Il rimedio? Puoi esserlo tu.
Colpo di scena: papa Francesco esce dall’ospedale e torna a Santa
Marta. Soltanto due sere prima si escludeva la dimissione perché il paziente
non era ancora in grado di respirare autonomamente né di parlare senza una
lunga riabilitazione. Poi, il pomeriggio successivo, conferenza-stampa a
sorpresa con un tesissimo portavoce della Santa Sede e un direttore sanitario
terrorizzato che legge un testo lanciando ansiose occhiate verso qualcuno, non
visibile, collocato alla sua sinistra, mentre il capo della sanità vaticana
ripete ossessivamente una parola: convalescenza. Stupefacente l’assenza
di qualunque prelato a un annuncio così importante per tutta la Chiesa e per il
mondo intero, annuncio che dovrebbe esser motivo di gioia e che, invece, sembra
dominato dallo sgomento. I giornalisti che pongono domande, poi, non vengono
inquadrati, ma se ne ode solo la voce. In definitiva, tutto molto innaturale,
dopo un mese e mezzo di dichiarazioni a dir poco surreali e vani tentativi di
smorzare i sospetti.
È proprio lui?
Pare una serie televisiva dalla trama continuamente rimaneggiata in
funzione degli indici di ascolto. La mattina di Domenica scorsa, in ogni caso,
Bergoglio compare a una finestra del Policlinico Gemelli; anziché ringraziare i
fedeli per le preghiere e l’affetto, pronuncia un’unica frase per elogiare una
signora che ha portato dei fiori gialli. Si potrebbe pensare
semplicemente (ipotesi che non si può comunque escludere) che la prolungata debole
ossigenazione del cervello abbia compromesso le sue facoltà cognitive, se non
fosse che la donna in questione è prontamente inquadrata da un operatore
“casualmente” presente accanto a lei. Si tratta dunque di un segnale concordato
al fine di farlo interagire con il pubblico in modo da dimostrare che si tratta
di presenza fisica, piuttosto che di una proiezione? oppure – per i più
complottisti – è un messaggio esoterico in codice?
Che abbiano mostrato un sosia (come avvenuto di certo con suor
Lucia di Fatima e, con una certa probabilità, con Paolo VI) è tecnicamente
possibile ma, almeno per ora, non siamo in grado di provarlo. La voce, per
quanto articolata in pochissime parole, sembra la sua, così come la mimica. Lo
sforzo di pronunciare la palatale sonora (assente nella sua lingua-madre) è del
tutto naturale ed è quindi indizio di autenticità; è poi perfettamente verosimile
che, dopo una degenza così lunga e con probabili danni cerebrali dovuti alla
doppia crisi respiratoria, non riesca a muovere le braccia, ma le sole mani.
Ciò che lascia interdetti è l’improvviso cambio di rotta della strategia con un’apparizione
così inaspettata, difficilmente spiegabile in una considerazione realistica del
caso, visto che il paziente – come ufficialmente dichiarato – avrebbe rasentato
due volte la morte.
Guerra tra fazioni?
Il 17 Febbraio, peraltro, una testata telematica titolava: Papa Francesco sta morendo, ha ricevuto l’estrema unzione. La sera
successiva, un’indiscrezione proveniente dall’interno del Gemelli lo asseriva
deceduto nel pomeriggio. Il quadro clinico di quel momento rende tale scenario
piuttosto credibile; si può per lo meno ipotizzare una morte cerebrale e un
mantenimento in vita per mezzo dei macchinari, ma come spiegare la “miracolosa”
ripresa? La congerie di informazioni confuse e incoerenti fa pensare a una
lotta intestina tra chi lo vuole morto e chi lo vuole disperatamente in vita per
la realizzazione di occulti progetti. Risulta che, dopo qualche giorno di
ricovero, gli agenti della sicurezza sono stati allontanati dalla stanza, alla
quale pochissime persone hanno avuto accesso e da cui è stato escluso perfino l’attivista Juan Grabois, suo intimo amico.
Chi, invece, si è potuto intrattenere per ben due ore con il
Pontefice è il cardinal Ghirlanda, vera e propria eminenza grigia del
processo di sovvertimento dell’ordinamento ecclesiastico. Quando, nel Marzo del
2023, su queste pagine fu criticato il suo intervento di presentazione del nuovo assetto del Vicariato di Roma, chi scrive fu raggiunto da un
messaggio minatorio in piena regola, seppure in forma di commento, segno
evidente che aveva toccato un punto delicato. Non a caso il porporato, in
quell’occasione, aveva premesso alla trattazione del tema una corposa
introduzione (più di metà del discorso) sulla sinodalità,
criterio-principe dell’inaspettata quanto rivoluzionaria riforma-pilota della
curia della diocesi del Papa. Chissà quali novità conteneva la borsa nera,
zeppa di documenti da lui sottoposti all’attenzione di Bergoglio, che stava in
bilico tra questo mondo e l’altro…
Il “beneficio” della nuova visione ecclesiologica, dietro la
cortina fumogena di una più democratica partecipazione alla gestione della corporation
denominata Chiesa Cattolica, è quello di esautorare completamente i vescovi a
vantaggio di un soffocante centralismo vaticano, come già intuito due anni fa.
Il vuoto di potere, nel frattempo, sta consentendo la scalata di tanti amici e
amici degli amici a posti che permettano, se non di governare, almeno di
arraffare. Una situazione del tutto simile, del resto, si vide già alla fine
del pontificato di Giovanni Paolo II, quando turme di sodomiti accorsero a
incistarsi nella Curia Romana, preparando al successore una situazione da
incubo. Quello è il genere di individui che, avendo blindato la propria
coscienza per non sentirne la voce, sono disposti a tutto (l’acquisto di
immobili londinesi essendo il meno).
Quali prospettive?
Se Bergoglio è davvero vivo, ma mentalmente menomato, gli si può
far firmare qualunque cosa, secondo il metodo già collaudato negli Stati Uniti.
Una così lunga lotta con la morte, del resto, lo ha reso incriticabile; ora perfino
i più polemici saran costretti a ingoiare qualsiasi decisione fatta passare per
sua. Da quanto si vocifera, sembra che stiano pensando di modificare le regole
del conclave per includervi dei laici propensi all’attuazione delle nuove idee.
Dato però che i cardinali eleggono il Papa in quanto sono idealmente membri del
clero romano, non si capisce come potrebbe averne il diritto chi non è chierico
– ma le brillanti menti dei cospiratori, evidentemente, non se ne farebbero gran
cruccio. Un’ipotesi ancor più inquietante è che, non essendo più il Papa in
grado di esercitare il suo ufficio, applichino alla Sede di Pietro una
possibilità prevista per le altre diocesi: la nomina di un coadiutore con
diritto di successione. A questo punto, almeno una parte dei cardinali, vedendosi
messa fuori gioco, procederebbe all’elezione canonica di un nuovo pontefice e
avrebbe luogo uno scisma – o, peggio, una serie di microscismi, considerato com’è
diviso il mondo cattolico.
La storia insegna che questa sarebbe la peggiore delle sciagure possibili: la Chiesa sprofonderebbe in un caos ben peggiore di quello attuale, che potrebbe durare decenni e dal quale non si uscirebbe se non per una grazia straordinaria. A santa Caterina da Siena, che assistette allo scoppio del grande Scisma d’Occidente, Dio Padre aveva rivolto queste parole: «Vi è un rimedio col quale io placherò la mia ira: sono i miei servi, se saranno solleciti a trattenermi con le lacrime e col legame del santo desiderio. […] È per questo che io do ai miei servi fame e desiderio del mio onore e della salute delle anime, affinché, costretto dalle loro lacrime, mitighi il furore della mia divina giustizia. Tu, dunque, e gli altri miei servi, traete dalla fontana della mia carità le vostre lacrime e i vostri sudori; prendeteli e lavate con essi la faccia della mia Sposa, poiché io ti prometto che le sarà resa la sua bellezza con questo mezzo, non con coltello, né con guerra, né con crudeltà, ma con la pace, con umili e continue orazioni, con sudori e lacrime sparse dai miei servi con infuocato desiderio» (Dialogo della Divina Provvidenza, 15).