Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 19 novembre 2016


Tra Scilla e Cariddi


Un uomo solo, considerato capo della Chiesa Cattolica, affiancato da due tizi che millantano il titolo di vescovo in quanto responsabili di sedicenti “chiese” ormai prive di fedeli, ha deplorato con loro le conseguenze negative involontarie della cosiddetta “riforma” luterana e dichiarato superate le condanne tridentine del protestantesimo. A parte la contraddittorietà del chiedere perdono per atti ritenuti involontari, ci si domanda spontaneamente – per poco che si conosca la storia – in qual modo si possa attribuire tale carattere alla distruzione di innumerevoli chiese, conventi e monasteri, alla profanazione sistematica dei tabernacoli, all’assassinio diffuso di sacerdoti e religiosi, a guerre cruentissime e feroci, fenomeni protrattisi per più di un secolo… Se poi le definizioni dogmatiche e gli anatemi del Concilio di Trento non hanno più vigore, significa che non l’hanno mai avuto, né quelli né qualsiasi altro pronunciamento definitivo del Magistero: significa misconoscere il valore vincolante del munus docendi, specie se infallibile, e porsi quindi fuori della Chiesa.

Ma questo, a quanto pare, non costituisce certo una preoccupazione per chi si considera esponente dell’elemento più progredito del corpo sociale cui appartiene, quell’élite di tipo gnostico che cambia i nomi alle cose nell’intento di modificarne la percezione e, se mai possibile, anche l’essenza. È così che procedono i sistemi totalitari, che possono mantenersi solo elaborando una visione artificiale della realtà che sia funzionale ai loro scopi. La neolingua, creata a tavolino come la neoliturgia e la neodottrina, serve alla neochiesa a manipolare le menti, disponendole ad entrare nel nuovo mondo virtuale che cervelli perversi hanno costruito freddamente contro ogni evidenza del reale, contro i dettami della coscienza e contro le regole della retta ragione. Una nuova scienza, una nuova morale e una nuova consapevolezza rimpiazzano ormai tutto ciò che si è prodotto in passato, che deve essere inesorabilmente cassato come espressione di un’epoca superata e, per ciò stesso, esecrabile. L’uomo nuovo della gnosi massonica si libera così da quelle pastoie che gli impedivano di giungere al culmine della propria evoluzione e di farsi dio.

I massoni, d'altra parte, non hanno mai voluto uno di loro sul soglio pontificio: sarebbe diventato troppo potente e, oltretutto, avrebbe potuto ricattarli. C’è chi ha sostenuto che la lista Pecorelli fu pubblicata per bloccare l’ascesa del futuro cardinal Casaroli: appena eletto, il Papa del sorriso aveva chiesto – si dice – gli elenchi dei membri della Curia Romana iscritti alla massoneria; perciò i fratelli in grembiulino (che pensavano già, probabilmente, a una dose di veleno e a un altro conclave, dopo un omicidio rituale in piena regola al trentatreesimo giorno) ne fornirono spontaneamente una utile ai loro scopi. Il buon Agostino, ad ogni modo, fu poi candidato a un posto-chiave dal nuovo Papa riluttante, che, davanti a chi lo metteva in guardia – si dice ancora – circa l’affiliazione del Segretario di Stato in pectore, avrebbe sbattuto il pugno sul tavolo esclamando: «Lo so, ma non ho nessun altro da metterci!». Visto che il Pontefice era spesso assente, fu evidentemente lui a far da papa e re, dietro lo schermo della travolgente popolarità del vero.

Ora, dunque, secondo i loro progetti, i massoni hanno piazzato sul soglio di Pietro non un membro delle logge, ma un uomo che ha le loro stesse idee. Non c’è più bisogno di ricattare il Papa né di fare ostruzionismo come al successore: l’eletto ha superato le attese, perché è proprio convinto di ciò che fa e dice. Se negli ultimi due predecessori si poteva lamentare una certa influenza di correnti filosofico-teologiche franco-germaniche, qui raccogliamo i frutti più maturi – o meglio marci – del movimento modernista: è il non-pensiero e la non-dottrina che stanno trionfando, avvolti in un’aura di gnosi iniziatica e popolare al tempo stesso. Con il pieno sviluppo dei germi gettati nel ’68, una società giunta ad un avanzato stato di decomposizione è ormai disposta a inghiottire qualsiasi assurdità, salvo poi ringhiare rabbiosa perché l’esistenza è diventata invivibile… Niente paura: la bonaria figura del nuovo “profeta” sta finalmente ricreando la Chiesa come la vuole lui, una Chiesa “spirituale” in cui ognuno può sentirsi accolto senza condizioni perché non ci sono più né dogmi né barriere né condanne, ma solo ponti, abbracci, sorrisi e pacche sulle spalle. Poco importa che, nella realtà, le parrocchie in cui ancora va qualcuno siano spesso ambienti estremamente conflittuali e litigiosi: il peccato, i problemi, le divergenze non esistono più, è bastato cambiare le parole.

È evidente che il trionfante neomodernismo attuale abbia inquinato tutto e gettato un’ombra di sospetto perfino sul linguaggio tradizionale dell’amicizia con Dio, ma questo non ci obbliga affatto a rinchiuderci, per difesa, in una torre d’avorio intellettuale e morale, finendo così col difenderci pure, paradossalmente, da Dio stesso e dal Suo amore. Se in queste ultime settimane si è verificato, da parte di chi scrive, un cambiamento di tono, non è di certo perché ci sia stato un intervento autoritario: magari qualcuno ci interpellasse dall’alto! Almeno potremmo guardarlo in faccia e discutere da uomo a uomo. In realtà è perché l’esperienza diretta di un ambiente tradizionalista, conosciuto dall’interno, gliene ha rivelato limiti e rischi. A parte questo, ciò che nella discussione rischia di restare ignorato è l’inderogabile necessità della santificazione personale, processo che è innescato solo da un incontro personale con Cristo. È in una reale relazione con Lui che dottrina e morale si congiungono per diventare vita nell’esercizio della carità verso Dio e verso il prossimo, senza calcificarsi in un teorema astratto o in un codice esterno da riscrivere sulla tabula rasa di menti azzerate e di coscienze totalmente passive.

Il tempo non si è fermato nel ’58 né, al più tardi, nel ’62; lo Spirito Santo si è forse ritirato dalla Chiesa, dopo una certa data? La trappola più insidiosa dell’epoca odierna consiste nel sostituire il proprio giudizio personale a quello dell’autorità ecclesiastica e, in definitiva, a quello di Dio stesso. È innegabile che in questo momento i successori degli Apostoli, in buona parte, ci confondano e disorientino, ma non esiste un’altra gerarchia, né alcuno è stato autorizzato a crearne una parallela. La croce che il Signore ci ha messo sulle spalle è proprio quella di dover sopportare l’abominio pregando e offrendo per la conversione dei Pastori, camminando in pari tempo faticosamente su un sentiero distrutto con la sola luce della fede di sempre. È una luce nitida e forte, certo, ma per mancanza di guide rischiamo continuamente di deviare verso estremi opposti e di irrigidirci in comode semplificazioni della verità, che in sé è semplice e chiara, ma il cui accertamento è complesso nello stato di natura decaduta – e ancor più nell’odierna confusione.

Non permettiamo agli avversari di deformarci in senso contrario per reazione ai loro errori. Questo succede, per esempio, se per opporsi a Lutero nel suo rifiuto della Tradizione in nome della sola Scriptura si ignora deliberatamente la Bibbia, considerando protestante l’abitudine di leggerla. Per impedirne una privata interpretazione, piuttosto che proibirvi o scoraggiarvi l’accesso, bisogna guidare ad una sua retta e saporosa conoscenza nel solco della Tradizione e del Magistero. Se, per evitare un estremo, ci buttiamo verso quello opposto, cadiamo comunque in errore. Se, nel marasma del generale naufragio, abbiamo trovato un’àncora di salvezza cui aggrapparci, non ci è lecito fare di quell’àncora un idolo. Se, a vantaggio di una tranquilla sicurezza, rinunciamo all’equilibrio del giudizio e alla libertà interiore, rischiamo di rinchiuderci in una gabbia spirituale. È pur dottrina cattolica che la conoscenza di fede rimane comunque in parte oscura: Dio non ci ha rivelato tutto, ma solo quanto è necessario alla salvezza. Pretendere di trarre, a forza di sillogismi, conclusioni certe su qualsiasi questione non definita può tradursi in un attentato alla trascendenza divina.

Si può discutere all’infinito se è possibile che il Papa cada in eresia, se in caso affermativo decade automaticamente dall’ufficio e se c’è un’autorità che lo possa dichiarare; si può eventualmente spaccare il capello in quattro per trovare l’escamotage che consenta di considerarlo ancora in carica nonostante mostri evidenti segni di convinzioni eretiche; si può esibire pubblicamente un rispetto formale per lui e deriderlo orgogliosamente in privato. Ma a noi non interessano gli escamotages, bensì la verità, per quanto ardua o spinosa; non ci interessano posizioni da mantenere o difendere, bensì il vero bene della Chiesa e delle anime; non ci interessa barricarci in una riserva indiana a nostro esclusivo beneficio, bensì farci ascoltare da chi di dovere, anche se fa orecchie da mercante, perché il popolo cristiano è allo sbando e chi ne ha ricevuto la cura dovrà risponderne a Dio. Nel frattempo, siamo costretti a navigare a vista per evitare nel vortice opposti scogli, attenti a riconoscere ed evitare tanto gli sbracamenti quanto le ingessature. È faticoso, certo, ma qualcuno conosce forse un’altra via legittima?
 

27 commenti:

  1. A Dio piacendo non potrà liquidare i "quattro" cardinali come esseri disgustosi che hanno osato contra dirlo,la contra dizione e relativa confusione è la sua arte!Dov'è finito il rottamatore del papato che voleva la collegialità nel prendere le decisioni con i suoi pari?Ha fatto una figura prendendo Lutero a perorare la sua causa....ignorante...un personaggio all'inferno...il Signore ci ha promesso che gli inferi non prevarranno e il v.d.r. si rassegni o si converte o Dio non permetterà che la sua falsa spiritualità,il suo smodato "io" porti le anime che non vogliono mettere in discussione il Papa all'inquilino di sotto!Sia Lodato Gesù Cristo!

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  2. " È faticoso, certo, ma qualcuno conosce forse un’altra via legittima?". Temo, don Elia, che Bergoglio lo renderà impossibile. Questo non è che l'inizio. Spero tanto di sbagliarmi

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  3. Don Elia, se voi pastori non dichiarerete pubblicamente l'errore di Bergoglio, le anime si danneranno. E' drammaticamente semplice

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  4. La seguo dai suoi primi post e mi ero detta che non tutto era perduto, che vi erano dei sacerdoti che si potevano seguire. E adesso, questo... Lei, don Elia, sembra credere che si possa vivacchiare in attesa di tempi migliori, barcamenandosi in una perigliosa navigazione a vista. Che questa sia una delle tante tempeste attraversate dalla Chiesa. Mi domando se lo pensa davvero, se è solo stanco e spaventato, e se la racconta in questo modo per tranquillizzare se stesso. Vi è bisogno di una parola di Verità, ed occorre che questa parola la pronunciate voi consacrati

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    1. Dichiarare gli errori di Bergoglio e pronunciare una parola di verità è ciò che fin dall'inizio, con l'aiuto di Dio, ho cercato di fare. Non sto invitando nessuno a vivacchiare o a barcamenarsi, ma a tenersi lontano, per il proprio bene, dagli scogli degli estremi opposti. Non lo dico per stanchezza o paura, ma a motivo di un ulteriore progresso nella riflessione. La tempesta è talmente grave che non basta la nostra parola: ci vuole un intervento dall'Alto. Nel frattempo dobbiamo fare il possibile per rimanere saldi nella comunione del Corpo mistico, cosa che nessuno potrà impedirci, perché la Chiesa è una realtà soprannaturale e non si esaurisce in questo o quel papa.

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  5. ... quod erat demonstrandum.

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  6. Don Elia, questa analisi mi conforta perché condivido la sua amarezza ma, soprattutto, perché tale consapevolezza mi costringe in un isolamento prudenziale: lei è riuscito, con l'anonimato, ad attenuare gli effetti di un analogo isolamento e così conforta anche chi è tentato dall'angoscia. Riconduco quanto ci sta accadendo al brano di Michea 7: « ... Il giorno predetto dalle tue sentinelle, il giorno del castigo è giunto ... Custodisci le porte della tua bocca davanti a colei che riposa vicino a te»

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  7. Preziosissimo don Elia, il termine neoliturgia mi riporta a delle riflessioni che condivido con, in realtà poche amiche.che non sono in estasi per l'apparente umanità e apertura di chi ci sta confondendo.
    Tante letture e previsioni ci indicano che un giorno, forse non troppo lontano, nuove formule non faranno più scendere sull'altare Gesù, non ci sarà cioè più la transustansazione e ci chiediamo se ci saranno sacerdoti che continueranno a formulare quelle tradizionali. Penso che questo dubbio riguardi altre persone che, come me,seguono Lei, sentendosi guidate. Grazie di cuore per tutto quello che fa per chi non si trova in linea con tante,"amorevoli sollecitudini".
    Per favore ci tranquillizzi anche riguardo a questo dubbio.
    Cristus vincit ( anonima )

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    1. Il Signore non lascerà mai i Suoi veri fedeli senza la Messa. Forse in un prossimo futuro si renderà necessario (cosa che già molti hanno scelto) fare molta strada per trovarne una sicura, ma il divino Sacrificio non può venire meno, perché altrimenti verrebbe meno la Chiesa stessa.

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  8. La "riforma della riforma" potrebbe essere la nuova via? Se sarà nella Volontà di Dio, con il tempo, si farà. Se un futuro Papa (veramente voluto da Dio) la realizzerà, saremo aperti a questa nuova via?) Riporto parte delle riflessioni pubblicate sul sito Querculanus:
    "Incomincio a pensare che il motu proprio Summorum Pontificum del 2007 sia stato emanato non tanto, o non solo, per venire incontro ai lefebvriani, ma come una specie di “ripiego”, vista l’impossibilità di realizzare la “riforma della riforma”. Il Card. Ratzinger è sempre stato convinto che la coesistenza di due riti sia di difficile gestione (si veda in proposito la lettera da lui scritta al Dott. Heinz-Lothar Barth il 23 giugno 2003, da me riportata nel post del 22 maggio 2011); per questo era a favore di una “riforma della riforma”, perché il novus ordo potesse recuperare alcuni elementi dell’usus antiquior e ci potesse quindi essere «un solo rito romano». Vista l’inattuabilità della “riforma della riforma”, ecco la liberalizzazione del vetus ordo, in modo che col tempo le due forme del rito romano potessero arricchirsi a vicenda, e si potesse quindi arrivare piú lentamente a un nuovo unico rito romano rinnovato. Una ipotesi che andrebbe approfondita.

    Ciò che colpisce è questa “inviolabilità” del rito scaturito dalla riforma liturgica post-conciliare. Non appena qualcuno, fosse anche il Papa, vi si avvicina per ipotizzarne anche solo un ritocco, immediatamente (è significativa la tempestività delle smentite, che non si verifica in nessun altro caso), immediatamente c’è una sollevazione contro chi vorrebbe attentare alle riforme del Vaticano II. Viene da chiedersi: quale potente lobby c’è dietro questa difesa a oltranza della riforma liturgica?"

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  9. Più che altro siamo sulla zattera della Medusa....tornando a capocchia sull'infame doppia cerimonia luteranLuterana, bisognerebbe chiedere perdono ai 60 e passa mln. di morti causati dalla tremenda spaccatura del corpus ecclesiae, ma siamo immersi in una aurea patafisica che ci fa sentire bene nonostante tutto. Non dico nulla su colui che è al comando e dimora in hotel, evito accuratamente news e quant'altro, bugie prefabbricate ad arte, ma l'acqua sale e io non so nuotare...preghiamo per la nostra conversione, coloro sono già persi. Buona domenica, padre e continui, che ci fa altro che bene leggerla.

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  10. Carissimo don Elia,leggo molta preoccupazione nei Suoi ultimi articoli;di ogni genere,anche personali.E leggo troppe critiche e troppe domande a Lei rivolte e l'attesa di risposte che siano rassicuranti e soddisfacenti. Io proprio non capisco come non si riesca a comprendere il suo percorso,le difficoltà che incontra unite alla quotidiana lotta per restare a galla. Io mi fido e di qualunque aiuto abbia bisogno sappia che ci sono. Laudetur Jesus Christus.

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  11. Don Elia, non crede che possa essere di conforto, per tutti coloro che non conoscono questo disegno divino, condividere la certezza biblica e mariana che "presto" la Chiesa e il mondo sarà liberato? Io posso testimoniare che l'accettazione fattiva della maternità della SS. Vergine ha prodotto in me una graduale capacità di discernimento degli inganni diabolici e di comprensione dei tempi: questo è quanto promesso dal Creatore nella "antica condanna" e cioè che anche "la stirpe della donna" diventi partecipe della "inimicizia verso la stirpe del serpente"; in analogia a quanto fu preannunciato dal vecchio Simeone al Tempio: che attraverso la Madre sempre vergine sarebbero stati "svelati i pensieri di molti cuori".

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  12. San Vincenzo ferreri20 novembre 2016 22:32

    Continua attraverso il cristiano l'azione redentrice del Cristo:
    Nella misura i cui siamo nel Cristo, siamo con lui vittima e sacerdote;nella misura in cui viviamo il mistero di Cristo siamo con lui sopra l'altare vittime immolate.
    Saper accettare tutto per amore a vivere tutto con lo spirito col quale Gesù medesimo ha vissuto la sua Passione e si è dato alla morte.
    Tratto da DIVO Barsotti "la mistica della riparazione"
    Fratelli se avete modo leggete questo libretto è edito da ed. ParVa.
    Riparare in questo momento di scompiglio ci conduce al porto sicuro: Gesù Re dell'Universo senza appunto esaurirci dietro questo o quel papa.

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  13. San Vincenzo ferreri20 novembre 2016 22:33

    Continua attraverso il cristiano l'azione redentrice del Cristo:
    Nella misura i cui siamo nel Cristo, siamo con lui vittima e sacerdote;nella misura in cui viviamo il mistero di Cristo siamo con lui sopra l'altare vittime immolate.
    Saper accettare tutto per amore a vivere tutto con lo spirito col quale Gesù medesimo ha vissuto la sua Passione e si è dato alla morte.
    Tratto da DIVO Barsotti "la mistica della riparazione"
    Fratelli se avete modo leggete questo libretto è edito da ed. ParVa.
    Riparare in questo momento di scompiglio ci conduce al porto sicuro: Gesù Re dell'Universo senza appunto esaurirci dietro questo o quel papa.

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  14. Premettendo che già il fatto di essere vivi è un rischio, perchè quando si è in guerra si rischia sempre, vorrei dire a don Elia , che la realtà è visibile, pertanto difronte ad un Papa che bestemmia pubblicamente e che insegna errori, non si può far altro che prenderne coscienza (con estremo dolore) e cercare di sopravvivere comunque, come se un soldato in piena guerra, circondato da nemici che gli sparano da ogni parte vedesse il suo generale imbracciare il fucile non in sua difesa, ma per finirlo. Che farebbe questo soldato? si difenderebbe, come può, scaperebbe sui monti come consiglia Gesù, quando vedendo la desolazione nel Tempio, intima di non tergiversare, ma fuggire sui monti. Ecco quello che fanno i "tradizionalisti" che sembrano troppo rigidi, perchè certo nessuno vorrebbe staccarsi dall'autorità, ma se l'autorità si stacca dalla tradizione della Chiesa e da Gesù, se l'autorità ci vuole apostati, ci deride, ci insulta, ci punisce perchè vogliamo continuare ad onorare Dio, che dobbiamo fare? Che alternativa abbiamo? Forse in tanti decenni di combattimento, di porte sbattute in faccia, di viaggi interminabili in auto per portare la dottrina e i sacramenti alle anime, alcuni sacerdoti e fedeli "tradizioinalisti" possono essersi irrigiditi (si può dire che è umano?), anche perchè la paglia quando la strada è lunga diventa pesante per tutti, a parte per chi la paglia non la porta. Perciò consci che la crisi è per tutti, non risparmia nessuno, e può scalfire anche le anime più belle, non ci resta che continuare a rimaner cattolici e a servire la Chiesa che non è sicuramente la FSSPX (la FSSPX è solo rimasta al suo posto a fare ciò che una volta tutti i ministri di Dio facevano), ma non è nemmeno rappresentata da Papa Francesco e dai cardinali, vescovi, sacerdoti che tacciono, acconsentono e troppo spesso offendono Dio. Non so cosa si debba fare in un tempo di crisi così grande e totale, per dimostrare a Dio il proprio amore, se non continuare a perpetuare il suo Sacrificio sugli altari, per il bene delle anime,per l'onore di Dio, per il quale Gesù non si è risparmiato. Bisogna leggere la Bibbia? infatti vediamo i frutti di tutti questi lettori della Bibbia, l'hanno talmente compresa che persino Sodoma e Gomorra risultano salvate e non distrutte(parola di Galantino), Adamo ed Eva sono diventati solo leggenda e la Resurrezione e solo uno stato mentale degli apostoli. Quanti oggi sono in grado di spiegare la Bibbia ai fedeli secondo Madre Chiesa e non secondo Lutero? Credo, che tutti questi tira e molla, questi cambi d'umore e d'idee abbiano stancato i fedeli, che ormai non ci capiscono più nulla, chi ha ragione e chi no, tanto ormai tutti dicono la loro. Da parte mia so solo che per rimanere con la fede cattolica meno adulterata possibile devo continuare ad andare alla Messa di sempre, nutrirmi del Corpo e Sangue di Cristo, avere la possibilità di buoni sacramenti,avere la buona dottrina, il catechismo di S.Pio X e fare il mio deovere di stato, per il resto suplirà Santa Romana Chiesa e il buon Dio,visto che a stare dietro a tutte le idee che circolano in questo momento di confusione, si diventa solo pazzi. Che il buon Dio ci santifichi nonostante tutto questo caos! Noi gli abbiamo dato il nostro Cuore, che lo custodisca Lui, perchè sia sempre e solo il suo personale tabernacolo. Io ringrazio la FSSPX che da 25 anni mi nutre con i buoni sacramenti e la dottrina immutabile della Chiesa, per il resto lascio tutto in mano al buon Dio che giudicherà Lui chi è troppo rigido, farisaico etc..etc..a ben guardarci non vedo ambienti cattolici perfetti, ma tante persone che a loro modo cercano di fare ciò che riescono per non affondare e per salvarsi l'anima.

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    1. Non si tratta di variazioni d'umore o di idea, ma della piena adesione alla verità che ci salva. La comunione gerarchica non è un dettaglio marginale o una formalità giuridica, bensì una delle condizioni per appartenere pienamente al Corpo mistico. Non si può riconoscere formalmente un papa e continuare a non obbedirgli creando una gerarchia parallela; questo non avviene da oggi, con Bergoglio, ma da decenni, con i suoi predecessori. Se uno non si sottomette alla giurisdizione del Papa, dimostra con i fatti di non riconoscerlo tale o di considerarsi esonerato dall'obbedienza; ma questo è chiaramente contraddittorio. A questo punto sono più coerenti i sedevacantisti, sebbene le loro tesi non siano condivisibili. Che fare, allora, se il generale ci spara addosso anziché difenderci? Consacriamoci al Cuore Immacolato di Maria e obbediamo all'autorità in ciò in cui è lecito e doveroso obbedire, rigettando quanto è in palese contrasto con la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Qualora l'autorità si fosse posta da sé (per eresia o apostasia) fuori del Corpo mistico, noi non avremo comunque sbagliato.

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  15. Caro don Elia, chi continua ad arrovellarsi la mente e il cuore, non si è ancora "consegnato" ovvero "consacrato" al Cuore Immacolato di Maria. Chi continua ad esporre dubbi, attendendo chiarimenti (come se il capo della chiesa non avesse i necessari elementi per eliminare ogni traccia di errore), non ha ancora compreso i tempi e pensa di affrontare l'enorme incendio divampato nella Chiesa, con piccoli estintori. Solo Maria Santissima, ora, può domare l'incendio: i buoni cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli, hanno questa potentissima Madre, ma chi crede alla potenza della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e chi vuole salvarsi? Quanti ancora indugiano, ritenendolo un optional? Da anni, come criterio sicuro, mi affido solo a Sacerdoti consacrati al Cuore Immacolato di Maria, come lei, don Elia e sono certa di essere in buone mani. Faccio mie queste parole del sacerdote esorcista Matteo de Meo:" Con buona pace di tutta una certa nuova teologia ecumenica, non ho timore a riaffermare con forza quanto la Chiesa, i suoi padri , i suoi dottori e i suoi santi hanno sempre affermato insegnato e testimoniato: senza il Cuore Immacolato di Maria, Dio non ci salva: ogni grazia ci viene accordata attraverso di Lei, e lì dove è Maria lì è suo Figlio! Senza il Cuore Immacolato di Maria Dio non trionfa e il nemico della salvezza umana non teme! Cristo trionfa quando trionfa il Cuore di Sua Madre, e il capo del serpente infernale viene posto sotto i suoi piedi e sconfitto per sempre! E permettetemi un ultima considerazione, che esprimo più che altro come augurio! Prendiamo in più seria considerazione la consacrazione al Cuore Immacolata voluto dalla Vergine stessa a Fatima! Lo dico non solo ai laici ma innanzitutto ai Pastori. I Papi lo hanno già fatto, e più volte. Così auguro si faccia al più presto da parte di ogni Vescovo, consacrando se stesso e la propria Diocesi alla Madonna! Cosa aspettano i Parroci a consacrarsi alla Madonna e a consacrare le loro Parrocchie alla Madonna? Cosa aspettano le famiglie cristiane a consacrarsi e a consacrare i loro figli? Tutti devono diventare proprietà di Maria! Allora: “il mio Cuore Immacolato trionferà!”.

    https://cooperatores-veritatis.org/2016/11/20/intervista-a-don-matteo-de-meo-la-chiesa-non-ci-appartiene/

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  16. Un altro enorme grazie per questo ennesimo articolo ispiratissimo che ci aiuta a comprendere, sopportare e combattere in questi tempi troppo confusi.

    Sia lodato Gesù Cristo

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  17. Caro don Elia concordo quasi in tutto, nel senso che certo si deve obbedire all'autorita, ma come dice lei quando questa non è in palese contrasto con la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero, mi dica lei quando dunque l'autorità, oggi più che mai, non è in contrasto con ciò che fonda la nostra Fede. Ha ragione, la comunione gerarchica è indispensabile per l'unità del corpo mistico, ma chi è che si è messo fuori da tale comunione? Non sono forse i Papi modernisti e chiunque abbia abbracciato tale tremenda eresia, allontanandosi dai loro predecessori e da ciò che la Chiesa ha sempre insegnato? Perchè la comunione non è solo tra quelli che vivono oggi, ma tra tutti i cattolici di tutti i tempi e luoghi. Sinceramente mi è difficile capire chi appartiene oggi al Corpo Mistico. Persino Gesù ci ha detto che se non abbreviasse i tempi anche i buoni cadrebbero, tanta e fitta è la confusione e la Madonna alla Salette pianse vedendo Roma che perdeva la fede. Vede caro don Elia, io vedo sacerdoti buoni, che non dicono la Messa nuova, perchè ha intrinsecamente uno spirito cattivo, sacerdoti buoni che la dicono invece per obbedienza, e mi chiedo chi abbia ragione, mi chiedo: Dio cosa vuole? Che si obbedisca mettendo in pericolo le anime (abbiamo visto i frutti sia del CVII, che della nuova messa), che si disobbedisca, perchè la Messa di sempre è adatta all'onore che si deve a Dio e contiene il compendio di tutta la nostra Fede,mentre quella nuova no? Io voglio astenermi dal giudizio,anche perchè ci capisco sempre meno, ma non so se si possa collaborare con chi è modernista e vuole portare l'errore nelle anime. Non è solo Papa Francesco oggi che insegna l'errore, ma anche i suoi predecessori che mi pare non si siano mai pentiti di aver offeso Dio nel suo Primo comandamento, continuando a fare incontri intereligiosi, che non hanno mai portato nessuna pace, ma solo confusione ed apostasia. Non mi pare nemmeno si siano riveduti sulla nuova liturgia palesemente protestantizzata. Allora sa che faccio? prendo ciò che di buono i sacerdoti mi danno e poi ci penserà il buon Dio a giudicare chi oggi sta facendo la cosa giusta. Umanamente è difficile capirlo. Con stima,per lei e per tutti coloro che in questa nebbia fanno quello che possono e credono sia giusto fare, per il bene delle anime e per l'onore di Dio. Annarita.

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  18. Mi scusi don Elia mi fa chiarezza, quando dice: "Non si può riconoscere formalmente un Papa e continuare a non obbedirgli creando una gerarchia parallela". In cosa quei "tradizionalisti" non obbediscono al Papa. E perchè mai dei sacerdoti cattolici non hanno più una giurisdizione? L'hanno persa con quale crimine contro la Fede e la morale? C'è uno stato di grave necessità, o non c'è? So che quando si scrive, chi legge, magari non sa con che tono si scriva la cosa, il mio non è un tono sarcastico è proprio il desiderio di capire, perchè dei vescovi e sacerdoti che fanno esattamente quello che si è sempre fatto dentro la Chiesa oggi siano diventati la pecora nera del gregge.

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    1. Carissima Annarita,
      La ringrazio di avermi esposto le Sue obiezioni.
      Forse mi sbaglierò, ma non credo che si possa dipingere tutto il postconcilio a tinta unica, come se tutti siano stati modernisti al cento per cento, senza sfumature. Certo il modernismo è un virus mortale, ma non sono convinto che tutti i gesti imprudenti dei papi postconciliari (compresi quelli che hanno effettivamente avuto conseguenze disastrose per la fede) siano riconducibili a convinzioni moderniste, quanto piuttosto a fattori per noi difficili da ponderare, come pressioni, ricatti o eccessivo ottimismo. In ogni caso, sono cose che solo Dio conosce; ma non possiamo fare di ogni erba un fascio. A tutti i livelli gerarchici ci sono persone in buona fede che si sforzano di compiere la volontà di Dio nella misura in cui possono conoscerla; io stesso, pur senza perdere la fede né indurre le anime in errore, ho celebrato per vent'anni il nuovo rito perché non potevo fare diversamente, finché non ho scoperto l'antico e sono stato subito estromesso (cosa che mi permette però, adesso, di celebrare ogni giorno in VO).
      I sacerdoti tradizionalisti non hanno giurisdizione perché non sono incardinati né in una diocesi né in un istituto approvato; obbediscono a vescovi che non hanno ricevuto il mandato dal Papa e si muovono in modo del tutto indipendente. Pur essendo retti e zelanti, rischiano di condurre tante anime a formare una sorta di "Chiesa nella Chiesa" o, peggio, una specie di Chiesa parallela a quella che, nonostante tutto, deriva pur sempre da Cristo mediante la successione apostolica, a meno che quest'ultima non si sia interrotta per difetto di intenzione o di forma (ma è un'ipotesi che mi sembra abnorme).
      La prego, non si senta scossa nella fede dalle mie parole, ma non si isoli completamente in un gruppo, perché questo comporta gravi rischi per la fede stessa, che nell'isolamento può impercettibilmente pervertirsi proprio mentre ci si sente sicuri di preservarla.

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  19. san Vincenzo Ferreri23 novembre 2016 10:11

    In questi giorni anche la novità del perdono per chi si pente dell'omicidio dell'aborto.
    Non c'è piu' scomunica ma i Sacerdoti sono autorizzati a dare alla fedele pentita l'assoluzione.
    Puo' spiegarci Don Elia cosa prevede la norma?
    Deo gratias

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    1. Nella Chiesa si sono sempre assolti da qualsiasi peccato (compreso l'aborto) i peccatori sinceramente pentiti. Per peccati molto gravi il diritto canonico prevede, quale deterrente, la scomunica riservata al Vescovo (come per l'aborto) o - per un certo numero di delitti particolarmente odiosi - alla Sede Apostolica. Finora, per essere assolti dall'aborto, si veniva indirizzati alla Curia diocesana, salvo nel caso in cui questo comportasse grave incomodo. In alcune diocesi molto grandi la facoltà di assolvere dall'aborto (e dalla relativa scomunica) era già concessa a tutti i sacerdoti che avevano la facoltà di confessare. Ora questa facoltà è stata estesa a tutti i preti indistintamente. Canonicamente parlando, è una cosa che il Papa (relativamente alla Chiesa universale) o il Vescovo (limitatamente alla sua diocesi) può legittimamente fare; il problema è che questa decisione è stata immediatamente interpretata come una banalizzazione dell'aborto o una giustificazione di chi lo commette.

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  20. http://www.today.it/rassegna/papa-francesco-dimissioni-80-anni.html

    Caro don Elia, saranno voci senza importanza o qualcosa di più?

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    1. Difficile a dirsi... Ho già sentito voci circa un ritiro di Bergoglio al compimento degli ottant'anni, ma dovrei approfondire. In ogni caso bisogna fare attenzione alle voci messe in circolazione apposta per muovere le situazioni in un senso o in un altro.

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  21. Annarita: "Forse in tanti decenni di combattimento, di porte
    .................sbattute in faccia, di viaggi interminabili in auto per
    .................portare la dottrina e i sacramenti alle anime, alcuni
    .................sacerdoti e fedeli "tradizionalisti" possono essersi
    .................irrigiditi [...], anche perché la paglia quando la strada
    .................è lunga diventa pesante per tutti...".............................


    Non mi sembra, gentile signora Annarita, che siano stati 'alcuni sacerdoti e fedeli "tradizionalisti" ' ad essersi IRRIGIDITI, ma piuttosto molti altri sacerdoti e fedeli ad essersi RAMMOLITI al confronto con le difficoltà e, forse, al confronto anche degli ammaliamenti da parte della sinagoga di satana.

    Dopotutto, sono le prove che sono funzionali al nostro individuale esercizio del libero arbitrio, questo meraviglioso e, al contempo, terribile strumento attraverso il quale ognuno di noi determina il proprio FINALE destino!

    Per quanto mi riguarda - nel contesto in cui viviamo, dove la Chiesa Cattolica ha scelto, o è stata forzata a fare, il voto del silenzio e dell'inazione sin dal lontanissimo Conclave del '58, e quindi a tutti gli effetti ASSENTE - la sola Entità concretamente PRESENTE che fedelmente La rappresenti è la FSSPX. Al punto che - di fronte all'inconfutabile evidenza della totale ed assoluta ESTRANEITÀ del comunista argentino con la Chiesa Cattolica - la FSSPX ha il DOVERE morale di prendere atto del fatto che la gravissima responsabilità di SMASCHERARE l'impostore e chi gli fa da regista da dietro le quinte ricade su Se stessa, responsabilità, questa, che diventa imperativa quando si prende atto che la quasi totalità del Popolo di Dio è VITTIMA dell'INGANNO di sinceramente credere Vicario di Cristo un inqualificabile individuo che di fatto È vicario di satana!

    Non vedo proprio come la FSSPX possa tirarsi fuori da questa precisa responsabilità. A meno che non voglia anch'Essa unirsi al voto del silenzio e dell'inazione di Madre Chiesa e rendersi anch'Essa LATITANTE!

    Non mi fraintenda, signora Annarita: io non sono contro la preghiera delle parole, ma non riesco ad evadere la preghiera dell'azione. Che è poi quella degli Apostoli che AGIRONO come esortati da Cesù.

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