Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 31 ottobre 2026


Tempus eversionis

 

Exspecta Dominum, et custodi viam eius (Sal 36, 34).

Dunque, vediamo un po’: Zenone è neocatecumenale, Bux è ciellino, Rey è carismatico, Mattei è sionista, Wach è rotariano… Tutti questi sedicenti fautori della Tradizione sono in realtà legati a movimenti e istituzioni totalmente estranei, se non ostili, alla Tradizione cattolica. La loro posizione nei confronti dello Stato terrorista che occupa illegalmente la Terra Santa e dei suoi gravissimi crimini, ultimi dei quali il genocidio di Gaza e la distruzione del Libano meridionale, varia dalla più ostentata indifferenza alla più sfegatata giustificazione; ciò fa sospettare che siano tutti controllati, in un modo o nell’altro, dalla mafia finanziaria aschenazista.

È così che il movimento tradizionale è stato addomesticato e reso innocuo, nella sua nicchia dorata e adorna di sbrillocchi. Al colmo dell’ambiguità, a celebrare la Messa prelatizia del pellegrinaggio Summorum di quest’anno è stato invitato quello Schneider che la Primavera scorsa ha rilasciato insistenti quanto scandalose dichiarazioni a favore dello scisma lefebvriano (il quale – sia detto per inciso – prende soldi dai lubavitcher con la triangolazione della Russia). Il coraggioso difensore della Tradizione, come abbiamo visto pochi mesi fa, ha pubblicato un libro con una copertina piena di criptici simboli giudeo-massonici.

Umanamente finiti

Dal punto di vista umano, non se ne viene fuori. Al di là delle discussioni e delle controversie, che lasciano il tempo che trovano, i nemici di Cristo tengono saldamente in pugno tutta la componente terrena della Chiesa nella sua variegata composizione: progressisti, conservatori, tradizionalisti delle diverse specie… La morsa finanziaria è altresì, con buona probabilità, il mezzo che fece compiere a Benedetto XVI il passo della rinuncia all’esercizio attivo del ministero, la quale non gli impedì affatto di continuare a guidare in certo qual modo la Chiesa con la preghiera e gli scritti, come dimostra il clamoroso caso del volumetto sul celibato sacerdotale.

Il carceriere che gli era stato posto a fianco fin da quando era ancora prefetto della Dottrina, infatti, non riuscì – pur essendo incaricato di filtrare visite e contatti – a prevenire la consegna del prezioso scritto al coautore del saggio, il cardinal Sarah. Durante il pontificato attivo si era destreggiato con un certo successo nel selezionare udienze e missive; di queste ultime, un numero impressionante finì ai giornalisti, che orchestrarono l’enorme scandalo a comando noto come Vatileaks. Il traditore aveva perfino approntato una confessione autobiografica il cui scopo era quello di fornire alla stampa la versione ufficiosa di una serie di vicende compromettenti.

Sta di fatto che, come da proverbio, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Il libro, ovviamente già pronto, andò in stampa il 2 Gennaio 2023 con il racconto delle esequie, che si sarebbero tenute il 5. Malauguratamente il dittatore argentino, per puro capriccio, si rifiutò di celebrarle, limitandosi ad assistervi; perciò fu messo in bocca a tutti i cronisti (che ripeterono ciò a una voce come pappagalli) che Bergoglio aveva presieduto i funerali come preconizzato da Ganzwein. C’è nondimeno una bella differenza tra l’azione di presiedere e quella di assistere, anche solo sul piano visivo: stare al centro dell’altare è ben diverso dal trovarsi di lato, davanti a un inginocchiatoio.

L’aspetto più tragico di questa farsa penosa è che dimostra come il decesso di Ratzinger non si sia compiuto in modo naturale, ma sia stato pianificato, come, del resto, quello del successore: chi di spada ferisce… Il Vaticano è in mano a una cricca di pederasti ricattati dalla mafia finanziaria, che col nuovo pontificato non ha affatto allentato la presa. L’unica differenza è che l’opposizione, come per magia, ha perso la voce su tutto il fronte se non per decantare la nuova èra inaugurata dall’elezione del papa americano; così ora nessuno osa più fiatare soprattutto nell’ambiente tradizionale, sospeso com’è alla sospirata concessione di un po’ più di libertà.

Niente più illusioni

Da Oltretevere, però, l’aria si fa sempre più gelida, al punto di aver impedito alla processione del 24 Ottobre l’accesso alla Basilica di San Pietro. Di tale inaudita offesa a Dio e del cocente scandalo patito dai fedeli non godiamo di certo, come quegli sciacalli che approfittano delle disgrazie altrui per farsi pubblicità e incitare chi è in regola a imitare la loro ribellione. Resta comunque il fatto che, nel nuovo pontificato, le porte del centro della cristianità son state spalancate ai sodomiti organizzati e sbattute in faccia ai cattolici. Si vocifera che l’esultanza manifestata dai secondi l’anno scorso abbia urtato il cerchio magico del Papa (che gradisce invece, a quanto pare, quella dei pervertiti).

Dopo un anno e mezzo, peraltro, nulla ci permette di intravedere un sostanziale cambiamento di rotta in alcun ambito né su alcuna questione cruciale, a parte qualche nomina decente in mezzo a molte nomine pessime. La sinodalità, col vecchio ritornello della più ampia partecipazione al suo governo, avanza come sovversione dell’ordine divinamente costituito della Chiesa. L’ideologia gender viene diffusa da vescovi, parroci e professori di “teologia” al pari dei politicanti di sinistra. L’islamizzazione è promossa con la cooperazione di una gerarchia allineata ai piani dei globalisti, miranti a cancellare ogni identità e distinzione.

Intanto nei ministeri vengono assunti centinaia di immigrati di seconda generazione, che senza una formazione adeguata ricevono incarichi di dirigenza a discapito dei funzionari più anziani, dotati di competenza ed esperienza. I figli di coloro che abbiamo “accolto” finiranno così col dominarci e trattarci da inferiori, senza sapere né amare nulla del nostro Paese (cose che non imparano certo a scuola), votato così alla rovina e alla sostituzione etnica da parte di gente totalmente manovrata dal sistema, che la manipola a piacimento sfruttandone l’ignoranza e la mancanza di radici. Guardate cosa sta succedendo in Francia e avrete un’idea di quel che intendono realizzare da noi.

Uno Stato che impone alle imprese l’assunzione di uomini travestiti da donna o viceversa (vale a dire di poveri malati di mente) è un’entità che persegue l’inversione della realtà, progetto di innegabile stampo satanico; una gerarchia che, anziché tuonare, avalla e benedice tale ribaltamento dell’ordine naturale è una sentina di traditori; un tradizionalismo muto su questi problemi è un serraglio di tipi improbabili, rinchiusi in una riserva a lambiccarsi la testa su rubriche e sottigliezze accademiche… Non illudiamoci: le istituzioni sono tutte controllate, da un capo all’altro del ventaglio, sia a livello civile che a livello ecclesiastico.

Consolante certezza

«Ora è tempo di sovversione» (1 Mac 2, 49): questa è la situazione in cui la Provvidenza ci ha posti e che, da tutta l’eternità, ha scelto per la nostra santificazione; per il momento è un martirio bianco, ma potrebbe presto diventare un martirio di sangue. Quale condotta ci comanda di tenere la Parola di Dio? «Aspetta il Signore e custodisci la sua via» (Sal 36, 34); attendi con fede il Suo intervento preparandolo attivamente con l’osservanza della Sua dottrina: preghiera, sacrificio e adempimento dei tuoi doveri di stato. Non andare in cerca di vane sicurezze da parte umana, confida soltanto nel Suo amore con cieca speranza; è una strada inizialmente ardua, ma piena di luce e consolazione.

Dal cielo hai fatto udire il giudizio, la terra ha avuto timore e si è quietata, quando Dio è sorto per il giudizio, per salvare tutti i miti di cuore (Sal 75, 8-9 LXX).


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