Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 11 febbraio 2017


Tempus beneplaciti



Sembra che tutto, nella Chiesa, stia precipitando e che il picconatore avanzi incontrastato senza che alcuno possa fermarlo; nemmeno del famoso “atto di correzione formale” si è sentito più nulla… Eppure anche questo è un tempo favorevole, perché anche in esso siamo costantemente oggetto della benevolenza di Dio, che lo ha stabilito così per una disposizione di suprema sapienza. Questo è il tempo in cui il Signore mette alla prova i Suoi per verificare se meritano di partecipare al trionfo del Suo regno, che verrà mediante il regno di Maria; ma anche il tempo in cui fa venire allo scoperto i traditori per farceli individuare con certezza e per marchiarli d’infamia, ma lasciando loro ancora spazio per la conversione, prima di doverli punire. Vista sub specie aeternitatis, dunque, anche l’attuale situazione è tempo di grazia, tempus beneplaciti.

Ciò non toglie, tuttavia, che la resistenza si faccia sempre più dura. Il pensiero appena esposto può allora preservarci dallo scoraggiamento, che dobbiamo altresì respingere con la volontà. Guai ad acconsentire a pensieri pessimistici che celano in sé la peggiore delle tentazioni – quella contro la speranza – e possono trasformarsi in uno dei più gravi affronti alla sapienza e provvidenza divina! Se uno ha una fede cristallina e dottrinalmente ineccepibile, ma sceglie deliberatamente di lasciarsi andare all’abbattimento, alla rabbia o alla depressione (facce diverse dello stesso centramento sullio), mostra che la sua fede non è viva, visto che non alimenta la seconda virtù teologale e che lascia languire la terza.

Quando il nostro cuore boccheggia di dolore e d’amarezza, corriamo da Lui, davanti al tabernacolo, e restiamo semplicemente là, alla Sua presenza piena d’amore, di pace e di fortezza, a farci guarire dal Suo sorriso così dolce, umile e mite. «Davanti a lui effondi il tuo cuore; nostro rifugio è Dio» (Sal 61, 9). Gesù è infinitamente ricco e prodigo di consolazioni ineffabili con chi soffre e lotta per rimanergli fedele. Se così è sempre stato, quanto più lo è ora con noi, che stiamo attraversando la peggiore crisi della Chiesa da quando esiste e dobbiamo sostenere un terribile assalto non più dall’esterno soltanto, ma anche dall’interno del Corpo, e proprio da chi dovrebbe difenderci e guidarci! Non obblighiamolo quindi a tenersi le tenerezze che ha in serbo per noi.

Non è urlando il proprio sdegno e scagliandosi reciproci anatemi che si migliora la situazione. Essa è così grave che solo i mezzi soprannaturali della grazia possono incidere positivamente: preghiera, offerta e penitenza… senza omettere, evidentemente, la necessaria formazione personale tramite buone letture (Catechismo di san Pio X, scritti dei Santi e dei Padri della Chiesa) e un apostolato fervente di carità e inventiva verso quanti sono disposti ad accostarsi alla luce. Certo, non si può fare a meno dei Sacramenti e di una buona predicazione: è la sfida più ardua in questo momento, ma il Padrone della messe non la lascia priva di operai. Torno a ripetere: andate in cerca dei buoni sacerdoti, stanateli, braccateli, rapiteli… Vedrete che ce ne sono ancora; magari rincantucciati nell’angolo in cui li hanno relegati, ma ce ne sono.

Non correte dietro a tutti i “messaggi” che sono in circolazione, anzitutto perché non abbiamo alcuna certezza circa la loro reale origine e in molti casi, anzi, ci sono segni evidenti che non vengono da Dio. La gravità eccezionale dei tempi in cui viviamo non è un motivo sufficiente perché chiunque si senta autorizzato a spacciare presunte comunicazioni celesti che, se non altro, si squalificano da sé già solo per la loro impressionante prolissità e abbondanza. Il loro effetto nocivo, quand’anche non contengano errori o eresie manifeste (come in certi casi è del tutto evidente), è che ci riempiono d’inquietudine, ci distolgono dai nostri doveri di stato, disperdono la nostra vita spirituale in mille rivoli e – last but not least – finiscono col diventare un “magistero” alternativo che può renderci indifferenti, se non superbi e sprezzanti, verso quello della Chiesa (che in questo momento, certo, fa acqua da tutte le parti, ma in linea di principio rimane la norma prossima su cui i fedeli devono regolare la propria fede). Se questi sono i risultati, da chi possono mai venire?

Per evitare una trappola, non buttiamoci in un’altra. Di questo passo, ognuno si fa la sua religione ad usum Delphini… È pur vero che siamo figli di un Re, ma il regno è Suo e ha stabilito Lui i mezzi necessari per diventarne eredi, dei quali disponiamo pienamente e che non ci farà mai mancare. Per quest’epoca così travagliata, poi, ci ha perfino inviato la Regina. Sono cento anni che è apparsa a Fatima per rivolgerci poche e precise richieste che non hanno ancora trovato sufficiente attuazione. Ascoltiamola: questo è il momento giusto. Facciamole il favore di aiutarla a salvarci. Ricambiamo il Suo impagabile affetto assecondandone le premure e collaborando con Lei nell’opera grandiosa che il Figlio Le ha affidato. La nostra prima preoccupazione dev’essere la santificazione personale, che non si realizza prendendo scorciatoie illusorie né tanto meno giudicando tutto e tutti sulla base della propria opinione privata.

Se in questo momento chi di dovere non esercita adeguatamente la sua funzione, non possiamo certo sostituirci a lui, ma dobbiamo pregare ancor più, o per la sua conversione, o perché il Signore ce ne mandi un altro, sapendo che il tempo della prova è limitato e che anch’esso serve a farci progredire. «Nella santificazione delle nostre anime sta il vero progresso. Ogni volta che le nostre anime registreranno una maggiore conformità alla volontà dell’Immacolata, sarà un passo avanti», ci ricorda san Massimiliano Maria Kolbe. «L’unico desiderio mariano è quello di innalzare il livello della vita spirituale di ognuno, fino alle vette della santità. Condizione essenziale per ogni apostolo è quella di offrirsi in proprietà all’Immacolata. Chi è in grado di irrobustire la fiacca e corrotta volontà umana di oggi in balìa di molteplici errori e menzogne, se non Colei che è immacolata fin dal primo istante della propria esistenza, la Madre della grazia divina?».

Ci siamo offerti in proprietà all’Immacolata con la consacrazione; chi non l’abbia ancora effettuata lo faccia quanto prima, magari oggi stesso o, se non è pronto, il prossimo 25 marzo. Una volta compiuto questo passo, bisogna rimanere nella pace, sicuri di poter essere preservati da ogni danno da una Madre così premurosa e potente, ma al contempo determinati a fare tutto il possibile per cooperare con Lei corrispondendo all’impegno assunto. È grazie a Lei che abbiamo riscoperto la Tradizione; seguendola e obbedendole, evitiamo ora le pericolose deviazioni settarie con cui il diavolo insidia quanti non è riuscito a fuorviare direttamente. Consacrandoci a Lei, Le abbiamo affidato anche i nostri cari, specie quelli che ancora non ci comprendono: anch’essi sono ormai, in modo speciale, nell’orbita delle Sue impareggiabili cure – e, prima o poi, capitoleranno.


Secondo un manoscritto del 1118 attribuito a Marfin, monaco irlandese, lungo il tragitto verso la Spagna oppressa dai Mori re Carlo aveva posto l’assedio al castello di Lourdes, allora occupato dal saraceno Mirat. Dopo che un’aquila in volo ebbe lasciato cadere dal becco una trota, poi lanciata dagli assediati all’esterno per far credere di non essere a corto di cibo, il vescovo di Puy-en-Velay, ambasciatore del re, iniziò le trattative. L’emiro accettò allora di arrendersi, ma non al re dei franchi, bensì alla Signora del Paese, che dal V secolo era venerata a Puy. Mirat si convertì e fu battezzato, potendo così rimanere al castello come vassallo della Vergine Maria. Poco più di mille anni più tardi…


20 commenti:

  1. grazie don Elia, le sue parole che ho letto per caso, mi colpiscono in un momento in cui sono tentata dalla disperazione e dalla depressione. voglio seguire i suoi saggi consigli. Ma come si fa la Consacrazione al cuore Immacolato di Maria? vorrei farla, non so come.

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    1. Si prepari leggendo il "Trattato della vera devozione alla Vergine Maria" di san Luigi Maria Grignion de Montfort oppure "Il segreto di Maria", che ne è una sintesi; poi, in una data prestabilita, pronuncerà una formula di consacrazione a scelta: o quella del Montfort (riportata di solito alla fine del libro), o quella di san Massimiliano Maria Kolbe (che è una consacrazione specifica al Cuore Immacolato di Maria e si trova facilmente in Rete), o ancora una di quelle pubblicate qui fra le Preghiere (vedi menu in alto a destra). Volendo, può anche fare un primo passo recitando fin da oggi la breve formula di suor Lucia in vista di una consacrazione più solenne in data da stabilire.
      Mi raccomando, non acconsenta alla depressione. La Madonna sosterrà i suoi atti di volontà con le grazie necessarie a portarli ad effetto.

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    2. Se è tempo di grazia don Elia, la "correzione formale" dei rev.mi cardinali se non ora quando? E se non ora quando i sacerdoti con vera vocazione grideranno dall'altare " Gesù liberami da questo mio corpo votato alla morte"? E se non ora quando capiremo che seguire il Vivente è scomodo, che non basta una messa domenicale dove la prendi la prendi, tanto è la stessa casa, basta l'intenzione, manco fosse andare al compleanno dello zio della suocera? E se non ora quando te lo vai a cercare quel sacerdote che celebra in Antiquior? E se non ora quando vuoi entrare a far parte del "piccolo resto" il cui Condottiero è un perdente, ma non lo sai? E noi siamo perdenti come Lui che ci guarda sempre inchiodato alla Croce, mica dal palazzo di vetro. È tempo di grazia altrimenti l'anonimo delle 6,31 non avrebbe incontrato lascuredielia e uno di quei preti consacrati al Cuore Immacolato di Maria. È tempo di grazia altrimenti il Re della Storia non andrebbe a cercare dei disperati come noi, peccatori, pavidi, dubbiosi, dal cammino incerto. Se non ora quando?

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    3. Coraggio! Tra l'altro, il "Trattato della vera devozione alla Vergine Maria" di san Luigi Maria Grignion de Montfort è bellissimo :)

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    4. Facciamo, proprio ora, ognuno la sua parte, per quanto sembri piccola o possa costare sacrificio. "Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno" (Lc 12, 32).

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    5. Io, N... (dire il proprio nome)
      peccatore infedele,
      rinnovo e ratifico oggi nelle tue mani
      i voti del mio battesimo:
      rinuncio per sempre a Satana,
      alle sue seduzioni e alle sue opere,
      e mi do interamente a Gesù Cristo,
      la Sapienza incarnata,
      per portare dietro a lui la mia croce
      tutti i giorni della mia vita,
      e per essergli più fedele che nel passato.
      Ti scelgo oggi, davanti a tutta la corte celeste
      come mia Madre e Sovrana.

      Come uno schiavo ti consegno e consacro il mio corpo e l’anima mia,
      i beni interiori ed esteriori, il valore stesso delle mie buone opere,
      passate, presenti e future;
      ti lascio il diritto pieno e totale
      di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene,
      senza eccezione, secondo il tuo volere e alla maggior gloria di Dio, per tempo e l’eternità.

      O Vergine benigna, ricevi la piccola offerta della mia schiavitù:
      in onore e unione alla sottomissione
      che la Sapienza eterna ha voluto avere nella tua maternità;
      come riconoscimento del potere che tutti e due avete su di me,
      piccolo verme e misero peccatore;
      e in ringraziamento per i doni che la santissima Trinità
      ti ha concesso.

      Come tuo vero schiavo,
      dichiaro di volere ormai cercare il tuo onore
      e obbedirti in tutto.

      (San Luigi Maria Grignon di Montfort)

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    6. Ciao, non so dove tu viva, ma ti informo che il 25 di questo mese alle ore 21 a Santa Maria in Vado, Ferrara, si farà proprio quel che desideri. Non ti lasciare vincere, mi raccomando!

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  2. Mi dispiace ma ormai ho perso completamente la fede.
    Ci era stato promesso e più volte ripetuto che mai il Vicario di Cristo avrebbe potuto insegnare l'errore e l'eresia.
    E' stato tutto smentito dai fatti. Fatti che non posso continuare a negare per paura del dolore e dello smarrimento che questa presa di coscienza potrebbe provocare.

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    1. Non si scoraggi affatto. Il Papato è salvo, Benedetto XVI è ancora Papa, ha conservato il titolo, non l'ha deposto; vive ancora "nel recinto di Pietro", indossa la veste bianca da Pontefice, incarna nel nascondimento la Chiesa fedele perseguitata dalla falsa chiesa di Bergoglio. La sua rinuncia è stata posta in essere in termini saggiamente ambigui, per mantenere la guida spirituale e cedere il governo pratico ad un amministratore. Peraltro ormai è appurato (benché la prova sia desumibile solo a posteriori) che la rinuncia di Papa Ratzinger sia stata determinata - ed obbligata - da una vera congiura dei poteri finanziari che avevano escluso il Vaticano dal sistema SWITF il quale regola ogni transazione di denaro per via bancaria, con la scusa di scarsa trasparenza. Mi spiego? "Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome." Il giorno successivo alle dimissioni, senza che nulla fosse cambiato nei regolamenti e nelle procedure bancarie vaticane, il sistema SWIFT è stato ripristinato. Avevano impedito alla Chiesa di operare qualsiasi transazione per avere la testa di papa Benedetto. Ciò significa che la sua rinuncia non è stata ne libera ne volontaria, di conseguenza l'elezione di un nuovo Papa è illecita e quindi non canonica. Bergoglio è un impostore, è tempo di gridarlo sopra ai tetti. Ma la sede apostolica non è vacante, un Papa c'è, l'infallibilità è salva nella sostanza, abbiamo ancora su questa terra il Vicario di Cristo, anche se oggi - come Giona - vive nel ventre della balena, in attesa di sacrificare la propria vita per amore di Cristo. Non si abbatta, ma anzi guardi con stupore la sapienza e la potenza di Dio che vanifica i proponimenti degli uomini iniqui, così che appaiano impotenti prima della prossima rovina. Il male più grande sta nella cecità di noi cristiani che non vogliamo brandire la spada della fede nella battaglia esiziale dell'ora presente

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  3. Carissimo Emanuele, La prego con tutto il cuore: non pensi di aver perso la fede. Anch'io ho attraversato una durissima prova interiore per quello che vedevo e sentivo dal "Vescovo di Roma", ma Gesù e Maria mi hanno aiutato a superarla. Anche ammesso che la sua elezione sia valida, in quanto riconosciuta dalla Chiesa nel suo complesso (che nella sua totalità non può sbagliare), in ogni caso la sua evidente eterodossia impedisce alla grazia legata al suo ufficio di operare come dovrebbe. E' vero che non sta a noi giudicare la fede del Papa, ma non possiamo nemmeno lasciar scuotere la nostra fino alle fondamenta dalla paradossale situazione in cui ci troviamo. E' un caso del tutto inedito nella bimillenaria storia della Chiesa, oserei dire un segno apocalittico. Non dia al diavolo la gioia di averla spuntata, ma chieda la grazia della perseveranza. Anche santa Teresa di Lisieux, negli ultimi mesi della sua vita, passò attraverso una tremenda notte della fede. Legga i suoi "Ultimi colloqui"; vedrà che vi troverà luce, forza e pace. Può contare sulla mia povera preghiera e su quella degli altri lettori. Mi dia notizie, anche scrivendomi in privato, se vuole, all'indirizzo parrocchiavirtuale.slmgm@gmail.com

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  4. Invito tutti noi ad un appuntamento.
    Ogni giorno alle ore 15:00 ci ritroviamo spiritualmente insieme a pregare la Coroncina alla Divina Misericordia!
    Anzi, alle 15 in punto si può pregare per la conversione di un peccatore.

    http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

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    1. Ottima idea!
      La raccolgo ben volentieri e la raccomando a tutti.

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  5. San Vincenzo ferreri12 febbraio 2017 22:31

    Non per la loro sapienza o capacità di azione gli uomini servono a Dio,ma nella misura che sanno abbandonarsi realmente, con tutto quello che sono, alla sua azione creatrice. (Don Divo)
    Appunto, affinché il diavolo non goda confidiamo soltanto in Dio,abbandoniamoci seppur siamo in guerra alla sua potenza creatrice.
    L'uomo nasce da una donna dopo terribili sofferenze del parto.
    Ma poi la mamma una volta che stringe al seno il pargolo non ricorda più il dolore.
    Forza fratelli nel cammino della porta stretta avanziamo con fermezza, mitezza e abbandono totale al Padre al Figlio allo Spirito Santo sotto il manto di Maria.

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  6. Reverendo don Elia,

    la ringrazio per le preghiere e per la disponibilità ma in tutta onestà ho esaurito le forze e anche la pazienza. Mi si chiede praticamente di credere che due più due fa cinque cosa che, in coscienza, non posso e non voglio più fare. Ho deciso di non interessarmi più di queste questioni, rischio solo di prendermi un'ulcera. Forse prima di morire avrò l'occasione di vedere la fine di questa crisi ma fino ad allora preferisco restarmene in disparte, tanto non ho il potere di cambiare le cose.
    Le rinnovo il mio ringraziamento per la sua preghiera e le auguro ogni bene.

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    1. Nessuno può obbligarLa a credere che due più due faccia cinque; Lei fa benissimo a resistere in coscienza, come del resto facciamo tutti noi.
      Non è sulle nostre forze che dobbiamo contare, ma su quella dello Spirito Santo, ottenuta mediante il Cuore Immacolato di Maria.
      Non sta certo a noi cambiare le cose; quello che Dio ci chiede è solo di perseverare nella fede cooperando con la Sua grazia mediante i nostri sforzi. Non dobbiamo però concentrarci su ciò che non va, bensì sull'immenso patrimonio spirituale che è a nostra disposizione.

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  7. per Emanuele...la nostra misura è Gesù e il suo Vangelo,però bisogna conoscerlo,non si ama chi non si conosce.Tutto vacilla intorno a noi,dal Papa ai sacerdoti. All'incontro settimanale sulla parola di Dio,il sacerdote mi ha detto che il Paradiso non esiste e che il suo idolo è Enzo Bianchi.Alla Messa della domenica,il mio parroco ha letto solo un pezzo di Vangelo perchè, secondo lui era troppo lungo.Secondo me perchè troppo stretto alla Misericordia liquida di Papa Francesco con il quale vuole essere in linea.Adesso siamo in questo gravissimo caos,per non soccombere bisogna conoscere Gesù e la sua Parola,solo cosi possiamo rimanere saldi nella fede.Ti consiglio di leggere l'EVANGELO http://www.scrittivaltorta.altervista.org/bv110.htm e L'IMITAZIONE DI CRISTO, vedrai la vita sotto un'altra luce e sarai piu saldo nella fede.Stai in pace

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  8. Don Elia, hanno risposto e la risposta è peggio di quanto ci si potesse aspettare. Si apre a ogni cosa... ogni cosa. Credo questo sia il momento più drammatico in tutta la storia della Chiesa. Teniamoci stretti a quei pochi sacerdoti che non tradiranno. Restate saldi nella fede

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  9. Emanuele coraggio, è il momento che Gesù chiama e chiama anche alla battaglia. E' ora di gridare il nostro "eccomi". Se non avessi incontrato don Elia, grazie ad una sorella che non vedevo da tempo, non so che fine avrei fatto. Ma l'ho incontrato come l'hai incontrato tu. Qualcosa vorrà pur dire! Allora la mia Coroncina da domani alle 15 sarà per la fede di Emanuele, per la nostra perseveranza, per don Elia, per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

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  10. Caro Emanuele, non hai esaurito né le forze, né la pazienza, altrimenti non ti saresti messo a scrivere, cercando la vera Luce. Finché c'è vita, c'è speranza! Quando la fatica mi sembra eccessiva, fisso lo sguardo su Gesù Crocifisso, stando in ginocchio, fissando anche ogni pensiero sul suo dolore, per ogni uomo che non lo Ama. Allora, tutte le fatiche e tribolazioni, diventano briciole, rispetto al Suo Dono d'Amore: la Vita Eterna! Quando prendiamo coscienza della nostra piccolezza e indegnità e nonostante questo, di quanto Gesù ci ami, possiamo dire: non sia fatta la mia, ma la Tua Volontà o Signore! Fa di me ciò che vuoi, purché sorretto dal Tuo Amore! Abbandono tutto di me, nel cuore di Dio: ti dono la mia vita, come Tu, l' hai donata a noi. Sii disposto a tutto per Lui e Lui ti donerà la Sua Pace che niente e nessuno potrà mai strapparti dal cuore! Prima di vedere uno spiraglio di luce, Lui permise che toccassi il fondo (compresa una dolorosa ulcera, forse era l'unico modo, per redimermi, data la mia cocciutaggine). Ora considero un grande tesoro, potergli offrire, giorno dopo giorno, una briciola di amore in più, soprattutto quelle briciole che costano di più.

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  11. Grazie don Elia per i suoi commenti che alimentano sempre forza e speranza!

    Preghiamo Rosari per la chiesa, il Papa e tutti i suoi ministri perché riportino la chiesa alla tradizione di sempre.

    Sia lodato Gesù Cristo

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