discorsi del fondatore; la tradizione cattolica, con le sue inesauribili ricchezze, è semplicemente ignorata. Tali fonti sono oltretutto inquinate da gravi errori e deviazioni dottrinali: i libri di Escriba (secondo la grafia originale del cognome giudaico e senza il titolo nobiliare comprato) sono intrisi di pelagianesimo; i testi di Giussani sono saturi di esistenzialismo antropocentrico; le prediche di Riccardi (oltre a costituire un intollerabile abuso) si distinguono per l’orizzontalismo socializzante ed ecumenista; i vaneggiamenti pseudomistici della Lubich (affetta da narcisismo megalomanico sfociato in delirio acuto) propugnano l’indifferentismo religioso; le suggestioni dei (non autorizzati) predicatori carismatici vantano l’immanentizzazione della grazia; le catechesi di Argüello inculcano un luteranesimo giudaizzante.

Come si vede, di cattolico c’è ben poco, fatta salva la buona fede dei singoli membri, che han però subìto un vero e proprio lavaggio del cervello. Che si ricuperino pure sacramenti, pratiche e devozioni della vera religione non cambia la sostanza, poiché il quadro interpretativo in cui tutto ciò è inserito non è lo stesso, bensì un sistema di “pensiero” scaturito da una particolare intuizione del fondatore, la cui validità non è mai stata fatta oggetto, da parte dell’autorità ecclesiastica, di un accurato esame dogmatico. Singoli teologi (come padre Zoffoli riguardo ai neocatecumenali o il professor Federici nei confronti dei focolarini) hanno sì avanzato serie e ben fondate critiche, ma il loro prezioso lavoro è stato lasciato cadere nel vuoto, con gravissimo danno sia per la reputazione della Chiesa Cattolica che per il bene delle anime, abbandonate all’inganno e alla manipolazione.

In queste contraffazioni della fede e della vita cristiane, più profondamente ancora, è la trascendenza stessa ad esser rimossa: la comunità o l’opera diventa eschaton, prendendo il posto di Dio come realtà ultima e totalizzante. In tale contesto è inevitabile l’eliminazione dell’autonomia personale: la salvezza dell’individuo coincide col suo annullamento mediante la fusione con la collettività, divenuta il suo tutto esistenziale e il fine supremo della sua vita. In vista di tale effetto, viene abolita la sfera privata per mezzo di una sistematica confusione tra foro interno e foro esterno, dimensione intima e impegno comune, guida spirituale e direzione del gruppo. In tal modo il soggetto si ritrova completamente in balìa dell’arbitrio di capi abusivi (in quanto privi di giurisdizione e noncuranti di ogni legge, divina e umana), perennemente esposto ad abusi di ogni genere e tagliato fuori dal consesso umano.

Essenziale al fine indicato è la soppressione del senso critico, equiparato a peccato, a ribellione o a mancanza di fede. Dato che il ricorso all’intelletto è fortemente ostacolato e la forza della volontà è regolata dall’esterno, la crescita morale e spirituale del battezzato si blocca; in simili circostanze, infatti, è impossibile cooperare liberamente con la grazia. Il progresso della vita interiore viene così a mancare, benché ciò sia mascherato da un attivismo dalle apparenze benefiche. Di fatto l’adepto, il più delle volte, si trova ancora invischiato in peccati gravi che non riesce a vincere, sia perché non ne ha i mezzi sia perché si è convinto che, in fin dei conti, non sia un problema tanto serio. Un falso sentimento di eccellenza, motivato dall’appartenenza ad un gruppo speciale, lo culla in un appagante quanto vano autocompiacimento che gradualmente lo acceca sulle sue vere condizioni.

Sostituzione del cristianesimo

È evidente, a questo punto, che le proposte dei diversi movimenti non favoriscono una reale sequela di Cristo con le sue concrete e salutari esigenze, bensì la sostituiscono con un preteso nuovo carisma che ne dovrebbe assicurare una più perfetta realizzazione, ma ne è in realtà la negazione pratica. In questo terreno di coltura, le varie sètte scismatiche sorte intorno a vescovi o sacerdoti ribelli sfruttano l’immaturità e l’infantilismo (in parte pregressi e già sfruttati dai movimenti, in parte accresciuti dai loro metodi) per reclutare i delusi che, ritrovatisi fuori del nido, non sanno a che cosa aggrapparsi. Il disorientamento di tanti cattolici “bruciati” da esperienze dolorose li spinge a gettarsi a occhi chiusi tra le braccia di chi, ancora una volta, promette loro un cristianesimo col bollino, di fatto scorciatoia illusoria e deresponsabilizzante che però rassicura come una conferma.

Sarebbe interessante effettuare uno studio psicologico di tali dinamiche, come pure un’attenta analisi dello sviluppo storico dei movimenti nei loro collegamenti. Mentre l’Opus Dei risulta finora un masso erratico, la Comunità di Sant’Egidio deriva da quella Gioventù studentesca che, dopo la crisi, è rinata come Comunione e Liberazione. Dai Focolari provengono invece Kiko Argüello e Jaqueline Dupuis, una degli iniziatori del Rinnovamento carismatico in Italia. Tali “scissioni” paiono analoghe a quelle che, in politica e nella massoneria, avvengono al fine di estendere l’influenza occulta ad altri gruppi che, inizialmente, ne erano rimasti immuni. Lo sviluppo così prodigioso di organizzazioni religiose che, per evidenti difetti di dottrina e di prassi, non possono rivendicare un’assistenza soprannaturale potrebbe spiegarsi con l’intervento di forze interessate a frantumare la Chiesa e pervertirne la vita.

Per non farvi inconsapevoli strumenti di queste diaboliche manovre, cercate una guida negli scritti dei Santi. È vero che, molto spesso, non possiamo applicare i loro insegnamenti, così come sono, direttamente alla nostra esistenza concreta, dato che la loro antropologia non è la nostra: ovviamente non quanto all’essenza dell’uomo, che non può cambiare, ma quanto al suo funzionamento. Cultura postmoderna e rivoluzione dei costumi hanno stravolto l’umanità nel modus operandi, processo che la tecnologia sta portando all’acme. Senza scoraggiarvi, trovate allora un buon sacerdote o religioso di retta fede e robusto buon senso che vi aiuti a leggere correttamente i testi del passato e a trarne le indicazioni adatte al vostro caso. Se pregate con fede per questa intenzione, la Provvidenza non vi deluderà di certo, purché siate decisi e perseveranti.


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