Come riconoscere
il vero sacerdozio cattolico
In questo si riconosce lo Spirito di Dio: ogni spirito che professa
che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio […]. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da
Dio non ci ascolta: in ciò riconosciamo lo Spirito di verità e lo spirito di
errore (1Gv 4, 2.6).
Ecco il criterio decisivo (donatoci dalla Sacra Scrittura) per
distinguere, nell’estrema confusione del nostro tempo, a chi dare ascolto e a
chi no: l’Incarnazione del Figlio di Dio. Inscindibile dalla fede
nell’Incarnazione è l’adesione alla Chiesa visibile, che ne rappresenta il
prolungamento: il Verbo ha assunto la natura umana per incorporare a Sé gli
uomini nell’unità del Corpo Mistico, il quale vive, finché dura la storia, in
parte sulla terra, in parte in Purgatorio e in parte in Paradiso. Per arrivare
in cielo è assolutamente indispensabile rimanere uniti alla porzione terrena
del Corpo di Cristo, nella quale Egli continua ad agire e si rende
sperimentabile.
Nuove tentazioni gnostiche
Lungo tutta la loro storia, i cristiani sono stati ripetutamente allettati
da contraffazioni della fede che, riducendone i concetti a puri nomi, l’hanno
pervertita in artificiosi sistemi di pensiero denotati dall’intellettualismo
astratto. Degradando l’Incarnazione a mera idea, essi terminano in una sorta di
monofisismo pratico in cui la santa umanità di Gesù, che si estende nella
Chiesa visibile con le sue strutture rituali, di insegnamento e di governo,
diventa di fatto irrilevante. Tale spiritualismo gnostico può assumere forme
molto varie, ma la matrice è la medesima: il rifiuto della carne, in cui
il Verbo eterno si è umanato pur senza perdere la propria natura divina.
Una volta interrotti i contatti, pur professandolo a parole, col
Cristo venuto nella carne e vivente nella Chiesa terrena, ci si
smarrisce in un labirinto mentale fatto di ragionamenti contorti che, sebbene
in apparenza ineccepibili, sono viziati da forzature logiche e conclusioni
indebite, finendo col perdere ogni rapporto con la realtà oggettiva. Anche
senza negare espressamente alcuna verità di fede, non ci si avvede di negarle di
fatto tutte insieme, poiché l’assenso dell’intelletto alle verità rivelate,
prestato, con l’aiuto della grazia, in ossequio all’autorità di Dio (l’obbedienza
della fede di san Paolo; Rm 1, 5), è sostituito dalla fiducia nelle proprie
capacità dialettiche.
Principio orientativo
Per essere da Dio (ossia per essere Suoi figli e vivere di
Lui), occorre dunque professare coi fatti – e non solo a parole – Gesù
Cristo venuto nella carne: soltanto così si è realmente uniti a Lui
nell’unità del Corpo Mistico. Solo chi è da Dio va ascoltato, gli altri no; il
primo, infatti, è guidato dallo Spirito di verità, i secondi sono posseduti
dallo spirito di errore. Chi ha il senso di Dio riconosce coloro che parlano
secondo lo Spirito di verità e li ascolta; chi invece non ha il senso di Dio
ma, al posto della fede, coltiva un’ideologia, non li ascolta e respinge ogni
tentativo di correzione. La prima categoria, pur conservando la carità, deve
necessariamente dissociarsi dalla seconda, la quale, finché non si ravveda,
rimane esposta all’eterna dannazione.
Veniamo all’aspetto pratico. La fede nel Cristo venuto nella carne
esige inderogabilmente che chiunque nella Chiesa eserciti un ministero si trovi
in una posizione canonica regolare, cioè sia incardinato in una diocesi
o in un istituto religioso e ne abbia formale mandato dall’autorità competente.
Il sacro ministero è un’attività che non si può esercitare a nome proprio, ma
unicamente in nome di Cristo e, di conseguenza, in obbedienza gerarchica a
coloro che Lo rappresentano sulla terra. Al di fuori di questa condizione
(eccettuato il pericolo di morte), l’esercizio del sacro ministero è
illegittimo nonché sacrilego; qualsiasi discorso che attenui o neghi tale
condizione è una palese menzogna.
Non è vero che la necessità del mandato apostolico e
dell’obbedienza gerarchica sia di mero diritto ecclesiastico: essa è infatti di
diritto divino, in quanto contenuta nell’espressa volontà di Cristo quale
Fondatore e Capo della Chiesa; di diritto ecclesiastico è solo la forma
giuridica del mandato, che è determinata dai sacri canoni. Perciò, tolti casi
del tutto eccezionali, non è lecito fare astrazione della determinazione
canonica del mandato quasi fosse qualcosa di relativo, poiché in tal modo si
rifiuta la carne, ossia la configurazione storica che la Chiesa, guidata
dallo Spirito Santo, ha assunto per obbedire a Cristo e realizzare la Sua
volontà; l’argomentare in senso contrario è una forma di gnosi.
Nel contesto attuale
Quanto fin qui esposto, appartenendo alla costituzione divina della
Chiesa, vale sempre, dovunque e per tutti. La situazione in cui si trova la
Chiesa di oggi è sicuramente del tutto inedita e possiede tratti decisamente apocalittici:
nessuno qui, a tal proposito, si fa illusioni. Tuttavia uno sguardo obiettivo su
di essa, realistico che sia, deve conservarsi esente da almeno due sottili
tentazioni: l’una è quella di perder di vista l’onnipotente e sapientissima
direzione della Provvidenza, che permette ogni male, per quanto grave, per
trarne un bene maggiore; l’altra è quella di voler risolvere con mezzi umani un
problema che supera le possibilità delle creature.
Chi nei fatti lacera l’unità della Chiesa – protestando a parole di
non aver l’intenzione di farlo – si rivela uno gnostico; pur senza negare
espressamente la fede nella Divina Provvidenza, sul piano pratico la scavalca e
dimostra di aver più fiducia nelle proprie risorse. Per cooperare con Essa non
si possono trasgredire i decreti di Cristo nemmeno con l’intento di salvarne la
Sposa, casomai avesse bisogno di altri “salvatori”. Dato che non abbiamo la
potestà di giudicare in foro esterno i membri immorali ed eterodossi della
gerarchia emettendo su di loro sentenze dotate di valore giuridico, ci
limitiamo a obbedire loro in ciò che è legittimo, resistendo in pari tempo a
ciò che non è legittimo.
Questa non è una scelta soggettiva, bensì l’unica scelta possibile
per chi ha realmente fede in Gesù Cristo venuto nella carne. Non si
tratta di attuare una dissimulazione di comodo mirante a garantire un posto al
caldo, ma di una condizione imprescindibile – come visto sopra – per esercitare
il sacro ministero in modo legittimo e non sacrilego, condizione la cui
osservanza comporta peraltro penosi sacrifici e profonde sofferenze, gli uni e
le altre, nondimeno, offerti sull’altare cum laetitia spiritali et caelesti gaudio. Questa è la
vocazione di ogni sacerdote cattolico, per la quale chi scrive non darà mai
nulla al mondo ed è pronto a pagare qualsiasi prezzo, fosse pure la vita.
Sostenere che la Chiesa gerarchica avrebbe sostanzialmente cessato
di assicurare la trasmissione ordinaria della fede, dei sacramenti e della
grazia equivale a negare praticamente che Cristo rimanga presente e operante
nella sua Chiesa. […] L’ordinazione
di vescovi contro la volontà esplicita del Papa lede gravemente l’unità
visibile della Chiesa in un ambito che riguarda direttamente la sua
costituzione divina. […] la Fraternità ritiene di dover garantire essa
stessa, indipendentemente dal giudizio della Santa Sede, l’autentica continuità
della Tradizione cattolica. In altre parole, si attribuisce di fatto una
funzione normativa superiore al magistero della Chiesa (don Albert Jacquemin).
Testo completo:
https://lanuovabq.it/it/un-grave-errore-dottrinale-alla-base-dello-scisma-lefebvriano
Se l attuale pontefice riceve con tutti gli onori i vertici della chiesa anglicana significa che oggettivamente si pone fuori della comunione dei santi. Infatti i sacerdoti inglesi martirizzati per voler essere in comunione con Roma non riconoscono questo cambiamento. Come potrebbero? Invece di attaccare costantemente la fraternità, non potrebbe rivolgere appelli al pontefice perché approvi queste consacrazioni così come fa per i vescovi cinesi scelti dal partito comunista?
RispondiEliminaQualora il Papa si sia realmente posto fuori della comunione ecclesiastica (ipotesi teoricamente ammissibile ma praticamente molto difficile da accertare), non spetta certo a noi dichiararlo; tocca invece a lui rispondere alla Chiesa (e, in ultima istanza, a Dio) dei gesti che compie.
EliminaNon rivolgerò alcun appello al Romano Pontefice perché approvi ordinazioni con cui si perpetua una linea episcopale parallela e indipendente, sia perché non ha senso chiedergli di fare qualcosa che contraddica al suo ruolo, sia perché, da cattolico, non posso approvare quell'atto.
Che poi il Papa (cosa certamente deprecabile) accetti l'ordinazione di vescovi designati dal Partito Comunista Cinese è qualcosa di cui, ancora una volta, risponderà lui a Dio e alla Chiesa.
Il sensus fidei e tutto ciò a cui abbiamo assistito -e attraversato- in questi anni, ci attestano che è così come Lei ha scritto. Grazie padre Elia, ci affidiamo alle Sue preghiere per le nostre famiglie. Il Signore gliene renderà merito
RispondiEliminaCaro Don Elia la leggo da diversi anni con grande interesse e gratitudine. Devo ammettere che nella mia ignoranza tante cose mi sfuggono. In questi anni di grande confusione mi consola pensare alla gramigna, credo ce ne sia tanta nella Chiesa io nel mio piccolo cerco di rimanere cattolico dentro la Chiesa nell'attesa che Lui separi il grano dalla gramigna.
RispondiEliminaSpero di essermi spiegato.
Ti sei spiegato benissimo. Sarà il Signore a separare il grano dalla gramigna; non tocca a noi, che non ne abbiamo il potere. Ciò che ci incombe è perseverare come grano genuino nell'unico campo che sia coltivato da Dio.
EliminaRev.Padre, grazie per la sua chiarezza e per la caritatevole
RispondiEliminafermezza con cui evidenzia ancora una volta il "nodo dei nodi" :
Una indebita sostituzione a cio' che compete esclusivamente al Pontefice. Speriamo che i teologi della Fraternita' vengano a conoscenza anche di questo vostro costante coerente aiuto
al fine di umilmente rivedere le intransigenti posizioni.
Domande :
1) Sostituirsi al Vicario di Cristo non equivale a costituire una
Chiesa parallela?
2) I Sacerdoti "dissenzienti" che per le ragioni piu' varie sono
usciti dal Recinto di Pietro, non hanno forse anch'essi costituito
una propria Chiesa ( ovvero, quelli che non si sono aggregati
ad altri fuoriusciti, non si sono fatti Chiesa di se' stessi )?
Elle
La risposta è "Sì" per entrambe le domande: usurpare il potere del Papa nel designare candidati all'episcopato equivale a costituire una Chiesa parallela; i sacerdoti dissenzienti usciti dalla comunione gerarchica si sono fatti da sé principio autonomo di costituzione di una presunta vera "Chiesa".
EliminaOff topic: https://vitisvera.substack.com/p/il-papa-ha-utilizzato-lintelligenza
RispondiEliminaCi sono persone per le quali la Tradizione è un pretesto per rifiutare la realtà, che esse non accettano. La Tradizione si trasforma così in un mondo alternativo, idealizzato e avulso da quello reale. A lungo andare, tale tendenza diventa un disturbo psichico; è inevitabile, allora, sentire il bisogno di crearsi una Chiesa parallela rigettando quella vera, che però è l’unica.
RispondiEliminaChi rifiuta la realtà lo fa perché rifiuta se stesso con le proprie miserie e difetti; per questo si affida a qualche movimento settario che gli assicuri una perfezione immaginaria, intellettualistica e volontaristica, fatta di idee astratte e pratiche esteriori. Il divario sempre più ampio con il reale (specie quello dei peccati personali) lo costringe a rafforzare sempre più le proprie convinzioni erronee, fino all’accecamento completo. Ci vorrebbe un miracolo, ma questo tipo di miracoli richiede l’assenso del soggetto, il quale non è in grado di darlo. Semplicemente tragico.
Le persone affette da quella sindrome non sono più capaci di seguire un qualche ragionamento, ma reagiscono a qualunque discorso in modo binario, classificando chi parla o scrive in due gruppi non comunicanti: o è per loro (e allora è buono) o è contro di loro (e allora è cattivo); ciò che è detto è irrilevante. Così esse si pongono non solo al di sopra della Chiesa e del suo Magistero, ma pure al posto di Gesù Cristo.
Elimina“Che la fine dell’ebreo errante non comporti avere l’arabo errante”.
RispondiEliminaUna figura, Edmond de Rothschild, più ispirato mecenate artistico che banchiere, che è anche all’origine dei primi stanziamenti ebraici in Terrasanta già a fine 1800, figura che contrasta tuttavia per intendimenti e approccio con quello che sarà il modus operandi del sionismo, figurarsi le spregiudicate derive suprematiste ed attuali.
L’eredità di Edmond de Rothschild si conserva nel Monte Carmelo dove fece impiantare vigneti tuttora all’origine di larga parte della produzione vinicola israeliana, Edmond de Rothschild tramite maestri vignai francesi aiutò anche il convento trappista di Latrun vicino Gerusalemme, l’unico in Medio Oriente, il luogo pare richiami il buon ladrone, a sviluppare anch’esso una apprezzata produzione vinicola. Il convento di recente fu oggetto di un attentato cui seguirono lamentele dell’ora Cardinal Pizzaballa ( https://www.ibtimes.com/vatican-official-condemns-israeli-discrimination-against-christians-780879 ), vi furono anche scuse ufficiali delle autorità e anche un ufficio religioso di un rabbino come riparazione.
( https://www.jpost.com/national-news/clerics-and-politicians-visit-latrun-monastery/article-283973 ).
Una storica, tra l’altro discendente di un ebreo sefardita che fu suo emissario in Palestina, Albert Antebi, ha tracciato il profilo di Edmond de Rothschild nel libro sotto, il libro ha ricevuto un premio prestigioso e la menzione di una Rothschild attuale.
( https://www.antebiel.com/EN/books/rothchild.html )
\\\Elizabeth Antébi examines the destiny of this forgotten hero of the official history, that man of faith who, willing to stop the Wandering Jew, suggested once that he never did that in order to create the Wandering Arab.\\\
Si parla nella descrizione del testo di una sostanziale riscrittura della colonizzazione giudaica secondo la vulgata storica sionista.
CONTINUA
CONTINUA
RispondiElimina\\\Why did he decide, at the end of 1924, to create the PICA (Palestine Jewish Colonization Association) and to defend an alternative policy (industrialization, respect of Arabic neighbourhoods, religious education and marriage between Jews) to that of the Zionists?
An enigma, because a certain kind of historiography denied Baron Edmond the primordial role he played in Palestine at least a quarter of a century before the first Zionists, and, after World War I, in the industrialization of Palestine under the British Mandate.\\\
( https://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Ant%C3%A9bi )
\\\Albert Antébi however was opposed to the political Zionist project as developed by Theodor Herzl and his movement, regarding it as a threat to the slow incremental development of a Jewish homeland. As early as December 1901 he warned:
“For the last few months Jerusalem has become the center of nationality struggles. Until then we were living peacefully. The Orientals were grateful to their European coreligionists for the help they brought to their moral and material misery. Zionism was created supposedly to bring about closer relations within Judaism; all it has succeeded in doing is to cause fighting between nationalities."
"I desire to achieve the conquest of Zion by economic means, not politically; the Jerusalem I would cherish is the Jerusalem of history and the spirit, not the modern temporal Jerusalem. I want to be a Jewish deputy in an Ottoman parliament, and not in the Jewish temple of Mount Moriah. Ottoman Jews should have the same rights, responsibilities and hopes as the Jews of England, Germany and France. I wish to create powerful Jewish economic centres embedded in universal democracies. I do not wish to be a subject of a Judean autocracy."\\\
Aggiungo che la dichiarazione Balfour del 1917, rivolta ad un altro Rothschild, costui referente dei sionisti, così diceva.
\\\Egregio Lord Rothschild, è mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell'ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.
"Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni".\\\
FINE
Una traccia fondante della modernità è la redenzione attraverso il peccato, cifra tracciata in particolare da Gershom Scholem in un saggio con questo titolo che ricostruisce due figure pseudomessianiche prontamente etichettate e combattute come tali dalle autorità rabbiniche, sono alla radice della inversione contemporanea dei costumi individuali presupposto per la gnosi estrema, che vuole vieppiù precipitare nella materia la massa indistinta degli ilici, i grossolani già invischiati nella materia, a fronte dei superiori pneumatici, dotati di anima eletta cui viene impartita la dottrina e conoscenza riservata, la gnosi appunto, per l'ignaro e sprovveduto uomo contemporaneo, tutto ciò è indizio di una evoluzione dei costumi e invece è la crescente preordinata regressione nella materia che costituisce il presupposto per l'instaurarsi della salvezza alquanto elitariamente riservata ai pneumatici e non alla massa dei sacrificabili ilici, con la categoria intermedia degli psichici intesa opportunisticamente come complici e sottoposti, utili come interessati controllori. Si tratta di uno sprezzo assoluto del genere umano che supera alquanto le concezioni basate su scala biologica. Figura esemplare nel coniugare gnosi e modernità è stato Eric Voegelin, anche Leo Strauss fu critico della modernità, tra l'altro assertore di un linguaggio criptico e segreto che accomuna le elite, secondo cui le vere intenzioni sono ben celate alle masse e comunicate solo a cenacoli ristretti ed esclusivi.
RispondiEliminaIntervento, estremamente opportuno, di cristallina dottrina:
RispondiEliminaLettera aperta a Mons. Athanasius Schneider
Don Alfredo M. Morselli - 30 Maggio 2026
https://www.dogmatv.it/lettera-aperta-a-mons-athanasius-schneider/
Quando (disonestamente) ci si appella perfino a Bergoglio per giustificare la propria ribellione:
Eliminahttps://lanuovabq.it/it/i-laici-al-potere-di-francesco-arruolati-per-la-causa-di-econe
https://www.aldomariavalli.it/2026/06/09/vescovo-schneider-ecco-le-vere-questioni-al-centro-nel-dibattito-sulle-consacrazioni-episcopali-della-fsspx-e-le-soluzioni-possibili/
EliminaIl tradizionalista marrano, con argomentazioni sofistico-relativistiche da perfetto modernista, insiste spudoratamente sulla sua linea. In soldoni: i lefebvriani rifiutano in tutto l’obbedienza ai legittimi Pastori perché non accettano l’ecumenismo e la sinodalità; in nome dell’ecumenismo e della sinodalità, però, il Papa potrebbe pure essere un po’ più comprensivo con loro (?!?)… Perciò, se all'unità della Chiesa sarà inferta un'altra ferita, la colpa è tutta sua.
Come ti ribalto la situazione manipolando la storia, il diritto e la teologia...
L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad una situazione analoga a quella che portò alla riforma protestante: lo stato morale di parte della gerarchia era sconcertante, difficile da negare. La soluzione cui però si giunse portò ad una ribellione che fu all'origine non solo di una enorme frattura nella Chiesa ma pure di dilaganti eresie. Anche se determinate critiche iniziali erano corrette.
RispondiEliminaOggi lo stato morale e dottrinale di parte della gerarchia è pietoso. Una persona lucida non può negare l'apostasia di molti nella Chiesa. Confidiamo quindi nella nascita di un movimento che riporti ordine e chiarezza nella Chiesa e che spazzi via una gerarchia che sta usurpando ed abusando delle proprie posizioni. Sicuramente la Provvidenza e lo Spirito Santo sono già all'opera. Confidiamo in loro più che su iniziative umane.
Esatto: dobbiamo confidare in Dio adempiendo umilmente ognuno il suo dovere di stato, anziché pretendere di risolvere con mezzi umani problemi che superano le capacità delle creature. Un movimento di ritorno alla vera vita cristiana, sicuramente suscitato dallo Spirito Santo, in realtà è già nato e cresce silenziosamente grazie a tanti sacerdoti (giovani e meno giovani), fedeli laici, famiglie e religiosi che, sia pure in mezzo a immancabili prove e difficoltà, coltivano la Tradizione cattolica e ne diffondono l'amore, ma senza ribellarsi alla legittima autorità né separarsi dalla Chiesa visibile.
EliminaSarà Dio stesso a spazzare via la gerarchia infedele che abusa del proprio potere. Di fronte alla deriva dottrinale e morale di tanti chierici, preghiamo per quelli che non sono del tutto chiusi alla grazia e sono disposti a convertirsi.
Ma scusi, perché preoccuparsi tanto per la fraternità? Se la vedranno loro con Dio e la Chiesa. Da 60 anni i vertici della chiesa hanno stretto un alleanza con i protestanti eretici e scismatici per alterare la messa e il sacerdozio cattolico.da 60 con la pratica della comunione in mano i frammenti vengono regolarmente dispersi e profanati, i fedeli toccano ciò che solo mani consacrate possono toccare.la gente è stata ingannata e traviata dagli stessi pastori.io mi preoccuperei più di questo.
RispondiEliminaMi preoccupo della sorte eterna di chi si separa dalla Chiesa aderendo alla Fraternità, nonché del bene di tante anime che vengono influenzate dalle sue idee.
EliminaCon i vertici della Chiesa posso fare ben poco, così come con chi distribuisce convintamente la Comunione sulla mano. Mi consola però il fatto che i fedeli raggiunti dall'apostolato tradizionale si distanzino spontaneamente da quella e da altre abominevoli pratiche che gli pseudoliturgisti e pseudoteologi del regime hanno imposto in questi ultimi sessant'anni.
San Filippo Neri e il segreto della felicità in Dio | Intervista a Mons. Edoardo Cerrato / ReteBiella Tv - 26 mag 2026
RispondiEliminaNel cuore di Roma, all’interno delle suggestive Stanze di San Filippo Neri presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella, abbiamo incontrato Mons. Edoardo Aldo Cerrato, C.O., per una conversazione intensa e profondamente umana sulla figura del santo dell’Oratorio.
A partire dall’esperienza di San Filippo Neri, la riflessione si sviluppa attorno a una domanda decisiva: che cosa rende davvero felice un giovane? Attraverso il racconto della vita del santo, del suo rapporto con i giovani, della nascita dell’Oratorio e della sua spiritualità profondamente centrata su Cristo, l’intervista tocca anche temi attuali come il senso della vocazione, la libertà, l’educazione e la ricerca di una gioia che non coincide con l’allegria superficiale, ma con una pace più profonda e stabile.
Mons. Cerrato si racconta ripercorrendo anche la propria esperienza educativa e sacerdotale, il rapporto con i giovani nella scuola e nella pastorale, e la dimensione comunitaria della vita oratoriana come luogo di famiglia, di crescita e di accompagnamento.
Un dialogo che nasce dalla memoria viva di San Filippo Neri e che, senza forzature, prova a interrogare anche il presente.
L’intervista, condotta dal giornalista Lorenzo Iorfino, è stata realizzata nelle Stanze di San Filippo Neri presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.
Ti invitiamo a guardare l’intervista completa per entrare pienamente nel percorso umano e spirituale che viene qui condiviso.
https://www.youtube.com/watch?v=dScBAE18Kc0
Al termine di questo gustoso video ci si sente riposati,radiosi,
energici, pronti all' impegno ed invitati a scoprire la biografia ed i carismi dei varii Padri Sacerdoti Cattolici nominati :
P.Persiano Rosa, Cesare Baronio, Francesco M.Tarugi, P.Antonio Gallonio, Bordini Giovanni Francesco, P.Ottaviano Cambiani,
Giovanni Giovenale Ancina, P.Giulio Castelli, Don Bosco, Don De La Salle *, Fratel Enrico Trisoglio delle Scuole Cattoliche .
La missione di Filippo : Portare a Cristo i cristiani.
Santa riflessione spirituale. Ave Maria!
*
Sì, a Roma sono presenti diverse storiche scuole paritarie gestite dai Fratelli delle Scuole Cristiane (dette anche Scuole Lasalliane). Gli istituti offrono percorsi completi dalla scuola dell'infanzia fino ai licei.
Nicolás Sosa parla del pellegrinaggio maschile «Camino de San José» (Buenos Aires, 21 giugno)
RispondiEliminahttps://blog.messainlatino.it/2026/06/nicolas-sosa-parla-del-pellegrinaggio-maschile-camino-de-san-jose-buenos-aires-21-giugno.html
San Giuseppe, mio dolce padre,
io mi metto per sempre sotto la Tua protezione.
Considerami figlio/a tuo/a
e preserva da ogni peccato
me che mi getto tra le tue braccia
affinché tu mi accompagni sulla via della santità.
Amen.
(San Clemente Maria Hofbauer)
Dalla breve panoramica su San Filippo Neri (dal m.5:37 al m.6:19)
RispondiElimina"il Confessionale e' il cuore dell'apostolato sacerdotale di P.Filippo
che *si dedico' di portare a Cristo i cristiani.*....."
Perche' i fedeli cristiani dell'Europa cristiana si sono confusi,
distratti dall'obiettivo finale?