Non ci sono solo gli scismatici
Omnem viam
iniquam odio habui (Sal 118, 128).
Non vorremmo dar l’impressione di avere un chiodo fisso, per quanto
acuto e profondo sia il dolore causato dallo scisma che si è consolidato
fissandosi in via definitiva. In realtà a irretire i cattolici, oltre alle
varie denominazioni tradizionaliste separate, sono anche organizzazioni molto
diffuse che, pur godendo dell’approvazione pontificia, non trasmettono affatto
la retta dottrina né incrementano una sana vita cristiana. Pur essendoci già
saltuariamente occupati dei cosiddetti movimenti, ci sembra opportuno
riprendere il discorso in considerazione del fatto che lo spirito elitario e
autoreferenziale da essi alimentato è uno dei fattori sfruttati dagli scismatici
per reclutare adepti. Essi fanno infatti leva sul desiderio di trovare un
accesso immediato alla perfezione delegando la propria coscienza ad uno o più
maestri ritenuti infallibili, in alternativa a quelli ufficialmente incaricati.
Riguardo a questi ultimi, il panorama è quantomeno desolante; non
possiamo certo negarlo. Questa costatazione non può tuttavia assurgere a
principio con cui scegliersi autonomamente le guide, dato che ciò è contrario
alla natura stessa della Chiesa. La prima realtà che, di fatto, le proposte dei
vari movimenti annullano è proprio la mediazione ecclesiale, sostituita dalla
figura di un fondatore che si presenta come strumento di contatto diretto col
divino, l’unico. L’apparato gerarchico interessa solo in quanto dispensatore di
riconoscimenti e approvazioni che permettano a tali aggregazioni di ottenere
fiducia e consenso da parte del comune popolo cristiano, ma per il resto è considerato
del tutto superfluo e ininfluente; sono i movimenti, al contrario, che si
vedono investiti della missione di convertire e redimere il clero e il resto
dei fedeli.
Difetti strutturali comuni
Unica sorgente della vita spirituale sono gli scritti e i discorsi
del fondatore; la tradizione cattolica, con le sue inesauribili ricchezze, è
semplicemente ignorata. Tali fonti sono oltretutto inquinate da gravi errori e
deviazioni dottrinali: i libri di Escriba (secondo la grafia originale del
cognome giudaico e senza il titolo nobiliare comprato) sono intrisi di
pelagianesimo; i testi di Giussani sono saturi di esistenzialismo
antropocentrico; le prediche di Riccardi (oltre a costituire un intollerabile
abuso) si distinguono per l’orizzontalismo socializzante ed ecumenista; i
vaneggiamenti pseudomistici della Lubich (affetta da narcisismo megalomanico
sfociato in delirio acuto) propugnano l’indifferentismo religioso; le
suggestioni dei (non autorizzati) predicatori carismatici vantano
l’immanentizzazione della grazia; le catechesi di Argüello inculcano un
luteranesimo giudaizzante.
Come si vede, di cattolico c’è ben poco, fatta salva la buona fede
dei singoli membri, che han però subìto un vero e proprio lavaggio del cervello.
Che si ricuperino pure sacramenti, pratiche e devozioni della vera religione
non cambia la sostanza, poiché il quadro interpretativo in cui tutto ciò è
inserito non è lo stesso, bensì un sistema di “pensiero” scaturito da una
particolare intuizione del fondatore, la cui validità non è mai stata fatta
oggetto, da parte dell’autorità ecclesiastica, di un accurato esame dogmatico.
Singoli teologi (come padre Zoffoli riguardo ai neocatecumenali o il professor
Federici nei confronti dei focolarini) hanno sì avanzato serie e ben fondate
critiche, ma il loro prezioso lavoro è stato lasciato cadere nel vuoto, con
gravissimo danno sia per la reputazione della Chiesa Cattolica che per il bene
delle anime, abbandonate all’inganno e alla manipolazione.
In queste contraffazioni della fede e della vita cristiane, più
profondamente ancora, è la trascendenza stessa ad esser rimossa: la comunità
o l’opera diventa eschaton, prendendo il posto di Dio come realtà
ultima e totalizzante. In tale contesto è inevitabile l’eliminazione
dell’autonomia personale: la salvezza dell’individuo coincide col suo
annullamento mediante la fusione con la collettività, divenuta il suo tutto
esistenziale e il fine supremo della sua vita. In vista di tale effetto, viene
abolita la sfera privata per mezzo di una sistematica confusione tra foro
interno e foro esterno, dimensione intima e impegno comune, guida spirituale e
direzione del gruppo. In tal modo il soggetto si ritrova completamente in balìa
dell’arbitrio di capi abusivi (in quanto privi di giurisdizione e noncuranti di
ogni legge, divina e umana), perennemente esposto ad abusi di ogni genere e tagliato
fuori dal consesso umano.
Essenziale al fine indicato è la soppressione del senso critico,
equiparato a peccato, a ribellione o a mancanza di fede. Dato che il ricorso
all’intelletto è fortemente ostacolato e la forza della volontà è regolata
dall’esterno, la crescita morale e spirituale del battezzato si blocca; in
simili circostanze, infatti, è impossibile cooperare liberamente con la grazia.
Il progresso della vita interiore viene così a mancare, benché ciò sia
mascherato da un attivismo dalle apparenze benefiche. Di fatto l’adepto, il più
delle volte, si trova ancora invischiato in peccati gravi che non riesce a
vincere, sia perché non ne ha i mezzi sia perché si è convinto che, in fin dei
conti, non sia un problema tanto serio. Un falso sentimento di eccellenza,
motivato dall’appartenenza ad un gruppo speciale, lo culla in un appagante
quanto vano autocompiacimento che gradualmente lo acceca sulle sue vere
condizioni.
Sostituzione del cristianesimo
È evidente, a questo punto, che le proposte dei diversi movimenti
non favoriscono una reale sequela di Cristo con le sue concrete e salutari
esigenze, bensì la sostituiscono con un preteso nuovo carisma che ne
dovrebbe assicurare una più perfetta realizzazione, ma ne è in realtà la
negazione pratica. In questo terreno di coltura, le varie sètte scismatiche sorte
intorno a vescovi o sacerdoti ribelli sfruttano l’immaturità e l’infantilismo
(in parte pregressi e già sfruttati dai movimenti, in parte accresciuti dai
loro metodi) per reclutare i delusi che, ritrovatisi fuori del nido, non sanno
a che cosa aggrapparsi. Il disorientamento di tanti cattolici “bruciati” da
esperienze dolorose li spinge a gettarsi a occhi chiusi tra le braccia di chi,
ancora una volta, promette loro un cristianesimo col bollino, di fatto
scorciatoia illusoria e deresponsabilizzante che però rassicura come una
conferma.
Sarebbe interessante effettuare uno studio psicologico di tali
dinamiche, come pure un’attenta analisi dello sviluppo storico dei movimenti
nei loro collegamenti. Mentre l’Opus Dei risulta finora un masso erratico,
la Comunità di Sant’Egidio deriva da quella Gioventù studentesca
che, dopo la crisi, è rinata come Comunione e Liberazione. Dai Focolari
provengono invece Kiko Argüello e Jaqueline Dupuis, una degli iniziatori del Rinnovamento
carismatico in Italia. Tali “scissioni” paiono analoghe a quelle che, in
politica e nella massoneria, avvengono al fine di estendere l’influenza occulta
ad altri gruppi che, inizialmente, ne erano rimasti immuni. Lo sviluppo così
prodigioso di organizzazioni religiose che, per evidenti difetti di dottrina e
di prassi, non possono rivendicare un’assistenza soprannaturale potrebbe
spiegarsi con l’intervento di forze interessate a frantumare la Chiesa e
pervertirne la vita.
Per non farvi inconsapevoli strumenti di queste diaboliche manovre, cercate una guida negli scritti dei Santi. È vero che, molto spesso, non possiamo applicare i loro insegnamenti, così come sono, direttamente alla nostra esistenza concreta, dato che la loro antropologia non è la nostra: ovviamente non quanto all’essenza dell’uomo, che non può cambiare, ma quanto al suo funzionamento. Cultura postmoderna e rivoluzione dei costumi hanno stravolto l’umanità nel modus operandi, processo che la tecnologia sta portando all’acme. Senza scoraggiarvi, trovate allora un buon sacerdote o religioso di retta fede e robusto buon senso che vi aiuti a leggere correttamente i testi del passato e a trarne le indicazioni adatte al vostro caso. Se pregate con fede per questa intenzione, la Provvidenza non vi deluderà di certo, purché siate decisi e perseveranti.
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