Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 15 dicembre 2018



Torniamo a Trento (e al Vaticano I)




Expecta Dominum et custodi viam eius (Sal 36, 34).

Sia nei testi del Vaticano II che nel rito della nuova Messa si trovano locuzioni e affermazioni che un cattolico sincero e ben formato non riesce proprio a digerire. Di solito il conservatore conciliare, nel disperato tentativo di salvare capra e cavoli, si appiglia con ansioso zelo al principio secondo cui chiunque abbia una retta fede interpreta spontaneamente ambiguità e stranezze in modo ortodosso mediante un’opportuna contestualizzazione effettuata a partire da una giusta precomprensione. Ma, a questo punto, sorge inevitabilmente una serie di domande: come fa chi, dopo cinquant’anni di confusione dottrinale, quella giusta precomprensione non l’ha più o non l’ha mai avuta? perché mai chi, per grazia di Dio, ne è invece ancora dotato dev’essere obbligato a questo sforzo ermeneutico, quando prega in chiesa o si forma nella fede? e per qual recondito motivo bisognava inserire tutte quelle ambiguità e stranezze, se non per aprire delle crepe che poi, sotto un’enorme pressione culturale, facessero saltare la diga?

C’è però un altro aspetto da considerare. Fin qui abbiamo parlato di esseri umani che, per sincerità, interesse o ignavia, si sono semplicemente fidati dell’autorità (anche nelle materie più sensibili), interpretando in modo positivo le sue espressioni e disposizioni come qualcosa che, per principio, non potesse contenere errori né provenire da volontà cattiva. Il diavolo, tuttavia, non funziona così. A lui non interessa affatto come i buoni cattolici comprendano ambiguità e stranezze, anche perché non può saperlo finché rimane nei loro pensieri; se invece ciò viene esplicitamente teorizzato da teologi, biblisti e liturgisti, si diverte un mondo a metterci lo zampino confondendo quelle menti spesso piene di superbia – ammesso che non si siano dichiaratamente poste al suo servizio. Ad ogni modo, l’unica cosa che per lui conta è che gli si renda pubblicamente omaggio nelle chiese e nelle facoltà teologiche: per esempio, nominandolo nel cuore della Messa come Dio dell’universo o corrompendo giovani intelletti con sofismi fumosi che li intossicano, a volte senza rimedio. A lui basta questo per vedersi riconosciuto nella Chiesa un presunto diritto di esercitare sui suoi membri un potere più o meno velato.

Come sia stato possibile un simile attentato senza precedenti al culto cattolico si può spiegare solo in parte. Bisogna certo riconoscere la diabolica abilità del perfido traditore che, in un clima di fretta scriteriata nel trattare una materia delicatissima, riuscì a imporre la propria volontà ingannando tutti, sia la commissione incaricata della riforma con il solito: «Lo vuole il Papa», sia quest’ultimo con la menzogna inversa: «Lo chiede la commissione». Ma questo non basta: perché Montini, sia pure avvertito dagli autorevoli cardinali Bacci e Ottaviani, si prestò ad approvare riluttante quello che egli stesso, in modo del tutto incoerente, definì un gran sacrificio assurdamente accettato in nome di un vantaggio inconsistente, cioè di un accesso del popolo alla liturgia che già era possibile e andava semplicemente incrementato con una formazione più capillare? Fu forse ricattato? Come tutte le rivoluzioni, anche quella liturgica calò sulla testa di clero e fedeli che non l’avevano assolutamente voluta né richiesta, ma se la videro imporre con un’intransigenza di sapore maoista.

In realtà il rito di Bugnini (la cui compilazione e imposizione è comunque illegittima, in quanto viola l’espresso divieto di san Pio V) non è stato praticamente mai osservato integralmente, visto che ogni prete lo “interpreta” a modo suo, quasi fosse un canovaccio. Ora, nel diritto, la costante inosservanza di una legge può provocarne l’abrogazione per desuetudine. La “riforma” liturgica, oltre a essersi risolta in un enorme fallimento, cadrà alla fine nel dimenticatoio perché nessuno andrà più alla Messa nuova, finché un papa di nuovo cattolico non la abolirà del tutto. È per questo che agiscono in modo così inesorabile con le realtà ecclesiali che propugnano la Messa di sempre: chiunque la riscopra (specie fra i giovani e fra quanti ritornano alla fede) ne è talmente affascinato che, dopo aver gustato il cielo, non vuol più saperne del ridicolo varietà in salsa chiesastica cui han ridotto la liturgia cattolica.

Probabilmente l’abolizione del Sacrificio non sarà effettuata per mezzo di decisioni ufficiali che possano essere impugnate o a cui si possa opporre resistenza, ma mediante un graduale slittamento della prassi. Già in molte parrocchie la Messa domenicale è sostituita da una liturgia della parola con, alla fine, la distribuzione dell’Eucaristia per mano di laici o suore. Il pretesto addotto è la scarsità di clero; può tuttavia capitare che a distanza di pochissimi chilometri tre o quattro preti concelebrino insieme. Qual è la ratio di tali provvedimenti? È arduo soffocare il sospetto che, dietro tali scelte, ci sia una visione protestante dell’assemblea liturgica o che si voglia “promuovere” il laicato a detrimento del sacerdozio. Nella diocesi del Papa – udite, udite – si è persino giunti ad affidare la guida pastorale di una parrocchia ad un diacono permanente, il quale si è trasferito in canonica con moglie e figli al seguito. Dato che ciò non è consentito dal diritto canonico, a livello giuridico si è prontamente cucita una pezza nominando un prete amministratore parrocchiale. Egli svolgerà altresì la funzione di distributore automatico di sacramenti e assoluzioni (per chi ancora ci credesse e li reclamasse), ma sotto la direzione del diacono.

Strabuzzate gli occhi? Non riuscite a capacitarvene? La notizia è consultabile in rete. Qualora qualcuno di voi abbia l’impressione che si stia rovesciando l’ordine gerarchico della Chiesa, tenga presente che all’estero i laici dettano legge anche ai vescovi già da decenni; in Italia eravamo rimasti indietro, ma stiamo cercando di ricuperare rapidamente terreno. Tuttavia, ciò che è più grave e allarmante è la sottile strategia mirante, alla lunga, a declassare il sacerdozio e a ridurre i Sacramenti ad atti facoltativi, quasi superflui, in una vita religiosa incentrata sulla “parola”, oltretutto riletta e aggiornata in modo da farle dire l’esatto opposto, nonché così selezionata da relegare nell’oblio i passi politicamente scorretti… È il compimento del progetto di Lutero, una vittoria postuma che realizza lo scopo del suo sulfureo ispiratore: non semplicemente quello di dividere la Chiesa, ma quello di pervertirla dall’interno. A Satana non cale nulla che ci sian voluti cinque secoli: di tempo ne aveva ben davanti a sé – ma ora sta giungendo al termine.

Una visione teologica della storia, fondata sulla speranza teologale, ci obbliga a non arrenderci allo sconforto, sebbene una lettura decantata e obiettiva degli avvenimenti ecclesiali dell’ultimo mezzo secolo possa indurvi. Satana si sta vendicando della cocente sconfitta di Trento e delle successive umiliazioni, ma il suo tempo è già segnato. In preda all’angoscia, Anna Katharina Emmerich scorse in visione un’assise nella quale sulla testa di ogni vescovo si posava un demonio… quelli che Leone XIII vide scendere a stormi su San Pietro? Forse siamo andati un po’ troppo lontano, ma a questo livello di comprensione delle vicende storiche elementi apparentemente disparati si raccordano e chiariscono, indicando altresì il cammino da seguire per uscire dal disastro. Bisogna riannodare la trama recisa con Trento e col Vaticano I, l’ultimo concilio veramente cattolico, rimasto incompiuto e – da quanto mi risulta – mai ufficialmente chiuso, motivo per cui la convocazione del successivo è già di per sé illegittima.

Ci sono splendidi tesori dottrinali (specie sulla fede, sulla grazia e sulla giustificazione, nonché sulla rivelazione e sul primato petrino) cui per decenni ci hanno impedito l’accesso e che non abbiamo sufficientemente assimilato, ma che sono estremamente utili sia alla nostra vita cristiana che alla corretta risoluzione delle gravi sfide che oggi ci si pongono. Ciò di cui abbiamo bisogno è di tornare a respirare l’aria pura e a bere l’acqua cristallina del Magistero perenne, che non obbliga a chissà quali sforzi interpretativi né a sfibranti controversie sul suo reale contenuto. La Madonna ci sta conducendo fuori da un’impasse che, imprigionandoci in una dimensione puramente orizzontale, ci impediva di avanzare nella fede; che Suo Figlio ci conceda così di mollare gli ormeggi verso i lidi eterni che la Chiesa ha sempre additato. Il mondo di quaggiù lo dobbiamo evangelizzare, non idolatrare; la nostra patria è il Cielo.

27 commenti:

  1. Io credo che il problema sia stato l'"incrocio" rappresentato dagli anni '50-'60: mentre erano recentissiem le apparizioni di Marienfried (1946), probabilmente conosciute da pochi e in continuità con quelle de La Salette (1846) ed era appena cominciata la clamorosa esperienza di Bruno Cornacchiola (1947-), proprio a Roma, si è scelto di ignorare - forse anche giustamente da un certo punto di vista - gli ammonimenti circa l'arrivo di "ultimi tempi" (che, probabilmente, nella testa di molti non arriveranno mai) per scegliere, complice - mai si sottolinea questo - la nascita del nuovo mezzo di comunicazione di massa che avrebbe plasmato le società contemporanee, e cioè la televisione (diffusa a partire dagli anni '50) per dare vita a un "nuovo mondo" che, se da un lato usciva dalla distruzione della seconda guerra mondiale (gestita dalle stesse classi dirigenti che poi in gran parte hanno gestito anche la ricostruzione) dall'altro costruiva la nuova società sulla base dello schieramento conservatore e filo-occidentale, che è dominato - come si sa - dalle lobby ebraico-massoniche-filoprotestanti. Pertanto, anche il cattolicesimo romano, dopo la burrascosa parentesi del periodo fascista, con Pio XI e poi Pio XII, ultimo pontefice classico, si è ritrovato "cooptato" nel nuovo schema rappresentato dalla costruzione dell'unità europea su un paradigma conservatore e massonico: ecco che sono subentrati i pontefici non anti-massoni e dunque la "grande breccia" rappresentata dal Concilio Vaticano II. Poi c'è stato il lungo pontificato di Giovanni Paolo II, in parte gestito dietro le quinte dal cardinal Ratzinger, e poi la parentesi stessa rappresentata dal pontificato di Benedetto XVI. Il resto è cronaca corrente e la ripresa del filone conciliare-montiniano mi pare di capire.

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  2. Direi che questo riassunto e' perfetto , manca soltanto S.Michele Arcangelo .
    Avere sfrattato S.Michele Arcangelo e' stata una mossa da maestri che ha aiutato i sodali di Lucifero a scorazzare come non mai ; ma gli empi , come dice Don Dolindo Ruotolo nella Preghiera non si rendono conto di essere solo strumenti del disegno di Dio .

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  3. La Vergine Madre non cessa mai di intercedere per noi e Dio ci conforta sempre suscitando nuove vie . Nel giorno della Immacolata Concezione e' stato inaugurato un nuovo canale cattolico , mi permetto di dire di ri-evangelizzazione , di ri-sincronizzazione dei cuori e dei cervelli sull'ora di Dio . Per questo si e' rimboccato le maniche Don Alfredo Maria Morselli e il canale di cui parlo si chiama : http://www.dogmatv.it/
    Cari amici , lode a Dio e Buon ascolto !

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  4. Opera dogmatica
    contra gli eretici pretesi riformati - S. Alfonso Maria de Liguori

    http://www.intratext.com/ixt/itasa0000/_IDX104.HTM

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  5. Nuovo ordine mondiale? NO! Gesù Cristo è l'Ordine.
    https://www.youtube.com/watch?v=nhgn1XtnEpI

    In un bellissimo libro del 1957, il grande teologo domenicano Padre Raimondo Spiazzi, aveva già intravisto i segnali di questo perverso "NUOVO ORDINE MONDIALE" che si pretendeva andare istituendo... In questo libro si riepilogano piuttosto tutti i passaggi fondamentali a capire che è GESU' CRISTO il "nuovo ordine mondiale" fondando la Societas Christiana, e che perciò non ne attendiamo un altro... e che tutto ciò che si frappone al REGNO DI DIO è solo l'avvento dell'Anticristo!
    QUI, l'articolo integrale in formato testo da leggere:
    https://cooperatores-veritatis.org/2015/10/10/non-aspettiamo-nessun-nuovo-ordine-mondiale/

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  6. Per favore don Elia ci può spiegare meglio la questione del "Dio dell universo"? Grazie e auguri di una santa novena di Natale.

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    1. E' un titolo con cui la cabala giudaica rende culto a Lucifero, che vuol così passare per il vero signore dell'universo, una sorta di "divinità" ad esso inerente.

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    2. Dio dell'universo

      Chi è?

      La messa di Caino


      di Don Louis Demornex

      La nuova messa riprende il sacrificio di Caino e non quello di Abele.
      Infatti, si trova nell’offertorio della nuova messa: “Benedetto sei tu, Dio dell’universo:dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo; lo presentiamo a te perché diventi per noi cibo di vita eterna.”

      Chi è questo Dio dell’universo?

      “Benedetto sei tu, Dio dell’universo” è una espressione della cabala giudaica.
      Non è detto: “Benedetto sei tu Dio, Creatore dell’universo” ma : “Benedetto sei tu, Dio dell’universo”, cioè Dio Immanente all’universo, anima della materia.
      Questo è tipicamente cabalistico.

      Un libro scritto da un massone luciferiano fornisce la risposta: “Che cosa è dunque il Signore dei Cieli, se non è il Dio dei pigri, degli oziosi e dei vagabondi che immaginano lo spirito e si satollano di materia, che vivono di idee e consumano la realtà? Non c’è spirito senza materia e sono identificati l’uno all’altro, se no, il Signore dei Cieli è il Dio del Nulla; mentre Satana è invece, il Dio dell’Universo! Il Dio dell’Universo, poiché comprende in un solo essere spirito e materia, l’una non potendo sussistere senza l’altro. Quello solo deve essere per noi il Dio che le governa tutt’e due, e quello è Satana”(Domenico Margiotta: Le palladisme: Culte de Satan-Lucifer dans les triangles maçonniques, Grenoble 1895, p.44).

      Il Card. Montini, il 27 marzo 1960, a Torino: “L’uomo moderno non arriverà, un giorno, a mano a mano che i suoi studi scientifici progrediranno e scopriranno delle realtà nascoste dietro il viso muto della materia, a tendere l’orecchio alla voce meravigliosa dello spirito che palpita in essa? (eresia panteista, volgarizzata negli anni 1950 da Teilhard de Chardin). Non sarà la religione del domani? Lo stesso Einstein intravide la spontaneità di una religione dell’universo. O non sarà forse la mia religione oggi ? Il lavoro non è di già ingaggiato nella traiettoria diretta che mette capo alla religione ? (La Documentation Catholique. n° 133, 19 giugno 1960, p.764-765).

      Montini lascia così intravedere che il panteismo evoluzionista era fin d’allora la sua religione personale. Non è senza interesse notare che questa “religione dell’universo” ispirerà il messale montiniano: “Benedetto sei tu, Dio dell’universo”....(tratto da Una Vox). Mas

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  7. Si dovrebbe allora dire Santo Santo Santo Il Signore Dio Sabaoth?

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  8. Gederson Falcometa17 dicembre 2018 04:56

    Caro D. Elia,

    Scrivo per fare a Lui due domande che sono:

    1 - Jacques Maritain nel libro "Trois reformateurs" diffende che la riforma protestante è stato un prodotto del Rinascimento. Se questo è verità non è giusto parlare che il protestantesimo è stato una sorta di aggiornamento?

    2 - Cerca la separazione tra Chiesa e Stato: in certo senso oggi vediamo una Chiesa sottomessa allo Stato, come un'uomo che lascia la sua carne dominare il suo spirito. La Chiesa con il Concilio se è diventata promotrice dei diritti umani. Questa lotta in prol dei diritti umani fa la Chiesa apparire come subordinata e cooperatrice dello Stato laico. Quindi, sembra che la separazione fra i due è stata fatta apenna nella questione di diritto ma nella questione di fatto i due continuano uniti. La differenza è che se prima lo Stato doveva essere subordinato alla Chiesa e cooperare con Lei, adesso è la Chiesa che sta subordinata e deve cooperare com lo Stato.

    Una terza domanda:

    Anche il Vaticano ed uno Stato, come se applica la separazione tra Chiesa e Stato in questo caso?

    Un caro saluto dal Brasile

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    1. 1) In realtà Lutero ha ben poco a che fare con il Rinascimento, che fu un fenomeno eminentemente italiano. La sua cupa visione di un'umanità totalmente corrotta dal peccato originale e priva del libero arbitrio fa a pugni con l'ottimismo umanistico e l'antropocentrismo rinascimentale. Anche la teoria luterana della giustificazione forense ha radici diverse, nel nominalismo tardo-medievale. L'unico punto di contatto potrebbe essere la rivendicazione del libero esame, comune ad Erasmo da Rotterdam, ma proprio con lui Lutero si scontrò duramente sulla questione del libero arbitrio.

      2) Concordo sul fatto che l'attuale gerarchia sta subordinando la Chiesa allo Stato, come è evidente in Cina, ma anche da noi.

      3) La dottrina cattolica non prevede una separazione totale tra Chiesa e Stato, ma una distinzione di poteri e di ambiti in un rapporto di collaborazione, fatta salva la preminenza dell'ambito spirituale su quello temporale, che è ordinato al primo. Lo Stato vaticano ha per scopo solo quello di assicurare la necessaria libertà al papa come capo della Chiesa universale.

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    2. Caro D. Elia,

      Grazie per la risposta. Infatti lo Rinascimento è stato un fenomeno eminentemente italiano ma al tempo di Lutero se era diffuso per tutta l'Europa. Tanto che Erasmo era un rappresentante del Rinascimento e non pocchi hanno considerato lui il principale responsabile per la riforma luterana. Le frasi come "Erasmo ha fatto l'uovo, che Lutero e Zwingli hanno covato" e "O Lutero è erasmiano o Erasmo è luterano". Se non erano d'accordo sul libero arbitrio erano sul molti altri. Inoltre a questo, Lutero è conttraditorio. Afferma che la raggione è putana dal diavolo, má con la dottrina della Sola Scriptura più libero esame, ha unito l'uomo alla sua propria ragione, non ha Dio. E all'uomo corrutto dal peccato, senza medicina, consegna la Bibbia. Sembra a me che il Dio di Lutero vede l'uomo cristiano, come i pensatori rinascimentale vedevano gli uomini naturali. Al dare la Bibbia ad ogni uomini, lui gli ha posto nel centro di tutto.Fuori che il Rinascimento ha promosso un ritorno al pássaro tramite gli libri di autori dell'antiguità, come Lutero alla Chiesa primitiva. Esistono molti punti in comune.

      Grazier per le risposte. Un Santo Natale.

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  9. ha detto bene,don Elia...la nostra patria è Il Cielo...ma si arriva con "l'abito di nozze".Ma la strada quanto è stretta e ardua!Dio non abbandona coloro che sperano in LUI per percorrerla.

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  10. A questo punto....il passo per arrivare a non ricevere più Cristo nell'Eucarestia è molto breve: chi ci assicura che quelle ostie siano state consacrate validamente?
    http://www.lanuovabq.it/it/la-messa-senza-prete-si-realizza-il-sogno-di-martini

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  11. "l’unica preoccupazione del cristiano. "
    https://campariedemaistre.blogspot.com/2018/12/libri-il-mistero-del-natale-di-edith.html

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  12. Il Magistero di Benedetto XVI
    Udienza generale, 2 gennaio 2013
    Emerge con chiarezza la risposta alla domanda «da dove» viene Gesù: la sua vera origine è il Padre, Dio; Egli proviene totalmente da Lui, ma in un modo diverso da qualsiasi profeta o inviato da Dio che l’hanno preceduto...L’angelo Gabriele annuncia: «Lo Spirito scenderà su di te, e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35). Ripetiamo queste parole ogni volta che recitiamo il Credo, la Professione di fede: «et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine», «per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria». A questa frase ci inginocchiamo perché il velo che nascondeva Dio, viene, per così dire, aperto e il suo mistero insondabile e inaccessibile ci tocca: Dio diventa l’Emmanuele, “Dio con noi”...Questa affermazione del Credo non riguarda l’essere eterno di Dio, ma piuttosto ci parla di un’azione a cui prendono parte le tre Persone divine e che si realizza «ex Maria Virgine». Senza di lei l’ingresso di Dio nella storia dell’umanità non sarebbe giunto al suo fine e non avrebbe avuto luogo quello che è centrale nella nostra Professione di fede: Dio è un Dio con noi. Così Maria appartiene in modo irrinunciabile alla nostra fede nel Dio che agisce, che entra nella storia. Ella mette a disposizione tutta la sua persona, «accetta» di diventare luogo dell’abitazione di Dio. A volte, anche nel cammino e nella vita di fede possiamo avvertire la nostra povertà, la nostra inadeguatezza di fronte alla testimonianza da offrire al mondo. Ma Dio ha scelto proprio un’umile donna, in uno sconosciuto villaggio, in una delle provincie più lontane del grande impero romano. Sempre, anche in mezzo alle difficoltà più ardue da affrontare, dobbiamo avere fiducia in Dio, rinnovando la fede nella sua presenza e azione nella nostra storia, come in quella di Maria. Nulla è impossibile a Dio! Con Lui la nostra esistenza cammina sempre su un terreno sicuro ed è aperta ad un futuro di ferma speranza.

    A questa frase ci inginocchiamo...
    Signore , sono Tua e Tua ottienimi di restare.

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  13. ” Gesù fin dalla nascita ci addita la nostra missione, che è quella di disprezzare ciò che il mondo ama e cerca.”(San Pio da Pietrelcina)

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  14. Lo splendore della verità. Perché sono diventato cattolico (e sono felice di esserlo)
    di Richard J. Neuhaus (Autore), D. Mengo (Traduttore)-1 gen 2008
    Milioni di persone, di tutte le età, di tutte le fedi, di tutte le nazionalità e capi di nazioni anche in guerra fra loro si sono ritrovati nell'aprile 2005 per rendere l'estremo saluto a Giovanni Paolo II. Questa mobilitazione senza precedenti nella storia ha dimostrato che la Chiesa rappresenta un punto di riferimento essenziale, non solo per i cattolici. Anzi, qualche volta sembrano proprio alcuni fra loro i più restii ad accettarne la vitalità e la ritrovata capacità di offrire un contributo di idee autorevole, anche se spesso controverso, al mondo contemporaneo. In Lo Splendore della Verità padre Neuhaus - che si trovava a Roma in quegli storici giorni e ne ha redatto un diario che conclude il suo saggio - affronta molti dei temi più dibattuti del cattolicesimo postconciliare (dal significato del Concilio alle innovazioni nella liturgia, dall'ordinazione delle donne alla contraccezione, dall'aborto e dall'omosessualità al celibato dei sacerdoti) coinvolgendo il lettore in una riflessione vibrante e profonda su cosa significa essere credenti oggi.
    (segue)

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  15. https://www.veritatemincaritate.com/2018/12/corpo-per-corpo-sangue-per-sangue/
    https://www.dropbox.com/s/2m5ffu0jrl0s1ej/181216-Omelia-CorpoPerCorpo.m4a?dl=0
    Fa parte del mio carattere timido e pauroso , quando mi accosto alla Santa Comunione tremo un po' , cerco di farlo come meglio so e posso . Abitualmente chiedo a S.Pio da Pietrelcina , a Padre Daniele di Natale e all'Angelo Custode di accompagnarmi e alla Madre di Dio di prendere Lei , fra le Sue braccia , il Corpo di Gesu' e di stringerLo forte a Se' nel mio cuore . Nel breve tempo in cui posso ringraziarLo chiedo al Suo Preziosissimo Sangue di lavarmi , di ricoprirmi da capo a piedi e di restituirmi il candore immacolato dei gigli , quel candore che avevo al momento del Battesimo . Potete non credermi , ma una volta mi e' capitato di sentirmi come immersa in una grande calma , una effettiva forte gioiosa pace di Dio in me. Quanti doni abbiamo dal Cielo e spesso non ce ne accorgiamo .

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    1. Lo credo senza esitazione. Sono grazie sensibili che il Signore concede a volte a chi prega con fede viva; esse confermano che, se siamo in stato di grazia e nelle giuste disposizioni, la Sua grazia agisce in noi anche quando non sentiamo nulla.

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  16. Ci sono splendidi tesori dottrinali (specie sulla fede, sulla grazia e sulla giustificazione, nonché sulla rivelazione e sul primato petrino) cui per decenni ci hanno impedito l’accesso e che non abbiamo sufficientemente assimilato, ma che sono estremamente utili sia alla nostra vita cristiana che alla corretta risoluzione delle gravi sfide che oggi ci si pongono: quali?

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    1. Ci sono sfide a livello interiore (come il poter avere un corretto concetto di fede, di grazia e di giustizia davanti a Dio) e sfide a livello esteriore (come il poter distinguere il retto esercizio dell'autorità nella Chiesa e i limiti che gli derivano dagli elementi immutabili della religione cristiana); sia le une che le altre hanno serie ripercussioni sulla vita concreta dei fedeli. Il prossimo anno, con l'aiuto di Dio, cercherò di affrontare singoli temi particolarmente urgenti.

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  17. Mi pento, o Sommo Bene, di quante offese ti ho fatto. Mi pento e ti amo più di me stesso. Sento in me un gran desiderio di amarti; questo desiderio tu me lo doni: dammi dunque forza di amarti assai. È giusto che ti ami assai chi assai ti ha offeso. Deh, ricordami sempre l’amore che mi hai portato, affinché l’anima mia arda sempre per te d’amore, a te sempre pensi, te solo desideri ed a te solo cerchi di piacere. O Dio d’amore, io che un tempo sono stato schiavo dell’inferno, ora tutto a te mi dono. Accettami per pietà e legami col tuo amore. Gesù mio, d’oggi innanzi, sempre amandoti voglio vivere ed amandoti voglio morire.
    O Maria, Madre e speranza mia, aiutami ad amare il tuo e mio caro Dio; quest’unica grazia ti chiedo e da te la spero.

    Gloria al Padre , e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Come era nel principio, ora e sempre,nei secoli dei secoli. Amen.

    Gesù Bambino, abbi pietà di noi.

    Tratto da RBC Novena di Natale - 5° giorno -

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  18. Il Magistero di Benedetto XVI - Angelus, 23 dic 2012
    Questo episodio non rappresenta un semplice gesto di cortesia, ma raffigura con grande semplicità l’incontro dell’Antico con il Nuovo Testamento. Le due donne, entrambe incinte, incarnano infatti l’attesa e l’Atteso. L’anziana Elisabetta simboleggia Israele che attende il Messia, mentre la giovane Maria porta in sé l’adempimento di tale attesa, a vantaggio di tutta l’umanità. Nelle due donne si incontrano e riconoscono prima di tutto i frutti dei loro grembi, Giovanni e Cristo...L’esultanza di Giovanni nel grembo di Elisabetta è il segno del compimento dell’attesa: Dio sta per visitare il suo popolo. Nell’Annunciazione l’arcangelo Gabriele aveva parlato a Maria della gravidanza di Elisabetta (cfr Lc 1,36) come prova della potenza di Dio: la sterilità, nonostante l’età avanzata, si era trasformata in fertilità. Elisabetta, accogliendo Maria, riconosce che si sta realizzando la promessa di Dio all’umanità ed esclama: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?» (Lc 1,42-43)...La scena della Visitazione esprime anche la bellezza dell’accoglienza: dove c’è accoglienza reciproca, ascolto, il fare spazio all’altro, lì c’è Dio e la gioia che viene da Lui. Imitiamo Maria nel tempo di Natale, facendo visita a quanti vivono un disagio, in particolare gli ammalati, i carcerati, gli anziani e i bambini. E imitiamo anche Elisabetta che accoglie l’ospite come Dio stesso: senza desiderarlo non conosceremo mai il Signore, senza attenderlo non lo incontreremo, senza cercarlo non lo troveremo. Con la stessa gioia di Maria che va in fretta da Elisabetta (cfr Lc 1,39), anche noi andiamo incontro al Signore che viene. Preghiamo perché tutti gli uomini cerchino Dio, scoprendo che è Dio stesso per primo a venire a visitarci. A Maria, Arca della Nuova ed Eterna Alleanza, affidiamo il nostro cuore, perché lo renda degno di accogliere la visita di Dio nel mistero del suo Natale.


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  19. Nei giorni che precedono il Natale, al Magnificat dei vespri si cantano sette antifone, una al giorno, le cui iniziali formano un acrostico il quale ci dice che sì, il Natale non è una favola, è la vera natività di Dio tra gli uomini, nel bambino di nome Gesù.

    Come nel finale del libro dell’Apocalisse “lo Spirito e la sposa”, la Chiesa, dicono al Signore Gesù: “Vieni!”, ed egli risponde: “Sì, vengo presto!”, lo stesso accade in questi ultimi giorni dell’Avvento. Le due parole latine che le iniziali delle sette antifone man mano compongono sono: “Ero cras”. “Domani ci sarò”. Domani, quando con i vespri comincerà la notte della nascita di Gesù.........(segue)....
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/?topic=03/04/09/3080386

    O Rex Summae Majestatis ... !
    Gent.mo Don Elìa , Santo Natale del Signore Gesu'a lei e a tutti !

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    1. Grazie! Ricambio ben volentieri a Lei e a tutti i lettori, facendolo oggetto della mia preghiera, l'auspicio di trovare pace e consolazione nel Bambino divino.

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