sabato 26 giugno 2021

 

Le pecore riconoscono

la voce del pastore

 

 

Affermare in modo apodittico, senza l’appoggio di una prova, unicamente sulla base di una propria analisi dei testi, che un noto prelato non parli in modo autonomo, ma sotto dettatura di un presunto suggeritore occulto che, nonostante la netta smentita da parte dell’interessato, si pretende addirittura di identificare con precisione, è cosa che oltrepassa ampiamente i limiti della decenza. Senza entrare nella valutazione morale e legale di un simile atto – comunque gravissimo – ci limitiamo a rilevare l’inconsistenza del giudizio e l’incongruenza di tal mossa. Colui che imputa ad un altro come frutto di una falsificazione un presunto mutamento di stile e di idee dovrebbe spiegare il proprio stesso cambiamento di linea riguardo ai prodotti derivati dall’aborto e rispetto all’odierno Magistero, fino a ieri ferocemente criticato e oggi invocato in modo categorico a sostegno di una tesi artificiosa che non regge né per il sensus fidei né per il sensus communis.

I punti in comune indicati tra il pensiero di monsignor Viganò e quello dell’autore del sito Opportune importune sono locuzioni correnti nell’ambiente della Tradizione, oppure fatti talmente evidenti che chiunque è in grado di rilevarli. Avvalersi della collaborazione di qualcuno, inoltre, non implica che se ne debba per forza diventare completamente succubi, né comporta necessariamente che uno giunga ad affidargli la stesura dei propri interventi. Se si trattasse di un reato, nessun magistrato aprirebbe un’inchiesta sulla base di indizi così deboli. Per discutibile che possa poi risultare la figura del collaboratore, non è neppure una colpa morale giovarsi del suo aiuto per attività lecite, a meno che ciò non sia motivo di pubblico scandalo, cosa che, in questo caso, non si è verificata se non per effetto di una volgare calunnia basata su un’inferenza che non tiene affatto.

Se quanto sopra non bastasse a smontare la falsa accusa, si sappia che l’imprenditore accusato come ghost writer di monsignor Viganò non può essere l’iniziatore del sito citato, il quale era in realtà un sacerdote almeno ottuagenario, ex-alunno del Seminario Romano ordinato sotto Pio XII, che viveva nel centro storico di Roma. Con lui intrattenemmo per un certo tempo una corrispondenza che nel 2017 si interruppe improvvisamente, forse per il sopraggiungere della malattia e della morte. Probabilmente il nuovo scrittore, già suo aiutante tecnico, è temporaneamente subentrato al maestro con lo stesso pseudonimo, ma lo stile e il tenore degli articoli apparsi negli ultimi tre anni di attività denunciano palesemente un’altra paternità. Questo dato manda completamente in fumo la tesi di cui, nostro malgrado, ci occupiamo, mostrandone l’inaudita temerità.

Era già fortemente imbarazzante che un professore di storia si fosse messo a pontificare in teologia morale, campo nel quale non ha alcuna competenza, e insistesse in questo con una pervicacia che non disdegna mezzi meschini e squalificanti, come la deformazione dei pareri contrari e la detrazione nei confronti di chi li esprime, in luogo di una serena e pacata argomentazione capace di replicare sensatamente alle obiezioni. Non riuscendo ad ammettere che un uomo di quella cultura e intelligenza non se ne renda conto, siamo costretti a cercare una spiegazione in altre direzioni. La forte impressione è che la difesa ad oltranza della liceità della cosiddetta vaccinazione nasconda interessi di genere diverso, legati al problema della pandemia. Si direbbe che il gioco fosse sfuggito di mano e rischiasse di travolgere anche chi l’ha lanciato; il “virus”, creato artificialmente e trasformato in agente biosemiotico (cioè in vettore e contenuto di comunicazione), sta provocando un caos non più governabile e potrebbe portare al collasso l’intero sistema finanziario.

La requisitoria contro Monsignore sfocia in un velato avvertimento: per riacquistare la credibilità che rischia di perdere (idea contraddittoria), egli deve mutare tono e contenuti… L’acuto analista dei suoi scritti si spinge addirittura  fino ad intimargli di dichiarare se il supposto collaboratore lo è davvero e di prenderne comunque le distanze (altro pensiero che presuppone ciò che va dimostrato). Il censore osserva in chiusura che, di quest’ultimo, si è limitato a registrare quanto è di pubblico dominio, astenendosi dall’indagare sulla sua vita privata (ulteriore minaccia implicita), di cui insinua che non sia proprio virtuosa; egli dimentica però che svelare peccati gravi che non siano notori, al fine di rovinare la buona fama di qualcuno, è peccato mortale. Come mai tanto accanimento? Nel suo intervento veneziano del 30 maggio, Sua Eccellenza ci ha fatto tremare i polsi quando, alla fine, ha avuto l’ardire di puntare il dito su tre famiglie innominabili di banchieri d’Oltreoceano. Dobbiamo perciò pregare intensamente per la protezione celeste di colui che, dalla voce, riconosciamo come vero Pastore.

Fiat manus tua super virum dexterae tuae, et super filium hominis quem confirmasti tibi. Peccator videbit, et irascetur, dentibus suis fremet et tabescet; desiderium peccatorum peribit (Sal 79, 18; 111, 10).


18 commenti:

  1. Caro Don Elia,

    grazie, ancora una volta, per queste parole, che ci aiutano a leggere gli eventi con serenità e soprannaturale Speranza attraverso la cortina fumogena nella quale il maledetto cerca di avvilupparci, con l'aiuto di certi più o meno consapevoli collaboratori.

    Dio la benedica e la sostenga.

    RispondiElimina
  2. Carissimo Padre grazie di cuore per la Sua continua vigilanza e la messa in guardia e la decodifica di molti arcani.
    Ave Maria !

    RispondiElimina
  3. Sono sconcertata, addolorata e parecchio ingenua. Provavo stima ed ammirazione per questa persona che consideravo un gran cattolico oltre che un gran signore. Il giudizio temerario e le calunniose esternazioni, altro non sono che un tentativo, meschino ma anche stupido, di delegittimare la figura di un pastore che sta avendo il coraggio di sfidare le diaboliche macchinazioni di coloro che vorrebbero dominare il mondo. All'inizio pensavo fosse 'fuoco amico' ma mi sbagliavo!

    RispondiElimina
  4. Deo gratias per questo post impeccabile, carissimo padre.

    Sullo squallido individuo in questione non aggiungo altro, se non che mi hanno detto essere un tipo vendicativo (da un falso cattolico traditore che elogia la mafia e diffama lo specchiato mons. Viganò, Vero e degno successore degli apostoli, non mi aspetto nulla di meglio).

    Preghiamo per la protezione di Sua grazia e del caro don Curzio, da questa razza di vipere che si sta preparando con le sue stesse mani l'esecuzione, da parte del Divino Giudice che si illudono di irridere.


    Vorrei solo condividere, familiarmente, un aneddoto singolare che Lei, padre, mi ha riportato alla memoria menzionando Umberto Eco.

    Il giorno della sua morte, io e mia moglie, allora fidanzati, ci trovavamo in soggiorno in una baita di montagna, in Piemonte.
    Ricordo che nevicava e il fuoco crepitava nella stufa a legna.

    Era notte e, appresa la notizia della morte di Eco, stavamo per dire un Requiem, quando d'impulso dissi alla mia futura consorte: "preghiamo, ammesso che non si sia dannato".

    Appena finito di parlare un colpo di vento ha spalancato la porta d'ingresso della baita.

    Ci siamo un attimino spaventati, e abbiamo chiuso la questione pregando.


    Non voglio fare interpretazioni certe.

    Magari era un'incredibile coincidenza.

    Magari era una conferma che non serviva pregare.

    Magari era un... accorato appello a pregare.


    L'aneddoto forse è un intervento superficiale...

    Se non altro porta il pensiero ai Novissimi, che attendono ineluttabilmente tutti noi, compresi gli empi che, apparentemente intoccabili, ingoiano i giusti... Finché non giunge anche per loro la scadenza stabilita per ciascuno dall'Altissimo.

    L'Immacolata vi sostenga sempre (tutti voi sacerdoti e vescovi Fedeli al Signore) e vi arricchisca di sempre maggiori meriti eterni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aneddoto significativo; grazie! La scadenza arriva davvero per tutti.

      Elimina
  5. Anche i sedevacantisti di Sodalitium contro Viganò, tutti vogliono essere a capo della resistenza e non si rinuncia neanche alla calunnia pur di non passare in secondo piano. Un vescovo inizia a parlare ed ecco che massoni e falsi cattolici si ritrovano a collaborare, uniti in un grande abbraccio, in un'ultima lugubre foto di gruppo.
    Tommaso

    RispondiElimina
  6. Un giusto ne avrebbe parlato a quattr'occhi...non avrebbe calunniato sicuramente manovrato da chissà chi! (il Signore sta dividendo le pecore dai capri, il grano dalla zizzania) le parole del Monsignore calzano perfettamente con il titolo:le pecore riconoscono la voce del pastore!! Personalmente ritengo questo Monsignore una vera Sentinella di Dio, possono calunniarlo in mille modi ma il cuore la coscienza riconoscono la verità!! Lo Spirito Santo abiti sempre in pienezza in lui.... Abbiamo bisogno di "giusti"!! Grazie p. Elia perché come il Monsignore, ha a cuore le pecorelle di Dio!! Il Signore la benedica e la protegga e su di lei faccia splendere il Suo Volto con Maria S.S.e s. Giuseppe. F.R.

    RispondiElimina
  7. https://gloria.tv/post/n6LsYSwzvfro3vcjeQYxxV83z :"GRAN BRETAGNA CHIEDE LA COMPLETA CESSAZIONE DEI VACCINI CPVID NEGLI UMANI PERCHÉ TOSSICI‼️" se fosse notizia vera ci sarebbe da riflettere, anche perché non si capisce come un governo controllato dalla massoneria (come tutti i governi dell'Occidente, del resto), possa assumere iniziative come questa...

    RispondiElimina
  8. O.T.
    Buonasera don Elia, chiedo scusa per un fuori argomento ma, ricordo che tempo fa ci ha segnalato FRI come associazione di riferimento per affrontare l'attuale dittatura sanitaria.
    Oggi,però, ho letto l'ultima newsletter della Federazione e sono rimasto sorpreso per la "sponsorizzazione" della comunità di Damanhur.
    Vorrei sapere una sua opinione in merito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La ringrazio per la preziosa segnalazione. Non sapevo che fosse anche quello un movimento tendente all'esoterismo gnostico. Siamo proprio in un campo minato...

      Elimina
  9. Caro Don Elia, quello che riporto di seguito è il commento di un lettore di Chiesaepostconcilio al suo articolo.
    Lo riporto perché, sinceramente, la sua affermazione ha lasciato perplesso anche me.
    Capisco il non rompere la comunione con gesti imprudenti ma, dissimulare per poi disobbedire comunque, mi sembra un po' ipocrita.
    Non siamo mica partigiani,dopotutto, ma seguaci di Cristo.
    "Francamente anche questa suggestiva esternazione non mi convince. Non saremo così sciocchi dal porci fuori dalla comunione ecclesiale con un atto di aperta disobbedienza... e la disobbedienza dissimulata invece fa rimanere nella comunione ecclesiale? Ma che idea abbiamo della Chiesa , dell'Autorità da Dio conferita ecc... anche nei più volonterosi il nefasto modernismo ha lasciato il segno".
    A lei la risposta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La dissimulazione è giustificata dalla convinzione, maturata nel foro interno della coscienza ma non dimostrabile in foro esterno, che una decisione dei superiori sia illegittima e contraria alla legge divina.

      Elimina
  10. La Costituzione italiana: violata, calpestata, violentata e infranta continuamente.
    https://gloria.tv/post/jS9svbRP11Kr31jzQJmo4HtYC

    Carissimo Don Elìa,e' un piacere aver speso dieci minuti della mia vita ad ascoltare questo Avvocato equilibrato e di buonsenso. Mi e' sembrato di ascoltare Lei sempre così attento, chiaro, coerente, franco, leale, trasparente.
    Ave Maria !

    RispondiElimina
  11. Reverendo don Elia, questa spiacevole vicenda mi ha convinto ancor di più che l'attuale crisi della Chiesa sarà risolta dalla stessa Chiesa, tramite un santo Pontefice designato da Dio, e non da laici (intellettuali e non). Penso che ognuno debba stare al suo posto e che l'autorità legittima provvederà, secondo i tempi di Dio, a fare ordine e chiarezza... cordialmente

    RispondiElimina
  12. http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/10218-la-macchina-del-fango

    https://www.marcotosatti.com/2021/06/24/il-vero-arcivescovo-carlo-maria-vigano-di-brian-mc-call-e-maike-hickson/

    RispondiElimina
  13. Carissimo don Elia, pongo una domanda che esula dal contesto ma di grande importanza in questo tempo di confusione per chi vuole essere fedele al vero Magistero della Chiesa Cattolica.
    In occasione della Prima Comunione di 2 miei nipotini non ho partecipato al pranzo (domenicale) al ristorante dichiarando che è peccato contro il 3 comandamento. Ho suscitato un vespaio tra i miei cari e tuttora ne avverto lo strascico. Mi rendo conto che ai giorni nostri certe argomentazioni sono difficilissime da sostenere e le sarei veramente grato se volesse darmi un consiglio/spiegazione concreta. Tenga presente che nella mia famiglia la fede è vissuta più per convenzione che per convinzione e chi scrive è un vero miracolato della Misericordia di Dio alla Cui sequela cerco di stare fedelmente ma senza supporto dei miei cari che cerco di esortare testimoniando la Verità ma anche col timore di gravarli di pesi ancora non sopportabili, come il caso di mio figlio che da pochi mesi si è riaccostato ai sacramenti. Ringrazio di cuore per il tempo che vorrà dedicarmi ma soprattutto esprimo la mia gratitudine per i preziosi contributi alla Verità che ci offre con i suoi scritti.
    Giuseppe

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Giuseppe, il principio sarebbe giusto nel contesto di una società cristiana, nella quale sia i dipendenti che i datori di lavoro e la maggioranza della popolazione osservassero i Comandamenti, in particolare quello della santificazione dei giorni festivi. Purtroppo non è così, per cui non ci si deve porre obblighi impossibili da mantenere. Un imprenditore cattolico che non possa fare a meno di far funzionare l'attività di domenica, in ogni caso, ha l'obbligo di mettere i suoi dipendenti in condizione di partecipare alla Messa.

      Elimina
  14. E' proprio vero, riconoscere che siamo solo servi inutili, e che senza NSGC non possiamo far niente, è un'ottima difesa contro le seduzioni del maligno. Infatti egli vorrebbe trasferire in noi la sua illimitata superbia, renderci simili a lui (menzognero e omicida fin dal principio), e molti oggi ci cascano, basta vedere a chi Satana concede potere, danaro, successo, visibilità e piaceri carnali (pervertiti/pervertitori abundant nella classe politica, principalmente nella "sinistra democratica"). Per tal motivo Satana ha un sacro terrore di Maria SS.ma, l'umile Ancella del Signore, Colei che gli schiaccerà il capo : quale maggiore umiliazione per la sua illimitata superbia?
    https://gloria.tv/post/3ZJ7TwPQCCjeAnxB74aDZeP4Z

    RispondiElimina