Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 17 settembre 2016


Errore invincibile?


Prima salus est, rectae fidei regulam custodire (IV Concilio di Costantinopoli, 869-870).

Errore invincibile è quello che una persona non è soggettivamente in grado di correggere perché non ne ha i mezzi o l’opportunità, pur avendone, in quanto essere ragionevole, la capacità oggettiva; la sua causa è quindi una situazione contingente che non dipende dalla volontà dell’individuo. Diverso è il caso dell’ignoranza crassa, dovuta a inadempienze od omissioni che una coscienza lassa giustifica o tollera a torto come insuperabili, quando invece basterebbe molto poco per accertare la verità. In una società dominata da mezzi di comunicazione di massa che impongono un’informazione ingannevole e sono strumento di manipolazione collettiva, l’errore invincibile è inevitabilmente abbastanza comune, anche se è diventato molto più agevole, grazie alla Rete, accedere a fonti alternative (di cui non sempre è certa, tuttavia, l’attendibilità). Che dire, però, se l’opera di mistificazione non riguarda unicamente i fatti del mondo, ma si estende alla fede e alla morale, coinvolgendo i cattolici e i loro Pastori?

Effettivamente, dopo il Concilio Vaticano II anche un cattolico e perfino un religioso o un sacerdote può essere in errore invincibile, cioè credere una falsa dottrina pur essendo in buona fede. Lo sviamento causato dalle ambiguità e dagli errori introdotti in alcuni testi conciliari può essere un castigo per chi è tiepido o incline al compromesso; ma per chi ama sinceramente Dio e lo serve fedelmente? In questo secondo caso è un vaglio con cui Dio lo prova per separarlo dalla pula. Il dramma si verifica se un fedele – anche di media cultura religiosa, come un insegnante – dà il suo assenso interiore a novità dottrinali perché è l’autorità ecclesiastica ad insegnarle, ciò che in effetti è successo: non ne sarà colpevole (a motivo della fiducia che gli è stato insegnato a riporre in essa) o ne sarà colpevole solo in parte (qualora abbia avuto i mezzi spirituali e intellettuali per prenderne le distanze e non ne abbia fatto l’uso dovuto), ma in ogni caso, oggettivamente, cadrà in errore – e quellerrore determinerà le sue scelte.

La prima necessità, per un cristiano, è quindi che la sua fede sia retta, cioè aderente alla verità rivelata da Dio e costantemente insegnata dalla Chiesa: la salvezza consiste innanzitutto – insegna l’ottavo Concilio ecumenico, citato dal Concilio Vaticano I nella Costituzione dogmatica Pastor aeternus – nel custodire la regola della retta fede. Solo questa fede ci consente di essere realmente uniti a Cristo con la grazia santificante e di esercitare la carità soprannaturale. Il Signore ci sta passando al vaglio nel senso che ci mette singolarmente davanti a una scelta: o manteniamo ferma l’immutabile professione di fede che ci è stata trasmessa o acconsentiamo alle novità dottrinali. Questa scelta è possibile a tutti e lo Spirito Santo aiuta a compierla chi ha una coscienza retta. Le opere buone, per essere veramente tali, presuppongono la retta fede. Posta questa condizione imprescindibile, non a tutti è richiesto di esercitare le virtù in grado eroico; viceversa, se uno esercita le virtù in modo eminente, ma non ha la retta fede, esse non hanno valore soprannaturale, quindi non accrescono la sua santità… a meno che non sia in errore invincibile. Che succede in questo caso? È un fatto inedito di non facile discernimento.

Nei processi di beatificazione e canonizzazione si accerta anzitutto la retta fede del candidato sulla base dei suoi scritti e dei suoi discorsi; anche un’ombra o un sospetto in questo ambito costituisce un discrimine e può determinare un reponatur. Una volta accertata l’ortodossia, si passa all’esame delle opere e delle virtù. Nella vita dei Santi, poi, un segno inequivocabile del loro alto grado di unione con Cristo sono normalmente i miracoli (fra cui le guarigioni inspiegabili dal punto di vista naturale), anche se si tiene conto soltanto di quelli compiuti post mortem. Detto questo, lasciamo evidentemente il giudizio alla competente autorità ecclesiastica, ma non possiamo certo ignorare affermazioni contrarie alla fede che non possono essere giustificate dal contesto, ma al massimo spiegate nel clima generale di deviazione dalla fede autentica. I nemici di Dio, in ogni caso, sono stati così abili e subdoli da mettere in crisi l’attività con cui la Chiesa propaga la salvezza e da inficiare proprio il mezzo di evangelizzazione più potente, ossia la santità.

I mali di oggi, del resto, non sono certo scoppiati di colpo o dal nulla. Se un concilio dichiara che «la Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo» nelle religioni umane, considerando «con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini» (Nostra aetate, 2), per qual motivo essa è tenuta ad annunciare Cristo agli altri? Solo perché in Lui «gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa» senza esser prima liberati dalle tenebre delle false credenze e dal giogo del peccato, quasi fosse una mera questione di misura in cui si conosce e aderisce a Dio, che sarebbe già noto e amato da chi è pur in errore? Sa molto di gnosi… E perché mai i non cristiani dovrebbero convertirsi alla fede cattolica, visto che la Chiesa «esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana [un colpo al cerchio e uno alla botte], riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in esse»?

Se è vero che «nell’induismo gli uomini scrutano il mistero divino e lo esprimono con l’inesauribile fecondità dei miti e con i penetranti tentativi della filosofia», cercando «la liberazione dalle angosce della nostra condizione sia attraverso forme di vita ascetica, sia nella meditazione profonda, sia nel rifugio in Dio con amore e confidenza», come mai quella religione costringe turbe innumerevoli alla miseria più nera, per giunta colpevolizzandole perché la loro situazione sarebbe frutto di peccati commessi in una vita precedente? E visto che «nel buddismo, secondo le sue varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole e si insegna una via per la quale gli uomini, con cuore devoto e confidente, siano capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi o con l’aiuto venuto dall’alto», perché non ci mettiamo tutti a praticare lo yoga, così da essere perfettamente liberati mediante un’alienazione mentale e supremamente illuminati da Lucifero?

Com’è possibile che duemilacinquecento vescovi abbiano firmato una castroneria del genere e che un papa l’abbia promulgata con l’autorità del Vicario di Cristo? Com’è possibile che centinaia di milioni di cattolici, compresi chierici e religiosi, abbiano tranquillamente trangugiato tali palesi e grossolane menzogne, senza nemmeno chiedersi come mai il catechismo aveva sempre insegnato il contrario? Com’è possibile che Dio abbia permesso una simile catastrofe morale e spirituale nella Sua vigna diletta, in cui ci sono monaci, preti e suore che praticano e insegnano la meditazione orientale, contraendo e facendo contrarre infestazioni maligne? La sola risposta plausibile a questa domanda è contenuta nella visione di Leone XIII, ricevuta il 13 ottobre 1884 (esattamente trentatré anni prima dell’ultima apparizione mariana a Fatima). Con la permissione divina, Satana è libero, per cento anni, di compiere tutto il male di cui è capace per distruggere, se possibile, la santa Chiesa di Cristo – e una pioggia di demòni si è abbattuta sulla sede petrina.

Nella confusione generale di quest’ultimo mezzo secolo, chi ha evitato le trappole o ne è venuto fuori lo deve alla grazia, ad una grazia inestimabile di cui deve rendere grazie giorno e notte. Nulla, dunque, faccia mai vacillare la speranza: è una delle più sottili e dannose tentazioni del demonio. Confidiamo invece nel Cuore immacolato di Maria: la Madonna non permette che si smarrisca nella fede chi Le si è consacrato, e gli ottiene tutte le grazie necessarie per santificarsi con l’esercizio di una vera carità (che richiede anche, beninteso, lo sforzo personale). La prima forma di amore è cercare di aprire gli occhi a chi è disposto a lasciarseli aprire. È dai frutti che si riconosce l’albero: se il risultato è un’apostasia nascosta, ma reale, il Concilio Vaticano II, salvato il salvabile, non può essere accolto nella sua interezza, né tanto meno se ne può esigere il riconoscimento come conditio sine qua non per esercitare legittimamente il sacro ministero nella Chiesa Cattolica. Si convertano piuttosto coloro che ancora oggi, mettendo a repentaglio la salvezza delle anime, traviano il popolo cristiano, a cominciare dal loro capo.

18 commenti:

  1. Purtroppo i consacrati stanno facendo a gara per seguire le indicazioni del vescovo di Roma. "la Giornata Mondiale per la Custodia del Creato "sulla necessità di un impegno ecumenico organizzata della Diocesi di Iglesias con la Chiesa Evangelica Battista del Sulcis Iglesiente Che ne è stato del comando del Signore di evangelizzare ogni creatura?L'arcivescovo Miglio della diocesi di Cagliari ha accettato un portone di bronzo dai massoni pubblicato sul giornalino diocesano "il portico"2014,difeso i gay affossando San Paolo....dove é la fedeltà a Cristo?Che frutto portano?Se non si convertono dalla loro condotta malvagia si abbatterà presto l'Ira di Dio su tutti... Gesù pietà intercedi per noi peccatori!Sia Lodato Gesù Cristo!

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  2. Reverendo Padre
    nel pomeriggio ho cercato di confessarmi ma purtroppo mi sono dovuta allontanare dal prete e uscire dalla Chiesa un pò bruscamente e in stato interiore di profonda ribellione e, anche se pronta a rifarlo, non so come metterla con Nostro Signore nè se ho mancato di rispetto al Sacramento.
    Il prete parla per primo,dopo aver piazzato la mano sulla mia mano sinistra che sta in grembo,giocherellando col mio anello e pizzicandomi il dorso della mano e del braccio e mi chiede un favore, un sorriso in regalo, perchè la confessione è una cosa allegra etc.etc Comincio finalmente col primo peccato, mancanze al primo Comandamento,e a questa parola prende un'aria leggermente irridente,non mi lascia continuare( forse sono veramente un cristiano "pipistrello"),con Dio bisogna saperci scherzare, bisogna tirarlo giù ,mischiarlo ai nostri problemi pratici,ai casi della nostra vita, Lui è misericordioso...etc.etc.Col secondo peccato si va di male in peggio, mancanze contro la carità,che sarà mai,bisogna sempre scherzare con Dio, coinvolgerlo minutamente,dire che se sbaglio o Tu non mi sai consigliare..o io non capisco bene...etc...Lei scherza con Dio? Poco,rispondo.Perchè? Ho paura di essere impertinente,ho timore di Dio. Male,non c'è motivo,Dio è misericordioso...tanto buono...fà malissimo...Ma il timore è principio di santità...No,non è vero,non c'è niente da temere,Dio è misericordioso...Ma è anche Giusto..No,tutto quello che le hanno insegnato non è esatto,Dio,anche se sbagliamo non ha il coraggio di punirci, non ce la fà,etc.etc.la sua giustizia è solo amore etc.tutti si salvano,la dottrina di prima non è vera etc.Viene fuori il nome di Bergoglio, lo faccio io, questo è quello che dice Bergoglio, e qui si inviperisce, giudicare il papa è peccato,come si permette,rischia di perdere l'anima....etc.etc.etc
    L'ho invitato a guardarsi la propria anima e a non insidiare quelle dei fedeli che aspettavano il turno,ci siamo lasciati malamente,io che non cercavo più assoluzione e lui che non la voleva dare....
    Il resoconto che ne faccio,caro Padre, è una sintesi,ma è stato uno scontro carico di una violenza spirituale sconvolgente .
    Di ritorno a casa mio marito mi dice che la risposta è negli ultimi due scritti de "La scure" e così eccomi a scriverle..
    Ho pregato per questo prete e l'ho raccomandato al Cuore Immacolato di Maria,ma mi addolora terribilmente il pensiero di aver potuto mancare di rispetto al Sacramento della Confessione rattristando anch'io il Signore.
    La ringrazio di tutto.Giuliana

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    1. Carissima Giuliana,
      desidero rassicurarla, ma non alla maniera di quel sacerdote... Chi manca di rispetto al Sacramento è lui, sia per l'evidente deviazione dalla verità, sia per l'atteggiamento del tutto sconveniente che ne consegue. Non si capisce perché, poi, si possa scherzare con Dio, come se i peccati fossero una barzelletta, ma su B. non si possa avere neanche l'ombra di un dubbio, pena la dannazione eterna... Ma come fanno a non accorgersi dell'assurdità e contraddittorietà di ciò che dicono? Questi fatti confermano in me la persuasione che siano in gioco forze preternaturali che offuscano l'intelletto di quanti ascoltano l'uomo di Santa Marta.
      Idee come quelle che Lei ha sentito portano a pensare che, se sbagliamo, la colpa sia ultimamente di Dio, mentre non si riesce più a capire perché il Figlio si sia incarnato e abbia sofferto per noi fino a morire su una croce.
      Se Le ricapita una situazione del genere, rifaccia la stessa cosa, perché c'è un ragionevole dubbio che l'assoluzione non sia valida e, in ogni caso, il fedele si espone a un pericolo prossimo contro la fede, nonché ad una forma di violenza delle più devastanti, in quanto inflitta da un ministro di Dio nell'abuso del suo potere sacro.
      Coraggio, siamo in una guerra spirituale; dobbiamo combattere con armi soprannaturali. Rinnovi privatamente le promesse battesimali; per il futuro, eviti quel sacerdote e, se possibile, anche quel luogo, in attesa che, quando Dio vorrà, ne riprendano possesso sacerdoti degni.

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    2. Caro don Elia, grazie per tutto quello che scrive che insegna che testimonia. Un decennio di catechesi vomitate addosso non valgono un solo periodo di ciò che ci ha regalato nelle ultime settimane. Tutto per grazia di Dio, come Lei ama ripetere. Al riguardo padre Bernardino (qui dalle mie parti nel perugino)ieri ha postato: bulemia sacramentale e anoressia teologica, due patologie della chiesa di oggi. Non vorrei che Giuliana si sia confessata ad Assisi dove sono usi, ma da tempo, per disposizioni ab alto, non assolvere per il peccato di "non ossequienza" al monarca, ma concedere ampia assoluzione per adulterio che non andrebbe neppure citato perché, ohibò, violerebbe la propria privacy. Lo sostengono i bravi fraticelli che ,spesso nel piazzale antistante la basilica di S.Maria degli Angeli, ballano e cantano in cerchio con suorine e giovincelli vari, al suono di chitarre e cembali, allegre e spensierate canzonette. E non destano meraviglia le avances nel confessionale (ho assistito di persona in occasione di una festa del perdono)se tali insegnamenti vengono impartiti con la stessa autorità con la quale sono stati allontanati, dalla Diocesi di Assisi, santi e ripeto santi sacerdoti non in linea col dettato bergogliese e sorrentino. Come dice Lei ci impediscono di essere cattolici, quindi errore invincibile o meno io ormai credo che sono in malafede, cattivi, schiavi del mondo, dichiaratamente apostati e mi fermo altrimenti lo devo confessare. Quindi potare, via dalle parrocchie dove la fede la perdi e non la trovi, lontano da chierici e lacchè laici che si vogliono realizzare. Uomini e donne antipatici, scomposti, sciatti, avari (di amore, passione, slancio ideale, carità), ricchi di superbia, arrivismo, ignoranza. Insomma brutti. Se vogliamo stare nella verità dobbiamo dirla tutta questa verità. Dimenticavo don Elia. Le confesso che per questi io non prego. Laudetur Iesus Christus.

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  3. San Vincenzo ferreri17 settembre 2016 19:33

    Per tutti (mussulmani ed altri..)la Vergine sia Madre di Misericordia e verità.
    Il papa illuminato dallo Spirito Santo sia uomo di idee chiare.....
    (Incredibile!)

    Venerdì 8 settembre era così scritto nella preghiera dei fedeli (volume ellecidi 2011/12).
    È sconvolgente da quanto tempo appunto subdolamente sia stata preparata questa ancora celata apostasia.
    La speranza si alimenta rimanendo Uniti sulla stessa onda spirituale di preghiera sacrificio ed offerta.
    Un nuovo martirio nel silenzio di voler restare innestati in Cristo comporta pazienza, attesa e vigore nel custodire ciò che da figli di Dio nel Battesimo abbiamo ricevuto:la Sua viva presenza operante in noi,la Resurrezione, la Madre Maria.
    Oremus

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  4. Rev. Padre,
    grazie per quello che scrive sempre.

    Mi chiarisce come mai spesso alcuni commenti vengono dal futuro, portano cioè una data e un orario posticipato rispetto a quello reale: 17/09/16 ore 10:11

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    1. L'orologio del blog è ritardato di dieci ore: le 10:11 sono divenute le 20:12

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  5. Perché qui si parla del nostro futuro!!!
    Scherzi a parte.....
    Mi chiedo, padre Elia, come comportarci davanti alla ostentata cecità, rasente l'irrazionalità, di chi si trincera nella ostinata opinione che va tutto bene così e che a sbagliare siamo noi? Dov'è il confine dopo di che dobbiamo basta e andarcene per la nostra strada?

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    1. Chi persevera in una cecità ostinata e contraria alla ragione va semplicemente ignorato. Non aspettiamo di raggiungere un certo confine per dire basta: chi ha compiuto un'apostasia pratica, chierico o laico, lo ha già ampiamente superato. Sta a ciascuno di noi prendere le sue decisioni e trovarsi un ambiente religioso sano.

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  6. Una esposizione lucidissima padre Elia! Satana sta scorazzando alla grande tra gli uomini avendo ,chi puo' opporsi con la fede, mani e piedi legati da una una monarchia papale assoluta, costruita nei secoli in cui poteva essere giustificata, ma oggi non piu'. Se a capo della Chiesa dovesse oggi "capitare" un instabile mentale che fine farebbe? Ma credo che per Sua volonta' lo Spirito Santo nei conclavi qualche volta si volti da qualche altra parte per, come dice lei, vagliarci! O Cuore di Gesu' confido in Te! O dolce Cuore di Maria in Te speriamo!

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  7. Grazie come sempre per i suoi splendidi interventi don Elia!
    Parlavo pochi giorni fa con un bravissimo frate che mi ha illuminato dicendomi che probabilmente lo Spirito Santo permette queste "strane" aperture di papa Francesco per "stanare" i vari Giuda all'interno del Vaticano, che sentendosi sempre più sicuri escono da soli allo scoperto, vedi mons.Charamsa...verranno stanati e scoperti e non ci è dato sapere come, sarà fatta piazza pulita dei traditori.
    Adesso siamo nel giubileo della Misericordia ma finito questo breve periodo probabilmente si entrerà in un periodo di Giudizio che non sappiamo in quali modi potrebbe attuarsi, preghiamo non una guerra mondiale.
    Lei cosa ne pensa?

    Grazie, sia lodato Gesù Cristo.

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    1. Sono anch'io convinto che il pontificato attuale sia stato permesso da Dio per far venire allo scoperto i traditori. Un castigo dovrà esserci necessariamente, vista l'ostinazione generale nell'errore e nel peccato con la conseguente sordità ad ogni richiamo. A livello geopolitico, una guerra mondiale sembra sempre più probabile. Che il Signore e la Madonna ci proteggano.

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    2. Prego ogni giorno il Signore e la Madonna che ci proteggano da una guerra mondiale, ma ogni giorno la voglia di guerra globale di una fetta importante dei poteri forti americani è sempre più crescente...è una sensazione quasi soffocante.

      http://katehon.com/it/article/la-terza-guerra-mondiale-non-e-mai-stata-cosi-vicina

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  8. San Vincenzo ferreri20 settembre 2016 22:30

    Da poco B. e' ad Assisi ha salutato un Imman che nel suo paese ha condannato il terrorismo e per questo è stato minacciato di morte.
    Invece quello che dovrebbe fare le veci di Pietro difendendo i cristiani viene nella terra del poverello a dire che cosa? Che siamo tutti fratelli?
    Siamo alla deriva...saranno i musulmani a riportarci alla fede cristiana?
    Quando Benedetto xvl venne ad Assisi per l'incontro intereligioso evito' la preghiera comune, in quanto questa non può condurre alla pace quando non si riconosce Gesù Cristo figlio di Dio.

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  9. San Vincenzo ferreri21 settembre 2016 04:46

    Errore invincibile? I capi riuniti ad Assisi nello spirito di chi di che cosa? B. Ha parlato di responsabilità, qualcuno delle altre religioni si è alzato a dire quali tipi di violenze, privazioni e dittature religiose vivono i loro popoli nei paesi ove vogliono far credere che vige quello spirito di pace anelato oggi sul sagrato della Basilica francescana???
    Il luogo più sicuro Don Elia è divenuto il nostro cuore unito a quello di Maria e Gesù.

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  10. La cosa più positiva,qui dalla terra di Francesco il poverello, è stata che tutto sembra essere scivolato via senza grandi entusiasmi e proclami. Anche gli ingenui simpatizzanti della manifestazione parapolitica organizzata dal compagno Riccardi e frati sacro convento, tutti elettori del neo sindaco PD, si sono astenuti dal partecipare sui social a preghiere a distanza nello "spirito di Assisi". Ovviamente tanti tiepidi non caldi né freddi, muti ad attendere lo sviluppo degli eventi.Per quanto riguarda colui che occupa la cattedra di Pietro, il perito chimico argentino, tentando di seguire i suoi discorsi mi chiedo:chi glieli scrive? Se è lui, sa cosa scrive?

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  11. Reverendo Padre.

    Ultimamente mi torna sempre più in mente Gesù che piange di dolore su Gerusalemme.

    Sono cresciuta in una parrocchia assediata sempre di più dal modernismo: era l'aria che respiravamo e che ci ha lentamente saturato, anche se, a posteriori, vedo che i danni sono stati minori e meno profondi che altrove. Io ho avuto la grazia di avere il "tarlo" dell'educazione datami da una nonna devota. Al momento giusto la nostra Santissima Madre mi ha dolcemente e dolorosamente al contempo, "presa per i capelli" graziandomi e riportandomi sulla retta strada.

    Racconto questo perchè capisco bene la confusione e l'accecamento in cui sono avvinti i miei fratelli (i miei parenti, i miei coetanei ed amici ...), vedo che li fa soffrire e rovina le loro vite anche se una parte della loro coscienza è inquieta e brama, soffocata, la salvezza. Io sto cercando di stare vicino a loro con dolcezza, prego per non raccontare favole ma nello stesso tempo per parlare della Verità a piccoli bocconi, come si fa con i malati. Mi rendo conto che se non avessi cautela finirei solo per perderli. Evito lo scontro diretto ma questo non vuol dire che taccia e che non capiti che venga presa per pazza o bigotta. Conosco devoti sacerdoti che non riescono ad ammettere di essere stati traditi proprio dalla loro Sposa.

    Dico queste cose perchè il nemico è perverso ma non è stupido: non tutto quello che viene insegnato è falso, spesso sono mezze verità o verità sviate, temo che disgustandomi di questa falsa misericordia tanto decantata, cada nella trappola e finisca per rifiutare la misericordia vera divenendo proprio quel fariseo per cui qualcuno vuol farci passare. Gesù tenne comunque sempre con sè Giuda tentando in ogni modo di redimerlo. Il gioco di satana è subdolo e perverso e prego costantemente per non cadere nella duplice tentazione di divenire apostata o cadere in una durezza che il Salvatore non vuole. Chiedo luce, Padre, in questa confusione satanica.

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    1. Carissima,
      anch'io devo ringraziare la Madonna di avermi "preso per i capelli" in occasione di una grave prova e di avermi a poco a poco riportato alla pienezza della verità, liberandomi la mente da quelle mezze verità o verità sviate che mi erano state inculcate negli studi teologici. Mediante un prozio sacerdote, però, fin dall'infanzia avevo ricevuto i semi della sana dottrina, che sono poi fioriti a suo tempo.
      Quello che fa con parenti e conoscenti va benissimo: è l'unico modo per comunicare il poco che sono in grado di assimilare, ma che può essere decisivo per la loro conversione (anche perché, probabilmente, sono cose che non sentono da nessun altro).
      La duplice tentazione che ha individuato è reale. Se una persona ha la grazia di saper riconoscere e respingere le menzogne per non cedere all'apostasia, deve coltivare la gratitudine e la pace del cuore, così da non cadere nella durezza e nell'amarezza. In tal modo eviterà la trappola che il maligno tende a quelli che non riesce a sviare.

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