Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 19 settembre 2020

 

Disperdi i superbi col tuo furore

 

 

Disperge superbos in furore tuo, et respiciens omnem arrogantem humilia. Respice cunctos superbos, et confunde eos, et contere impios in loco suo. Absconde eos in pulvere simul, et facies eorum demerge in foveam (Gb 40, 6-8).

Di primo acchito queste parole, isolate dal contesto, suonano come un salmo imprecatorio. Si tratta in realtà di espressioni ironiche che è Dio a rivolgere a un uomo, quasi che il secondo fosse capace di agire con la stessa potenza del primo. Al termine del libro di Giobbe, dopo gli accorati sfoghi di colui che è pur celebre come proverbiale esempio di pazienza, il Signore gli fa comprendere che una creatura, per quanto dotata di ragione, non è in grado di giudicare l’operato del Creatore nella storia, la cui comprensione rimane al di sopra delle possibilità umane. L’enigma della sofferenza innocente troverà soluzione soltanto nella Passione dell’infinitamente Santo, alla quale devono associarsi le membra del Corpo Mistico; già nel corso del libro, tuttavia, le dichiarazioni con cui gli amici del protagonista ribattono di volta in volta ai suoi lamenti ribadiscono che nessun uomo è totalmente esente da peccato, a cominciare da quello originale.

Il problema che rimane aperto è quello della sproporzione tra l’esiguità delle colpe di Giobbe, uomo altamente virtuoso, e l’immanità delle sue pene. La Rivelazione divina, ancora incompleta all’epoca della stesura del libro, lo illuminerà con la prospettiva del premio celeste e della risurrezione della carne, mentre la storia della Chiesa ne fornirà una spiegazione fattuale con l’esperienza dei martiri, il cui sangue, secondo il noto adagio di Tertulliano, è seme di nuovi cristiani. Il vero cattolico, alla luce di tali considerazioni, deve coltivare una sincera disponibilità a soffrire e a portare la croce, come del resto Gesù stesso ingiunge ai Suoi discepoli: «Se uno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24). Il primo passo indicato è la rinuncia a difendersi da sé, senza contare sulla giustizia divina; il secondo è l’assunzione volontaria di afflizioni non spontaneamente scelte, ma imposte dall’esterno sotto la regia della Provvidenza; il terzo è la fedele imitazione del Maestro nelle disposizioni interiori e nei comportamenti pratici.

Vale anche qui la norma della collaborazione tra natura e grazia: il Signore non prescrive a tutti la remissività totale, ma indica la via verso la perfezione. Nella vita cristiana non è affatto proibito lottare per i propri legittimi interessi, però non con uno spirito mondano, bensì con quello dei figli amati. In altre parole, il discepolo di Cristo combatte, sì, ma senza l’acredine e la violenza di chi non ha la fede; il suo agire è segnato piuttosto da mitezza, umiltà e benevolenza verso gli uomini, fiducia e confidenza verso Dio. Le contrarietà permesse dal Cielo servono a purificare il cuore e ad affinarlo sempre più nella sensibilità soprannaturale, ma portan frutto nella misura in cui il soggetto, lungi dal cedere alla ribellione, è docile e abbandonato nelle mani amorose del Padre. Se un figlio, gli occhi bendati su un difetto, persiste inavvertitamente nello stesso errore, Egli dispone a volte il reiterarsi delle stesse contrarietà per spingerlo ad aprirli.

Anche nel perseguire il bene oggettivo – specie nell’ambiente tradizionale – si può sbagliare nelle modalità di azione. Un io tendenzialmente dominatore, per esempio, rischia costantemente di non cogliere, in contesti ostili, la necessità di procedere con prudenza e cautela, fino, se necessario, alla diplomazia e alla dissimulazione, ovviamente entro i limiti consentiti dall’onestà. In molti casi si è costretti a ingoiare l’impensabile, pur di salvare l’essenziale; a tal fine occorre saper distinguere tra i fronzoli e la sostanza. Quella di portare la croce in modo intelligente e fruttuoso, specie nell’attuale congiuntura, è un’arte quanto mai indispensabile. Onde non affogare nell’acqua che non vorremmo trangugiare, non perdiamo mai di vista il fine ultimo, la beatitudine eterna, e rimaniamo saldamente ancorati alla preghiera. Chi vive con spirito contemplativo sa di esser circondato dall’amore e ne scorge continuamente l’azione, discreta ma incessante.

La cultura filosofico-teologica in cui, negli ultimi decenni, è stato formato il clero e, a cascata, pure il popolo esclude invece radicalmente l’intervento della Provvidenza nelle vicende umane, secondo una visione di stampo illuministico e positivistico estranea alla fede. La storia è concepita come un cieco susseguirsi di sventure, ingiustizie e catastrofi, l’unica difesa dalle quali sarebbe lo spontaneo coalizzarsi degli individui, oggi reso apparentemente più facile (ma in realtà più scoordinato) dalle reti sociali; oppure il male viene idealisticamente giustificato come inevitabile fattore di passaggio verso un presunto progresso, in attesa di un’èra di pace che non arriva mai. L’umanità non ha mai sofferto, per frequenza e intensità, tanti conflitti come da quando esiste l’O.N.U., l’unico vantaggio della cui esistenza è il profitto di chi vi lavora e di chi la finanzia, mentre il suo vero scopo, come ormai tristemente noto, è l’instaurazione del nuovo ordine mondiale. Istituzione dall’aura mitica, come pure l’Unione Europea, è in realtà uno strumento utilizzato da Dio, malgrado la sua essenza anticristica, per la realizzazione dei Suoi disegni.

Chi ha fede nel perfetto controllo che il Creatore esercita sulla propria opera sa bene che il regime da cui siamo oppressi, sia a livello civile che ecclesiastico, è in mano a Lui, che lo lascia operare per trarre dal male un bene maggiore; al momento opportuno lo rovescerà ponendo il capo da Lui scelto alla guida dell’umanità unificata dai servitori di Satana. Nel frattempo, potrebbero ancora frapporsi prove molto severe, miranti sia a castigare la società umana, sempre più ribelle alla legge divina, sia ad affinare ulteriormente  il popolo fedele. Sappiamo tuttavia che le nostre preghiere e offerte sono incluse nel piano divino e possono quindi affrettarne i tempi, non nel senso che siano in grado di modificarlo, ma nel senso che Dio, prevedendole dall’eternità, ha disposto che anche da esse siano determinati gli sviluppi storici. È per questo che sabato scorso, uniti a tanti di voi sparsi nel Paese, abbiamo accerchiato i palazzi del potere con il Santo Rosario e pronunciato l’esorcismo su di essi, rinnovando alla fine la consacrazione al Cuore Immacolato a nome di tutti gli Italiani.

Con questo spirito – e con le disposizioni di umiltà, abbandono e mitezza sopra descritte – possiamo allora interpretare le parole rivolte a Giobbe anche come una supplica lanciata al Cielo: «Disperdi i superbi col tuo furore e, gettando uno sguardo, umilia ogni arrogante; da’ un’occhiata ai superbi tutti e lasciali senza parole e schiaccia gli empi sul posto; nascondili insieme nella polvere e affonda le loro facce nella fossa». Il Signore, confermando così il carattere ironico del Suo discorso, conclude infine: Et ego confitebor quod salvare te possit dextera tua (E io riconoscerò che la tua destra ti può salvare; Gb 40, 9). Tuttavia, proprio perché non intendiamo cedere alla tentazione di risolvere i problemi odierni a modo nostro, ma lasciarlo fare a lui con il nostro eventuale concorso, nulla ci impedisce di andare oltre il senso letterale del testo – come d’altronde si è sempre fatto nella Chiesa – così da poterlo utilizzare come un’invocazione, insistendo nella richiesta formulata una settimana fa e perseverando in tal modo nella cooperazione con la Provvidenza.

Visitaci con la Tua salvezza. Ti prego, esercita la Tua signoria sul mondo liberandoci dal regime da cui siamo oppressi (da ripetere alla prima elevazione).


https://www.youtube.com/watch?v=stu_ohAAzOI


17 commenti:

  1. Propongo di offrire alla Madonna una novena di ringraziamento per le grazie che ci ha sicuramente concesso in seguito all'azione di preghiera di sabato scorso. Da oggi, sabato 19, a domenica 27 settembre, dopo aver recitato una decina del Rosario meditando sull'Incoronazione di Maria Regina (V mistero glorioso), La loderemo con il Magnificat.

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    1. Padre Elia, io tutti giorni, al termine del Rosario canto (canticchio) il Magnificat🤗🤗🤗🤗

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    2. Ottimo, carissima Alda. Continui così!

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  2. E ciò è quello che pretende Gesù Cristo da un'anima che l'ama: Pone me, le dice, ut signaculum super cor tuum, ut signaculum super brachium tuum (Cant. VIII, 6). Vuole che lo metta come segno sopra il suo cuore e sopra il suo braccio: sopra il suo cuore, acciocché quanto ella medita di fare, intenda di farlo sol per amore di Dio; sopra il suo braccio, acciocché quanto opera, tutto lo faccia per dar gusto a Dio; sicché Dio sia sempre l'unico scopo di tutti i suoi pensieri e di tutte le sue azioni. Dicea S. Teresa che chi vuol farsi santo bisogna che viva senza altro desiderio che di dar gusto a Dio. E la sua prima figlia, la Ven. Beatrice dell'Incarnazione, dicea: “Non v'è prezzo con cui possa pagarsi qualunque cosa, benché minima, fatta per Dio.” E con ragione, perché tutte le cose fatte per piacere a Dio sono atti di carità che ci uniscono a Dio e ci acquistano beni eterni.
    S.Alfonso M. de Liguori

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  3. Videre Nec Videri20 settembre 2020 10:29

    Reverendo Don Elia,

    le sue parole infondono forza.

    Arrivano dritte al punto e scuotono la "pigrizia" di molti.

    Che si stia vivendo "Tempi" al di fuori dall'ordinario è sotto gli occhi di tutti, anche dei più restii.
    Che si stia assistendo ad un disporsi su linee opposte degli schieramenti, penso sia oramai palese.
    Altrettanto vero è il vestirsi dell'armatura spirituale per opporsi e sostenere l'attacco, prossimo venturo, delle orde sataniche e dei loro accoliti e seguaci, siano essi consci del loro stato oppure degli stolti, ma non meno pericolosi, "gusci vuoti".

    Preghiera, Sacramenti, Eucarestia nutrono e rinforzano il nostro stato di fedeli cattolici e ci dispongono a resistere all'assalto.

    Ma, è "solo" questo che ci verrà richiesto?

    Sono certo, ed in maniera salda ed incrollabile, che la Vittoria sarà di Nostro Signore, cui appartiene Tutto nella sua Onnipotenza e Perfezione.

    Questo dunque dovrebbe porci in atteggiamento di attesa, diciamo "inattiva", affidando unicamente in atteggiamento orante le nostre persone fino anche al martirio, lasciando a noi un ruolo meramente non attivo?

    Personalmente non lo credo.

    Credo invece che in molti tra i pochi, saranno chiamati a svolgere un ruolo senza la paura di "sporcarsi le mani".

    A Lepanto si vinse non senza gettarsi nella mischia, si vinse stringendo il gladio nella destra, protetti dall'alto dalla Vergine Maria.

    A Poitiers il Cristianesimo vinse sulle eresie sanguinarie, opponendo Fede e Ferro.

    Si può proporre lo stesso pensiero per l'assedio di Vienna e l'intervento, certamente "ispirato", di Re Sobieski.
    Ancor oggi i frutti di tale ardita impresa si scorgono tra le manifestazioni in Polonia dove decine di migliaia di persone rivendicano con orgoglio le loro radici cristiane in opposizione alla decadente e satanica europa. Pur avendo subito decenni di orrido comunismo ......

    Da noi in Italia riusciamo a muovere pari numeri solo per un concerto di jovanotti o per una partita di calcio.....

    Quando si oppone al male, nel migliore dei casi una pigra inattività o nel peggiore dei casi una pavida arrendevolezza, si rischia di far cedere sotto il peso di inutili dissertazioni sul sesso degli Angeli anche le più solide mura, come quelle di Costantinopoli.

    " Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. "

    Quanti hanno avuto od hanno ancora oggi la possibilità di comprar la "Spada" ?

    Quanti saranno pronti a brandirla?

    Quanti al redde rationem dopo che squilleranno le trombe, si ricorderanno il nome del RE al quale deve andare ogni Onore e Gloria?

    Quanti lo rinnegheranno tremanti ritirandosi al solo apparire delle avanguardie del Male?
    Eppure hanno la "Spada" ....... o forse no?

    Solo gli sprovveduti ed i tiepidi possono credere, quando arriverà il momento, di potersi sedere comodi sugli "spalti" ed assistere agli eventi nella sciocca e pavida convinzione di aver ottemperato ai loro "doveri" unicamente nell'intimo dei suoi pensieri.

    Dopotutto il fiume Kison ancora "parla" del Popolo che coadiuvò Elyae nello scannare i 450 di baal ........

    A noi il combattimento, a Dio la Vittoria.

    VNV



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    1. La resistenza armata, in certi casi, è lecita, ma rimane l'extrema ratio. Ad ogni modo, la tecnologia militare di oggi rende molto ardua questa ipotesi.

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    2. La "bestia rossa "avanza nel mondo e nella Chiesa.E'sotto gli occhi, di tutti i cattolici fedeli al Vangelo, che sta avanzando distruggendo famiglie , società,valori,Fede.Troppi pastori hanno smesso di essere sale e luce della terra;il gregge non riconosce la voce del suo pastore e Pietro ha pensato di essere più misericordioso di Cristo dispensando il mondo dai Divini Comandamenti.I tempi sono tremendi e tutto sembra volgere al peggio.Ma in quanti modi il Signore e la Vergine SS hanno detto e continuano a dire cosa fare? Occorre pregare la Misericordia e la Potenza del Signore e la Madre di Dio e Madre nostra, Regina di tutti i cattolici.Solo Cristo può vincere il demonio e la Vergine SS tiene la testa sotto il Suo piede e allora... preghiamoLI e facciamoLI pregare esattamnete come sta facendo Don Elia...IL Cielo ci ispirerà cosa fare,come sempre.





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  4. L'incoronazione di Maria SS. Regina del cielo e della terra

    Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per il travaglio del parto. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni (Ap 12, 1-5).

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  5. Gentilissimo Don Elia,
    per la Comunione è sacrilegio riceverLa nelle mani?
    Un monaco francescano mi ha detto di no ..e di non essere eccessivamente scrupoloso sostenenedo che è un eresia non volersi comunicare nelle mani perchè disobbediamo alla Chiesa...Io ho avuto molti dubbi in merito e volevo fare solamente l'Adorazione Eucaristica fino a quando non troverò un prete disposto a dare la Comunione sulla lingua..
    grazie
    Dio sia lodato

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    1. Ricevere l'Eucaristia sulle mani non costituisce un sacrilegio e nemmeno un peccato (essendo una prassi ammessa dalla disciplina vigente), ma espone comunque il Sacramento alla profanazione a causa della probabile caduta di frammenti che non vengono raccolti e saranno poi calpestati. Chi si comunica in quella forma è quindi strettamente obbligato a verificare, dopo aver assunto l'Ostia consacrata, che non ne resti qualche briciola sul palmo della mano e, qualora ve ne siano, ad assumerle subito. Dato l'alto rischio che si corre, è meglio evitare del tutto questa modalità di comunicarsi.
      Non volersi comunicare sulle mani non è un'eresia e nemmeno una disobbedienza. L'eresia è la negazione di una verità di fede; qui siamo invece nel campo delle norme liturgiche. La disattenzione nei confronti dell'Eucaristia, al contrario, può essere indizio di eresia, in quanto smentisce la fede nella Presenza reale. Di disobbedienza, poi, si sono resi colpevoli piuttosto i vescovi e i sacerdoti che negano la comunione sulla lingua, in quanto contravvengono alla legge universale della Chiesa.

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  6. Il tutto si compendia in questo: sono divorato dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo. Come è possibile vedere Dio che si contrista pel male e non contristarsi parimenti? Non sento altro se non di avere e di volere quello che vuole Dio. Ed in lui mi sento sempre riposato, almeno coll'interno sempre; coll'esterno, qualche volta un po' scomodo. Gesú si sceglie delle anime e tra queste, contro ogni mio demerito, ha scelto anche la mia per essere aiutato nel grande negozio dell'umana salvezza. E quanto piú queste anime soffrono senza verun conforto tanto piú si alleggeriscono i dolori del buon Gesú. Ecco tutta la ragione perché desidero soffrire sempre piú e soffrire senza conforto; e di ciò ne faccio tutta la mia gioia. (S. Pio da Pietrelcina)

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  7. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e continua a fare anche in te , in te e in te e in te , ancora oggi , per mezzo mio."

    Quante lacrime e sangue e' costato il nostro riscatto alla Vergine Santissima Nostra Signora della Mercede ! E ancora oggi continua a pagare , a riscattarci , ad implorare per noi l'Eterno Padre . Dovremmo avere le vertigini per i tanti doni ricevuti e il 27 Settembre ce ne donera' ancora tramite la Medaglia miracolosa . Ho visto che Don Elìa ha messo a disposizione La supplica alla Madonna della Medaglia miracolosa sotto la voce Preghiere nella colonna di destra . Grazie Carissimo Padre per la magnifica meditazione sulla Croce . Ave Maria !

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    1. Ogni onore e lode al Signore!
      La Medaglia miracolosa è celebrata il 27 novembre, data dell'apparizione in cui la Vergine la mostrò a santa Caterina Labouré.

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    2. E' vero la data ufficiale e' il 27 Novembre , il fatto e' che avevo presente che nella Parrocchia Santuario Madonna del Miracolo - Sant'Andrea delle Fratte - ogni 27 del mese si rinnova questa Supplica alla Madre di Dio.

      Programma del 27 settembre 2020 :
      ore 18.30: S. Rosario della Conversione
      a seguire recita della Supplica alla Madonna della Medaglia Miracolosa
      ore 19: S. Messa

      Grazie Padre , Dio La benedica.
      Ave Maria!

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  8. Per chi non l'avesse visto
    https://youtu.be/L0tLgoIIwvI
    Ave Maria !

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  9. Scusi padre, ma se é sufficiente fare attenzione che non rimangano residui sulle mani dov'é il problema?
    Mi sembra una tesi importante ma insufficiente.
    Non è il solo sacerdote ordinato che può toccare le sacre specie, oltre che purificare?
    Non è forse questo un sacrilegio?
    Se non lo é allora stiamo facendo tanto rumore per nulla.

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    1. Il problema è che non tutti fanno abbastanza attenzione agli eventuali frammenti residui.
      Nella disciplina vigente non è sacrilegio che le specie consacrate siano toccate da chi non è ordinato, ma rimane comunque una prassi da sconsigliare vivamente in quanto estremamente rischiosa.

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