Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 6 luglio 2019


Tre generazioni di terroristi




I loro nonni si macchiarono di crimini orrendi di inaudita ferocia rimasti in gran parte impuniti. Fra gli innocenti massacrati a migliaia, intorno alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso, anche un ragazzino di quattordici anni, il beato martire Rolando Rivi, barbaramente seviziato e ucciso per non aver voluto dismettere la sua talarina dopo la chiusura del seminario, requisito dall’occupante germanico. I loro padri hanno lanciato la rivoluzione culturale che ha liquidato il diritto, l’educazione, la morale, il matrimonio, la famiglia e la pubblica decenza, proclamando il libero amore e votandosi al brigatismo. I rappresentanti della terza generazione, oggi, non mangiano più i bambini (a meno che non siano iniziati al rito egizio), ma in compenso li rapiscono per poi venderli ai pervertiti. Essi sono giunti ad occupare la magistratura, la scuola, l’università, il mondo dell’informazione e dello spettacolo nonché i gangli vitali dello Stato e dell’economia, instaurando un vero e proprio sistema totalitario che, per quanto dissimulato dalla maschera della democrazia, non ha nulla da invidiare a quello cinese o a quello sovietico.

L’avete capito: son proprio loro, i comunisti. Possono pure cambiar nome e pelo, ma la realtà è sempre la stessa: sono sostenitori del materialismo ateo, ideologia contraria alla ragione e alla dignità dell’uomo, tanto da spingerlo a comportamenti bestiali, perché contraria a Dio. Papa Pio XI, nella sua vigorosa enciclica contro il comunismo (Divini Redemptoris, 19 marzo 1937), lo condanna senza mezzi termini come satanico flagello (§ 7). Non è una semplice metafora: Karl Marx, figlio di un ebreo convertitosi per interesse al luteranesimo, già all’età di diciotto anni componeva poemetti inneggianti a Lucifero. L’ideologia da lui elaborata da adulto, ammantandosi ipocritamente dell’intento apparente di perseguire la liberazione del proletariato e il progresso dell’umanità, mirava in realtà a distruggere la fede, a sovvertire l’ordine naturale e a schiavizzare gli uomini, come ampiamente dimostrato da tutti i regimi che l’hanno applicata in ogni parte del mondo.

La ragione del suo inspiegabile successo, secondo papa Ratti, risiede nel fatto che si presenta come «un’idea di falsa redenzione […] uno pseudo-ideale di giustizia, di uguaglianza e di fraternità nel lavoro […] un certo falso misticismo» (§ 8), un «nuovo presunto Vangelo», seppur «contrastante sia con la ragione sia con la rivelazione divina; sovvertitore dell’ordine sociale […] negatore dei diritti della personalità umana, della sua dignità e libertà» (§ 14). Un tale assurdo sviluppo presuppone anche fattori di tipo preternaturale: chi acconsente alle menzogne del marxismo è offuscato nella ragione e perde le difese immunitarie del pensiero. «Tuttavia l’ideologia comunista esercita un influsso consistente solo dove le basi religiose di un popolo si sono fatte vacillanti e la ragione, la fede in Dio e la morale offrono una resistenza insufficiente contro simili idee», osserva il cardinal Mindszenty nelle sue Memorie. Laddove non è riuscita ad imporsi con la violenza, pertanto, essa si è potuta diffondere solo grazie alla desistenza causata dall’aggiornamento conciliare.

Le radici di questo colossale inganno vanno individuate nell’eresia di Lutero (che, stravolgendo il concetto stesso di giustizia e respingendo il principio di non-contraddizione, ha introdotto i germi della dissoluzione del pensiero, della morale e dell’autorità pubblica e religiosa), nella concezione giacobina della libertà e dei diritti (a cui toglie ogni base metafisica per attribuirne la definizione a un potere civile arbitrario e tirannico) e nell’edificio gnostico di Hegel (da cui proviene l’idea di un progresso irresistibile che si attuerebbe mediante una serie di contrapposizioni generatrici di un processo storico sfociante in un mondo nuovo). Più in profondità, la sorgente occulta del marxismo e dei suoi prodromi va rintracciata nella cabala ebraica (i pensatori marxisti e i funzionari bolscevichi, non per nulla, erano in gran parte giudei), con il suo immanentismo panteistico centrato sulla continua evoluzione dell’Uomo primordiale (Adam Kadmon), vero oggetto della “fede” professata dai fautori del nuovo umanesimo prima e del transumanesimo poi; in salsa “teologica”, è il Cristo cosmico del celebre gesuita esoterista, Pierre Teilhard de Chardin, assurto a profeta della religione universale.

Davvero profetica è invece l’implacabile analisi di Pio XI. Non essendoci lo spazio per una sintesi dell’intera enciclica (di cui raccomando la lettura per avere luce sugli attuali tempi bui), mi limito a citare quelle sue icastiche osservazioni che più ci aiutano a comprendere lo scandalo accecante di questi giorni. Il comunismo «spoglia l’uomo della sua libertà, principio spirituale della sua condotta morale; toglie ogni dignità alla persona umana e ogni ritegno morale contro l’assalto degli stimoli ciechi» (§ 10); «tanto la morale quanto l’ordine giuridico non sarebbero se non un’emanazione del sistema economico del tempo, di origine quindi terrestre, mutevole e caduca» (§ 12). Non è affatto difficile rendersi conto fino a che punto, nell’alleanza con l’evoluzionismo e la psicanalisi, questi perversi principi si siano ormai imposti, permeando la mentalità corrente e improntando gli stessi comportamenti ad ogni livello sociale. Quel che è peggio è che essi sono penetrati finanche nella Chiesa fino ad apparire l’unica vera interpretazione del Vangelo, grazie al fatto che i marxisti «invitano i cattolici a collaborare con loro sul campo così detto umanitario e caritativo, proponendo talvolta anche cose del tutto conformi allo spirito cristiano e alla dottrina della Chiesa» (§ 57).

«È negato infine ai genitori il diritto di educare, essendo questo concepito come un diritto esclusivo della comunità, nel cui nome soltanto e per cui mandato i genitori possano esercitarlo» (§ 11). In questa luce non è più così sconvolgente, purtroppo, che sia sorta una rete di giudici, amministratori, medici, psicologi e assistenti sociali – tutti rigorosamente dello stesso orientamento politico – i quali, ricoprendo ruoli direttivi in cooperative e associazioni che si occupano di minori disagiati, hanno usato il potere loro conferito dallo Stato a tutela dei cittadini per realizzare immensi profitti sulla pelle di decine di bambini sottratti ai genitori senza ragione, coprendo questi ultimi di accuse infamanti e manipolandone i figli per darli in affido anche a coppie sodomitiche, sebbene la legge italiana non lo consenta. Ma per quegli sciagurati incapaci di ragionare – che pur si arrogano il diritto di fissare insindacabili criteri dell’educazione e requisiti degli educatori – non esiste né legge né morale: si tratterebbe di mere sovrastrutture che si evolverebbero a seconda delle epoche e dei sistemi socio-economici. Secondo i medesimi individui, la stessa identità sessuale sarebbe frutto di una libera scelta: niente di più opportuno per esautorare i genitori che imporrebbero ai figli stereotipi di genere e per abusare dei secondi ai fini di una loro presunta “liberazione” affettiva.

Una domanda si impone: come difendersi dal Leviatano che rende possibili mostruosità del genere? La cosiddetta disobbedienza civile, rivendicata dalla sinistra per imporre le sue derive, non è concessa a chi vuol semplicemente tutelare i propri sacrosanti diritti di legge naturale e divina, come la patria potestà e la libertà di educazione della prole. La reiterata condanna dei sistemi marxisti da parte del Magistero non è valsa ad arrestare la penetrazione della propaganda comunista nelle masse, specie dopo che ai Padri del Vaticano II, in seguito all’infausto accordo di Metz (1962), fu impedito di rinnovare una condanna ancora più urgente, nonostante le loro numerose e pressanti petizioni. Oggi le autorità ecclesiastiche paiono in gran parte conniventi, cosa che neutralizza le raccomandazioni di Pio XI al clero: la diffusione della dottrina sociale, la difesa dei fedeli dagli inganni del comunismo, la costituzione di organizzazioni dei lavoratori genuinamente cattoliche. Gli altri rimedi da lui indicati a tutti, invece, sono ancora realizzabili: il rinnovamento della vita cristiana, l’esercizio della carità, l’impegno per la giustizia sociale.

Tutto questo, però, non offre una soluzione immediata a chi si vede arbitrariamente privato dei figli. Un’ingiustizia così accecante richiede anzitutto un deciso salto qualitativo nella fede, tale da render capaci di ottenere interventi risolutori del Cielo umanamente insperabili; ciò non esclude, tuttavia, il ricorso alle vie legali percorribili, che nel caso di Bibbiano ha portato alla luce una raccapricciante realtà criminale. Per agire in tal senso, bisogna avvalersi delle competenze di un avvocato che abbia molta esperienza in materia e di periti di grande autorevolezza, il cui intervento obblighi il tribunale a riesaminare la propria decisione; a questo fine, anche il coinvolgimento della stampa può avere un forte peso. Dato che i tribunali dei minori seguono una procedura non rigorosamente stabilita dalla legge, ma in buona parte determinata dalla prassi, è decisivo conoscere quel mondo dall’interno, così da poter incidere sui suoi meccanismi perversi. Più in generale, non dimentichiamo che nella legislazione italiana, purtroppo, a causa di un eccessivo garantismo i criminali sono più tutelati di un bambino innocente che venga tolto ai genitori senza ragione.

C’è da sperare che uno scandalo così grave, d’ora in avanti, renda più difficile il ripetersi di simili vicende; dato però che l’arbitrio, da parte di intoccabili assistenti sociali e giudici dei minori che si proteggono a vicenda, è un flagello endemico e generalizzato, bisogna comunque mantenersi molto vigilanti contro le minime avvisaglie di abuso: chiunque venga da loro convocato deve registrare ogni colloquio e documentare ogni loro atto, così da poter sventare le eventuali trame miranti a risultati che vanno dall’allontanamento dei figli, con il loro collocamento in strutture colluse, fino alla revoca della potestà genitoriale. Ci sono in ballo enormi interessi economici, se si considera che le aziende sanitarie locali pagano alle cooperative – sulle spalle dei contribuenti – da duecento a quattrocento euro al giorno per ogni minore ricevuto in affidamento.

Qualora il ricorso alla legge non sortisca l’effetto sperato, scappare per strada per sfuggire ai servizi sociali (magari con un neonato di venti giorni che muore poi di freddo, come accaduto a Bologna nel 2011) non è la soluzione migliore: il diritto naturale autorizza a nascondere i propri figli prima del prelevamento. In tal caso si può andare incontro a una condanna per mancata esecuzione dolosa di provvedimento dell’autorità giudiziaria, reato punito con qualche mese di galera, con sospensione della pena per chi è incensurato; rispetto al trauma che subirebbe un figlio, sarebbe una sofferenza certamente inferiore. Non si può tuttavia escludere che un pubblico ministero particolarmente zelante chieda l’incriminazione per sequestro di persona, che comporta conseguenze decisamente più serie. In definitiva, l’affidamento alla Provvidenza e la consacrazione dei figli alla Madonna si rivelano quanto mai opportuni. Chi ne ha la possibilità, inoltre, fa bene a iscriverli a scuole cattoliche, dove non rischiano di finire nel mirino di sedicenti “salvatori” dell’umanità che, per sostituirsi a Gesù Cristo, hanno instaurato il regno del diavolo.

10 commenti:

  1. Sono imparentati ideologicamente con Pol Pot, e forse non solo, ma guai a dirglielo in faccia.
    Non rinnegano niente delle atrocità comuniste, non chiedono scusa "come alcuni" dei crimini abominevoli passati e presenti.
    Loro sono la classe dirigente che mai per un momento prendono le vesti delle loro vittime, sono intellettuali, figli di una ragione che non esiste.
    Hanno immolato la vita dei loro figli che avrebbero potuto seguirli, ed ora pretendono di nutrirsi con le carni dei figli altrui, come chiamare questi mostri, c'è un nome Biblico per identificarli chiaramente.
    Accumulano nefandezza su nefandezza, e per coprire i loro crimini si mascherano da pecore.
    Comunque gli emerge sempre la coda da lupi basta guardare bene, "Siate scaltri come serpenti e vispi come colombe".
    Pregare il Signore Gesù affinché li liberi dagli artigli del nemico conficcati nei loro cuori e risani le ferite.

    RispondiElimina
  2. Le sue catechesi don Elia sono una manna in questi tempi bui. Ma tanti cattolici non capisco per quale motivo persistono nel votare il Pd, ma questo partito poco di diverso ha dal Partito Comunista dal quale deriva, è sul partito comunista non c'è ancora una scomunica da parte della Chiesa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che io sappia, la scomunica non è mai stata ritirata, ma nel frattempo c'è stato Moro (ispirato da Montini) con il suo "compromesso storico" e le famose "convergenze parallele" (?). Chi ha acconsentito a queste assurdità si è lasciato spappolare il cervello; non c'è da meravigliarsi, quindi, che ancora oggi voti il P.D.

      Elimina
  3. Sono sempre più convinto che oramai l'unica risposta che potremo dare a questi devastanti assalti di Satana sarà solo una riscossa con le "spade" sguainate con l'aiuto della Madonna, al grido di "Lepanto"!!!
    Conosco molto bene questi apparati. Ne siamo stati vittime alcuni anni fa io e la mia famiglia con mio figlio gravemente disabile. Per nostra fortuna non sono uno sprovveduto e il Signore mi ha donato un carattere forte e combattivo. Ma è stata durissima ed ero realmente arrivato ad un filo dallo sguainare la spada. Se quelle bestie di Satana fossero riusciti a togliermi mio figlio, la mia vita non avrebbe avuto più alcuno scopo se non quello di fare giustizia. E dico "fare" non "farmi". Questi demoni vanno fermati. Ricordiamoci sempre di Lepanto. La battaglia cruenta può diventare un dovere per salvare anime e vite umane. Questi devono imparare a temere l'ira e la giustizia di Dio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In casi estremi, la legge morale autorizza la lotta armata; abbiamo gli esempi della Vandea e del Messico. Dovrebbe essere tuttavia una battaglia ben organizzata che coinvolgesse tutto il popolo, dato che il singolo, nel momento in cui passa alle vie di fatto, viene immediatamente neutralizzato. Il problema è che il nostro popolo, oggi, in massima parte non ha più la fede e ha perso anche la virilità e la ragionevolezza. Basti considerare la percentuale di persone che, ad ogni età e in ogni fascia sociale, fa uso di stupefacenti.

      Elimina
    2. è proprio questo il problema:il popolo ha perso la Fede.Moltissimi sacerdoti ,vescovi,cardinali hanno perso la Fede,grazie a questo Roma è stata occupata ed è sotto il dominio di satana e il popolo non sorge perchè... ha perso la Fede,ha perso la legge di Dio.Solo l'intervento Divino è la nostra Speranza e la nostra salvezza.

      Elimina
  4. però non perdiamo la Fede,perseveriamo anche se ci combattono,anzi cresciamo nella Speranza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. una "parrocchiana"grata9 luglio 2019 23:59

      Gentilissimo parroco virtuale.
      Ancora una volta mi rivolgo a Lei con una richiesta che penso riguardi anche altri parrocchiani. Attualmente l'esempio di vita cristiana non coinvolge le giovani generazioni. Ho 6 nipoti dai 19 ai 36 anni, brave persone, ma nessuna praticante. Pur vissuti in famiglie praticanti, dopo la cresima tutti se ne sono allontanati. Interventi di vario genere hanno portato solo allo scontro, per cui prego e testimonio con la vita. Attualmente, anche per la deriva religiosa evidente, riesco a confrontarmi con il più giovane che non è indifferente. Mi consigli per favore un autore o un sito di facile consultazione che possa interessare i nostri giovani, preda delle più svariate sollecitazioni. Il nostro futuro è nei giovani, non lasciamoli allo sbaraglio, ma coltiviamo le loro sane inclinazioni. Grazie infinite padre Elia per l'aiuto che ci saprà offrire. Il Signore La protegga e L'aiuti in tutto quello che generosamente fa per noi..

      Elimina
    2. Raccomando questo sito:

      http://itresentieri.it/

      Elimina
  5. «Se io non fossi cattolico, diceva nel 1957, e volessi trovare quale sia oggi, nel mondo, la vera Chiesa, andrei in cerca dell’unica Chiesa che non va d’accordo col mondo. Andrei in cerca della Chiesa che è odiata dal mondo… Cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio, come crocifissero Gesù. Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta, come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo».

    Mons. Sheen aveva compreso le potenzialità delle tele-comunicazioni, lui, da parte sua, il suo compito l’aveva avuto chiaro davanti, ed è pure il nostro e lo racconta con queste parole: «Ero uscito di casa per saziarmi di sole. Trovai un Uomo – Gesù – che si dibatteva nel dolore della crocifissione. Mi fermai e gli dissi: “Permetti che ti stacchi dalla croce”. Lui rispose: “Lasciami dove sono, fino a quando avrò un fratello da salvare”. Gli dissi: “Cosa vuoi che io faccia per Te?”. Mi rispose: “Va’ per il mondo e di’ a coloro che incontrerai che c’è un Uomo inchiodato alla croce”».

    Il Vescovo brillante dei teleschermi, noto al mondo intero, alza la voce per dire a preti e seminaristi che: «innanzitutto il sacerdote è chiamato ad essere con-vittima e con-redentore con Gesù offerto sulla croce e sull’altare. Non basta alleviare le necessità materiali dei fratelli, occorre annunciare Gesù, farlo conoscere e amare. Convertire le anime a Lui e questo è frutto di santità, di unione con Dio», non a caso difenderà sempre il ruolo della Beata Vergine Maria nel suo essere Corredentrice.

    Te Deum Laudamus…. beato Sheen, prega per noi.



    RispondiElimina