Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 16 febbraio 2019


Il tradimento dei gesuiti




Corruptio optimi pessima.

Nel XVI secolo la propaganda protestante – anche grazie all’inescusabile ritardo di una Roma restia a riformarsi dalla sua scandalosa corruzione persino dopo il terribile sacco del 1527 – dilagò ovunque in Europa, in curie diocesane, corti principesche, università civili e facoltà teologiche. La novità faceva agevolmente presa su clero e intellettuali disgustati della condotta della corte papale e dei presuli latitanti che vi soggiornavano stabilmente, anziché stare alla guida del loro gregge. L’atteso concilio finalmente convocato a Trento, seppure in extremis, fu più volte interrotto per anni. A molti la situazione sarebbe potuta sembrare disperata, ma la Provvidenza aveva già suscitato santi vescovi e fondatori che fornissero gli strumenti della rinascita: gesuiti, teatini, barnabiti, cappuccini e tanti altri sul campo di battaglia; nelle retrovie, a sostenere i combattenti con la preghiera e l’offerta di sé, le carmelitane riformate e, più tardi, le visitandine.

Quelle forze, oggi, si sono in gran parte estenuate se non addirittura pervertite, a cominciare dai gesuiti, legati a tutti i principali movimenti sovversivi del XX secolo, dalla riconciliazione con la massoneria all’intesa con i comunisti, dal cinema corruttore al sincretismo religioso, dalla svolta antropologica alla teologia della liberazione, dai figli dei fiori al movimento omosessuale… Già san Carlo Borromeo, a suo tempo, aveva auspicato la soppressione di un’istituzione di cui, malgrado gli indubbi meriti e l’eccelsa santità del fondatore, nonché di tanti membri, presagiva fin da allora che avrebbe potuto prendere una piega preoccupante a causa di un potere sempre più vasto, capillare e incontrollabile, che poteva essere usato in bene come in male. Ma pure in tempi più recenti, dopo la clamorosa svolta dell’Ordine, che influenzò in modo decisivo il Concilio e i successivi sviluppi, Giovanni Paolo II, fin dall’inizio del suo pontificato, pensò di sopprimerli di nuovo con l’appoggio del fidato Ratzinger o per lo meno di effettuare un drastico intervento di riforma con l’allontanamento del famigerato padre Arrupe, amico dei gesuiti rivoluzionari sudamericani e apologeta di Teilhard de Chardin, esoterista e falso scienziato che aveva introdotto nella teologia cattolica la visione del mondo propria dell’occultismo cabalistico-massonico.

Non siamo in grado di ricostruire le trame occulte che possano spiegare l’incredibile metamorfosi – almeno nel complesso – dell’Ordine che rappresentava la punta di diamante della Chiesa Cattolica, non solo nel campo della teologia, ma anche nell’ambito della ricerca scientifica. Sta di fatto che, nel primo dopoguerra, si moltiplicano i contatti, miranti a stabilire un dialogo, tra singoli gesuiti e alti rappresentanti della massoneria, specialmente in Francia. Uno dei più fervidi promotori di tale incontro sarà, subito dopo il secondo conflitto mondiale, quell’Yves Marsaudon, membro del supremo consiglio delle logge francesi di tradizione scozzese, che frequenterà assiduamente il nunzio apostolico dell’epoca, monsignor Angelo Giuseppe Roncalli. È proprio in quegli anni, ma soprattutto a partire dalla morte (1955), che a dispetto delle condanne inizia il culto del pensiero di Teilhard de Chardin, convinto evoluzionista e adoratore di una materia divinizzata, considerata matrice di sviluppo dello spirito e grembo di gestazione di un Cristo cosmico in cui l’uomo dovrebbe trovare compimento qual essere sovrumano…

Questa visione tipicamente gnostica era valsa al gesuita, nel 1926, la rimozione dall’insegnamento e la proibizione di pubblicare, nonché il trasferimento in Cina. Laggiù aveva nondimeno avuto agio di approfondire le filosofie orientali (così congeniali alle sue idee) e di accreditarsi come paleontologo, fatto che gli aveva poi dato, in virtù di una fama artificiale, la possibilità di riciclarsi nelle università civili. La postuma aureola di riconciliatore della fede con la scienza non incantò però il cardinal Ottaviani, il quale nel 1958, pur senza metterle all’Indice, ordinò il ritiro delle sue opere da tutte le biblioteche religiose. Malgrado ciò ai riconoscimenti laici, specie in Francia e negli Stati Uniti, si associarono ben presto esplicite operazioni di riabilitazione ecclesiastica, a partire dal libro pubblicato nel 1962 da un altro gesuita sospetto, Henri de Lubac. Fu così che la gnosi teilhardiana – come più tardi ammesso da Josef Ratzinger – poté permeare in profondità il manifesto del rinnovamento conciliare, la Gaudium et spes. Non meraviglia affatto, a questo punto, che un cardinal Casaroli, nel 1981, ne abbia tessuto l’elogio in una missiva al futuro cardinal Poupard; è un po’ più imbarazzante, invece, che vi abbia fatto riferimento Benedetto XVI nell’evocare un’escatologica liturgia cosmica.

Senza una sotterranea manovra di promozione è inspiegabile come una simile ideologia allucinata, irrazionale e blasfema, basata sul rinnegamento della fede e sulla falsificazione dei dati scientifici, si sia imposta nella Chiesa Cattolica come catalizzatore del cristianesimo a venire. Gli evidenti tratti demoniaci, prima ancora che allo studio e alla pratica dell’esoterismo, scaturiscono da un’inquietante esperienza che il piccolo Pierre fece già nell’infanzia, quando, sentendosi attirato da una presenza panica che gli si rivelava nella natura, le acconsentì voluttuosamente, come racconterà egli stesso. Siamo obbligati a concludere che il Sant’Uffizio, per qualche ragione a noi ignota, non fu abbastanza severo nei confronti del teologo; un personaggio del genere, pochi secoli prima, avrebbe fatto la fine di un Giordano Bruno, suo parente stretto. Possiamo soltanto ammettere che i gesuiti deviati fossero già così potenti, all’interno della Curia Romana, da poter influenzare le decisioni di papa Pio XII; il suo confessore, d’altronde, non era forse il biblista Augustin Bea, fautore della riforma liturgica e dell’esegesi storico-critica, nonché sognatore di un concilio in cui la Chiesa rivedesse finalmente la sua dottrina sul giudaismo e sugli acattolici?

Alla dissoluzione dogmatica innescata da Teilhard e proseguita, seppur più discretamente, da de Lubac con la sostanziale riduzione della grazia alla natura, si affiancava la demolizione delle fonti della fede e della loro autorità. La Scrittura (ora trattata come un’opera letteraria qualunque) e la Tradizione (attestata in modo eminente dalla lex orandi) dovevano subire una sottile e pervasiva manipolazione dettata da “incontestabili” ragioni filologiche. L’École biblique di Gerusalemme – come chiunque può osservare nelle note della sua celebre Bibbia – si autorizzava allegramente ad alterare il textus receptus in base a mere illazioni e congetture di studiosi. Intanto il gesuita Stanislas Lyonnet, allievo di Bea e a sua volta maestro di Martini, dava il la allo stravolgimento della teologia biblica con un’interpretazione tendenziosa del peccato originale e della giustizia divina, ripensata come fedeltà di Dio alle proprie promesse ed epurata dell’aspetto retributivo, il quale è continuamente sottolineato, invece, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento (a titolo di esempio, cf. Sal 61, 13; Pr 24, 12; Mt 16, 27; Rm 2, 6; 1 Pt 1, 17; Ap 22, 12).

La reazione dei professori dell’Università Lateranense, capeggiati da Piolanti e Spadafora, in nome della retta dottrina ebbe per esito, nel 1962, la sospensione di Lyonnet dalla cattedra, presto resagli, nel 1964, per intervento di Paolo VI. Con questo avallo di fatto dell’interpretazione modernista dell’enciclica Divino afflante Spiritu di Pio XII, le porte dei seminari venivano spalancate alla nouvelle théologie, ormai libera di reinterpretare la Rivelazione in chiave esistenzialistica e di ridurre il Magistero a un’ermeneutica fra le altre, ineluttabilmente soggetta all’evoluzione culturale. Pochi si avvidero – facendosi perciò condannare all’ostracismo – del fatto che una tale legittimazione modificava i princìpi stessi della riflessione teologica, in tal modo consegnata allo storicismo con inevitabili esiti soggettivistici e relativistici. Non è risolutivo, in tale contesto, accanirsi a confutare singole innovazioni del Vaticano II (come la collegialità, l’ecumenismo e la libertà religiosa), né fermarsi alla condanna del modernismo da parte di san Pio X, dato che la sua riedizione è ben più perniciosa e ha prodotto una radicale mutazione della forma mentis cattolica. Il trionfo della prassi sulla teoresi è servito a imporre cambiamenti ingiustificati in nome dell’adattamento a mutate condizioni socio-culturali che sono frutto di una sotterranea pianificazione.

Sul fronte germanico, l’operazione di rilettura del dogma col filtro di filosofie incompatibili con la fede produceva frutti ancor più velenosi. Da una parte Karl Rahner, sulla linea kantiana, elaborava la sua teoria del cristianesimo anonimo (ovvero di un complesso di verità che sarebbero presenti, in forma trascendentale, in tutte le culture e che la fede cattolica non farebbe che portare in piena luce), con la conseguente dissoluzione della teologia nell’antropologia e l’annullamento della necessità, ai fini della salvezza, di appartenere alla Chiesa seguendone gli insegnamenti. Dall’altra Hans Urs von Balthasar (anch’egli gesuita, in un primo tempo), nel suo sforzo hegeliano di riconciliare Lutero con la dottrina cattolica, finiva con l’alterare quest’ultima in una personale costruzione estetizzante, fino ad accogliere l’assurda idea di un conflitto tra le Persone divine durante la Passione di Cristo. La concentrazione, ormai invalsa, sulla scelta del metodo e sull’approccio ermeneutico rende ciechi di fronte all’inconciliabilità di certi contenuti con la dottrina trasmessa. Che i due teologi, poi, siano assurti ad alfieri di due contrapposte ermeneutiche del Concilio, l’una progressista, l’altra conservatrice, non è altro che l’ennesimo inganno di una colossale mistificazione.

Arriviamo così a Giovanni Paolo II davanti al suo nodo gordiano, pronto a scioglierlo alla maniera di Alessandro, ma ignaro di un occulto pericolo. Il suo interessamento finanziario, mediante lo IOR, all’ascesa del sindacato Solidarność aveva appena coinvolto la Santa Sede nello scandalo del Banco Ambrosiano. Tale situazione metteva il Pontefice in una pericolosissima posizione di ricattabilità, effettivamente sfruttata da quel diabolico massone di Casaroli per bloccarlo sui gesuiti, come pure nella condanna dei regimi comunisti e nella consacrazione della Russia. Oltretutto, in ricompensa per l’appoggio occidentale alla rivoluzione polacca, si pretese il primo incontro sincretistico di Assisi, che, quale inizio di una lunga serie, costituì il riconoscimento di fatto della teologia dei gesuiti. Le erogazioni verso la Polonia, peraltro, continuarono sotto l’egida dell’IRI guidata da Romano Prodi, amico di famiglia – all’epoca – di un oscuro ausiliare di Reggio Emilia miracolosamente balzato, in pochi anni, a segretario della CEI, poi Vicario di Roma e Presidente della medesima.

Se Montini era imbevuto dell’umanesimo integrale del trasformista Maritain e del Cristo cosmico di Teilhard de Chardin, Wojtyła aveva una fede rocciosa e forgiata dalla vita sotto un regime del blocco sovietico, pur essendosi nutrito, negli studi, del personalismo franco-tedesco. Con un temperamento del genere, nessuno avrebbe potuto impedirgli – se fosse stato un po’ meno patriota – di rimettere ordine nella Chiesa, a cominciare dai gesuiti. Purtroppo le cose andarono diversamente, così che oggi il progetto eversivo, per quanto temporaneamente contenuto, è giunto a compimento proprio grazie a uno di loro, plasmato questa volta dalle idee di Marx, Rahner e Lutero, rifuse in una massonica mistica della fratellanza umana che lo ha condotto fino ad una dichiarazione formale di apostasia, secondo la quale «le diversità di religione […] sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani»: è la presunta religione universale ed eterna della Cabala, che sarebbe il ceppo comune di tutte le religioni storiche e in cui queste ultime dovrebbero riconfluire. Che dire? Preso atto di questa infausta storia, rimaniamo saldi, ognuno al proprio posto, per mantenere accesa la fiamma della fede.

43 commenti:

  1. Lo scandalo delle recenti dichiarazioni del Papa purtroppo, è solo l'ultima delle tante gocce che stanno sempre più scavando la pietra della professione della vera Fede.
    Sempre più forte e frequente un dubbio si affaccia alla mente, procurandomi un tormento lancinante: e se avessero ragione gli orientali? Se fossimo davvero stati noi occidentali, mille anni fa, esaltando ultra vires l'autorità del Papa, a deviare dalla vera interpretazione di cosa si intenda per primato di Pietro, e di come vada riconosciuto il carattere infallibile di una dottrina?
    E' una cosa insopportabile, vedersi venir meno il terreno sotto i piedi, laddove non avresti mai creduto potesse essere altrimenti!
    Le conseguenze di questo dilemma sono atroci: se davvero ci si è sbagliati su questo, cosa assicura che non ci si sia sbagliati anche su altro? E' chiaro che così si rischia di minare alla radice l'intero sistema dottrinale cattolico!
    D'altra parte, è pur vero che i più grandi santi e mistici - un esempio recente, Padre Pio- hanno sempre avuto il massimo attaccamento nei confronti del Papa, ma è presumibile che non abbiano mai dovuto confrontarsi con uno stato di cose tanto eccezionale; e purtroppo, di uomini altrettanto manifestamente ripieni di Spirito Santo, in grado di denunciare con forza e autorità l'eresia, oggi non ce ne sono!
    Caro padre, posso pregarla di una parola di conforto?
    Grazie.

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    1. Questa situazione eccezionale non deve portarci a cedere alla tentazione di rimettere tutto in discussione, compresi i dogmi definiti in modo infallibile. Ovviamente non dobbiamo nemmeno esagerare l'autorità del Papa, fin quasi a divinizzarlo. La sua infallibilità si esercita a precise condizioni; il suo magistero ordinario non richiede un'adesione di fede divina, ma solo il religioso ossequio dell'intelletto e della volontà. Rimane la domanda: quale ossequio siamo tenuti a prestare a chi attualmente occupa il Soglio di Pietro?
      Chi contraddice apertamente la fede si pone di fatto fuori della Chiesa e, di conseguenza, cessa da ogni funzione al suo interno, a qualsiasi livello. Perché l'interessato perda l'ufficio canonico, tuttavia, bisogna che il suo stato di eresia, apostasia o scisma sia accertato dall'autorità competente, altrimenti sarebbe il caos. Nell'eventualità che si tratti del Papa non esiste, sulla terra, un'autorità superiore, per cui tocca ai cardinali dichiarare il dato di fatto, cioè che è decaduto. Se questo non avviene, ritengo che un fedele ben formato, dopo approfondita considerazione del caso, possa ritenersi libero, nel foro interno della coscienza, dall'ossequio dell'intelletto e della volontà a qualcuno che insegna in modo palesemente contrario alla fede trasmessa, pur non avendo l'autorità di dichiararlo pubblicamente. In tal modo si risolve il dilemma interiore, anche se, esternamente, si è costretti a sopportare una situazione abnorme.

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    2. Grazie.
      Le chiedo scusa per lo sfogo, ma talvolta accade che un particolare coinvolgimento emotivo ed affettivo faccia angustiare oltre misura.
      In pace.

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  2. Carissimo Don Elia, se non ho capito male, Lei pone, per quanto attiene questo aspetto, (quello della comunione eucaristica) sulla linea di Don Minutella:non si dovrebbe partecipare a S. Messe, in comunione con l'attuale papa Francesco. Se si come fare ad ottemperare all'obbligo di santificare le feste, e ricevere il necessario (ora più' che mai) nutrimento rappresentato dal corpo di Cristo ?

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    1. Forse c'è stato un equivoco: non sto affatto sostenendo quella linea. Vi invito, al contrario, a non crearvi problemi superflui senza fondamento. Come spiego qui sopra, chi non ha la fede cattolica è fuori della Chiesa; come si fa, quindi, a entrare in comunione con lui nella Messa? Partecipare alla liturgia celebrata in comunione con gli eretici diventa proibito solo dopo che l'eresia è stata dichiarata da chi di dovere; finché ciò non avviene, state tranquilli.

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  3. Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna .
    http://www.fratiminoriosimo.it/s0/wp-content/uploads/2016/09/Ai-Sacerdoti-Figli-prediletti-della-Madonna-Don-Stefano-Gobbi.pdf

    Fiat Voluntas Tua !

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  4. Padre mio , perdoni tale confidenza , visto che non ci conosciamo affatto , ma poiche' frequento la Sua Parrocchia virtuale mi considero una parrocchiana virtuale . Dai nostri scritti Lei puo' constatare come siamo a volte insicuri , incerti , tremebondi . Perche' ? Perche' non siamo forti , perche' non siamo piu' soldati di Gesu' Cristo , forse perche' non siamo ben formati ?

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    1. Una buona formazione è indispensabile, ma altrettanto la preghiera: un dialogo personale, intimo, fiducioso e costante con il Signore; i Salmi sono un'ottima scuola per apprenderlo. Tale dialogo, dispiegando la grazia dei Sacramenti, ci comunica una forza interiore straordinaria e inesauribile.

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  5. Don Elia,
    Senza contare tutto il resto, che sarebbe come dire di far finta di non vedere un Everest che se ne sta nel bel mezzo della pianura Padana, la sola dichiarazione ufficiale (e non stiamo parlando di espressioni informali ad alta quota in carenza di ossigeno...) negli UAE è eresia formale (per altro in linea con tutto lo sproloquio eretico precedente). In assenza di una dichiarazione altrettanto formale di decadimento dell'ufficio da parte dei cardinali, come possiamo far finta di nulla e aspettare (come Godot) ciò che mai arriverà? La coscienza rettamente formata servirà pure a qualcosa...

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    1. Non si tratta di far finta di nulla. Come spiego sopra, la coscienza rettamente formata ci consente di negare l'assenso all'eresia, cosa che è sufficiente a darci la pace interiore, sebbene soffriamo acutamente per questa situazione pazzesca.

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    2. Don Elia,
      Mail problema sta proprio qui e non si limita al solo ignorare l'antimagistero bergogliano.
      Proprio in virtù della libertà della mia coscienza che non vuole concedere nulla all’eresia, come posso considerare valida la messa (dato che non sono io il celebrante, e il celebrante non può (salvo rarissime eccezioni… sennò cambi mestiere o religione) non avere coscienza di quanto sta succedendo) quando celebrata in unione con un Papa, capo e simbolo vivente dell'unità della Chiesa visibile, che in realtà è manifestamente eretico ed apostata (ammesso e non concesso che la sua elezione sia valida…)? Davvero lo Spirito Santo è schizofrenico, come dice don Minutella?
      Davvero stiamo aspettando tutti che siano le pietre ad urlare la verità? Ripeto: urlare!
      Davvero osiamo sperare che la gerarchia, ormai un gregge belante e timoroso del tiranno, abbia il coraggio della verità e della profezia?
      Povere pecore nell'ovile ormai carne da macello per i lupi…

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    3. La validità della Messa dipende dal fatto che il vero celebrante è Gesù Cristo, il quale rinnova il Suo Sacrificio in modo incruento servendosi della persona del sacerdote. La comunione o meno con il Papa regnante riguarda invece la liceità della celebrazione. Come ho già detto, un prelato (fosse pure il Papa), anche se di fatto decaduto davanti a Dio, conserva l'ufficio finché la sua decadenza non sia dichiarata da chi di dovere. Questo, evidentemente, non compete né a me né a Lei, per cui non è un nostro problema.

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    4. Don Elia,
      Le regole canoniche hanno certamente senso in quanto stabiliscono delle procedure funzionali al rispetto della sostanza della legge, altrimenti si potrebbe incorrere in gravi errori qualora, vuoi per la fretta, la superficialità o semplicemente la non corretta interpretazione di avvenimenti, solo apparentemente eterodossi ma in realtà del tutto ortodossi, si dovessero fare pronunciamenti inopportuni.
      Ora, ritornando al punto, non mi pare ci sia nulla di tutto questo: siamo ormai in una pluriennale situazione di inaudita ed eccezionale gravità. Il re è nudo, ma tutti continuano a magnificarne le sontuose vesti.
      Mi spiego meglio: qui non siamo in quella che potrebbe essere la normale dinamica di applicazione delle regole di fronte ad un evidente abuso (cioè il periodo che precede il pronunciamento ufficiale di una sentenza (di decadimento), il che potrebbe ancora essere accettabile, pur essendo già terribilmente in ritardo.
      Qui semplicemente non si vuole né vedere, né agire, perché l'infiltrazione anticristica ha corrotto la maggioranza dei vertici, ovvero di chi ha la facoltà di esprimere un parere contrario al conclamato deragliamento in corso e non ancora completato.
      In una tale situazione di eccezionalità quando anche le “pietre" hanno non solo il diritto, ma il dovere di gridare “… non ti è lecito!”, la forma, altrettanto eccezionalmente, deve cedere il passo rispetto alla sostanza.
      Ed il fatto che una gerarchia imbelle, per non dire complice, non abbia ancora formalmente invalidato la liceità della celebrazione in unione con un papa eretico, non mi tranquillizza proprio per nulla.

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    5. Questo non tranquillizza affatto neanche me, ma non posso farci nulla, se non pregare e cercar di rassicurare i miei fratelli. L'eccezionale gravità della situazione in cui ci troviamo richiede un intervento divino; ormai, vista la latitanza delle alte gerarchie, non vedo più via d'uscita sul piano umano. Se io mi mettessi a gridare pubblicamente, non cambierebbe un bel niente, se non che perderei il diritto di esercitare il ministero.
      Visto che la prova è già durissima, raccomando a tutti di coltivare intensamente l'unione con Dio, fonte di forza e di pace interiori; se perdiamo anche quelle, siamo davvero finiti.

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    6. Don Elia,

      Il suo è un esercizio di sano realismo, sostenuto da una indefettibile speranza cristiana.
      Che Dio la conservi e la sostenga sempre, e la ricompensi.
      Stiamo tutti davvero uniti nella preghiera e sotto la protezione della Nostra Madre Celeste.
      Un carissimo saluto.


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    7. Grazie di cuore, La benedico.

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  6. si certo,rimaniamo saldi al nostro posto,grazie don Elia delle sue continue illuminazioni-istruzioni.Ci fu un sacerdote che indagò a lungo sulla massoneria ecclesiastica,don Luigi Villa,lasciò scritti drammatici,quanto attendibili secondo lei?

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    1. Gli scritti di don Villa sono ben documentati e sostanzialmente attendibili. Diverso è il caso del suo successore, che lancia accuse inverosimili senza adeguato supporto di prove.

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  7. una "parrocchiana"grata17 febbraio 2019 09:00

    Caro parroco, gentile, premuroso e documentatissimo. È doveroso per noi parrocchiani virtuali ringraziarLa calorosamente per le edotte, sapienti spiegazioni con le quali ci spiega la vera fede cristiana di settimana in settimana. Con pazienza ci conforta, rassicura, rendendoci più forti per non sbagliare strada. SeguendoLa da tanto Le devo confessare che certe sue spiegazioni sulla dottrina della Chiesa che via via ci veniva proposta da diversi decenni, soprattutto dopo il Concilio, mi ha sconcertata, come pure i suoi dubbi sui Movimenti sorti. Ho frequentato per alcuni anni il Rinnovamento nello Spirito che ho abbandonato perché non mi ritrovavo soprattutto per le continue proposte ed impegni. Ho riflettuto sulle sue affermazioni che ho capito e le condivido tutte pienamente. Le documentate e chiare spiegazioni riguardo al popolo ebraico mi hanno entusiasmata. Veramente Lei è una guida preziosa e con Lei proseguiamo sicuri e protetti dalle Sue preghiere che contraccambiamo. Grazie di cuore, vero apostolo del Signore

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    1. Grazie di cuore per le Sue preghiere, di cui ho sempre bisogno.
      Mi rendo conto che, nei miei articoli, espongo - a volte un po' "a bruciapelo" - conclusioni a cui io stesso sono giunto in anni e anni di riflessioni e che non tutti "digeriscono" con gli stessi tempi. Lo Spirito Santo, tuttavia, illumina quanti hanno un cuore puro e una coscienza retta. Chiediamogli di guidarci sempre sulla via della verità.

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  8. Rev.do don Elia,
    Innanzitutto La saluto cordialmente.
    Il Suo post è molto ben fatto, perché con uno scritto di tipo storico-riassuntivo spiega molte cose ed eventi (realmente storici) che ci aiuta a capire meglio ciò che è successo nella Chiesa. Per chi volesse approfondire la questione è un ottimo punto di partenza e di ripresa per più tappe. Ma questo fa sorgere nel mio cuore tante domande e tanti "perchè"; uno fra tutti e, nondimeno importante che, nel suo porsi, non vuole essere certo qualunquistico è questo: Allora tutto ciò che disse, scrisse e denunciò mons. Lefebvre era vero al 100%! Mons. Lefebvre aveva ragione su tutto! Eppure la questione della FSSPX è particolare...ho conosciuto alcuni sacerdoti della SPX e debbo dire che ho trovato dei sacerdoti straordinari! Dei veri "curati" come quelli di una volta; adamantini per fede, integrità e amore alle anime; sacerdoti innamorati del loro sacramento. Eppure si leggono sempre impressioni contrastanti sull'opera di mons. Lefebvre. Cosa pensare della FSSPX? Come non pensare che, andando alle Messe celebrate da loro non si sia edificati spiritualmente? Io ho sperimentato la grazia che scaturisce dall'attingere ai sacramenti che essi impartiscono! Eppure, molti sacerdoti, vescovi e cardinali della Chiesa si esprimono con scetticismo verso di loro! Lei può darmi una parola santa? Grazie. Un saluto in Christo rege.

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    1. Carissimo Cristiano, la tua è una domanda che può sollevare un polverone. La risposta non è semplice. A monsignor Lefebvre va indubbiamente l'enorme merito di aver consentito la conservazione della liturgia e della dottrina tradizionali, che dopo il Concilio furono condannate all'ostracismo e alla sparizione; i sacerdoti da lui formati hanno sicuramente ottime qualità. Tuttavia nessun essere umano può aver ragione su tutto. Le sue ragioni erano condivisibilissime; sulla strada scelta per difenderle si potrebbe invece discutere, ma lascio il giudizio a Dio.

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    2. Caro don Elia, leggo a dopo il suo blog straordinario, allora le chiedo scusa se le pongo una domanda alla quale ha già risposto. E' lecito partecipare ad una messa celebrata dalla FSSPX? Con stima Roberto

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    3. Sì, è lecito da quando la Santa Sede ha autorizzato i fedeli a farlo, purché non lo si faccia con l'intenzione di separarsi dagli altri fedeli.

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  9. Lei ha fatto cenno alla Bibbia di Gerusalemme come foriera di traduzioni "non fedeli". Ho ben inteso? Nel caso quale edizione ci consiglia?

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    1. Non è solo una questione di traduzione, ma anche di alterazione del testo originale per congetture di filologi. La scelta più sicura, anche se non perfetta da tutti i punti di vista, è ricorrere a traduzioni anteriori agli anni '60, come quella della Vulgata annotata dal Ricciotti e di recente ristampata dalle edizioni Effedieffe.

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  10. "La Salvezza fu promessa ad Adam, ossia a tutta l’umanità. E’ Salvezza Universale, per tutti gli uomini aperti all’Amore di Dio, a qualunque popolo essi appartengano ."

    Padre mio , durante la Messa ero seduta accanto ad una signora indiana la quale al momento della Comunione si e' alzata per andare a ricevere Gesu' . Una volta tornata al banco e inginocchiatasi vicino a me ho per la prima volta nella mia vita avvertito un fortissimo pungentissimo sgradevolissimo moto di gelosia per Gesu' , come se Egli dovesse essere appannaggio dei soli popoli occidentali !. Per grazia di Dio questa singolare manifestazione e' durata pochissimo tant'e' che immediatamente dopo aver ravvisato un profondissimo senso di vergogna ho recitato l'Atto di dolore . Pero' per qualche giorno tutto cio' mi ha lasciato una certa inquietudine . Ne ho parlato al Confessore ( purtroppo uno dei tanti) il quale giustamente non conoscendo i moti dell'anima mia non si e' pronunciato in merito . E' pur vero che nonostante le mie colpe l'unico filo rosso , degno di nota , costante nella mia vita e' l'amore per Gesu' Eucarestia . Quando vedo Gesu' esposto si puo' dire che "non capisco pu' niente " , ho una attrazione così forte per Gesu' Eucarestia che piu' di una volta ho avuto il desiderio di portarmelo a casa , tenerLo tutto per me . Padre , mi compianga , e se Le e' possibile mi indichi un Pastore della CC che esercita il suo Ministero Sacerdotale in quel di Roma . Grazie comunque e che Dio La benedica sempre ! Siano lodati Gesu' e Maria .

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    1. Non dobbiamo farci impressionare da certi sentimenti involontari a cui non diamo il nostro assenso. Potrebbero essere residui di idee che abbiamo introiettato nostro malgrado, pur non aderendo ad esse, e che riaffiorano in determinate circostanze, quando meno ce l'aspettiamo. La Sua reazione è stata sana, ma ora non ci pensi più; anche se non c'era materia di confessione, il Signore ha certamente gradito l'atto di umiltà e di fede in Lui.
      Per trovare un sacerdote a Roma, mi scriva all'indirizzo seguente:

      parrocchiavirtuale.slmgm@gmail.com

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  11. https://www.laverita.info/padre-spadaro-vuole-un-sinodo-anti-leghista-2629427433.html
    Sara' vero , non sara' vero , personalmente leggo e poi lascio che tutto mi scivoli via , non voglio commentare , voglio solo pregare la Madre perche' metta tutto nelle mani di Nostro Signore e Padrone . Gesu' pensaci Tu !

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  12. Carissimo Don Elia,
    Sono un insegnante di religione cattolica e un padre di famiglia.
    Anzitutto la ringrazio per il suo servizio alla Santa Chiesa, non perdo mai un suo articolo ed è sempre una boccata d'aria fresca per la mia anima.
    Grazie a Dio sono uscito immune (e cattolico) da una facoltà teologica ultramodernista. Attraverso una formazione parallela e soprattutto grazie alla Santa Messa di sempre, al Breviario, al Santo Rosario e alla confessione frequente, non sono mai stato tentato dal dubbio, pur se in mezzo a persecuzioni.
    In barba alla curia, svolgo il mio lavoro insegnando la Dottrina Cattolica nelle scuole pubbliche, ma purtroppo, con l'ufficio scolastico diocesano, sono costretto a fingere di essere modernista e di apprezzare la laicità, l'ecumenismo e l'interreligiosità. Lo faccio per non perdere l'idoneità all'insegnamento e soprattutto per le povere anime smarrite dei ragazzi che mi sono stati affidati. Non so se commetto peccato comportandomi in tal modo, o se dovrei pensare a cambiare lavoro, visto che non trovo una via alternativa.
    Vorrei chiederle un parere sulla Comunità dei Figli di Dio, fondata da Don Divo Barsotti. Mi sento attratto dal monachesimo interiore e dalla spiritualità del loro fondatore, mi consiglia di entrare a farne parte? O c'è pericolo di modernismo anche all'interno di questa realtà?
    Grazie ancora, le assicuro le mie preghiere quotidiane.
    Sia lodato Gesù Cristo!

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    1. Carissimo, sono convinto che, finché le circostanze non lo rendano impossibile o inaccettabile alla coscienza, dobbiamo perseverare nella missione che il Signore ci ha affidato. Conosco diversi insegnanti di religione di sana dottrina che rimangono al loro posto con fedeltà eroica, a beneficio di tanti ragazzi che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di ascoltare una voce diversa. Nella situazione attuale bisogna imparare la dissimulazione dei gesuiti di un tempo che portavano avanti la loro missione in contesti ostili o pericolosi. Tale atteggiamento, evidentemente, è moralmente accettabile finché non richieda di mentire esplicitamente, ma si limiti alla riserva mentale con cui, senza ingannare attivamente gli altri, si lascia loro credere qualcosa che non corrisponda al vero. E' pur vero che abbiamo il dovere di denunciare e confutare l'errore, ma dobbiamo anche domandarci se, nel caso concreto, il danno che ciò causerebbe (la perdita dell'incarico) è proporzionato all'effetto positivo che sortirebbe (e che, in questo caso, sarebbe probabilmente nullo). L'intenzione sincera di rimanere fedeli alla propria missione, fra l'altro, rende la dissimulazione, molto spesso, un vero martirio della coscienza; sono convinto che il Signore lo gradisca e ne tragga un frutto soprannaturale che non possiamo nemmeno immaginare.

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    2. Grazie Padre!
      La sua risposta è stata per me fonte di consolazione. La ricopierò stasera stessa nel mio diario.
      Per la CFD cosa mi consiglia? Non vorrei intraprendere strade ambigue o cripto-ereticali.

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    3. Non conosco direttamente la Comunità dei Figli di Dio ma, per quello che ho sentito, mi sembra una realtà sana. Non hanno la Messa tradizionale, ma non mi risulta che vi si oppongano. Provi a frequentarla; qualora senta qualcosa di stonato, la sua coscienza ben formata Glielo farà notare.

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  13. " ’sta chiesa è morta, non resta che tornare indietro e abbracciare la fede dei padri", è il commento di un blogger alla farsa del sinodo sugli abusi.
    Personalmente, io ho preso una decisione: se quest'anno il prete verrà ancora a benedire le case, non mi farò lasciare nessun opuscoletto inneggiante a papa Francesco, e gli vieterò di nominarlo o pregare per lui in casa mia. Reverendo, gli dirò, spero che lei condivida con me la fede e la devozione alla Chiesa preconciliare, ai suoi papi, martiri e santi; io mi fermo lì, del dopo Pacelli niente voglio sapere, né seguire; se lei ritiene che condividiamo la stessa fede cattolica, bene, altrimenti vada pure dai luterani, dai comunisti, dai diversamente sessuati, dai non cristiani, se si sente più in comunione con loro che con me.
    Cosa pensate che mi risponderà?

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    1. Probabilmente La considererà scismatico.
      La Chiesa non può morire; le singole anime sì, nel senso che, con il peccato mortale, possono perdere la vita della grazia (pur potendola sempre riacquistare con un sincero pentimento e una confessione integra).
      Non c'è alcun bisogno di tornare indietro, ma piuttosto di andare avanti con la fede dei padri sulla linea del Magistero costante della Chiesa, ignorando ciò che da esso si discosta.

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  14. Dominus Jesus -
    Lettura e commento don Pietro Cutuli (1.a parte )
    https://www.facebook.com/reginadellapace.dimedjugorje/videos/2235354613458714/UzpfSTQxNzMwNzQ0ODQ2MTY1MDoxMTAyOTc3MzY2NTYxMzE4/

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  15. DOMINUS JESUS (2.a parte)
    Lettura e commento: don Pietro Cutuli
    https://www.facebook.com/reginadellapace.dimedjugorje/videos/2190065454383971/?type=3&theater

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  16. DOMINUS JESUS (3.a parte)
    Lettura e commento : don Pietro Cutuli
    https://www.facebook.com/reginadellapace.dimedjugorje/videos/294566217892770/?type=3&theater

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  17. MANIFESTO DELLA FEDE
    Card. Gerhard Muller
    Lettura e commento:don Pietro Cutuli
    https://it-it.facebook.com/reginadellapace.dimedjugorje/videos/1986626154965181/UzpfSTQxNzMwNzQ0ODQ2MTY1MDoxMTA5NjA3MDQ5MjMxNjgz/

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  18. Nuova sorprendente interpretazione della visione della Beata Emmerich: i due papi, i pagani e il Pantheon.
    https://gloria.tv/article/yjnBFgHMtS643g6zEr7MvYSdf

    Gent.mo Padre Elìa , mi permetta di segnalarLe questa ulteriore riflessione di Fra' Pietro Maria Pedalino -FFII - , il quale nel suo sito Tempi di Maria prende in considerazione tutte le ultime apparizioni della Vergine Madre e serenamente oggi iniziamo la novena al Volto Santo di Gesu' . Sia fatta la Sua volonta' come in cielo così in terra , santa preghiera !

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  19. Che tronfia trattazione della storia e del mistero della Chiesa,dove l'odio per tutti i Gesuiti trascina il disprezzo per tutti i Papi moderni e i loro collaboratori.

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    1. Caro don Felice, non mi sembra di aver espresso "odio per tutti i Gesuiti". Ho evidenziato dei fatti storici che mostrano la deviazione di molti di loro (e dell'istituto nel suo complesso) dal carisma originale e dalla fedeltà alla Chiesa. Non vedo neanche da che cosa si possa arguire un "disprezzo per tutti i Papi moderni"; la costatazione di certi limiti culturali e di alcune scelte infauste non tocca il Magistero ed è pertanto lecita.

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