Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 19 ottobre 2019


La bestia dalle sette teste




L’applicazione dell’Apocalisse alla comprensione dell’attualità ha sempre suscitato vivo interesse, anche se comporta rischi non trascurabili. Una prima osservazione si impone: la realizzazione delle sue profezie è già stata individuata più volte in eventi del passato ai quali, tuttavia, non è seguita l’instaurazione del Regno di Dio. Fino a che punto è legittimo, oltretutto, pretendere di cogliere in fatti contingenti l’adempimento della Parola divina, la cui portata è metastorica? Ciononostante, un uso cauto e non eccessivamente univoco dell’ultimo libro della Bibbia come chiave di lettura degli avvenimenti contemporanei sembra ammissibile, se un Dottore della Chiesa dello spessore mistico e speculativo di san Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), nel prologo della sua Legenda maior, interpreta la figura di san Francesco d’Assisi come l’angelo del sesto sigillo (cf. Ap 7, 2), incaricato di imprimere sulla fronte dei servi di Dio il marchio di salvezza prima dell’esecuzione del castigo annunciato per l’umanità peccatrice.

Poiché le dottrine eretiche (condannate dal Concilio Lateranense IV nel 1215) dell’abate Gioacchino da Fiore, che prometteva l’imminente inizio della terza età del mondo, quella dello Spirito, avevano contagiato l’Ordine francescano per opera di Gerardo da Borgo San Donnino e di Pietro di Giovanni Olivi, san Bonaventura, in qualità di ministro generale, trattò con la massima severità i fraticelli dei movimenti pauperistici, pur senza astenersi dal propugnare un’equilibrata esaltazione del carisma francescano alla luce della Sacra Scrittura, al fine di difenderlo dai virulenti attacchi: nel Poverello di Assisi Cristo stesso, resosi di nuovo visibile sulla terra, aveva fatto ancora risplendere il Vangelo in tutta la sua purezza. Sorvolando sulla periodizzazione della storia cristiana (secondo la quale la sesta epoca, inaugurata da san Francesco, durerebbe già da otto secoli), ciò che conserva tutta la sua validità è la consapevolezza che le crisi, nella Chiesa, si superano con un incremento della vita evangelica, nell’umiltà e nella povertà abbracciate per amore di Dio.

Dobbiamo certamente osservare che la crisi attuale è del tutto inedita, in quanto non è soltanto di ordine morale, ma anzitutto di natura dottrinale, basandosi sul rifiuto non di questo o quel dogma (come nelle eresie), ma del dogma in sé e di ogni verità immutabile. In ciò essa non è paragonabile nemmeno all’eresia ariana, nonostante le numerose analogie (ampio consenso nella gerarchia, forte sostegno politico, vasta diffusione nelle popolazioni emergenti…). Che la sua radice più profonda non sia di origine teologica, ma esoterica, è ormai lampante, soprattutto se la si esamina alla luce del capitolo 13 dell’Apocalisse. La lotta tra la donna e il drago, che invia poi le due bestie, abbraccia ovviamente tutta la storia della Chiesa, ma oggi appare con particolare evidenza il carattere demoniaco delle potenze che governano il mondo. La cultura dominante, fondandosi su tutta una serie di palesi mistificazioni pseudoscientifiche (materialismo, evoluzionismo, genderismo ecc.), sta operando un radicale capovolgimento della realtà e dei valori morali.

La prima bestia, con la sua forza apparentemente invincibile e il suo accanimento contro il divino, si manifesta attualmente nel dominio sionista del mondo, il quale si articola però in diversi poli di potere che, rivaleggiando tra loro, si equilibrano a vicenda in modo tale da evitare il prevalere dell’uno sugli altri: sono le sette teste. La seconda bestia, dall’aspetto di agnello ma dall’eloquio di drago, è un’istanza apparentemente spirituale che ha il compito di indurre gli uomini ad adorare la prima; è il falso profeta destinato, con il diavolo e l’Anticristo, a bruciare in eterno nello stagno di fuoco e zolfo (cf. Ap 20, 10). Che egli sia oggi ben rappresentato, è arduo negarlo: i suoi legami con l’alta massoneria ebraica della Bᵉnē Berith sono di dominio pubblico, così come le trame che lo han portato al vertice della Chiesa Cattolica. Da arcivescovo ha cacciato o relegato in ruoli secondari i professori ortodossi della sua università cattolica promuovendo al loro posto massoni notori, mentre in curia si è circondato di personaggi discutibili e tutt’altro che meritevoli (ciò che continua a fare in Vaticano in modo sistematico).

L’uomo scelto oltreoceano per innescare una primavera nella Chiesa proviene da un Paese nato da una rivoluzione massonica. Durante la sua visita ufficiale in Argentina, tra il 23 e il 24 marzo 2016, prima di intrattenersi con il successore di Bergoglio Barack Obama ha reso omaggio al “padre della patria”, il traditore José de San Martín, che si ribellò alla Corona spagnola dopo essere stato iniziato in Europa. La sua tomba si trova nella cattedrale di Buenos Aires, proprio dove il futuro pontefice usava invitare i capi della Bᵉnē Berith ad assistere alla sua Messa intorno all’altare… Tenuto conto del fatto che, in quell’ambiente, ogni gesto pubblico ha un valore simbolico e veicola un preciso messaggio, non c’è davvero da star tranquilli. Un certo antiamericanismo di facciata, caratteristico degli ambienti ecclesiali latinos, potrebbe pure non essere altro che la manifestazione di un conflitto di superficie. Nella sua terra si sa che l’allora provinciale dei gesuiti, collaborando attivamente con il regime di Videla, fu molto severo con i confratelli coinvolti nella teologia della liberazione e nelle attività rivoluzionarie; non sarà per questo che non ci è mai tornato?

La bestia ha sì sette teste distinte, che possono eventualmente combattersi, ma è pur sempre una bestia sola, cioè un’unica centrale di potere che coordina le rivalità e i conflitti per i suoi scopi. Che sia la Central Intelligence Agency a finanziare regimi militari e sètte pentecostali o la Conferenza Episcopale Tedesca a foraggiare, all’opposto, teologi della liberazione e movimenti per la terra, alla fine cambia poco, dato che il denaro è gestito dalle banche e che queste ultime son sotto il controllo della mafia giudaica. Risultato convergente di queste strategie è l’annientamento della fede cattolica nelle popolazioni sudamericane, l’arretramento della Chiesa in quel continente e la regressione al panteismo pagano, seppure modernizzato dall’uso della tecnologia. È questo l’ideale che intendono proporci con il cosiddetto sinodo per l’Amazzonia? Parrebbe proprio di sì, viste le cerimonie con cui si è aperto nonché il contemporaneo lancio italiano del film Maleficent, proiettato in anteprima con sei mesi di anticipo, a due passi da San Pietro, in coincidenza con l’avvio dei lavori sinodali. La consacrazione vaticana del commercio con gli spiriti segue la stessa linea della “riconciliazione” tra bene e male suggerita dalla pellicola.

È proprio l’obiettivo della cabala ebraica: compito dell’iniziato è conciliare gli opposti e completare la divinità con l’apporto del male, che si rivela così un benefico elemento di integrazione; se volete tradurlo in linguaggio bergogliano (o meglio luterano, perché non è affatto originale), è il Gesù che si fa diavolo e serpente. «Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei»: mai modo di dire fu più opportuno. A questo punto vien da chiedersi – come ha acutamente osservato un lettore – a che debba servire l’ordinazione di viri probati e l’estensione del sacerdozio alle donne, se la Chiesa non deve convertire i selvaggi ma, al contrario, imparare da loro a far spazio a quelle realtà che ha finora ingiustamente proscritto; se, anziché dinanzi a Cristo nell’Eucaristia, ci si deve prostrare in onore della Madre Terra; se l’evangelizzazione va condannata come proselitismo e il ministero sacerdotale squalificato come mera distribuzione di Sacramenti… Perché tanto rumore per nulla, se la Chiesa militante dev’essere soppressa con una “dolce morte” da cui nasca un culto neopagano, centrato sulla divinità androgina che l’eretico Martini chiamava Dio Padre-Madre? Non è forse questo il vero obiettivo del latrocinio attualmente in corso? «Ma Dio aveva altri progetti», osserverebbe la Emmerich.

Et ecce pereo tristitia magna in terra aliena (1 Mac 6, 13). Sic fiat omnibus illis maledictis!

14 commenti:

  1. 50 anni fa ,monsignor Lefebvre,riconobbe e denunciò la svolta eretica del concilio II. La Croce e il Vangelo furono le sue bandiere,a testa alta ,come solo i veri soldati di Cristo sanno fare. Mi chiedo come mai cardinali e vescovi come Burke,Sarah ,Muller ,Brandmuller,Athanasius e chissà quanti altri, oltre a Benedetto XVI, che dicono e non dicono creando nei fedeli confusione e sconcerto. Don Elia,tempo fa mi rispose ,”per non creare uno scisma”.Però mi scusi ,questi principi della Chiesa,ci devono spiegare in quale parte del Vangelo Gesù parla della possibilità di due Pietro. Da nessuna parte don Elia,Il Santo Padre Benedetto XVI lo sa bene (non di meno anche gli altri) per questo si firma con le due P.P nonostante sostenga di riconoscere Bergoglio come papa. Con il Papa ancora in vita, nessuno di tutti questi trova il coraggio di dire che il “IL RE è NUDO”,che Bergoglio è un impostore. Sperano forse in una conversione di Bergoglio? Niente è impossibile al Salvatore,ma Benedetto rimarrebbe sempre il Pontefice Massimo .E quanti milioni di anime, che seguono le eresie di Bergoglio ,salverebbero. Stanno aspettando l’intervento Divino? Ci sarà,il Signore non mente ,le nostre forze non bastano a combattere questo esercito di demoni. Però ,se ci fossero tra vescovi e cardinali,tanti soldati di Cristo come Lefebvre con al seguito sempre di milioni di anime,forse, prima di tanta tribolazione e castighi ,il Signore farebbe un grande miracolo di salvezza,in ragione del fatto che solo la preghiera e il sacrificio di tanti apriranno il Cielo. Mi chiedo se siamo come gli ebrei che misero a morte il Signore dopo averlo osannato.


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il cardinal Burke, interrogato in proposito, ha dichiarato che è molto difficile dimostrare l'invalidità delle dimissioni di Benedetto XVI, che hanno comunque dato luogo a un rompicapo apparentemente insolubile. Uno scisma di fatto è già in corso, dato che non possiamo considerare cattolici molti vescovi e cardinali, soprattutto tedeschi e sudamericani. Come si possa uscire da questa situazione abnorme lo sa solo Dio; per questo dobbiamo giustamente chiedere l'intervento divino con la preghiera e il sacrificio.

      Elimina
    2. Caro don Elia, che sia una situazione abnorme è sotto gli occhi di tutti, anche se non da tutti percepita o accettata come tale, non sappiamo se per ignoranza, timore, rispetto umano o codardia. Qualcuno si rifugia in spiegazioni pseudo-teologiche che sembrano più contorsionismi mentali che una spiegazione chiara e netta della triste vicenda che attribuisce a due persone, vestite di bianco, dignità papale seppur in modo diverso. Io la percepisco come una aberrazione, un tradimento della volontà di Nostro Signore Gesù Cristo. Non si può accettare questa ulteriore ambiguità come se fosse normale, nemmeno adducendo come pretesto la mancata regolamentazione di tale questione da parte del Diritto Canonico. Credo che in merito Nostro Signore abbia parlato chiaro. Ora, visto che il papa, per volontà divina, deve essere necessariamente uno, non possiamo accettare nessun compromesso, nessuna tesi atta a giustificare la presenza di entrambi e, siccome non spetta a noi sciogliere il bandolo della matassa, che Dio ci aiuti!

      Elimina
    3. Di sicuro la presenza di due papi è assolutamente ingiustificabile a livello teologico ed è proprio per questo che si son dati ai contorsionismi mentali pur di legittimare una situazione contraria alla costituzione divina della Chiesa.

      Elimina
    4. Perché i lefebvriani reintegrati da Ratzinger e Bergoglio non fanno ciò che pretendono da Burke e altri?

      Elimina
  2. Ave Maria! Caro don Elia, da questo video si può evincere cosa sia di preciso accaduto nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina? https://www.facebook.com/506570951/posts/10156428447280952/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sembra un rituale pagano, ma non saprei dire di più.

      Elimina
  3. RATZINGER CHE OSSERVA LA PROPRIA SCONFITTA.
    https://www.marcotosatti.com/2019/10/19/super-ex-ecco-ratzinger-che-osserva-la-propria-sconfitta/

    RispondiElimina
  4. Caro don Elia, con l'ultima sfornata di 13 nuovi cardinali del suo stesso stampo, tra cui un altro gesuita che non si è smentito sfoggiando una croce pettorale ricavata dal legno marcio di un barcone per mostrarsi ancora più pavone, l'impostore ha raggiunto lo scopo di blindare il prossimo conclave, e assicurarsi che il suo successore sia come lui, se non peggio. A questo punto, per dipanare la matassa e riparare i danni arrecati alla Chiesa diventa indispensabile un intervento di Dio. Credo infatti che sarà umanamente impossibile ricomporre una devastazione diabolica come quella che abbiamo davanti ai nostri occhi. Noi possiamo solo pregare, chiedere perdono per le nostre colpe e affidarci completamente alla Divina Provvidenza. Gian

    RispondiElimina
  5. La forza con cui viene combattuto il crocifisso è direttamente proporzionale alla tiepidezza con cui viene difeso. Soprattutto tra i cattolici.

    https://lanuovabq.it/it/il-crocifisso-il-fatto-e-che-non-sappiamo-piu-cosa-sia

    Santa Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte .
    Amen

    RispondiElimina
  6. Come si fa ad essere vicario di Dio e di satana? La Bibbia dice,nulla in comune tra loro

    RispondiElimina
  7. “Senza misericordia”.

    https://www.marcotosatti.com/2019/10/23/super-ex-povero-benedetto-ratzinger-il-senza-misericordia/

    RispondiElimina
  8. Le caratteristiche del Cuore di Gesù
    https://www.veritatemincaritate.com/2019/10/le-caratteristiche-del-cuore-di-gesu/

    Omelia di martedì 22 ottobre 2019
    Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

    https://www.dropbox.com/s/842n7aelgnqu06m/191022-Omelie-SacroCuore.m4a?dl=0

    RispondiElimina
  9. De Mattei e Valli: perché il Papa degrada il papato?
    “Mi chiedo soltanto: fino a quando dovremo sopportare questa svalutazione, questo immiserimento, questa sconcertante opera di progressivo degrado della figura papale e della sua autorità?” Queste considerazioni che faccio mie non sono mie, ma di Aldo Maria Valli, sul suo blog Duc in Altum di cui vi consiglio la lettura.” (Roberto de Mattei)
    https://www.youtube.com/watch?list=PLjmINGketxQbLw8hGUq1hkNrX9PaBL7wO&v=bOitNzouy5A

    RispondiElimina