Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 3 giugno 2017


Messaggi e locuzioni?



Qualcuno ha affermato sulla Rete che don Elia riceve delle locuzioni interiori. La prova sarebbe un articolo del 16 aprile 2016 in cui immaginavo che cosa direbbe la Madonna della situazione attuale. Forse avrei fatto meglio a specificare che lo scritto è interamente di mia mano, ma mi è parso superfluo: le locuzioni interiori sono di solito brevissime – poche e incisive parole – e chi le riceve, oltre a guardarsi bene dal renderle subito di pubblico dominio, le riconosce per il fatto che sente distintamente un’altra persona parlare nella sua mente. Posso ammettere tutt’al più di aver ricevuto un’ispirazione (dato che quanto scritto, riletto a distanza di tempo, mi sembra superare le mie capacità), ma il testo è opera mia, come può dedurre chiunque dallo stile riflettuto e limato, che non si addice a un discorso scaturito di getto. Se qualcuno è stato tratto in inganno, me ne scuso con tutto il cuore e ne chiedo perdono a Dio.

Persino incidenti del genere, ad ogni modo, possono rivelarsi provvidenziali. Quello che, mio malgrado, mi ha coinvolto dimostra in modo inequivocabile quanto sia facile – per chi abbia questa intenzione – confezionare messaggi e spacciarli per rivelazioni celesti. Ci sono migliaia di persone pronte ad accoglierli come tali senza la minima distanza critica. Ora, la nostra natura ragionevole ci impone di chiederci, per lo meno, quali garanzie abbiamo della loro pretesa origine soprannaturale: in realtà nessuna, finché non siano stati approvati dalla legittima autorità. Per un credente membro della Chiesa Cattolica è obbligatorio riferirsi al giudizio dei Pastori, ai quali soltanto spetta pronunciarsi su tale materia. Il fatto che quelli attuali, sotto tanti aspetti, si dimostrino inadeguati o latitanti non ci autorizza a farci ognuno giudice supremo e inappellabile, né in questo né in alcun altro campo. L’opinione privata di  un fedele o di un sacerdote non è un tribunale di ultima istanza: la Chiesa di Cristo è apostolica, cioè fondata sull’autorità degli Apostoli e dei loro successori.

Molti, messi in discussione su questo argomento, scattano animosamente (e questo non è buon segno) appellandosi al fatto che nella valanga di messaggi da cui siamo oggi sommersi non c’è nulla di dottrinalmente erroneo, anzi si dice la verità sul tragico momento che stiamo attraversando. Tanto per cominciare, bisogna rilevare che la passionalità, se non la scompostezza, di certe reazioni non è certo amica della verità, l’accertamento della quale richiede calma, ponderatezza, obiettività e – soprattutto – un sufficiente distanziamento emotivo. L’argomento addotto, in ogni caso, non è  affatto risolutivo: anche uomini o demoni sono capaci di produrre testi privi di errori. La presenza di affermazioni false permette di escluderne l’origine soprannaturale, ma la loro assenza non è sufficiente per affermarla: anche il diavolo conosce a menadito la dottrina cattolica, è perfettamente in grado di analizzare la situazione del mondo, può svelare fatti veri a noi sconosciuti e perfino fare previsioni azzeccate… ma non certo per aiutarci.

Se non siamo assolutamente certi che un messaggio venga da Dio, come nel caso delle apparizioni riconosciute, dobbiamo prenderlo in considerazione con molta cautela, perché esso – che lo si accolga o meno – ci influenzerà con la sola lettura, in un modo o in un altro. Se (come bisogna presumere finché non sia provato il contrario) non si tratta di una rivelazione celeste, è evidente che non dobbiamo lasciarci influenzare da chi lo propone, perché molto probabilmente è una persona che o inganna il prossimo o è essa stessa ingannata dal demonio. Che un presunto messaggio contenga osservazioni plausibili o riflessioni accettabili non è un motivo sufficiente per dargli credito, visto che Satana è un astutissimo falsario e sa benissimo come catturare l’attenzione delle diverse categorie di persone. Conoscendo a fondo il linguaggio, la mentalità e le attese dei cristiani ferventi e scandalizzati dall’attuale apostasia, li prende per il loro verso, abile com’è a soffiare sul fuoco del giusto sdegno per sviarlo o per spingere le persone a decisioni dannose. È ovvio che, per essere convincente, inframmezzi anche qualcosa di vero e si muova apparentemente nella stessa direzione.

A parte il rischio reale di essere fuorviati nel proprio zelo e condotti su strade senza via d’uscita, l’insistenza quasi esclusiva su castighi e catastrofi apocalittiche mantiene i fedeli in uno stato di attesa spasmodica di eventi esterni, distogliendoli da una sana vita spirituale e, molto spesso, dai propri doveri di stato; la perdita di tempo, se non altro, è già un peccato, perché avremmo potuto impiegarlo a pregare o a fare del bene. Un peccato ancor più grave che si può commettere in questo caso, tuttavia, è quello di prestare un religioso ossequio (che si deve solo a Dio e alle cose di Dio) a qualcosa di puramente umano o, peggio, di diabolico: in una parola, un peccato di idolatria. Se Gesù o Maria ci parlassero realmente, ci rimprovererebbero di riporre tanta fiducia in testi a cui abbiamo attribuito in modo autonomo un carattere e un’autorità divini, quando in realtà la loro inflazione, prolissità, ridondanza e ripetitività sono forti indizi del contrario. Il fatto che, con notevole danno dei fedeli, sia stata abolita la norma di papa Urbano VIII che esigeva l’imprimatur perché si potesse diffondere lecitamente il contenuto di rivelazioni private non significa che chiunque sia autorizzato a mettere in circolazione presunti messaggi celesti.

C’è un ulteriore motivo di preoccupazione che mi ha spinto a scrivere, pur consapevole del rischio di mettere in crisi molti lettori; ma ciò che mi preme – anche se, come già è successo a proposito di un altro tema, mi tirerò addosso strali e anatemi – è il vostro vero bene. Un pericolo non indifferente è quello di fondare la propria fede, alla fine, non più sulla Scrittura e sulla Tradizione così come sono interpretate dal Magistero perenne, ma su presunte rivelazioni private che finiscono col sostituirsi alle fonti autentiche e sicure. Oltre alla “neochiesa” partorita dal neomodernismo, sta nascendo una sorta di “Chiesa” spontanea in cui si obbedisce a presunti veggenti piuttosto che ai legittimi Pastori. Questi ultimi, qualora non assecondino tutti i possibili pseudomisticismi, non godono più di alcuna autorità, neanche se sono impeccabilmente ortodossi, ligi e devoti. Come non pensare che, dietro questa forma di divisione e di disobbedienza, non ci sia lo zampino del solito cornuto? Uno dei criteri decisivi, invece, per riconoscere la soprannaturalità di una rivelazione è lumile sottomissione al discernimento del vescovo, anche se fosse richiesto di mettere da parte il fenomeno.

Alla Rivelazione pubblica un cattolico deve credere di fede divina (quella basata sul fatto che il soggetto rivelante è Dio stesso, a cui è dovuta l’obbedienza della fede); alle rivelazioni private si può credere – senza alcun obbligo – di fede meramente umana (quella prestata a motivo della ragionevolezza di quanto creduto). La prima è indispensabile per la salvezza, la seconda no, sebbene sia di aiuto alla prima. Il deposito della fede rivelata è definitivamente chiuso e del tutto completo, perché contiene quanto ci è necessario sapere per giungere alla visione beatifica; i contenuti delle rivelazioni private non apportano nulla di nuovo, ma servono a rafforzare la nostra adesione alle verità rivelate e a ridestare il nostro impegno nella vita cristiana. Se qualcuno, di conseguenza, mi mette in dubbio Fatima o Lourdes, è un conto; se mi mette in dubbio la Scrittura o la Tradizione è tutt’altra cosa. La mia fede si fonda su queste ultime, non sulle apparizioni, le quali – qualora siano giudicate autentiche – hanno comunque una grande efficacia nel sostenerla e nel guidarmi, soprattutto se rivestite di un’importanza storica eccezionale come le due appena ricordate. Chi però salta in aria non appena si sollevi la minima obiezione su messaggi nemmeno approvati, ma poi conosce poco o nulla il Vangelo, fa pensare che la sua sia un’altra religione.

Per concludere, dunque, lungi da me il voler essere preso per una fonte di “messaggi” o anche, più semplicemente, per una qualche “autorità” indiscutibile… Se me ne fossi minimamente persuaso o lo lasciassi deliberatamente intendere, sarebbe un segno inequivocabile che sono caduto con tutt’e due i piedi in una trappola di Satana. Anche le mie considerazioni sulla situazione del Papato sono del tutto opinabili e valgono quanto i fatti su cui si appoggiano. È chiaro che né io né alcun altro singolo individuo abbiamo l’autorità per stabilire chi sia papa o non lo sia – anche se, oggettivamente, ci sono tanti e tali elementi di dubbio che l’incertezza sembra lecita, anche senza commettere un peccato contro la fede. In tempi normali, un’elezione accettata da tutti, in virtù dell’infallibilità della Chiesa nel suo complesso, va accettata come una verità di fede derivata dalle promesse di Cristo e fondata sulla costituzione della Chiesa stessa, che ha bisogno di un capo visibile e certo; ma in un’epoca di totale confusione, profonda divisione e apostasia strisciante come la nostra, qual è la Chiesa infallibile? Durante la crisi ariana non era certo quella maggioritaria…

19 commenti:

  1. Don Elia: "...ma in un'epoca di totale confusione, profonda divisione
    ................e apostasia strisciante come la nostra, qual è la Chiesa
    ................infallibile?".


    A dire il vero, caro don Elia, l'innegabile confusione presente sarebbe facilmente superabile - senza, peraltro, coinvolgersi in tematiche filosofiche-teologiche molto complesse per cui la stragrande maggioranza di noi fedeli sarebbe comunque inadeguata - seguendo la Tradizione della Chiesa di sempre. È, come tutti dovremmo sapere ma moltissimi non sanno, la posizione assunta da mons. Marcel Lefebvre con la Sua provvidenziale creazione della FSSPX nel 1970.

    Nè ragione di confusione dovrebbe esserci - laddove l'arresa della FSSPX a Roma dovesse essere portata a vergognoso compimento da mons. Fellay - continuando sicuri sulla strada maestra della Tradizione indicataci, non solo da mons. Lefebvre, ma anche dalla facoltà della Ragione donataci dal nostro Creatore!

    Se poi noi volessimo esplorare - come dovrebbe essere nostro preciso dovere morale di fare - ciò che è accaduto in seno alla Chiesa Cattolica negli ultimi sei decenni a cominciare dal Conclave del 1958 fino ai nostri giorni, allora la nostra scelta di seguire e rimanere saldamente legati alla Tradizione millenaria della Chiesa sarebbe, non solo confermata, ma anche di molto rafforzata!

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  2. La ringrazio davvero di cuore, p. Elia, per il suo grande equilibrio e VERO discernimento (dato che oggi è tanto in voga questa meravigliosa parola ma è così male utilizzata!), aiuta tutti noi fedeli a non cadere da un eccesso all'altro e alla tentazione di costruirci una chiesa "secondo le nostre voglie"!

    Dalle sue parole si capisce che lei è un pastore che ama veramente la Sua Chiesa e le è davvero fedele come pochi e forse è per questo che soffre così tanto!

    Affidiamoci pertanto l'uno gli altri al Cuore Immacolato di Maria perché possiamo ricevere da Lei quella Fede e quella Speranza soprannaturali che ci permettano di "rimanere saldi ai piedi della Croce" fino a quando Lei schiaccerà definitivamente la testa al serpente antico!

    Sia lodato Gesù Cristo!

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  3. "...ma in un'epoca di totale confusione, profonda divisione
    ................e apostasia strisciante come la nostra, qual è la Chiesa
    ................infallibile?".

    Non voglio insegnare nulla, ma ricordo solo quanto spesso dimentichiamo: la Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, che è tutto presente durante la S.Messa.

    La Chiesa militante subisce il tradimento al suo interno? È già accaduto, non è la prima volta: uno dei 12 l'aveva già fatto.
    Noi vogliamo restare fedeli e lo seguiamo sul Calvario. Vediamola in questa ottica e continuiamo a fare quel che ci compete. Non dobbiamo fare altro e non ci confonderemo.

    Dice bene Mirabile: mons. Lefebvre continuò a fare ciò che aveva sempre fatto affrontando le debite conseguenze.

    Come dice bene don Elia, non dar credito di fede alle rivelazioni private non verificate ma neppure alle nostre personali crisi di identità.
    Non abbandoniamo il campo come in molti fecero 2000 anni fa.

    È il Corpo Mistico (Chiesa Trionfante, Purgante e Militante in unum) ad essere infallibile: rimaniamo fedeli ad Esso.

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    1. Quando si parla di infallibilità della Chiesa, ci si riferisce alla Chiesa militante: quella trionfante gode della visione beatifica e quella purgante non ha più bisogno della fede, ma attende il Paradiso nella speranza ed è purificata dalla carità. Siamo noi qui sulla terra che abbiamo bisogno dell'assistenza dello Spirito Santo per poter credere infallibilmente come porzione peregrinante del Corpo mistico; ma c'è da chiedersi chi ne faccia realmente (e non solo formalmente) parte in virtù dei Sacramenti, della fede integra e della comunione gerarchica.

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  4. " esplorare ciò che è accaduto in seno alla Chiesa Cattolica negli ultimi sei decenni a cominciare dal Conclave del 1958" : caro JB, io l'ho fatto, in questi ultimi 10 anni, formandomi una vasta documentazione (3/4.000 pagine di antologia del modernismo, da Pio IX a Bergoglio) ed oggi mi accorgo di quante bugie mi hanno rifilato negli anni passati. Fortuna volle che fossi catechizzato, nei primi anni '50, da un santo sacerdote in talare, munito del Catechismo di san Pio X, facendo poi 1^ Comunione e Cresima sotto Pio XII, per cui le scemenze pronunciate a profusione dai prof di religione alle medie non mi persuasero più di tanto; ebbi poi una breve crisi vocazionale, che grazie a Dio non la seguii, formandomi una bella famiglia; solo in età matura, dopo il pensionamento, grazie al tempo libero a mia disposizione, ho ripreso ad approfondire gli argomenti di religione, giungendo così alla seguente conclusione: la Chiesa Cattolica oggi è eclissata, l'ultimo papa cattolico è stato Pio XII, l'ultimo Concilio è stato quello convocato da Pio IX, hanno nascosto e poi falsificato il messaggio di Fatima perché li sbugiardava, i rivoluzionari preti modernisti. e ora hanno fatto outing, si sono rivelati per quello che sono, cioè seguaci di Lucifero; bene, che vadano a fargli compagnia, ma senza di me. Libera nos a malo Domine !

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    1. Se un cattolico ha una vaga idea dell'Inferno, non augura a nessuno di andarci, nemmeno ai seguaci di Lucifero, ma prega e fa penitenza per la conversione degli erranti e dei peccatori; è questo che la Madonna ha chiesto a Fatima. Quanto al resto, non spetta a noi stabilire se i Papi sono cattolici o meno né quale sia stato l'ultimo Concilio. E' vero che siamo stati sistematicamente ingannati, ma l'aver ricevuto la grazia inestimabile di accorgercene non ci autorizza certo a diventare sedevacantisti!

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    2. Qui non si tratta di augurare l'inferno a nessuno, caro don Elia, ma solo di non farci trascinare a forza dentro, con un martellante lavaggio del cervello, da tipi come Sosa, Bergoglio, Kasper, Paglia, ecc. ecc.; una volta riconosciuti come "tizzoni infernali" (per usare le parole di Alessandro Gnocchi"), e vista l'imposssibilità di instaurare un qualsiasi dialogo con loro (che si nutrono di odio puro per i cattolici e la Chiesa bimillenaria) non ci resta che ricorrere all'ANATEMA. Legga cosa diceva il dottore della Chiesa San Pietro Canisio : "Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici; non voglio avere nulla in comune con loro, perché non parlano né sentono rettamente e non posseggono la sola regola della vera fede, propostaci dall’ unica, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana Chiesa." (S Pietro Canisio, gesuita, autentico figlio di S. Ignazio di Loyola e dottore della Chiesa)... e ancora "“Lutero è all’inferno … e non bisogna pregare nei templi luterani” … (queste cose rivelò l’angolo custode alla beata suor Serafina Micheli nel IV centenario della nascita do Martin Lutero)", e noi dovremmo ascsoltare un tale che ci vuol convincere che l'interreligiosiutà è una grazia? che il proselitismo è una solenne sciocchezza? che dobbiamo aspirare alla Grande Fratellanza? ma per chi ci ha presi? quando cominceremo a reagire energicamente?

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    3. Della rivelazione ricevuta dalla beata Micheli ho parlato qualche mese fa a proposito di Lutero; la preghiera di san Pietro Canisio da Lei citata è riportata in extenso nelle Preghiere (v. menu in alto a destra). Quanto ai personaggi menzionati, personalmente cerco di ignorarli, prestando loro qualche attenzione solo per metterne in guardia i fedeli (anche se quelli che leggono qui sono già vaccinati, grazie a Dio).

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  5. Caro don Elia o per chi si nasconde dietro questo pseudonimo, chi parla come Lei nei confronti delle così dette “Rivelazioni Private”, vuol dire che non avendo lo spirito di discernimento, si finisce per fare di tutte le erbe un fascio. Da sempre Dio parla al Suo Popolo, soprattutto quando questo si appresta alla sua rovina.Ed è ancora e sempre Dio che lo richiama per guidarlo sulla via della salvezza eterna. Non pretendiamo allora di mettere un bavaglio a Dio ma, con umile disponibilità d'animo e senza pregiudizi di sorta, cerchiamo, con l'ausilio dello Spirito Santo, di capire se è veramente Lui che ci parla e, soprattutto, cerchiamo di comprendere ciò che vuole dirci, affinché non corriamo davvero il rischio di metterci contro Dio e la Sua Parola.

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    1. Non ho affatto escluso le rivelazioni private, né pretendo certo di "mettere un bavaglio a Dio", ma ho semplicemente ricordato che il discernimento sulla soprannaturalità o meno di un fenomeno mistico spetta al vescovo diocesano, non ai singoli fedeli o sacerdoti.

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    2. buonasera don Elia ho letto e riletto le sue riflessioni,comprendo e condivido.Questa che lei ha descritto è la confusione che stiamo vivendo tutti noi.Quale è la Chiesa infallibile?Quella del Vangelo,perfetto ed immutabile.Per chi divulga una chiesa fuori dal Vangelo e dalle Sacre Scritture...sia anatema.E'essenziale pregare tanto per voi pastori.Quanto vi ha donato Gesù!Ma quanto vi chiederà!..."E ancora: se obbiettate che la rivelazione si è chiusa con l'ultimo Apostolo e non c'era nulla più da
      aggiungere, perché lo stesso Apostolo dice nell'Apocalisse: "Se uno vi aggiungerà qualche cosa, Dio porrà su
      lui le piaghe scritte in questo libro" (cap. 22, v. 18), e ciò può intendersi per tutta la Rivelazione alla quale
      l'Apocalisse di Giovanni è ultimo coronamento, Io vi rispondo che non fu con quest'opera fatta aggiunta alla
      Rivelazione, ma ricolmate le lacune che si erano prodotte per cause naturali e voleri soprannaturali. E se Io
      mi sono voluto compiacere di ricostruire il quadro della mia divina Carità, così come fa un restauratore di
      mosaici che rimette le tessere deteriorate o mancanti, restituendo al mosaico la sua completa bellezza, e mi
      sono riservato di farlo in questo secolo nel quale l'Umanità precipita verso l'Abisso di tenebre e orrore, potete
      voi vietarmelo? Potete forse dire di non averne bisogno, voi dallo spirito così annebbiato, sordo, illanguidito,
      alle luci, voci e inviti dell'Alto?
      In verità dovreste benedirmi per il mio aumentare con nuove luci la luce che avete e che non vi è più
      sufficiente a "vedere" il vostro Salvatore. Vedere la Via, la Verità e la Vita, e sentire risorgere in voi quella
      spirituale commozione dei giusti del mio tempo, pervenendo, attraverso a questa conoscenza, ad un
      rinnovamento dei vostri spiriti nell'amore, che sarebbe salvezza, perché ascesa verso la perfezione.
      Non vi dico "morti", ma dormienti, assopiti. Simili a piante durante il sonno invernale. Il Sole divino vi dà i
      suoi fulgori. Destatevi e benedite il Sole che si dona, accoglietelo con gioia perché Egli vi scaldi, dalla
      superficie al profondo, vi ridesti, vi copra di fiori e frutti.
      Sorgete. Venite al Dono mio.
      "Prendete e mangiate. Prendete e bevete", ho detto agli apostoli.
      "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: 'dammi da bere', tu stessa ne avresti chiesto a lui,
      che ti avrebbe dato acqua viva", ho detto alla samaritana.
      Lo dico anche ora: ai dottori come ai samaritani. Perché ambedue le classi estreme ne hanno bisogno, e
      bisogno ne hanno quelli che stanno fra i due estremi. I primi per non essere denutriti e spogli di forze anche
      per sé stessi, e di soprannaturale nutrimento per chi langue per mancanza di conoscenza di Dio, del DioUomo, del Maestro e Salvatore. I secondi perché le anime hanno bisogno d'acqua viva quando periscono
      lontano dalle fonti. Quelli di mezzo fra i primi e i secondi, la grande massa dei non peccatori gravi, ma anche
      degli statici nel non progredire, per pigrizia, tiepidezza, per uno sbagliato concetto sulla santità, quelli che
      sono scrupolosi di non dannarsi, di essere osservanti, di intricarsi in un labirinto di pratiche superficiali, ma
      che non osano fare un passo sulla via erta, ertissima dell'eroicità, perché da quest'opera abbiano la spinta
      iniziale ad uscire da quella staticità e iniziare il cammino eroico.
      Io ve le dico queste parole. Vi offro questo cibo e questa bevanda d'acqua viva. La mia Parola è Vita. E Io vi
      voglio nella Vita, con Me. E moltiplico la mia parola a controbilanciare i miasmi di Satana che vi
      distruggono le forze vitali dello spirito"...EVANGELO,VOL.10,CAP.652,PAG.265,cari saluti e Dio la benedica sempre e le dia il coraggio della fede.

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    3. Mi dispiace, ma questa citazione mi toglie ogni dubbio riguardo alla Valtorta, i cui scritti - quando l'autorità ecclesiastica funzionava ancora - furono messi all'Indice (evidentemente per buone ragioni). E' impensabile che una rivelazione privata si possa porre sullo stesso piano del Vangelo, con la pretesa, anzi, di completarlo! Non parliamo poi dell'idea che la "luce che abbiamo" (cioè il Vangelo stesso) non sia più sufficiente a farci "vedere" il Salvatore, motivo per cui avremmo bisogno di "nuove luci" (guarda caso proprio quelle offerte dall'autrice)... Non per nulla questa "rivelazione" arriva alla fine, dopo migliaia di pagine che hanno narcotizzato il lettore con una sapienza apparente e uno stile accattivante: "in cauda venenum". Sono addolorato di dover mettere in crisi tanti lettori, ma la mia responsabilità di pastore non mi permette di lasciarvi nell'errore. Questa circostanza tuttavia, per quanto dolorosa, è provvidenziale.

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  6. Catholicus: "...quando cominceremo a reagire energicamente?".


    Lei, signor Catholicus, pone la domanda-regina dei nostri tempi, se per "energicamente" intende - come sono certo che Lei intende - la "preghiera dell'AZIONE": la faccia mancante, cioè, alla "preghiera delle parole"! I nostri opponenti sono diventati degli intoccabili onnipotenti - NON in forza di qualsivoglia loro qualità - ma in forza della nostra vigliaccheria di AZIONE.

    Le sono sincero: spesso mi avviene di domandarmi se questa nostra generale indisponibilità all'AZIONE non debba essere, alla fine, la causa della nostra stessa dannazione!!!

    Di noi tutti, voglio dire, consacrati e non-consacrati.

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  7. Certo è che tutti i messaggi provenienti dalle attuali apparizioni sono convergenti. La Vergine avverte del pericolo imminente, di tempi ormai stretti, di sconvolgimenti umani e naturali,prove per la Chiesa ed i cristiani. Perfino i messaggi di Medjougorie sono meno rassicuranti e più preoccupanti.Tra l'altro si sposano bene con le rivelazioni private delle mistiche e dei mistici del'900 e dell'800. E'altrettanto vero che per chi è abituato a ragionare, leggere i tempi,osservare gli avvenimenti,valutare sempre a chi giovi, resta meno facile credere a manifestazioni soprannaturale. In ogni caso vale la pena di attendere lo Sposo con la lanterna accesa.

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    1. E' vero che ci sono convergenze tra i messaggi e con le rivelazioni concesse ai mistici, ma questo non basta ad affermare che sia il Signore o la Madonna a parlare: non dimentichiamo che il falsario la sa lunga! Finché l'autorità ecclesiastica non riconosce l'origine soprannaturale di un fenomeno, dobbiamo presumere del contrario e diffidarne!

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  8. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Sinceramente dispiaciuto perchè non si può più filosofeggiare ma indirizzarsi alla Verità senza indugio e sotto la guida del Santo Spirito. Le sue considerazioni, poi, nell'ultimo paragrafo, mi sembrano in evidente contrasto con quanto sino ad ora denunciato. Non abbiamo di certo l'autorità per giudicare, ma nemmeno dobbiamo sotterrare il talento che ci è stato donato: i fatti, non le parole, i fatti sono purtroppo inequivocabili e palesi in tutta la loro gravità. Prego per lei e per tutti noi.

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    1. E' proprio perché cerco la verità che ribadisco la necessità della prudenza e dell'umiltà. I fatti, certo, sono inequivocabili e non sto assolutamente ritrattando quanto finora denunciato; sto solo mettendo in guardia da atteggiamenti potenzialmente scismatici e da inavvertiti peccati contro la fede.

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  9. stia tranquillo Don Elia,no non mi ha messo in crisi.La ringrazio comunque tanto per l'ascolto e il rispetto che usa nei confronti dei suoi lettori,cari saluti.

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  10. Non ho potuto rispondere a suo tempo e ora non certamente non per sterile polemica, desidero precisarlo. Sull' Evangelo rivelato a Maria Valtorta, il Santo Padre PIO XII, indiscutibile Papa per santità e autorevolezza, si espresse cosi':...pubblicatela cosi' come sta... ( senza premesse che potessero influenzare il lettore).Tralascio poi i giudizi di studiosi e medici di fama su particolari che l'autrice, meglio la scrittice non era assolutamentein grado di conoscere e di riportare con quella stupefacente precisione. Per quel che riguarda,poi,i fedeli, lo scisma viene non da noi, ma da qualcun altro che ha ribaltato i Comandamenti e irride Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo e l'Immacolata ingannando i cuori più semplici e superficiali. Noi cerchiamo ed andiamo dove si conserva, si difende e si onora ciò che è Santo e Santo deve restare.

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