Emergenza
assoluta
Succede anche ai potenti: che la situazione, a un certo punto, si
ribalti. Colui che per dodici anni ha tenuto in pugno la Chiesa Cattolica ora è
tenuto in ostaggio dai suoi più stretti collaboratori, che non vogliono
lasciarlo morire prima di aver sistemato i loro affari e promosso il maggior
numero possibile di amici. La comunicazione ufficiale non è affatto credibile
riguardo alle condizioni di Jorge Mario Bergoglio: non è credibile che siano
necessarie ventiquattro ore per ottenere il referto di un esame radiologico in
un caso così illustre; non è credibile che egli scherzi, si alzi e lavori, ma
non faccia neanche un cenno di saluto dalla finestra ai fedeli radunati a
pregare per lui; non è credibile sostenere che si rimetterà, quando ci si
astiene dal far circolare anche una semplice fotografia.
Alle voci che sia già morto si accavallano indiscrezioni secondo
cui il malato alternerebbe periodi di sedazione profonda a momenti di lucidità,
durante i quali sarebbe in grado di riconoscere le persone presenti, seppure sotto ossigeno ad alti flussi. Non si
tratta, evidentemente, di scongiurare un’altra crisi respiratoria, che potrebbe
essergli fatale; sembra piuttosto un caso di accanimento terapeutico nei
confronti di un paziente oncologico allo stadio terminale. La carenza di
ossigeno nel sangue e nei tessuti (ipossia) causa inoltre gravi danni
agli organi, nonché forte sonno e deficit cognitivi; prima che sia troppo
tardi, negli spiragli in cui è vigile, al pontefice vengono perciò sottoposte
decine di nomine episcopali, se non anche – speriamo – qualche decreto dagli effetti disastrosi.
Uno non può più nemmeno morire quando è scoccata l’ora, se dalla
sua sopravvivenza dipendono fortissimi interessi non solo ecclesiastici, ma
anche politici. L’analogia con le storie distopiche e la prassi dei regimi
totalitari è lampante. Vien da pensare che la Chiesa terrena sia finita negli
artigli di un malefico potere occulto che manovri i suoi vertici, così come i
governi degli Stati e gli organismi sovranazionali. Chi ha la fede, ovviamente,
sa bene che nessuna potenza, che sia umana o diabolica, potrà mai prevalere
sulla Sposa di Cristo; egli non può nascondersi, nondimeno, che la situazione
odierna sia quanto meno drammatica, visto che il suo capo visibile non è più in
grado di dirigerla e non si sa chi ne tenga effettivamente il timone né cosa
intenda fare.
Il Segretario di Stato è probabilmente, in questo momento, l’uomo
più potente; ciò non ci rassicura affatto, se ricordiamo che nel 2019 fu
invitato alla riunione torinese del Bilderberg Club. Accanto a lui riemerge
periodicamente dall’ombra il novantenne decano del collegio cardinalizio, per
dieci anni responsabile della nomina di pessimi vescovi e presumibilmente,
benché in pensione, ancora molto influente. Ben più giovane, ma non meno
ammanicato, è l’alfiere della Sant’Egidio, il romanesco presidente della
Conferenza Episcopale Italiana, la quale ha di recente decretato che i sodomiti
siano manifestamente accolti nei seminari, dopo averli già celatamente
infestati per decenni. Non proprio brillante è stata la gestione di questi casi
da parte dell’astro nascente della diocesi del Papa.
In queste condizioni, c’è da temere qualche colpo di mano da parte
di coloro che mirano a ridurre la Chiesa a mera agenzia socio-assistenziale o
di quelli che si affannano a coprire i misfatti dei pederasti piazzati dal
moribondo in alte posizioni. Tale congiuntura estremamente delicata richiede un
impegno supplementare di preghiera e di sacrificio. Esorto perciò tutti voi a
offrire rosari e penitenze perché i piani dei nemici di Dio siano sventati e la
barca di Pietro riceva presto un nuovo nocchiere (magari santo e capace, se lo
meritiamo). Egli avrà un compito formidabile da svolgere a beneficio del Popolo
di Dio e dell’intera umanità; il Signore già lo conosce, ma attende la nostra
generosa cooperazione nell’attuazione dei Suoi disegni di salvezza.
Non deludiamolo ancora una volta con la nostra sfiduciata
impazienza, ma doniamoci a Lui senza riserve e con rinnovato fervore. Eleviamo
ardenti suppliche alla Madre della Chiesa, la Beata Vergine Maria, al suo
Patrono, san Giuseppe, e al suo Difensore, san Michele Arcangelo. Non
tralasciamo il ricorso all’uomo limpido e mite che ha pagato la sua fedeltà al
Signore con dieci anni di prigionia e una morte oscura, il compianto papa
Benedetto XVI. È pur vero che il culto pubblico, per ora, non è consentito, ma
la preghiera privata non è proibita: che dal suo seggio di gloria interceda per
la Sposa di Cristo, che fu da lui amata fino all’annientamento di sé e si trova
adesso in un pericolosissimo frangente. Quanto ai traditori, non dimentichiamo i salmi
imprecatori: Deus meus, pone illos ut rotam…
Mio Dio, rendili come turbine e come pula di fronte al vento! Come fuoco che brucia la selva e come fiamma che incendia i monti, così perseguili con la tua tempesta e sgomentali col tuo furore (Sal 82, 14-16).
https://lascuredielia.blogspot.com/2025/02/preghiamo-oltranza-per-la-chiesa-la.html
Reverendo don Elia, oltre alla preghiera per la salvezza eterna del Regnante, sto già pregando per il suo Successore affinchè sia scelto secondo i voleri del Cuore Divino di Gesù. La ringrazio per il suo scritto, perchè mi conferma nell'intenzione di preghiera che ho da qualche tempo poichè "Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli"(SL 32)
RispondiEliminahttps://www.aldomariavalli.it/2025/02/27/la-fine-del-pontificato-bergogliano-e-la-tempesta-che-si-sta-abbattendo-sullepiscopato-argentino/amp/
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