Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 10 gennaio 2026


Un’altra religione?

No, grazie

 

Gaude, Maria Virgo: cunctas haereses sola interemisti in universo mundo (dall’Ufficio Divino).

«Rallégrati, Maria Vergine: da sola hai soppresso tutte le eresie nel mondo intero». La mariologia cattolica, oltre ad essere un inaggirabile crocevia di tutte le discipline teologiche, rappresenta una formidabile barriera contro tutti gli errori e le deviazioni dottrinali; chi possiede una retta visione del mistero di Maria ne è perciò immunizzato e conserva facilmente la vera fede. Chi, viceversa, intende adulterarla deve inevitabilmente deformare il discorso sulla Madonna e sminuirne il ruolo. Sembra questa la vera posta in gioco dell’opposizione di certi esponenti ecclesiali alla verità della Corredenzione: ciò che è preso di mira non è semplicemente la cooperazione della Madre all’azione del Salvatore, ma l’essenza dell’opera redentrice e, di conseguenza, la natura stessa della religione cattolica, che si tenta di pervertire in vaga credenza gnostica.

Rifiuto della salvezza cristiana

In realtà, dietro il proposito apparentemente pio di preservare e difendere l’unicità della mediazione di Cristo, pare celarsi un intento che la svuota di ogni significato e valore: la Croce di Cristo, infatti, non è più presentata come sacrificio espiatorio di tutti i peccati umani quale indispensabile premessa della riconciliazione con Dio, bensì come una mera dimostrazione di benevolenza che li supererebbe senza ripararli, così da annullare le esigenze della giustizia e da lasciare i peccatori come sono. Tale idea luteraneggiante presuppone l’assunto che in Dio giustizia e misericordia siano la stessa cosa; tale assurda identificazione, però, non rispetta né i concetti della ragione né i dati della Rivelazione. Se sul piano dell’imperfezione umana si verifica di fatto una certa tensione tra queste due virtù, essa è del tutto assente sul piano dell’assoluta perfezione divina.

Il peccato, in quanto offesa di Dio, esige necessariamente riparazione. Poiché oggetto dell’offesa è il Sommo Bene, Amore infinito, la riparazione, per essere proporzionata, deve avere a sua volta un valore infinito. Ciò determina per il peccatore un dramma senza via d’uscita: in qualità di creatura, infatti, egli non potrà mai saldare questo debito. Ecco allora che la misericordia del Padre invia il Figlio nel mondo perché si incarni ed espii al nostro posto, ottenendo così quella riconciliazione il cui onere ricadeva sull’uomo ma che Dio solo poteva operare: ecco la ragione di un Dio-uomo, colta in modo magistrale da sant’Anselmo d’Aosta, ma già chiaramente indicata, nove secoli prima, da sant’Ireneo di Lione. Questa verità appartiene dunque al nucleo fondamentale della fede cristiana; respingerla o ignorarla equivale a una velata apostasia.

Prelati acattolici

Non fa certo piacere parlar male di persone che ricoprono ruoli di responsabilità nella Chiesa; vista tuttavia l’insistenza con cui certuni, nonostante sia stata difesa e chiarita dal Magistero pontificio, si accaniscono contro la dottrina della Corredenzione, si pone la necessità di sconfessarli. Un vescovo sollevato dalla diocesi con largo anticipo e chiamato a Roma per un incarico più di prestigio che di sostanza – non sappiamo se per l’imbarazzo causato dalle sue esibizioni canore durante la Messa, con tanto di chitarra e repertorio da musica leggera, o se per motivi più gravi – ha già caldamente difeso, a suo tempo, la ripugnante dichiarazione Fiducia supplicans; ora patrocina ad oltranza l’indegno papocchio Mater populi fidelis. Questi patetici tentativi di indorare una pillola che il popolo fedele (quello vero) non vuole ingoiare fan pensare che, in Vaticano, siano proprio a corto di argomenti.

Se il pornografo argentino ricorre al cultore di San Remo per ingraziarsi il pubblico, vien da pensare che sia – come usa dire – alla canna del gas. Il teorico dell’erotismo e il fautore della pop theology, peraltro, sembrano intendersi bene, cosa che non depone certamente a favore né dell’uno né dell’altro. Ciò che ci preme notare, per tornare al punto, è che le loro tesi non sono cattoliche, poiché rifiutano più o meno espressamente una verità centrale della Rivelazione cristiana, facendo piuttosto risonare idee tipiche della cabala giudaica e del chassidismo frankista, come quella di una divinità buona che dovrebbe rettificare l’opera di un demiurgo malvagio e quella di un’assurda redenzione mediante il peccato. Se le matrici ideologiche son davvero queste, chi è che sostiene dietro le quinte personaggi del genere, mantenendoli al loro posto e usandoli come sovvertitori della dottrina cattolica?

Un’altra religione

Il vero problema è che un “cristianesimo” senza Croce né Redenzione non è più cristianesimo, ma una religione diversa che lo riduce a variante del giudaismo postbiblico, sviluppatosi in insanabile e volontaria antitesi a Cristo. Perfino quei pochi simboli e termini della tradizione cattolica ancora in uso sono svuotati del proprio significato genuino e riempiti di contenuti estranei che risultano da un pervertimento degli insegnamenti evangelici (inclusione, accoglienza, misericordia senza limiti…). La salvezza, in realtà, richiede necessariamente la conversione e la collaborazione dell’uomo sotto l’effetto della grazia preveniente, alla quale bisogna acconsentire perché le grazie attuali portino il loro frutto e siano coronate dalla rinascita spirituale del peccatore redento. Senza questo, nella vita cristiana tutto perde senso e valore: preghiera, mortificazione, legge morale, Sacramenti…

Chi vuole sentirsi a posto pur permanendo nei vizi più sordidi, ovviamente, deve eliminare tutto ciò con le sue premesse dottrinali travestendo l’empietà con un simulacro di religione. L’aspetto tragico di questa apostasia velata è che quei signori han perso i contatti con la realtà del vero popolo fedele, il quale, in massima parte, li ignora; di loro si ode ancora, forse, soltanto in seminari, conventi e facoltà teologiche, che sfornano – tolta qualche felice eccezione – preti e religiosi talmente ideologizzati da essere ormai completamente scollati dai cattolici reali. L’unico segnale che potrebbe eventualmente forare quella cappa mentale è l’opposizione a Sodoma e a Sion, che sono strettamente legate in un unico disegno sovvertitore; poiché, tuttavia, molti appartengono alla prima oppure sono ricattati o registrati sui libri-paga della seconda, guai a criticarle.

Baluardo invalicabile

Per pura misericordia di Dio, possediamo la fede cattolica e, proprio per questo, riconosciamo quale invincibile difesa l’Immacolata Corredentrice, che ci conserva nella sana dottrina e respinge lontano da noi ogni malefico influsso delle moderne eresie. Guardandoci bene sia da velenose polemiche che da comodi mimetismi, ci rifugiamo come bambini sotto il Suo manto per lasciarci proteggere da Lei, che sa bene come custodire i Suoi figli da ogni pericolo. Sotto la Sua guida, la nostra religione rimarrà sempre, per grazia divina, quella dei Padri, dei Martiri e dei Santi; al resto ci tappiamo le orecchie, decisi a perseverare nella verità fino alla morte, costi quel che costi. D’altronde, noi godiamo della compagnia di tutto il Cielo, che come non mai è presente e operante sulla terra, malgrado qualunque apparenza contraria.

https://vitisvera.substack.com/p/il-vero-fine-di-chi-nega-la-corredenzione


Nessun commento:

Posta un commento