Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 15 aprile 2017


Il nuovo Verbo



Gli antichi ordini religiosi si basavano su forme concrete di vita che incarnavano il Vangelo sotto un determinato aspetto; le congregazioni più recenti, nell’Età moderna, si caratterizzavano invece per una sequela Christi orientata ad uno specifico servizio caritativo. I fondatori, in ogni caso, non facevano altro che rispondere ad una chiamata speciale da parte di Dio, scoperta mediante un’esperienza di conversione o di vita interiore particolarmente intensa. Tutto nasceva dai fatti – di origine soprannaturale, sì, ma fatti. Gli attuali movimenti ecclesiali, invece, sono stati per lo più generati da un’idea o da un progetto: non c’è anzitutto l’esperienza di qualcuno che, lasciandosi afferrare dall’iniziativa divina, ha cercato di vivere il Vangelo in modo radicale, ma un’intuizione personale con cui lo si interpreta in una certa chiave e si elabora poi un sistema di pensiero o, più semplicemente, una visione della Chiesa e del mondo.

In questo contesto non è più il Vangelo ad avere il primato, ma il nuovo Verbo del fondatore, come una lente attraverso la quale si legge il primo e un criterio che imposta la vita. Nella coscienza di un adepto, inoltre, non è più l’autorità ecclesiastica ad avere il compito di valutare le nuove proposte, ma le idee del guru-fondatore a giudicare quella, mentre il movimento assurge a modello unico per la Chiesa intera, che per essere autentica e sana dovrebbe conformarvisi: «Se tutti la pensassero come noi e facessero la nostra stessa esperienza, la Chiesa sarebbe finalmente ciò che deve essere». Dato che, molto spesso, nella stessa diocesi e nella stessa parrocchia sono presenti più movimenti, si pone il problema di “fare unità”: ecco allora che si organizzano incontri a scopo di conoscenza reciproca ed eventi che diano l’opportunità di mettere in contatto “carismi” diversi – oppure, molto più pragmaticamente, si appaltano le diverse attività e celebrazioni ripartendole equamente fra tutti, a seconda delle “specialità”.

È così possibile, fra l’altro, assistere in certe occasioni a Messe “ecumeniche” in cui i rappresentanti di ogni organizzazione propongono qualcosa di caratteristico: un canto, un gesto, un’animazione… Il novus ordo, in fin dei conti, è un contenitore in cui si può infilare di tutto, vista pure la sua scarna secchezza e il categorico appiattimento rituale; ci sono anzi buone ragioni per credere che proprio i fantasiosi contributi dei movimenti abbiano permesso di durare così a lungo a un prodotto artificiale talmente legato all’epoca del suo confezionamento da essere invecchiato nel giro di pochissimi decenni. Anche molti membri di ordini e congregazioni religiose che, grazie al “rinnovamento conciliare”, sono sprofondati in una crisi spaventosa hanno “salvato” la propria vocazione grazie ai nuovi cammini suscitati dallo “Spirito”, reinterpretando il carisma del fondatore e la missione del loro istituto alla luce delle nuove esperienze… che corrispondono ovviamente a quelle delle origini, poi messe al bando dal legalismo farisaico.

Questa disposizione a rileggere e giudicare tutto a partire dalle idee di qualcuno risale, in definitiva, a quell’evento a causa del quale – per dirla con le sofferte parole di un eremita – la Chiesa Cattolica è entrata in un buco nero dal quale non riesce più ad uscire. Questo non era certo nelle intenzioni di chi convocò la grande assise, ma di fatto coloro che ne presero il controllo vollero ridefinire e rifare tutto, nella Chiesa, in base ai princìpi della nouvelle théologie. Forse ci sarebbe voluto un pizzico di prudenza in più unita a salutare fermezza, piuttosto che l’incauto ottimismo che faceva presagire una “primavera” religiosa. In ogni caso, è successo – e da allora il cattolico medio ha una nuova forma mentis, mediamente non cattolica… Il laico impegnato nei movimenti, invece, vede di solito la realtà attraverso la feritoia dei “valori” che gli hanno inculcato: tutto ciò che cade fuori della sua ristretta visuale semplicemente non esiste o, se per accidente lo vede, è semplicemente irrilevante. Cristo è l’idea che se ne è fatta il fondatore o eventualmente, per i più istruiti, questo o quel teologo à la page. Vogliamo curare la Chiesa con lo stesso virus che l’ha fatta ammalare? L’omeopatia spirituale, che io sappia, non l’hanno ancora inventata.

Se parlo con tanta sicurezza è semplicemente perché, da quando ho lasciato la mia famiglia per mettermi al servizio del buon Dio, più di trent’anni fa, ne ho viste e sentite letteralmente di tutti i colori nella Chiesa Cattolica: dall’estrema sinistra rivoluzionaria all’estrema destra tradizionalista, passando per le varie sfumature intermedie, ho mio malgrado conosciuto praticamente di tutto, non sempre per esperienza diretta – cosa che non è comunque possibile – ma almeno per contatti o informazioni sufficienti a farmi un’idea adeguata delle diverse posizioni. In tutto questo ventaglio di esperienze estremamente variegate, non ho ancora trovato un posto in cui poter dire: «Qui va bene, non ci sono problemi (troppo) gravi». Non farò per questo l’errore di idealizzare il monachesimo russo, ma non posso negare che esso eserciti su di me, da parecchi anni, un fascino magnetico che solo il fatto della millenaria divisione vale a frenare.

Confesso di avere ormai la nausea per la squallida farsa che da mezzo secolo si recita in casa nostra e di non avere più la minima stima per i commedianti che si ostinano a trascinarla stancamente, quasi tutti lamentandosi monotonamente per l’attuale stato di cose, ma senza voler ammettere di aver sbagliato strada e di dover radicalmente cambiare. La maggior parte, anzi, continua a lasciarsi stolidamente incantare dalle sirene spirituali del momento: che sia il cappuccino carismatico, lo pseudomonaco mediatico o il defunto cardinale eretico, si tratta solo di ignobili mistificatori che hanno condotto il popolo cristiano e le sue guide dritto nelle sabbie mobili di una falsa spiritualità, tendenzialmente gnostica, in cui il Sacrificio redentore non ha più alcuna rilevanza (anzi non viene più nemmeno nominato) e la vita morale non deve assolutamente entrare (anzi è bandita come fariseismo tout court). Il successo strepitoso del falso profeta è stato preparato da questi e altri personaggi, assurti a maestri indiscutibili di un nuovo e gelatinoso Verbo.

Se la Provvidenza ha permesso lo scisma del 1054, lo ha fatto forse in previsione dei tempi odierni, perché una parte della Chiesa si mantenesse indenne dall’apostasia modernista. Se anche il Patriarca di Costantinopoli, purtroppo, sembra essersi accodato al corteo dell’imperante ecologismo chiesastico, in fondo ateo e naturalista, la parte più numerosa dell’Ortodossia, uscita da una spaventosa persecuzione dai tratti apocalittici, mantiene salda la fede dei Padri, almeno nella sostanza. La rinascita del monachesimo, in seno al Patriarcato di Mosca, ha semplicemente del prodigioso. Nonostante i ripetuti e feroci tentativi di estinguerlo, ha mantenuto vive le tradizioni degli antichi asceti, dei venerati padri spirituali, dei folli in Cristo, dei taumaturghi che leggono nei cuori e toccano la coscienza anche dei più convinti nemici di Dio…

Per far conoscere questo mondo diverso, fantasticamente reale, in cui il Cielo è di casa e le sue meraviglie all’ordine del giorno, non posso fare a meno di consigliare la salutare lettura di un libro straordinario che lo descrive in presa diretta, in modo franco e realistico, senza dissimularne le asperità e le durezze, ma facendo comunque risplendere la luce soprannaturale che da esso emana. È un’umanità a tutto tondo, autentica, di carne e sangue, che emerge dalle storie vissute che vi sono raccontate, ma al tempo stesso un’umanità trasfigurata dalla preghiera e dalla grazia. Niente a che vedere con gli spettri nutriti di concetti astratti che girano da noi, che hanno perso ogni contatto con sé stessi e con la realtà oggettiva, smarriti come sono nel loro mondo virtuale di idee bislacche. Come dono pasquale, eccovi una bella recensione del libro, che vi farà certamente decidere di acquistarlo su due piedi e di divorarlo avidamente – ma non senza meditare seriamente le vivide lezioni che ci danno questi testimoni dell’unico Verbo, sempre uguale e sempre nuovo. Christòs voskrése! Vo ìstinu voskrése! Cristo è risorto! È veramente risorto!

21 commenti:

  1. Caro Don Elia,

    non posso che totalmente condividere quanto lei scrive.
    Pensi che io mi sono "riscaldato" nella fede, dopo un lunghissimo periodo "tiepido", proprio grazie alle antiche icone russe (di cui posseggo alcuni esemplari) ed al loro messaggio inalterato di fede, scevro dalle mode della pseudo-arte occidentale contemporanea, capace davvero di aprire una finestra sul divino.
    Quello che lei prova per il monachesimo russo, l'ho potuto sperimentare anch'io l'anno passato lungo un percorso di arte e di fede nella Russia del Nord.
    Santa Pasqua a lei e a tutti i lettori.


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  2. grazie don Elia...la ringrazio di questo apostolato che svolge in rete con grande equilibrio e rispetto.Da una parte e dall'altra la veemenza e la vanagloria la fanno da padrona,sempre in nome del Signore, purtroppo,buona giornata.

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  3. Nonostante riconosca la bellezza e sacralità dei riti ortodossi, mi perdoni, padre, ma resto cattolico, pessimo cattolico, ma tale sono stato educato, l'essere non buono seguace di Cristo dipende da me,poi vengono le storture altrui, ma ortodosso mai, con tutto il rispetto.Buon Lunedì dell'Angelo.

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  4. Non ho certo esortato a farsi ortodossi, ma a conoscere un mondo dal quale possiamo ricevere grandi benefici spirituali. Personalmente, è proprio grazie al contatto con l'Oriente cristiano che ho ritrovato il senso della Tradizione e sono stato spinto a riappropriarmi del tesoro di cui siamo stati privati nella Chiesa Cattolica.

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    1. È successo anche a me, caro Padre: stessa esperienza nel mio personale avvicinamento alla Tradizione Cattolica. Grazie per la condivisione.

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  5. La testa del serpente infernale e' la massoneria. Invito tutti a leggere cosa diceva San Massimiliano Kolbe riguardo la massoneria. Dobbiamo pregare di più perché la l'Immacolata trionfi al più presto possibile.

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  6. " Se non smettete di offendere Dio che e' gia' troppo offeso....."
    Abbiamo smesso di offendere Dio ?
    E' il tempo della riparazione .
    Signore , abbassami , svuotami , fai di me uno strumento di riparazione

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  7. Noi dimentichiamo Dio : la Chiesa e' in pericolo
    https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20170416/281505046088981

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  8. Don Dolindo insuffla Ossigeno nell'anima
    http://dondolindo.blogspot.it/2017/04/16042017-commento-al-vangelo-di-s.html#more

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  9. Don Elia non invita nessuno a diventare ortodosso o copto o vaticansecondista o lefebvreianmodernista o cesarepapista. Don Elia sta facendo un percorso, come ministro di Dio, nel suo sacerdozio, mi corregga se sbaglio,avendo scoperto i limiti della predicazione e dell'insegnamento ricevuto. La non comune umiltà, pari alla scienza e la dottrina, gli consente di toccare vette neanche immaginabili per altri confratelli o, mi allargo, esegeti. Questa grazia viene riversata su di noi che dobbiamo accoglierla, evitando i distinguo noiosi e sterili di chi, senza alcuno sforzo e titolo, continua a raccontarsi. In altro blogs la solita sarabanda di "banchieri pizzicagnoli notai coi ventri obesi e le mani sudate" ( per dirla alle De André) che capiscono ciò che vogliono capire, ma soprattutto si riconoscono in quei professori di don Elia. Chi si è messo a nudo come lei ed ha messo a confronto il proprio cammino di fede la comprende benissimo, la ringrazia e la invita a continuare, a non lasciarci soli in questo mare di ipocrisia e mediocrità.

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  10. Padre, Nostro Signore ci aveva assicurato che essi non avrebbero prevalso. Invece hanno vinto. E se quella promessa non era vera, che cos'altro ancora non lo è? E se vuol lasciarmi intendere che non hanno vinto, mi spieghi allora come mai lei è costretto a nascondersi e perché io sono costretta a vagare alla ricerca di un sacerdote giacché il mio parroco non confessa, e del resto tutti partecipano all'Eucaristia senza confessarsi. C'ero solo io a chiedere di farlo. Ho dovuto arrendermi. Mi dica, dunque, che "essi" non hanno vinto e che io posso confessarmi nella mia Chiesa

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    1. Finché ci saranno preti e fedeli che credono, pregano, sperano e amano, sia pure soffrendo, non avranno vinto. Chieda alla Madonna di farLe trovare un buon sacerdote che La confessi: Le assicuro che non Le negherà questa grazia.

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    2. E' più probabile che mi faccia scomunicare, temo. Sono affetta da una patologia invalidante e nonostante questo mi costringe a vagare per la città come un'anima in pena. Ha detto che lui applica la pedagogia del peccato, così le persone imparano e non peccano più. Nella mia parrocchia tutti fanno la Comunione, ma non vedo alcuno che si confessi, mai. Ha fatto così anche questa Quaresima. Mi sono sentita male e gli ho scritto a quello che credo il suo numero di cell personale quel che penso di lui. A me sembra il tipico omosessuale irrisolto che ha affollato negli scorsi anni i seminari cattolici come un rifugio dal mondo. E' un individuo cattivo, e gliel'ho detto. Non capisco come una persona così possa aver pensato di diventare sacerdote e soprattutto come questo gli sia stato permesso. Sembra una versione più giovanile di un Bergoglio bilioso. E' terribile. Purtroppo non posso cambiare Chiesa, la mia bambina sta seguendo il corso di preparazione all'Eucaristia lì e non possiamo cambiare. E' un autentico castigo per me, un danno per la mia salute fisica e per la mia fede. Che il Signore mi perdoni, quell'individuo mi fa peccare di continuo

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  11. Una "colonna dell'ortodossia" ci spiega come trovare Dio nel cuore e come contemplare il suo Volto: dalle «Omelie» di San Gregorio di Nissa, vescovo
    [Om. 6, sulle beatitudini; PG 44, 1263-1271 – Seconda lettura degli Uffici del Giovedì, Venerdì e Sabato della XII Settimana del Tempo Ordinario]

    ...."Dio può essere trovato nel cuore dell’uomo.
    Nella vita dell’uomo la salute del corpo rappresenta un bene, ma la felicità non consiste nel conoscere la ragione della salute, bensì nel vivere in salute. Se uno dopo aver celebrato le lodi della salute, prende cibi che gli causano malattie, che cosa gli possono giovare le lodi della salute ? Allo stesso modo dobbiamo intendere il presente discorso, quando il Signore dice che la felicità non consiste nel conoscere qualche verità su Dio, ma nell’avere Dio in se stessi: «Beati, infatti, i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8). Mi pare proprio che Dio voglia mostrarsi a faccia a faccia a colui che ha l’occhio dell’anima ben purificato, ma però secondo quanto dice Cristo: «Il regno di Dio è dentro di voi» (Lc 17, 21). Chi ha purificato il suo cuore può contemplare l’immagine della divina natura nella bellezza della sua stessa anima.
    Se dunque laverai le brutture che hanno coperto il tuo cuore, risplenderà in te la divina bellezza. Come il ferro, liberato dalla ruggine splende al sole, così anche l’uomo interiore, quando avrà rimosso da se la ruggine del male, ricupererà la somiglianza con la forma originale e primitiva e sarà buono.
    Quindi chi vede se stesso, contempla ciò che desidera in se stesso. In tal modo diviene beato chi ha il cuore puro, perché mentre guarda la sua purità, scorge, attraverso questa immagine, la sua prima e principale forma. Coloro che vedono il sole in uno specchio, benché non fissino i loro occhi in cielo, vedono il sole non meno bene di quelli che guardano direttamente l’astro luminoso. Così anche voi benché le vostre forze non siano sufficienti per scorgere e contemplare la luce inaccessibile, se ritornerete alla grazia originaria troverete in voi ciò che cercate. La divinità infatti è purezza, è assenza di vizi e di passioni, è lontananza da ogni male. Se dunque queste realtà sono in te, Dio è senz’altro in te. Quando pertanto la tua anima sarà pura da ogni sorta di vizi, libera da passioni e difetti e lontana da ogni inquinamento, allora sei felice per l’acutezza e la limpidezza della vista, perché ciò che sfuggirà allo sguardo di coloro che non si sono purificati, tu invece, purificato, lo scorgerai. Tolta dagli occhi spirituali l’oscurità materiale, avrai la beata visione nella pura serenità del cuore. E questo sublime spettacolo in che cosa consiste?
    Nella santità, nella purezza, nella semplicità, e in tutti i luminosi splendori della natura divina per mezzo dei quali si vede Dio."

    In questo tempo di grandi tribolazioni, abbiamo un grande privilegio: possiamo vivere in quel Santo Eremo che è il Giardino del Cuore Immacolato di Maria, attorniato dal profumo di tanti Santi e Beati, in attesa che la purificazione dei cuori, che Dio porterà a compimento, porti al mondo un periodo di Pace, in cui rifiorirà l'Unità della Chiesa.



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    1. Grazie per l'importante testo di san Gregorio di Nissa, che ho sempre amato molto anch'io, ma anche per il profondo pensiero personale, che non può provenire se non da un'anima che vive in quel Giardino benedetto.

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  12. La Beata Alexandrina Maria da Costa, come poche altre grandi sante mistiche, ha avuto la grazia di approfondire la conoscenza del Cuore di Gesù nel grado massimo consentito ad una creatura umana.

    Alcuni Dialoghi avuti con Gesù:

    “Mio Dio, cosa volete che faccia?”

    si sente sempre rispondere:

    «amare, riparare, soffrire!»

    “Io voglio amore da presentare all’Eterno Padre dicendogli:

    «Padre, se molti peccatori mi offendono tanto gravemente, molti cuori mi amano con amore generoso, puro, forte, ardente».

    Io voglio dolore da offrire al Padre dicendogli:

    «Padre mio, ho qui la riparazione di molte anime-vittime per riparare per tutti i crimini commessi contro la tua Maestà, per placare la tua giustizia. Accetta, o Padre, e dà ai figli del mio sangue la tua misericordia, il tuo perdòno!»

    I rappresentanti della mia Chiesa non conoscono a fondo le insidie che i seguaci si Satana le preparano. Anche i capi delle Nazioni ignorano le insidie e i falsi raggiri che gli amici del demonio da lui inviati stanno preparando per infliggere grandi disfatte.

    “Mio Dio, che cosa sono io, se Tu non vivi in me!” (…)

    “Figlia mia, figlia mia, portavoce del Pastore divino, del Re dell’amore, conduci a me, conduci al mio divin Cuore le pecore smarrite! Il tuo grido, il tuo grido addolorato è quello di Gesù. Io voglio le anime, io desidero ansiosamente le anime, io sospiro per loro. (…)

    “Figlia mia, mia diletta figlia, risolleva il tuo spirito, eleva a me il tuo cuore: voglio unirlo al mio (Cuore), voglio darti amore: l’amore è il trionfo, la vittoria nel tuo soffrire.

    Se tu soffrirai con gioia, se nasconderai il tuo dolore. i peccatori si convertiranno, le anime si salveranno.

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    1. Ciò che voi prefigurate per il futuro io lo sto vivendo già adesso sulla mia pelle e vi dico che il silenzio dei giusti non serve a niente. Non serve se non a viver tranquilli, per chi ha ancora la fortuna di muoversi all'interno di una piccola realtà ancora sana. Ma quelli come me vengono lasciati soli. Eppure ho un problema di salute. Ci lasciate soli

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  13. Attraverso la Beata Alexandrina Maria da Costa Gesù chiede che:

    "... venga ben predicata e ben propagata la devozione ai Tabernacoli,
    perchè per giorni e giorni le anime non Mi visitano, non Mi amano, non riparano...
    Non credono che Io abito là.
    Voglio che si accenda nelle anime la devozione verso queste prigioni d'Amore...
    Sono tanti coloro che, pur entrando nelle Chiese, neppure Mi salutano
    e non si soffermano un momento ad adorarMi.
    Io vorrei molte guardie fedeli, prostrate davanti ai Tabernacoli,
    per non lasciarvi accadere tanti e tanti crimini" (1934)

    Durante gli ultimi 13 anni di vita, Alexandrina visse di sola Eucarestia,
    senza alimentarsi più. E' l'ultima missione che Gesù le affida:
    "...Faccio che tu viva solo di Me, per provare al mondo ciò che vale l'Eucaristia,
    e ciò che è la mia vita nelle anime: luce e salvezza per l'umanità" (1954)

    Pochi mesi prima di morire la Madonna le disse:
    "...Parla alle anime! Parla dell'Eucaristia! Parla loro del Rosario!
    Che si alimentino della carne di Cristo, della preghiera e del Mio Rosario ogni giorno!" (1955).

    RICHIESTE E PROMESSE di GESU'

    "Mia figlia, fa' che io sia amato, consolato e riparato nella mia Eucarestia.
    Di' in mio nome che a quanti faranno bene la Santa Comunione,
    con sincera umiltà, fervore e amore per i primi 6 giovedì consecutivi
    e passeranno un'ora di Adorazione davanti al Mio Tabernacolo
    in intima unione con Me, prometto il cielo.

    Di' che onorino attraverso l'eucaristia le Mie Sante Piaghe,
    onorando per prima quella della Mia sacra spalla, così poco ricordata.

    Chi al ricordo delle Mie Piaghe unirà quello dei dolori della Mia Madre benedetta
    e per loro Ci chiederà grazie spirituali o corporali, ha la Mia promessa che saranno accordate,
    a meno che non siano di danno per la loro anima.

    Nel momento della loro morte condurrò con Me la Mia Santissima Madre per difenderli." (25-02-1949)

    " Parla dell'Eucaristia, prova dell'Amore infinito: è l'alimento delle anime.
    Di' alle anime che Mi amano, che vivano unite a Me durante il loro lavoro;
    nelle loro case, sia di girono che di notte, si inginocchino sovente in spirito, e a capo chino dicano:

    Gesù, vi adoro in ogni luogo
    dove abitate Sacramentato;
    Vi faccio compagnia per coloro che Vi disprezzano,
    Vi amo per coloro che non Vi amano,
    Vi dò sollievo per coloro che Vi offendono.
    Gesù, venite al mio cuore!

    Questi momenti saranno per Me di grande gioia e consolazione.
    Quali crimini si commettono contro di Me nella Eucaristia!"

    Potremmo anche noi, iniziando il primo giovedì di maggio, per sei mesi, consolare il Cuore Divino di Gesù, con la devozione dei tabernacoli (data da Gesù attraverso la Beata Alexandrina Maria da Costa) in riparazione di tanta incredulità verso i continui richiami di Dio, in vista del 13 ottobre. Proprio a questa data, sembra richiamarci la Beata: gli ultimi 13 anni visse di sola Eucarestia e morì il 13 ottobre 1955. Affrettiamo, in vista del centenario delle apparizioni a Fatima, anziché le celebrazioni di un eretico, Lutero, il trionfo del Cuore Eucaristico di Gesù unito al Cuore Immacolato di Maria, ben sapendo che ci aspettano anche grandi prove di purificazione.
    Per approfondire la sua vita:
    http://www.lavocecattolica.it/alexandrina.htm

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    1. Grazie per il suggerimento: è un'ottimo modo per prepararsi al 13 ottobre, oltre alla devozione dei primi sabati in vista del 22 agosto, festa del Cuore Immacolato di Maria secondo il calendario tradizionale.

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  14. Sono del tutto isolata all'interno della mia parrocchia. Per tutti gli altri va bene così, se provo ad avanzare anche una timida o moderata osservazione vengo immediatamente zittita. Nella mia piccola cittadina vi sono solo altre due chiese: uno dei due parroci rimanenti mi ha detto di non tornare più lì dopo che in Confessione avevo osato esprimere delle perplessità sull'arte e sulla musica sacra dei nostri tempi. Mi ha buttata fuori... Nella terza parrocchia il parroco titolare è inavvicinabile. Il viceparroco è stato gentile, pur essendo anch'egli filo-bergogliano. Mi ha in sostanza tacitata anche lui. Comunque è piuttosto anziano e sofferente e non ci sente bene. Soffro dalla nascita della mia bambina di una malattia invalidante, non posso allontanarmi più di tanto. Prego di continuo ma tutto peggiora inesorabilmente. Che mi scomunichino a questo punto e la facciano finita, almeno non dovrò più preoccuparmi di cercare un sacerdote che confessi. E del resto non saprei più a chi rivolgermi ancora. Nessuno mi aiuta. Non c'è speranza

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    1. Cara sorella, immagino che tu sia la stessa persona che ha scritto il 19 aprile. Tu sei fortemente tentata contro la speranza: non dare modo al diavolo di tormentarti per mezzo dei tuoi stessi pensieri pessimistici, non offrirgli materiale con cui farti soffrire. Nessuno ti deve o può scomunicare; quanto alla confessione, se non hai peccati gravi di' con il cuore un atto di dolore, altrimenti torna dal sacerdote anziano (come mi pare di averti consigliato già una volta) e di' in modo breve ed essenziale i tuoi peccati senza sconfinare nei problemi della Chiesa. Il sacramento è fatto per ottenere il perdono; se desideri aprire un dialogo sulla situazione attuale, scrivimi all'indirizzo della "Parrocchia virtuale": sarò lieto di ascoltarti e di risponderti. Nessuno può farti peccare, nemmeno il tuo parroco. Lascia a Dio il giudizio e prega per lui. Quello che devi sopportare diventa un castigo o un danno solo se ti ribelli; trasformalo in offerta e ti porterà come frutto la pace. Devi riconciliarti con te stessa e con il Signore: passa del tempo davanti al Tabernacolo e la tua invalidità ti apparirà come un mezzo per amare. La prova è dura per tutti, ma abbiamo come rifugio il Cuore Immacolato di Maria.

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