Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 15 ottobre 2016


La lucida follia di un materialista


Per follia si intende generalmente una patologia psichiatrica. Qualora non si sia in presenza di un disturbo del genere, il termine può estendersi a quell’obnubilamento della ragione che è causato da un orientamento di pensiero perverso, ovvero da un’ideologia. La forma mentis di un materialista, a lungo andare, induce una vera e propria distorsione mentale che si manifesta poi in affermazioni palesemente assurde, non riconducibili però ad una deficienza patologica, bensì ad una forma di demenza lucida, che non impedisce l’uso abituale delle facoltà intellettuali, ma lo distorce nei suoi procedimenti e lo falsa nelle sue conclusioni, le quali risulteranno come minimo contraddittorie. Ci sono certamente tanti, anche fra i cattolici, per i quali questo non costituisce affatto un problema; per chi invece non vuole rinunciare alla ragionevolezza, lo è eccome. Per non rimanere nell’astratto, ricorriamo ad esempi concreti, anche se preferiremmo di gran lunga dedicarci a cose più elevate; ma l’emergenza ci obbliga ad occuparci anche di questo.

La ricerca dell’unità visibile fra i cristiani (il cosiddetto ecumenismo) richiede necessariamente che si prendano in considerazione gli elementi che li dividono onde poterli superare, non tanto con il dialogo (come se la verità rivelata e la costituzione divina della Chiesa fossero soggette a dibattiti e accordi umani), ma con il riconoscimento degli errori storici e dottrinali e con la loro risoluzione. Se qualcuno sostiene che «il cammino della dottrina […] è l’ultima cosa», a cui «si arriverà alla fine», perché il cammino dell’ecumenismo consisterebbe unicamente nel lavorare insieme per poveri e migranti, non si vede più a che serva la fede. L’appartenenza a questa o quella confessione, con tali premesse, è del tutto irrilevante, come pure quella ad una religione o a un’altra, il credere in Dio o l’essere atei: basta fare «qualcosa di bene per gli altri, insieme» (possibilmente nel senso del Piano Kalergi e del nuovo ordine mondiale).

Come ottenere la pace? È semplice: con un dialogo sincero e i negoziati; se questo non bastasse, si va insieme all’Aja, mano nella mano, per «sottomettersi al giudizio internazionale» pronunciato da una delle massime istituzioni mondialiste. Di giudizio divino, manco a parlarne: il Padre eterno è un vecchietto bonaccione che chiude gli occhi su qualsiasi cosa. La regalità sociale di Cristo, poi, è roba da anteguerra: secondo il mantra dell’inganno rivoluzionario, «il popolo è sovrano» (ripetuto almeno tre volte, inframmezzato due volte da «Tutto dipende da quello che dirà il popolo» e dalla duplice menzione della «sovranità del popolo»). È esattamente il concetto su cui si fondano le repubbliche popolari comuniste… Chiedetelo a un cinese – sempre che non si tratti di una spia. Se quello dell’emporio sotto casa non parla italiano, pazienza: domanda di riserva, potrete chiedere al parroco se c’è qualcosa, in questo mondo, che dipenda dal buon Dio e se, nella Chiesa, c’è ancora posto per Lui; dalla società sappiamo tutti che è stato bandito da tempo. Se, in un contesto simile, mi si raccomanda di pregare per la pace, non vedo a che possa servire.

«Il matrimonio è immagine di Dio, uomo e donna in una sola carne. Quando si distrugge questo, si “sporca” o si sfigura l’immagine di Dio». Ottimo. Ma poi arrivano i problemi, che «si risolvono con quattro criteri: accogliere le famiglie ferite, accompagnare, discernere ogni caso e integrare, rifare. […] Si capisce così?». Purtroppo no – e una lettura completa del mattone sulla gioia dell’amore non aiuta comunque a chiarirsi le idee. Basterebbe chiedersi come mai esistano le cosiddette famiglie ferite e rammentare ai cattolici che non possono divorziare: è meglio prevenire il male che curarlo (sempre ammesso che la pretesa cura sia efficace), ma sulla prevenzione nemmeno una parola. Sarebbe altresì auspicabile che i termini fossero spiegati e tradotti in disposizioni concrete: che significa, per esempio, «integrare, rifare»? Sarebbe tutto qui il frutto della Redenzione? Un’ipocrita copertura del peccato piuttosto che la trasformazione del peccatore in giusto con l’emendazione delle colpe e la correzione dello stato di vita? Pare proprio di sì: il principio c’è, apparentemente nessuno lo nega; ma siccome ci sono anche i peccati, come fare? Copriamo tutto con l’idea di giustizia di san Lutero. Piacerebbe anche a Hegel: tesi biblica sul matrimonio, antitesi storica del divorzio, sintesi gnostica con la “misericordia”, che salva capra e cavoli. Bah!

Visto che non si era ancora raggiunto l’apice della contraddittorietà, bisognava spendere una parola sull’omosessualità (termine peraltro già contraddittorio in sé, visto che l’esercizio della sessualità richiede necessariamente l’incontro di due identità sessuali distinte e complementari, altrimenti si scade a meri atti impuri contro natura). La teoria del gender è una «colonizzazione ideologica», l’indottrinamento dei bambini una «cattiveria», ma «una cosa è che una persona abbia questa tendenza, questa opzione – e c’è anche chi cambia il sesso – e un’altra cosa è fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità». «Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio» (Lc 19, 22): hai appena affermato il principio portante dell’ideologia del genere, che cioè l’identità sessuale sia un’opzione; per questo sarebbe lecito modificarla e, di conseguenza, sarebbe obbligatorio essere comprensivi con chi lo fa. Peccato che questa assurda aspirazione sia di fatto doppiamente impossibile: a livello metafisico, perché nell’istante del concepimento Dio infonde nell’embrione un’anima dotata di identità sessuata; a livello fisico, perché non basta intervenire sulla morfologia degli organi di riproduzione, dato che la determinazione del sesso comprende una serie di fattori che rendono la realtà ben più complessa.

Se le colossali sciocchezze sciorinate dall’oratore volante siano frutto di malizia o di abissale ignoranza crassa, lo lasciamo discernere al Signore; certo è che qualunque scienziato o teologo serio si fa grasse risate a sentirle. Non è possibile essere realmente una donna se si ha un corpo maschile né viceversa: chi ha una percezione soggettiva della propria identità sessuale in contrasto con la realtà oggettiva soffre semplicemente di un disturbo della personalità che si può curare. Chi soffre di disturbi ormonali può ugualmente essere curato; chi ha subìto traumi e non riesce a gestire comportamenti compulsivi può essere aiutato a liberarsene con il concorso della scienza e della grazia. Continueremo a dirlo, a scriverlo e a gridarlo dai tetti a dispetto di qualsiasi legge umana che pretendesse di impedircelo: temiamo il giudizio di Dio, non quello di morti nello spirito che si sono messi al servizio dei poteri occulti e stanno sprofondando all’Inferno senza neanche accorgersene – ma trascinando con sé il nostro amato Paese.

Per tornare al loro megafono ecclesiastico, non è vero che «la vita è la vita e le cose si devono prendere come vengono»: è l’espressione del più puro qualunquismo relativistico, che condanna le persone a rimanere prigioniere della loro sofferenza per tutta la vita in questo mondo, con il rischio di dannarsi eternamente nell’altra. Proprio chi, con implicito rimprovero, richiama a stare «attenti a non dire: “È tutto lo stesso”» crea un’enorme confusione su un «problema morale» delicatissimo, che a suo dire «si deve risolvere come si può», quando invece è già stato pienamente risolto dal Magistero. In questa pacchiana mistificazione egli osa pararsi in modo blasfemo con l’autorità di Gesù, il quale, anziché guarire i malati, chiamare i peccatori a conversione e liberarli dalle loro condotte perverse, avrebbe fatto come lui: ricevere in udienza privata, con una risonanza mediatica mondiale, una donna trasformata esteriormente in uomo e accompagnata da un’altra donna con cui si è congiunta civilmente. Risulta a qualcuno che duemila anni fa avvenissero cose del genere? o che Cristo avrebbe benedetto un simile abominio?

Ci fermiamo qui per non aggravare lo scandalo. Ci limitiamo a concludere che, se l’unico compito dei cristiani è servire migranti indotti senza porsi domande sulle cause, se la pace è garantita da negoziati e tribunali massonici senza bisogno della signoria di Cristo, se la sovranità appartiene al popolo manipolato da chi promuove divorzio, aborto, eutanasia, omosessualismo, contraccezione e fecondazione artificiale, se l’identità dell’essere umano è alla mercè di fantasie farneticanti, se i Comandamenti divini devono cedere il passo al politicamente corretto… la Chiesa Cattolica deve essersi trasformata in un’agenzia dell’ONU, il cui presidente parla da materialista ateo e collabora con i poteri forti che controllano il mondo. In quanto tale, può pure definirsi «un povero peccatore come gli altri»: se se lo dice da sé, non abbiamo certo intenzione di smentirlo. Il fatto è che – costi quel che costi – vogliamo rimanere cattolici, membri del Corpo mistico uniti al Capo e guidati con sicurezza da un Suo vicario affidabile e degno. Non ci rimane che pregare perché il Signore, nonostante i nostri peccati e la nostra tiepidezza, ce lo ridoni il prima possibile.
 

14 commenti:

  1. Siamo agli sgoccioli... Il tempo dell'ira di Dio si avvicina sempre più... La Madonna, don Elia, per quanto ancora tratterrà il braccio di Dio?? Ormai siamo entrati nell'anno fatidico. Ieri ricorreva il 99mo aniversario del miracolo del sole a Fatima. L'anno prossimo siamo nel centenario... E OMISSIS, anzichè ricordare la Madonna e pregare per la vera Pace (quella di Cristo), si vede con Maradona e onora un eretico e i suoi seguaci...
    Don Elia, fino a quando il gregge sarà senza Pastore? Fino a quando Dio attenderà per far giustizia ai suoi che gridano a Lui? Non ci vorrano ancora anni, vero?? Io spero che nel fatidico anno 2017 qualcosa accada, perchè così non si può più andare avanti...
    E comunque, rispetto alle sue affermazioni iniziali sulla "follia", ritengo che la maggior parte dei cattolici ormai sia malata di questo tipo di "follia": non cpiscono, non vogliono intendere, avanzano nelle tenebre...
    Confidiamo e gettiamoci totalmente tra le breccia di Colei che è Madre e corredentrice!! Sia Lei il nostro baluardo..

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  2. Reduce da una condivisione nella mia comunità. Parlo del tempo della potatura, delle responsabilità personali, della verità,del mio cammino a ritroso, della Chiesa di Gesù,dell'accoglienza in nome suo, del suo abbraccio, della ferita aperta per un cattolico, dei sacerdoti della tradizione. Mi ascoltano stupiti, mi ringraziano della testimonianza di fede, sentono la mia sofferenza e sono tristi per la malinconia che avvertono in me. Non devo né voglio convincere nessuno ma la mia libertà li tocca. Mi chiedono di restare affinché possa continuare a testimoniare la bellezza di una Chiesa che non hanno conosciuto né alcuno si è premurato di far loro conoscere. Uno squarcio di luce in una notte di tenebra.E'la forza ed il coraggio chie viene dal Suo stesso esempio don Elia. Continui col vigore di chi è stato scelto da Dio. Noi La sosteniamo con le armi che la Vergine Immacolata ci ha consegnato: Rosario e digiuno. Laudetur Jesus Christus.

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  3. Ringraziamo il Signore, che in certi momenti, perché non ci perdiamo d'animo, squarcia le tenebre con un raggio di luce. Grazie per la testimonianza, che incoraggia me e, sicuramente, tutti i lettori!

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    1. Vero. C'è tanto bisogno di queste luci in tempi in cui le tenebre sembrano dilagare in ogni dove. Grazie don Elia, non smetta di fare ciò che fa. La ricordo.

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  4. Oltretutto non dicono che per cambiare sesso sono costretti a cure ormonali per tutta la vita, cure che distruggono il fegato come ai bucati eroinomani, ma per carità la liberté prima di tutto, se capissero che siamo più schiavi degli schiavi d'antan forse, ma ormai è troppo tardi. Preghiamo, il Signore ci manderà un segno, intanto i fulmini si abbattono con sempre maggior violenza sul cupolone.......Buona domenica, padre.

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  5. La mia povera mamma, qualche anno prima di andarsene cristianamente in pace, fu colpita da ripetutte ischemie dalle quali si riprendeva fisicamente ma, ogni volta il suo modo di ragionare si modificava fino ad invertire il significato delle cose e degli avvenimenti. Ebbene nella drammaticità di ciò che sta accadendo nella Chiesa, sto riconoscendo la stessa patologia che lei, don Elia, chiama "lucida follia", tanto è vero che mi sono spesso chiesta se tutto non sia frutto di una avanzata arterosclerosi in un soggetto anziano e super indaffarato. L'ecumenismo di cui si parla è inteso, dal suddetto soggetto, esattamente al contrario del suo significato. Non la Chiesa Cattolica deve "adattarsi" alle chiese separate, ma casomai il contrario: la supremazia è della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, con buona pace di chi dovrebbe guidarla e difenderla e invece l'accusa di colonialismo e proselitismo. Ed è blasfemo dire che "ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide"! Nella mia ignoranza non conosco ciò che ci unisce alla chiesa luterana ma so molto bene ciò che ci divide, e considerare l'Eucaristia un dettaglio minoritario la dice lunga su quanto poco tempo trascorrerà prima che il "Sacrificio venga abolito" e si verifichi "l'abominio della desolazione"! A lei, don Elia, va tutta la mia ammirazione per il coraggio della denuncia, nonostante la delicata posizione che occupa, per questo le assicuro sostegno orante. Alla Santa Vergine Maria alla quale sono consacrata nell'apostolato, va il mio ringraziamento e la mia supplica di abbreviare questi tempi amari e di grande tribolazione.

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  6. Non mi sembra possibile che possa esserci un altro papa. Anch'io ho come la sensazione che siamo alla resa dei conti. Dio Padre non mi sembra possibile possa indugiare molto di fronte all'abomino ed alla devastazione della sua Chiesa. Che ci dia la forza di perseverare fino alla fine aggrappandoci al cuore immacolato di Maria. Grazie Don Elia per testimoniarci che la Chiesa di cui ci onoriamo di far parte è ancora viva.
    Non si stanchi e non ci abbandoni.

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    1. cento anni da Fatima; cinquecento dalla devastazione di Lutero; per non parlare dei cento anni concessi al demonio da Dio... Sì, caro Luca, siamo alla RESA DEI CONTI...
      Che la Madonna ci aiuti e vegli sui Suoi figli!!!

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  7. San Vincenzo ferreri17 ottobre 2016 07:13

    È stato eletto ieri il capo dei gesuiti 15 ottobre, alla radio hanno passato la notizia dicendo che era stato eletto il papa nero; forse si sono sbagliati papa?!
    Quello nero allo stato attuale della Chiesa sembra il nostro "Badoglio".
    Anche su tv 2000 intervistano sempre Sacerdoti argentini che esaltano e dicono che B. È un uomo risoluto e contro di lui c'è in atto una congiura.
    Cambiano la luce con le tenebre;
    speriamo che B. Cada da
    cavallo come San Paolo e abbandoni la sua lucida follia.
    Alleluia

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  8. Caro padre,grazie di cuore. Per coloro che restano fedeli alla Verità c'è molto ancora da soffrire e offrire, poiché ogni anima orante deve vivere la passione di Cristo, il castigo espiatorio del Padre. Ciascuno a suo modo, secondo la misura che il Signore vorrà. Tutti però berremo allo stesso calice.
    Padre Elia, nel dolore condiviso del suo articolo la ringrazio anche della sua santa ironia. L'espressione "l'oratore volante" mi ha fatto tanto, davvero tanto sorridere!
    Che la Mamma e il Papà la benedicano!

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  9. Maria Santissima, già nel 1978, usa il mezzo più "povero ed infelice"per salvarci: i demoni, costretti (sotto esorcismo) a dire la Verità, perché viviamo La fine dei tempi, ma quanti le danno ascolto? La Superbia è dura a morire, ma per Gesù, nulla è impossibile e così, usa quasi sempre i "mezzi più mancanti" ( in questo caso di Umiltà) per dimostrarci che solo Lui è il Signore di tutti e di tutto!
    Nel nostro caso, i demoni hanno dovuto confessare, durante l'esorcismo fatto la vigilia della festa di Nostra Signora del Carmine, il 15 luglio 1978: "Al tempo della vita di Cristo, non era necessario che noialtri demoni parlassimo per bocca degli ossessi. Allora Cristo parlava per annunciare il Vangelo. Ma poiché adesso è LA FINE DEI TEMPI, di cui Cristo ha detto: "Sorgeranno molti falsi profeti", Egli usa tutti i mezzi e utili al bene delle vostre anime".

    In modo ancor più categorico, i demoni devono sottolineare questa verità con le seguenti parole: "Poiché adesso, è la fine dei tempi e si aggirano molti demoni che vorrebbero mandarvi in perdizione, e false anime privilegiate si mostrano come angeli di luce, LEI (Maria) si serve di noi demoni e ha il potere di farlo, per far conoscere dal nostro punto di vista il tragico orrore dell'inferno. Per questo LEI ha ancora usato quest'ultimo mezzo per salvarvi, sciagurati che siete!".....

    Confessioni di un Prete Dannato all'Inferno
    Verdi Garandieu

    Per ordine della Santissima Vergine durante l'esorcismo fatto il giorno dell'Annunciazione

    V: ...quando qualcuno non ha mai veramente bene, perfettamente seguita la via di Cristo con la sua povertà e la sua virtù, la via della preghiera, della Croce, della rinuncia, del sacrificio, della virtù, quando omette solo una di queste cose o la trascura totalmente, noi cerchiamo allora di prenderlo da quel punto. Se è solo una fibra del suo abito, è pero già una fibra e col tempo possiamo avvelenare tutto il suo abito (lamenti). Non voglio più parlare.

    E: Di la verità, Verdi Garandieu, per la gloria di Dio..

    V: ...e poi, tutt'a un tratto, arrivai a pensare: "Ah! queste noiose preghiere del Breviario! Queste preghiere sono lunghissime e prendono un tempo incredibile", pensavo. Ma sarebbe stato meglio non pensarlo, perché questa sospensione della preghiera del Breviario mi fu fatale.
    Quando smisi di recitarlo, caddi a poco a poco nel peccato. Ma quando sono caduto nel peccato, il peccato d'impurità, ho ovviamente smesso di dire la mia messa con raccoglimento, già non ero più in stato di grazia. La Bibbia, e tutto cio che vi si trova, era per me un rimprovero....

    E: Verdi Garandieu, di la verità, solo la verità, di quanto la Madre di Dio deve dirci sul sacerdozio!

    V: Se i preti e gli organi ecclesiastici superiori non aprono gli occhi, migliaia di chiese non saranno più chiese e già non lo sono più. Per migliaia di anime, le prediche fatte dai loro preti sono già adesso più occasioni di caduta e di perdita della virtù che di ascesa verso il Cielo e il Bene... E di solito perché il prete stesso non pratica più il principale comandamento, perché il prete stesso è tarlato interiormente e non ha più la condotta che dovrebbe avere. Non voglio parlare.

    E: Di la verità, Verdi Garandieu, e solo la verità, solo la verità, in nome di Gesù Cristo!

    V: Se i preti, i vescovi e i superiori avessero condotto una vita corretta, adesso non avreste questo caos a Roma. DIO NON AVREBBE PERMESSO CHE PIù DI UN SOLO PAPA AVESSE IL DIRITTO DI GOVERNARVI. Cio si è potuto infiltrare... ed è venuto dalla Massoneria. Questa è la causa. Essi ne sono la causa. Ma se migliaia e migliaia di fedeli guidati dai loro preti, con prediche e buone messe, avessero pregato e fatto vie Crucis di riparazione, notti di espiazione, ma almeno ore di preghiere e di adorazioni notturne, soprattutto la domenica, Roma non sarebbe quello che è. Roma sarebbe almeno ancora Roma. Io, Verdi Garandieu, sono costretto a dirlo....

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  10. desidero segnalare una cosa:

    http://www.radiospada.org/2016/10/marcia-per-la-vita-no-family-day-figurarsi-la-cei-aderisce-alla-marcia-dei-radicali/

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  11. Dopo l'introduzione in Vaticano della statua di Lutero, il 13 ottobre e in vista dei festeggiamenti in Svezia, di questo eretico, per il 31 ottobre, preghiamo il servo di Dio: padre Matteo d'Agnone, un Santo Esorcista, poco conosciuto e pregato, ma tanto potente contro i Male.
    Da qualche anno Padre Cipriano De Meo, cappuccino e decano degli esorcisti italiani, ha posto in risalto nel suo libro “Il divino e l’umano nel mio apostolato di esorcista” (2006) la figura di Padre Matteo d’Agnone, frate del XVI secolo oggigiorno dimenticato dai più, ma grandemente odiato dal demonio che ne parla così:

    È vestito di Dio, è un’ammasso di penitenze e di virtù, mi sento soffocare alla sua presenza!

    Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1587 a Bologna, e proprio a Bologna nel periodo di preparazione alla sua ordinazione, si verificò l’episodio “rivelatore” dello straordinario carisma di liberazione dal demonio ricevuto da Dio e che avrebbe fatto di lui uno degli esorcisti più rinomati.
    Mentre un giorno, infatti, egli se ne stava come al solito raccolto a studiare e a meditare nella sua povera celletta francescana, nella chiesa attigua, e a sua insaputa, alcuni padri stavano compiendo un esorcismo. A quel punto, però, il demonio costretto dalla Potenza di Dio, ammise: ”Se volete che me ne vada, deve venire qui a pregare fra’ Matteo d’Agnone, la cui umiltà io non posso sopportare!”.
    Quando vennero a chiamarlo rifiutò di seguirli, pensando a un inganno diabolico. Ma per ordine del superiore fu costretto a recarsi in pre­senza dell’ossessa e subito il demonio esclamò: ”Eccolo… che vuole questo Fra Matteo da me? Io non posso più soffrire di vederlo”. E lo spirito immondo fuggì via in quell’istante, la­sciando libera la donna.
    Fu questo l’inizio di una lunga carriera di esorcista, per cui si calcola che, in tutta la sua vita, il santo cappuccino abbia liberato non meno di 650 indemoniati.

    Ma i carismi di Padre Matteo non riguardavano solamente la potenza sui demoni: egli possedeva il dono della profezia e di discernimento spirituale, nonchè una grazia di una profonda preghiera che spesso lo rapiva in estasi e una carità delicatissima con i poveri e ammalati. Egli fu inoltre un dotto letterato – anche grazie al suo maestro, il famosto teologo Pietro Trigoso da Calatayudl – le cui opere si concentravano particolarmente sulla passione del Signore e sulla Vergine Immacolata.
    Padre Matteo, ben quattro secoli prima dell’ufficiale pronunciamento di Dogma, sosteneva l’Assuzione in Cielo della Madonna come verità di fede, aggiungendo a riguardo: “colui che nega l’assunzione della Madonna è della stirpe del serpente; chi vi crede è figlio di tanta Madre“.
    Morì santamente il 31 ottobre 1616.
    Padre Cipriano, avendo registrato le rivelazioni del demonio durante gli esorcismi, sottolinea più volte il feroce odio del diavolo nei suoi confronti, odio che infervora Satana ancor di più riguardo la causa di beatificazione:
    "Matteo mi è antipatico perché puzza di Cristo!… è puzza di beatitudine, di santità, ed io non lo sopporto…non voglio sentire parlare di colui che mi potrebbe provocare grossi danni se gli dai man forte. Tu non lo devi far conoscere a nessuno.
    (…) Quel morto è molto pericoloso, più pericoloso di quando era vivo; e lo sarà ancora di più se quella causa andrà avanti e se quel maledetto verrà glorificato per colpa tua!
    Questa festa è stata profanata dalla morte di quello lì! un rompiscatole che ha rotto la festa ai miei seguaci, ma loro continuano a farla anche oggi… Non è morto ma è vivo e mi da fastidio e me ne darà ancora se lo invocheranno. … è venuto a rovinarmi la festa [di Halloween], doveva morire proprio in quella notte?!"

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