Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 10 dicembre 2016


Lettera aperta a J. M. B.


Chi entra per la porta è il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori; e quando ha condotto fuori tutte le sue pecore cammina innanzi a loro e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei (Gv 10, 2-5).

Illustrissimo,

qualunque sia la Sua posizione reale davanti a Dio, sentiamo in coscienza il dovere di rivolgerci a Lei a motivo della posizione che occupa almeno agli occhi degli uomini. Non siamo certo estremisti ultratradizionalisti, come la stampa a Lei favorevole ama classificarci, bensì semplicemente cattolici provenienti dalle esperienze più diverse, ma accomunati dall’essere stati oggetto della misericordia divina e desiderosi unicamente di rimanere cattolici, onde non perdere il dono incommensurabile della vita eterna, che vogliamo meritare con l’aiuto della grazia.

Sappiamo quanto poco gradite siano le nostre osservazioni, ma il nostro dramma – per dire tutto in poche parole – è che non riusciamo proprio a riconoscere nella Sua la voce dell’unico Pastore. La dissonanza è talmente forte che non possiamo ascoltarla né tanto meno seguirla: la Sua voce ci suona inevitabilmente estranea. Come se non bastasse, nelle Sue parole avvertiamo regolarmente un’ostilità preconcetta verso chi si sforza di procedere onestamente sulla via del bene quale la Chiesa, per due millenni, l’ha costantemente mostrata nel nome di Cristo. La nostra impressione (quanto vorremmo che fosse finalmente smentita!) è che Lei non sia entrato nel recinto passando attraverso quella porta – ossia la santa Tradizione – che c’è da molto prima di Lei e che a nessuno, pertanto, è lecito aggirare.

Non è vero che siamo persone arroccate in rigide convinzioni o in abitudini stereotipate, insensibili alla sorte di chi sarebbe escluso dal fariseismo dei moralisti. Siamo peccatori perdonati che, in molti casi, hanno sperimentato l’irruzione della grazia; conosciamo perciò per esperienza diretta la potenza trasformatrice del Vangelo. Non vediamo allora perché si dovrebbe precludere a tanti altri questa esperienza meravigliosa, mantenendoli nei loro peccati e inducendoli a credere di potervi perseverare con la benedizione di Dio. Certamente il Signore li ama tutti e ciascuno nella loro condizione, ma proprio perché li ama non può lasciarli in una situazione che può condurli alla dannazione eterna, bensì desidera la loro conversione e il loro riscatto.

La voce del Buon Pastore si è sempre riconosciuta dalla mite fermezza con cui richiama gli erranti dalla via che li porta nel baratro, non dalla seducente blandizie di chi li conferma nel loro errore. Questa non sembra misericordia, ma suprema perfidia, come sarebbe quella di un medico che, per rassicurare un malato di cancro, gli dichiarasse che è in ottima salute. La realtà oggettiva non è quella che preferiamo immaginare per sentirci bene; per quanto sia grave o compromessa, il nostro Medico è talmente capace che nessun male gli può resistere, purché anche noi siamo disposti a fare quanto in nostro potere per abbandonare il peccato. Questo ci aspettiamo di udire dalla voce di un vero pastore, non che – tanto per dirne una – un prolungato concubinaggio può contenere la grazia del sacramento del matrimonio: il peccato sta alla grazia come la malattia sta alla salute.

La voce del Pastore afferma altresì che il peccato è trasgressione dei Comandamenti divini (cf. 1 Gv 3, 4); di conseguenza non vediamo come si possa vivere in adulterio permanente senza essere in peccato mortale. Forse che il Pastore può contraddirsi? O forse lo Spirito ha capovolto la legge divina? Di quale spirito si tratterebbe, nel caso? Può forse verificarsi un’evoluzione nella volontà di Dio così come è testimoniata da Scrittura, Tradizione e Magistero? Dobbiamo forse tralasciare l’unanime insegnamento di tanti Papi, Padri e Santi in nome di una “nuova” comprensione della verità rivelata che di fatto la annulla? Questo può piacere al mondo incredulo che combatte la Chiesa, ai peccatori induriti che si rifiutano di ravvedersi, alla dittatura del politicamente corretto, ma non certo a chi, per grazia di Dio, ha conservato una fede autentica.

Probabilmente Lei ci replicherà, Illustrissimo, che la maggioranza dei cattolici, in ogni parte del mondo, concorda con le Sue vedute. Ma è realmente così? Come si può valutare la consistenza effettiva di un dissenso che non ha voce, se non sulla Rete? E quelli che La osannano, si può dire che abbiano veramente la fede? Che cosa sanno della dottrina cristiana? Quello che hanno imparato al catechismo o udito nella predicazione negli ultimi cinquant’anni? Noi che viviamo in mezzo al popolo Le possiamo garantire che, molto spesso, ciò non ha molto a che fare con la genuina fede cattolica: l’operato di preti e vescovi che hanno perso la fede in facoltà o in seminario ha quasi completamente eroso, in mezzo secolo di sistematica demolizione, anche quella dei fedeli.

La realtà dei fatti, nella Chiesa odierna, supera l’immaginazione: quante donne, secondo Lei, confessano l’aborto? A me è capitato due volte in vent’anni di ministero; eppure le statistiche sono agghiaccianti. Quanti divorziati risposati sono realmente così desiderosi di riconciliarsi con Dio per poter di nuovo ricevere i Sacramenti? L’unica cerimonia in chiesa che i parenti chiedono ancora per loro sono le esequie, ma è troppo tardi… Su un altro versante, quanti sono i luterani che credono ancora in qualcosa e praticano qualche forma di preghiera? O i musulmani che abbiano un sincero sentimento religioso e curino una vita morale accettabile? Ma ci rendiamo conto o no che nella Chiesa, oggi, ci si logora in speculazioni irreali o quanto meno superflue?

Quanto vorremmo sentire di nuovo la voce del Pastore, quella voce dolce e severa ad un tempo che, per guarirci, ci corregge ed esorta, sostenendo con la Sua grazia quanti sono disposti ad ascoltarla! «Ecco, verranno giorni – dice il Signore Dio – in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma di ascoltare la parola del Signore» (Am 8, 11). Non ci obietti, per favore, che le Sue parole rimproverano i duri di cuore e riprovano i potenti del mondo, perché sono talmente vaghe che ognuno può considerarle rivolte a qualcun altro, mentre quanti hanno potere vanno quasi sempre d’amore e d’accordo con Lei; ci sarà pure un motivo. Non ci incantano affatto le condanne generiche dell’aborto o delle colonizzazioni ideologiche, sistematicamente contraddette dalle Sue azioni. Questa volta non si può imputare ai giornalisti di travisare le intenzioni del Papa o di deformarne l’insegnamento: essi non fanno altro che esplicitare quanto da Lei suggerito in modo inequivocabile; se poi non c’è mai una smentita…

Si potrebbe continuare a lungo, ma la sostanza è che, onestamente, non possiamo riconoscere la voce di Cristo nella Sua. La santa Chiesa non Le appartiene, Illustrissimo, e nessuno è autorizzato a trasformarla in qualcos’altro. Ci permettiamo perciò di avanzare un’ipotesi da Lei stesso formulata: che possa esserci più di un papa emerito. Sarebbe un bene per tutta la Chiesa, qualora il Signore ci concedesse un Pastore degno di questo nome, ma sicuramente lo sarebbe per l’eterna salvezza dell’anima Sua. Il tempo della misericordia non si può prolungare a piacimento: arriva il giorno in cui dovremo presentarci al Giudizio. In occasione del Suo ottantesimo genetliaco, pertanto, prendendo a modello la parrhesía di sant’Atanasio d’Alessandria, san Bernardo di Chiaravalle e santa Caterina da Siena, osiamo rivolgerLe questo appello nel nome di Gesù Cristo: si dimetta.
 

20 commenti:

  1. San Vincenzo ferreri10 dicembre 2016 04:05

    Non solo si dimetta, ma anche si converta visto che nella lettera agli Ebrei 3,13 è scritto esortatevi a vicenda fino a quando dura quest'oggi.
    La preghiera Don Elia è che B. Comprenda la lettera; già questo sarebbe un prodigio.
    Pace e Bene

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  2. prima che lo "dimetta" il Signore.....tutti sacerdoti e i fedeli dovrebbero firmare...grazie!sottoscrivo

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  3. Perfetto !!!!
    Ineccepibile !!!
    Preghiamo il Signore che si muova a compassione, ci doni un Santo Padre .... e sconvolga i piani dei servitori di satana che operano nella chiesa !!!!

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  4. "Ci permettiamo perciò di avanzare un’ipotesi da Lei stesso formulata: che possa esserci più di un papa emerito."

    Non mi convince.
    Possiamo realisticamente supporre che un Bergoglio emerito se ne starebbe tranquillo e buono a far vita eremitica di preghiera?

    Lo dubito fortemente, sia nel caso che il successivo Papa sia a lui gradito, sia nel caso contrario.

    Bergoglio è una mina vagante, e tale resterebbe anche da futuro emerito.

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  5. Un cristiano deluso11 dicembre 2016 09:55

    Bergoglio potrebbe consacrare la Russia al cuore Immacolato della SS Vergine Maria come richiesto a Fatima anziché pensare a devastare la dottrina Cattolica come sta facendo.

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  6. Ma che facciamo, il collegio degli emeriti?
    Se arriviamo al quarto, almeno i Papa si fanno una briscola...

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  7. Capisco il Suo spirito sacerdotale, ma non avrei mai scritto una tale lettera. L'essere ha un piano ben preciso da PORTARE A TERMINE con calcolata freddezza e determinazione.
    E'lo scopo per cui siede su quel Soglio. Per questo ritengo che anche l'invito a togliersi di mezzo sarà rigettato ed irriso con molto disprezzo.

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    1. Non piano, ma incarico.

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  8. Condivido il post e A.02.17 12/12, io lo considero un terminator di un piano deciso e studiato da tempo da alti poteri, non l'ho mai sentito papa e mai lo potrei, non solo non lo riconosco, ma mi allontana sempre di più, in molti, atei, agnostici o indifferenti non condividono neppure una delle sue idee, deve stare attento, perché, dovesse per un qualche accidente fallire.......un papa al momento c'è, il futuro è nelle mani di Dio.

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  9. Chiedo perdono. Sono Cristiano, Cattolico, Battezzato, Comunicato nella Santa Eucaristia, accostato al Sacramento della Riconciliazione, Confermato, oggetto della Grazia matrimoniale. Ho solo il difetto (evidentemente inescusabile) di avere solo 52 anni. Di non aver vissuto il pre-concilio, la Messa in Vetus Ordo, il catechismo antico. Questo, a quanto pare, m ivieta il dialogo con voi. Da un sito (Unavox) ho ricevuto risposta secca e dirimente al mio appello a parlare tra fratelli in Cristo. Da un altro (Riscossa Cristiana) solo il silenzio e la cancellazione accurata dei miei post cortesi ma ahimè non acclamanti unilateralmente alle vostre tesi. Vi è una possibilità di contattarvi? di dialogare? di approfondire? Ve lo chiede un Cristiano, quindici anni in Charitas, Venticinque come operatore liturgico, quindici nella Pastorale dei Fidanzati e della Famiglia, molti, in altra età, nella Pastorale giovanile. Non di rado irriso per la sua Fede. Ma fedele, nei suoi limiti di peccatore.
    Eppure, a leggere le vostre pubblicazioni (di tutti i siti a voi affini), destinato all'inferno. Probabilmente privo di Sacramenti perché amministrati da Sacerdoti e Vescovi non validamente consacrati. Blasfemo per la sua partecipazione settimanale (a volte di più) alla Messa ed all'Eucaristia. Sposo finto e concubino visto il mio Matrimonio invalido (nuovo rito). Padre di figli efiglie mai battezzati, mai Comunicati ecc. Vanamento dedito alla preghiera quotidiana.
    Chiedo dialogo, e mi viene negato da chi scrive queste cose...

    In Cristo, Lorenzo Graziola, 52 anni, Lorenzo.graziola@alice.it

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    1. Carissimo Lorenzo,
      può scrivermi a questo indirizzo:

      parrocchiavirtuale.slmgm@gmail.com

      Sia certo che Lei non è assolutamente privo di Sacramenti né concubino né tanto meno destinato all'Inferno.
      Attendendo con ansia una Sua comunicazione, La benedico con tutta la Sua famiglia
      Elia

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    2. Non mi pare che i cosiddetti siti fedeli alla Tradizione, e quindi agli insegnamenti e alla Verità perenni (per dirla breve), si esprimano come lei dice. Non dubito che esistano delle frange "oltranziste" (esistono in ogni ambito umano), ma non mi pare che siano questi i riferimenti a cui si debba guardare in questa fase di estrema confusione generalizzata. E' altresi' vero che parlare chiaro (dicasi "si si no no") è un parlar duro (o durissimo) per le orecchie assai delicate e fragili dei nostri tempi.

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  10. Caro Lorenzo,
    mi sembra che Lei stia un tantino esagerando...
    comunque -è vero- esistono pure ambienti sedevacantisti che sostengono le tesi da Lei esposte, ma evitiamo di fare ogni erba un fascio...
    ci sono fior di blog della Tradizione disponibili ad un confronto rispettoso.

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  11. Anche recentemente, come ha fatto nel 2014 e nel 2015, papa Francesco ha dichiarato di avere la sensazione che il suo pontificato debba durare solo pochi anni; questa sensazione potrebbe essergli stata ispirata da Dio, affinché si affretti, in analogia alle parole di Gesù verso Giuda "Quello che vuoi fare, fallo presto"» (Gv 13,27). Dunque, sta accadendo ciò che è necessario per gli imminenti eventi di liberazione.

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  12. Il Papa dice che probabilmente il suo pontificato sarà molto breve...voci insistenti parlano di dimissioni dopo gli 80...vedremo.

    Una domanda nasce spontanea anche leggendo l'intervento del Sig.Graziola.

    Papa Benedetto XVI era criticato dal mondo ed amato dai cattolici, Papa Francesco è molto amato dal mondo ma tanto criticato dai cattolici.

    Perché da quando c'è Papa Francesco sembra che i "tradizionalisti" siano quadruplicati???
    Forse sono semplicemente cattolici che chiedono chiarezza!

    Purtroppo in tutta questa confusione si insinuano anche tesi di sacramenti nulli che aumentano le paure dei credenti che si sentono abbandonati.

    Ma tutti i sacramenti della Santa Chiesa sono validi, i miracoli eucaristici avvengono ogni giorno ed inoltre gli errori umani dei consacrati non toccano la validità dei sacramenti e la perfezione della Chiesa come istituzione divina.

    Se ho detto qualcosa di sbagliato mi corregga don Elia.

    Grazie del suo immenso lavoro.
    Prego sempre per lei.

    Sia lodato Gesù Cristo.

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    1. Non sono un sacerdote, ma un ignorante.
      Ma se gli errori non viziano il sacramento, la mancanza di fede sì.
      Se non si fa quello che la Chiesa vuole fare, il sacramento non è valido.
      Ad esempio, se il sacerdote non crede alla presenza reale, non vi è transustanziazione.
      Sbaglio?

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    2. In linea di principio i Sacramenti celebrati dal ministro competente, validamente ordinato, e nella forma stabilita dalla Chiesa (almeno nell'essenziale) sono validi. Per invalidare un sacramento (specie l'Eucaristia) non basta la mancanza di fede nel ministro; il difetto di intenzione deve consistere in un'intenzione positivamente contraria, cioè in un atto esplicito della volontà con cui si esclude di fare ciò che fa la Chiesa. E' un'eventualità che mi sembra relativamente rara, ma che può verificarsi; i fedeli possono trovarne degli indizi nel contenuto della predicazione e nei comportamenti di un sacerdote nei riguardi dei Sacramenti.

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  13. Belle e coraggiose parole, ma purtroppo le dimissioni non sono la soluzione. Primo, perchè Bergoglio non è stato eletto validamente e dunque non può dimettersi. Secondo, le dimissioni sembrerebbero legittimare il suo antipontificato, perpetuando la catastrofe. Solo la verità può salvare la Chiesa, anche se e sopratutto perchè é oggi Croce. Rafael.

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  14. Buona sera, Don Elia...non è la prima volta che leggo i suoi interventi che condivido nella sostanza, io seguo la S.Messa Non Una Cum, volevo solo sapere se conosce la Tesi di Cassiciacum.
    Grato per la rispota la saluto in Gesù e Maria
    Matteo

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