Iam enim securis ad radicem arborum posita est.
(Mt 3, 10)

sabato 1 settembre 2018


«Fate voi il vostro giudizio»



Ancora una volta, la realtà ha superato l’immaginazione. Come osservavo nell’articolo precedente, la piaga di una parte del clero cattolico non è tanto la pedofilia, quanto la sodomia, sulla base della quale si sono intessute reti di potere, spesso rivali, che son giunte a occupare i vertici della Chiesa. Per singolare coincidenza, l’esplosiva rivelazione di monsignor Carlo Maria Viganò ha pienamente confermato ciò di cui, pur senza poterne fornire le prove, eravamo già ampiamente persuasi. L’alto prelato, da persona ben informata dei fatti per via degli incarichi ricoperti, ha di colpo scoperchiato il calderone. Benedetto XVI, dopo avergli affidato il riordino degli allegri conti del Governatorato, lo aveva precipitosamente spedito oltreoceano nel preciso intento – secondo la sua testimonianza – di fargli salva la vita. Egli stava in effetti disturbando una fitta rete di interessi sporchi che faceva capo nientemeno che al cardinal Bertone, denunciato al Pontefice da Viganò stesso in una lettera riservata che, come tante altre, era finita pubblicata da un giornalista nell’ambito del primo Vatileaks.

La fama di uomo integerrimo di cui l’arcivescovo gode in Vaticano non può essere offuscata dalle calunnie diffuse alcuni anni orsono nel corso di una faida familiare provocata, come spesso accade, da squallide dispute finanziarie. La credibilità delle sue accuse, al contrario, è rafforzata dal fatto che non hanno finora ricevuto alcuna smentita. Ben lungi dall’entrare nel merito dei fatti, la corte mediatica di Bergoglio, anziché concentrarsi sull’oggetto della denuncia, si è scatenata in illazioni del tutto infondate sulle presunte intenzioni dell’accusatore, preventivamente bollato come carrierista frustrato. Se “Francesco”, come asserito in aereo, voleva mettere alla prova la professionalità dei giornalisti, ne ha avuto senz’altro una prova lampante, se per professionalità intende una smaccata piaggeria che trova equivalenti storici soltanto nel regime sovietico.

L’orripilante realtà che denunciamo da anni è infine venuta alla luce del sole: nel cuore del governo universale della Chiesa Cattolica il marcio è così esteso da aver creato un sistema, al punto che gli ultimi tre Segretari di Stato hanno favorito e protetto chierici indegni per le loro perversioni. L’atto d’accusa dell’ex-nunzio apostolico negli Stati Uniti, tuttavia, punta dritto al culmine: il papa della tolleranza zero sarebbe stato al corrente di tutto, ma non avrebbe fatto un bel niente per sanare questa orrenda situazione, disattendendo così clamorosamente le proprie ineludibili responsabilità di supremo Pastore; al contrario, com’è risaputo, ha continuato a promuovere dei sodomiti ad alte funzioni. Quanto alle sanzioni comminate dal suo predecessore al predatore di Washington, in realtà non se ne conosce l’effettiva portata; in ogni caso, sembra che quest’ultimo non le abbia mai prese molto sul serio, visto che, al posto di un Ratzinger di fatto completamente esautorato, chi realmente comandava era l’amico Bertone.

Una risposta da Bergoglio e da tutta la casta che lo circonda, ad ogni modo, sarebbe quanto meno doverosa. Il dittatore di bianco vestito, invece, di solito tanto loquace quanto imprudente in materie delicatissime di dottrina e di morale, replica imbarazzato a una domanda relativa al caso Viganò di non voler rispondere nulla, ma di lasciare ai giornalisti facoltà di giudicare. Paradossale: la suprema autorità morale e spirituale della terra, cinque anni fa, si era dichiarata incompetente – in risposta a una precisa domanda concernente il prelato dello IOR da lui nominato – a esprimere un giudizio sull’omosessualità, censurando unicamente la tendenza a formare delle lobby. Ora, come vogliamo chiamare la realtà denunciata dall’ex-nunzio? Se non ci piacciono gli anglicismi e preferiamo un termine nostrano, potremmo parlare di mafia, se ciò non fosse offensivo per i mafiosi, i quali se non altro, a differenza di quelli, sono uomini a tutti gli effetti. C’è chi, vivendo sulla Luna, crede ancora che l’arcivescovo di Buenos Aires, prima di trasferirsi a Roma, fosse completamente all’oscuro dell’ambientino che vi avrebbe trovato?

A dispetto delle ripetute rampogne contro la mondanità e la sete di potere, in realtà, egli è un buon amico di prelati corrotti, al punto che li ha promossi (come Ricca, Barros, Farrell, Peña Barra e Krajewski) o lasciati prosperare (come Mac Carrick, che ha reso un ottimo servizio nel far virare l’episcopato americano verso posizioni liberal e nel preparare la sua elezione a papa). Essi, se prima già imperversavano impunemente, ora si sentono anche legittimati a livello ideologico, seppure con una certa inquietudine causata non tanto dai rischi connessi al loro vizio, quanto dagli imprevedibili umori di un capo psichicamente instabile che detiene un’abilità luciferina nel tenerli tutti sulla corda. I suoi squilibri, così come la sua scarsa cultura, erano evidenti già ai suoi professori, all’epoca della sua formazione; tuttavia quelli che han puntato su di lui per innescare nella Chiesa Cattolica una “primavera” in senso progressista hanno ritenuto, evidentemente, che fosse l’uomo giusto per conseguire il loro fine: trasformarla in un gran carrozzone amorfo a cui si può appartenere senza alcuna condizione – cioè senza aderire a dogmi o a norme morali – in quanto destinato a dissolversi in un’unica religione universale serva del nuovo ordine mondiale.

Non si spiega diversamente l’apparente contraddizione tra le parole e gli atti del “riformatore”: la corruzione morale del clero, nonostante tutti gli scandali che ne sono derivati, non è stata né curata né punita, ma anzi incoraggiata e promossa, proprio perché la Chiesa, così come è stata finora, deve sparire; il marciume che hanno lasciato accumularsi al suo interno è funzionale alla distruzione delle sue strutture portanti, il sacerdozio e la gerarchia. Sintomatica, a questo proposito, è la ridicola valutazione espressa da Bergoglio circa gli abusi sessuali: la loro causa sarebbe non l’omosessualità dei preti, ma il clericalismo… Questa ostinata volontà di negare l’evidenza sarebbe patetica se non risultasse gravemente colpevole, di fronte alle gravissime inadempienze di cui non può in alcun modo giustificarsi, tanto da preferire il silenzio.

Ma in questo modo è la costituzione divina del Corpo mistico che vogliono alterare: nella “chiesa” del futuro gli elementi di appartenenza ritenuti indispensabili perfino dalla Lumen gentium (cioè l’adesione alla dottrina di fede, la ricezione dei Sacramenti e la comunione gerarchica) dovranno essere del tutto irrilevanti, come dimostra in modo inconfutabile un video girato dai pentecostali a testimonianza dei passi compiuti da “Francesco” verso un’unità intesa come diversità riconciliata. Per inciso, si tratta proprio di quegli ultrasionisti che sognan la ricostruzione del tempio salomonico e che, ogni anno, fanno apostatare milioni di cattolici in ogni parte del mondo; in diversi Paesi dell’America Latina, inviati dal governo statunitense a praticarvi un proselitismo selvaggio almeno fin dagli anni ’50, han quasi dimezzato i fedeli.

Il breve filmato – non disponibile sulla Rete in quanto diffuso in circuito chiuso – mostra i momenti salienti della sua visita a Caserta del 28 luglio 2014 nonché di una visita resagli in Vaticano da un centinaio di dirigenti di altrettante “chiese” indipendenti (!). Le parole che il Vescovo di Roma rivolge loro esprimono in modo inequivocabile l’intenzione di pervenire ad una forma di unione che non si fondi più sulla funzione petrina e sulla successione apostolica, ma sul mutuo riconoscimento di un “ministero” puramente nominale centrato sull’annuncio della parola, in un reciproco “rispetto” delle rispettive credenze che renderebbe la verità del tutto indifferente.

Come già accaduto a Buenos Aires, poi, Bergoglio si sottopone a una “benedizione” da parte di laici il cui stesso battesimo, fra l’altro, è dubbio, in quanto non è affatto chiaro, nei gruppi pentecostali, se riconoscano o meno la Trinità e la divinità di Cristo. Essi però plaudono entusiasti a tal genere di eventi, considerati prodromi di un’èra escatologica in cui finalmente si realizzerà l’unità auspicata dal Maestro… Verrebbe da chiedersi come potrebbero accordarsi circa il trattamento della sodomia, visto che se non altro i pentecostali, attenendosi in questo caso fedelmente alla Scrittura, la rigettano con durezza; ma questo tipo di contraddizioni può disturbare unicamente la mente sclerotica di un integralista cattolico, non certo quella di chi si allea col nemico nell’intento di affondare la Chiesa dall’interno.

Ora, se a qualcuno di voi venisse voglia di imbracciare un kalashnikov per fare un po’ di pulizia fra tutta questa bella gente, non posso fare altro che raccomandargli, ancora una volta, la moderazione. Un primo motivo è che l’acrimonia avvelena anzitutto noi e quelli che ci ascoltano, mentre rafforza la posizione di quei signori gettando discredito sui loro oppositori. Un’altra ragione è che non tocca a noi far giustizia: non abbiamo né il compito né la responsabilità se non di pregare, riparare e cercar di convincere i meno refrattari, ognuno nel posto in cui il Signore l’ha messo. Non dimentichiamo poi che, nel reclamare le dimissioni di chi dovrebbe rappresentare Cristo, si rischia di favorire la visione modernista e secolarizzata della Chiesa come di una qualsiasi società umana.

Sarà Lui a rimuovere il tumore, magari servendosi, come causa strumentale, di qualche integralista islamico: sia la storia biblica che quella cristiana insegnano che Dio sceglie chi vuole per castigare i Suoi servi infedeli. Possiamo quindi sollecitare il Suo intervento in questo senso; così un povero prete in tonaca, in occasione dell’ultimo concistoro pubblico, ha pensato bene di intrufolarsi in San Pietro eludendo come per incanto tutti i controlli, nonostante fosse sprovvisto di biglietto, fino a giungere dietro l’altare della Confessione, da dove, avendo di fronte a sé il Sacro Collegio e la Curia Romana al completo, ha sommessamente pronunciato una maledizione contro quanti alterano la dottrina e sono causa di scandalo. Effunde super eos iram tuam, et furor irae tuae comprehendat eos. Deleantur de libro viventium, et cum iustis non scribantur (Sal 68, 25.29)…

Quanto al dovere della denuncia e dell’intervento, chi ne porta il peso maggiore sta più in alto di noi. C’è sì un cardinale che sarebbe pronto a dichiarare Bergoglio decaduto per eresia e a convocare un nuovo conclave, ma è da solo; finché non gli si associa qualcun altro, quindi, non può nulla. Sono però convinto che le nostre preghiere non restino inascoltate: è iniziato un terremoto che non potrà rimanere senza effetto. Visto allora che l’uomo di Santa Marta ha delegato ad altri la facoltà di giudicare il caso presente, ben volentieri ce ne avvaliamo per gridargli in coro per il suo stesso bene: «Rispondi una buona volta! Per la salvezza dell’anima tua!». Ma vi scongiuro di nuovo: non perdete la pace indulgendo a quell’animosità che inquina le cause più sacre di fattori carnali, cioè di origine psicologica anziché soprannaturale.

Non rifiutiamo dunque le purificazioni che il Cielo dispone per il nostro progresso spirituale: senza la purezza di cuore e d’intenzione, che ci impedisce di riversare su facili bersagli il nostro personale malessere, non possiamo resistere a questa tremenda prova, che richiede un alto grado di unione con Cristo in una nuda fede nei Suoi infallibili disegni, né siamo in condizione di servire il Regno di Dio nell’attuale congiuntura, ma rischiamo di squalificare la nostra battaglia dando ragione ai nostri avversari. Oggi la Chiesa ha più che mai bisogno di santi, piuttosto che di polemisti; ma in spirito di obbedienza, come ci è stato richiesto, abbiamo fatto il nostro giudizio.

Chi è senza timore non potrà esser giustificato; infatti l’iracondia della sua animosità lo stravolge. L’uomo paziente sopporterà per un certo tempo, dopo il quale gli sarà resa la gioia. Sopporta ciò che Dio ti fa sopportare, unisciti a Dio e sopporta, perché cresca alla fine la tua vita (Sir 1, 28-29; 2, 3 Vulg.).

11 commenti:

  1. si,don Elia,ne siamo certi che "solo LUI può rimuovere il tumore"insieme alla MADRE CORREDENTRICE e alle legioni celesti.Noi da soli contro questi demoni non possiamo farcela.SI sono creduti sicuri perchè riusciti a mettere sul soglio pontificio uno di loro,pensando di fare a meno di DIO e della SUA legge,ma tutto E' finchè il Signore non dice il suo"BASTA".Hanno messo le cose di DIO sotto i piedi,invece di riceverle in ginocchio e con amore filiale.Adesso,come pietre scosse da un terremoto iniziano a sconnettersi e precipitare.Stiamo guardando i segni don ELia,descritti e sintetizzati drammaticamente da lei.Che fare...uscire in processione con la croce di Cristo (sempre che troviamo ancora qualche umile Ministro con la talare disponibile a farlo),benedire ogni paese,ogni città ogni regione con Cristo Redentore.Il tempo delle feste è finito:solo contrizione, Adorazione e preghiere

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  2. Come al solito, caro Elia, sei un faro che orienta verso la rotta giusta. Gli accusatori coinvolti, effettivamente rischiano di replicare alle false accuse denigratorie a cui sono assoggettati dagli scagnozzi del grande capo, scendendo allo stesso livello. Essendo noi uomini tutti peccatori si cerca di etichettare come inattendibile chi denuncia un fatto evidente con il: "proprio tu non puoi parlare". Se Benedetto XVI parlasse otterremmo non un pensiero ma una sentenza inoppugnabile. L'usurpatore del trono pontificio, dopo che il Giudice gli ha fatto mettere la mano sulla Bibbia per dire tutta la verità, nient'altro che la verità ha risposto: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere" affidando così la sua difesa all'avvocato del diavolo. Tb 14,6 "Tutte le nazioni che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità. Tutti abbandoneranno i loro idoli, che li hanno fatti errare nella menzogna, e benediranno il Dio dei secoli nella giustizia." - Maranathà, vieni presto Signore Gesù!

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  3. San Giosuè Patriarca - 1 settembre
    Il giovane Giosuè fa il suo tirocinio al servizio di Mosè. Accumula esperienza e conoscenza, diventa un uomo pieno dello spirito di saggezza. Per questa sua sapienza e docilità merita di diventare il successore di Mosè, che guiderà il popolo nell’ingresso nella terra promessa. Il passaggio del Giordano più che un’azione bellica è una processione liturgica da lui guidata. Al centro dell’evento vi è l’Arca trasportata dai sacerdoti. Non appena essi toccano l’acqua, questa si divide per lasciar passare il popolo all’asciutto. Anche la conquista di Gerico viene presentata come un’azione liturgica di cui sono protagonisti i sacerdoti. Per sei giorni essi aprono il corteo intorno alle mura della città. Il settimo giorno compiono il giro per ben 7 volte, e al termine dell’ultimo, al suono delle trombe, le mura crollano. I due episodi sono accomunati da una premessa teologica: la conquista della terra è un dono di Dio, Giosuè ne è lo strumento. XII sec. a.C.
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/92446

    Beatissimo Padre non le verra' mica in mente di fare per sette volte il giro intorno al Vaticano ! Spero di avere alleggerito la sua e nostra pena e di averle strappato un accenno di sorriso .Dio la benedica !

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    1. Non si sa mai... Resto in ascolto delle ispirazioni interiori! La storia biblica insegna ed è sempre attuale.

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  4. Alberto Prosperi2 settembre 2018 07:45

    Rev. Don Elia,
    speriamo e preghiamo che la Madonna Santissima, dopo questo faticoso e lungo tempo oscuro, non ci consegni un ulteriore Papa Benedetto, ma ci doni un novello Papa Pio.
    La ringrazio.

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  5. ..Ora, se a qualcuno di voi venisse voglia di imbracciare un kalashnikov .. Don Elia, bene, ha resistito alla tentazione e bene ci consiglia per non avere danno maggiore da questa situazione che è surreale. Siamo costretti a proteggerci da chi ci deve "pascere".
    Il sano sentire dei semplici ha fatto sempre dell'ironia sugli omosessuali quasi sempre senza cattiveria. Ma una caricatura
    una macchietta questo sentire suscita e non può essere altrimenti a chi macchietta o caricatura non si sente e vive il sacrificio quotidiano. In questo si esauriva la dialettica tra le due sponde. Ora invece si "outingono" e si fanno superiori e pervertono ogni ordine. E' qui la vera perversione.Se tanti di loro sono ottusi e forse innocui non così chi li manipola e li associa.
    Un pensiero storto non può durare e dovrà svanire, Dobbiamo solo attendere. Ma non dobbiamo essere tiepidi, Bisogna far loro sentire il disprezzo, non tanto per la loro omosessualità,ne renderanno conto,ma
    per l'oltraggio e la sovversione della Chiesa.Bisogna far capire che non ce la beviamo e andranno nel panico. Allora niente kalashnikov

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  6. Che ne dite ...vogliamo rimetterci alla Volonta' dell'Onnipotente ?
    Bene , allora , imbracciamo il S.Rosario e mettiamo tutto nelle mani dell'Avvocata nostra . Ave Maria !

    Le Chiavi del Paradiso 1944
    https://gloria.tv/video/9iJEwqoukyPm24766Con7C7Mp

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  7. Il cardinale Sarah chiarisce al prete gesuita come evangelizzare gli omosessuali

    ( ACI ) Il lavoro pastorale con le persone omosessuali deve essere basato sulla verità del Vangelo, in particolare "a nome del clero che parla a nome della Chiesa",
    ha detto il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina divina dei Sacramenti, in risposta a P. James Martin, un sacerdote che approva le relazioni tra persone dello stesso sesso .
    http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=33034

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  8. Beatissimo Padre , conviene riempirsi il cuore dell'esempio dei Santi . Come loro dobbiamo avere piu' coraggio , il coraggio dell'umilta' .
    Piccoli e grandi , letterati e illetterati , tutti noi battezzati dobbiamo avere lo stesso obiettivo , lo stesso compito , declinato nelle piu' diverse maniere : portare le anime a Cristo , senza costrizioni di sorta ma con l'esempio quotidiano . Questa e' la missione di ciascuno di noi fortunati nati in un paese cristiano . Noi sappiamo , noi abbiamo piu' responsabilita' perche' noi conosciamo Gesu' e alla sera della vita saremo interrogati .
    Santa Madre Teresa di Calcutta in difficolta' economiche " si fece ricevere dall’uomo il quale, dopo aver ascoltato con insofferenza le sue richieste, fece quanto di più odioso fosse possibile, sputandole in faccia. Un vero e proprio affronto al quale, asciugatosi il viso, Madre Teresa rispose nel modo più straordinario possibile affermando: «Io ho avuto quello che mi merito, ma ora tu devi aiutare questa povera gente». Incredulo e spiazzato dinnanzi ad una simile reazione, il facoltoso signore cacciò comunque la donna; la quale però, poco dopo essere ritornata alla propria struttura, si vide recapitare cibo e medicinali per settimane e settimane. L’arrogante e incivile ricco, dopo aver incontrato la suora, scoprì di avere un cuore. "...
    https://giulianoguzzo.com/2018/09/05/santa-madre-teresa-di-calcutta-2/#more-14639

    Dio la benedica !

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    1. Grazie! Prendiamo esempio dai Santi e... avanti con coraggio!

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  9. Don Dariusz Oko: Dinamica e metodo dell'”omoeresia”
    Dire “abbandono la Chiesa, perché dentro di essa c’è troppo male ed è troppo affetta dal peccato”, è come dire “io sono troppo buono per essa”, “io sono un uomo migliore, più bravo di Madre Teresa, della Vergine Maria o dello stesso Gesù Cristo”, mentre per questi ultimi la Chiesa è, nonostante tutto, abbastanza buona per rimanere in essa, per amarla e difenderla. Perché questa Chiesa appunto ha il più di Dio, quindi nello stesso tempo ha il più del vero, del bene e del bello. E, proprio rimanendo e crescendo all’interno della Chiesa si possono raggiungere le vette più alte del cristianesimo e dell’umanità, come nel caso della beata Madre Teresa di Calcutta, del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, le figure più significative dei nostri tempi.
    Tutti siamo invitati a diventare santi nella Chiesa di Gesù Cristo rimanendo in stato di grazia e dedicandoci con coscienza al nostro lavoro, indipendentemente dalla fase di sviluppo della Chiesa in cui ci troviamo attualmente. Bisogna soltanto “alzarsi ed andare” (J 14,31).
    http://www.paginecattoliche.it/don-dariusz-oko-dinamica-e-metodo-dellomoeresia/

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