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sabato 21 luglio 2018


Dentro l’ovile… nonostante tutto



Porro filii Heli, filii Belial, nescientes Dominum neque officium sacerdotum ad populum […] retrahebant homines a sacrificio Domini. Erat ergo peccatum eorum grande nimis coram Domino (cf. 1 Sam 2, 12-13.17).

La citazione non è letterale, ma un po’ ad sensum. Pur narrando una vicenda dell’antica storia di Israele avvenuta nell’XI secolo a.C., essa si attaglia però perfettamente al nostro tempo. A Silo, che all’epoca dei Giudici ospitava l’arca dell’alleanza e fungeva quindi da santuario nazionale del popolo eletto, l’anziano sacerdote Eli, per ignavia o debolezza, si asteneva dal correggere gli odiosi abusi con cui i due figli Cofni e Pincas, anch’essi ministri di Dio, violavano sistematicamente la legge divina e angariavano i fedeli. L’autore sacro non esita a chiamarli, per la colpevole ignoranza riguardo al Signore e al loro compito sacerdotale a favore del popolo, figli del diavolo. Ma davanti a Dio il più grave peccato da essi commesso era quello di scoraggiare i fedeli, con la loro condotta, dall’offrire sacrifici a scopo di adorazione, espiazione, impetrazione e ringraziamento.

Quanti cattolici, oggi, sono allontanati dal Sacrificio del Signore da chierici che lo deturpano e profanano con le loro ridicole invenzioni, sacrileghe irriverenze, diseducativi atteggiamenti da turpi commedianti… Oltre a offendere Dio in modo gravissimo, essi privano i fedeli di un bene immenso a cui hanno – se sono in stato di grazia e nelle dovute disposizioni – un sacrosanto diritto. Non basta che la Messa sia valida, se tutto il contesto ne offusca o smentisce il significato e il valore. Per agire così quei ministri, evidentemente, non conoscono né il Signore né la natura del loro stato e della loro missione. Questa ipotesi è spesso confermata dai contenuti aberranti della loro predicazione, che sembra ignorare finanche gli elementi basilari della dottrina cristiana e sposare in modo del tutto acritico qualsiasi assurdità del pensiero dominante.

Questi sono i frutti di una formazione determinata più dall’arbitrio dei superiori che da studi seri e accurati, spesso fatti oggetto di disprezzo in nome di una pastoralità a dir poco schizofrenica. Dopo che per decenni i sedicenti “teologi della liberazione”, palesemente eretici, hanno impunemente sparso i loro esiziali errori distruggendo la fede in milioni di cattolici, l’anno scorso un presule latinoamericano – tanto per fare un esempio – ha inaspettatamente ripescato quel canone del Codice che condanna i delitti di eresia, apostasia e scisma. Nei confronti di chi? Di un attardato epigono dei libertadores? Ma neanche per sogno! In quelli di un sacerdote che, nell’esercizio del suo ministero, si è semplicemente attenuto alla dottrina cattolica concernente i sacramenti del Matrimonio e dell’Eucaristia e ha difeso la propria posizione dinanzi al vescovo e al suo sinedrio.

La principale motivazione addotta nel decreto di sospensione a divinis è il fatto di aver contestato, in pubblico e in privato, «l’insegnamento dottrinale e pastorale del Santo Padre Francesco». Questo è semmai un titolo di merito, dato che è quest’ultimo, in realtà, a dover giustificare ciò che ha detto e scritto in materia, in quanto contraddice espressamente la verità rivelata. Il medesimo, oltretutto, si è finora rifiutato di fornire i chiarimenti richiesti, provocando così nella Chiesa una situazione di scisma di fatto. Chiunque abbia una fede pura e una retta coscienza non può sentirsi in comunione con lui, finché non ritratti i suoi innegabili errori; chi d’altronde è obbligato a nominarlo ex officio può farlo sotto condizione o con riserva mentale. Per inciso: l’essere in comunione con un eretico, fosse pure conclamato, non invalida assolutamente la Messa; qualcuno ha mai letto qualcosa del genere nel Magistero o in un trattato di teologia?

Chi professa opinioni contrarie alla fede cattolica e si rifiuta di correggersi decade automaticamente dall’ufficio, sia egli semplice sacerdote, vescovo o papa; finché ciò non sia dichiarato dall’autorità competente, tuttavia, ne mantiene l’esercizio, altrimenti si cadrebbe nel caos più completo. Nel caso del papa, dovrebbero essere i cardinali a farlo, almeno quelli presenti a Roma; ma finché ciò non avvenga, rifiutare pubblicamente l’obbedienza al Romano Pontefice (a prescindere dal suo effettivo stato agli occhi di Dio) sul piano dell’ordinamento ecclesiastico equivale a rendersi rei del delitto di scisma e quindi a porsi formalmente fuori della Chiesa visibile, indipendentemente dalle proprie convinzioni di coscienza. Se qualcuno ne ha voglia, si accomodi: perché non provare l’ebbrezza di una nuova emozione?

È questa situazione anomala che consente ai fedifraghi di tenere il coltello dalla parte del manico, giacché conservano per ora un potere apparente con cui possono colpire chiunque osi dissentire. Ma dinanzi al trono divino la sentenza di quegli impostori è già fissata, qualora non si ravvedano: le fiamme dell’Inferno già lambiscono i loro panni, pronte a inghiottirli come i leviti ribelli dell’esodo (cf. Nm 16, 25-35). Del resto le bande di checche e pederasti che, sotto lo sguardo incurante del gran “riformatore”, spadroneggiano in Vaticano – e che, essendo tutti ricattabili, si scannano in selvagge faide di gelosia, denaro e potere, anche servendosi di giornalisti prezzolati che dicono di voler aiutare il papa con un presunto quarto potere – finiranno col divorarsi a vicenda. Guardateli con timore e compassione, evitando finanche di contaminarvi con il loro contatto (cf. Gd 23). Ma ci sarà pure un giornalista indipendente che possa informare il loro capo di certi fatti scabrosi che gli tengono ben nascosti…

La capacità di discernere chi va seguito e chi no, ad ogni modo, è una grazia inestimabile. Perfino tanti bravi sacerdoti di sani princìpi e orientamento conservatore, infatti, sono talmente imbevuti di politicamente corretto e di acquiescenza incondizionata ai superiori che anche una semplice, franca esternazione di buon senso su controversi temi di attualità li paralizza, come se si fosse varcato un limite invalicabile e affermato qualcosa di inammissibile. Ma fino a pochissimi anni fa nessuno di loro avrebbe manifestato il minimo disagio, per esempio, rispetto a pontefici che – come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – ribadivano con tutta naturalezza il diritto di rimanere nella propria terra. È forse normale che, cambiato il papa, questo sia di colpo diventato un orribile pregiudizio razzista che non va nemmeno evocato? Dov’è finita la ragione? Forse confiscata dalla CEI e dal suo laido quotidiano, ai quali bisogna definitivamente togliere ogni appoggio economico. Ci sono mille modi per adempiere il precetto di sovvenire alle necessità della Chiesa; una firma sulla dichiarazione dei redditi non è certo l’unico.

L’ufficio sacerdotale non è una maschera da Commedia dell’arte. Anche senza essere teologi della liberazione o improvvisatori liturgici di professione, non si può girare la frittata a seconda dei gusti di chi comanda. Chi realmente conosce il Signore sa che la Sua parola non cambia e che da essa è giudicato l’operato dei Pastori, non il contrario. Invece i cattivi studi biblici hanno inculcato nei candidati al ministero l’idea assurda e sacrilega che solo la cultura attuale, del tutto irreligiosa, ci ha permesso di capire veramente la Sacra Scrittura e di interpretarla correttamente – cioè in modo da farle dire il contrario di quanto afferma… Un gran bel progresso davvero! I testi che non possono proprio esser piegati alle tesi progressiste sono semplicemente ignorati o espunti (ma in nome della fedeltà alla Parola). Chi si appella alla sacra pagina, ormai, ottiene in risposta un silenzio glaciale di scandalizzata esecrazione: l’eretico è colui che riconosce l’autorità della Rivelazione.

Questo è l’effetto della mentalità marxista che ha contagiato vescovi e superiori di seminario, i quali hanno poi influenzato i loro alunni: nell’evoluzione storica di una società tutto può cambiare, in funzione di idee e programmi che non rispecchiano la realtà oggettiva, ma devono plasmarla. Negli anni Settanta (quando si son formati loro) il sistema sovietico era ormai in piena crisi e non faceva più presa sui giovani; è stato invece il modello maoista ad attirarli con la sua rivoluzione culturale, apparentemente analoga agli “ideali” sessantottini, ma lontana quanto basta per non consentirne alcuna esperienza diretta e favorirne una fantasiosa idealizzazione. È lo spettro di Mao Tse-tung che ancora aleggia nell’episcopato, nei seminari e nei conventi, rievocato – proprio quando sembrava definitivamente dissolto – da un papa sudamericano e dai suoi quattro “postulati” incomprensibili… almeno a chi ragiona e non rinuncia a farlo per ossequio al capo del partito.

Questa forma mentis prettamente marxista si è innestata, venendone esponenzialmente potenziata, su quell’atteggiamento tipicamente clericale (che rasenta il delirio di onnipotenza) di chi crede di poter fare e disfare qualsiasi cosa. Al tempo stesso la funzione papale si è secolarizzata nel senso di una leadership mondana, inducendo nelle masse un culto della personalità che ricorda da vicino i regimi comunisti e non ha nulla a che vedere con la genuina tradizione cattolica: esso muta colore, infatti, ad ogni cambio della guardia, piuttosto che dimostrarsi segno di attaccamento all’immutabile deposito trasmesso. La tragica conclusione dell’antica storia di Cofni e Pincas deve pur insegnarci qualcosa: al momento stabilito, i profanatori sono spazzati via, ma pure il popolo infedele che li ha tollerati è coinvolto nella catastrofe (cf. 1 Sam 4, 1-11). Con umiltà e fermezza, quindi, nella forma consentita alla posizione di ognuno nel Corpo mistico, continuiamo a rivendicare ed esigere la sana dottrina e una corretta liturgia, così da trovarci, quel giorno, al riparo dall’accusa di una colpevole e comoda acquiescenza, ma non laceriamo ulteriormente la tunica di Cristo.

9 commenti:

  1. non vogliono sentirsi "riprendere". Hanno sempre una giustificazione pronta al loro dire e fare

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  2. Il tema di fondo è e resta uno solo:hanno smesso di credere o forse non ci hanno mai creduto che Gesù,Nostro Signore,sia Figlio di Dio e Lui Stesso Dio(come Seconda Persona della Santissima Trinità);tutto il resto è una "reazione a catena".A questa conclusione sono giunto dopo una attenta analisi delle affermazione fatte sia da sacerdoti che da episcopi nelle loro "prediche"e "riflessioni"teologiche..."Gesù era un profeta che lentamente ha preso coscienza di sè durante i tre anni di predicazione in Galilea,cominciando il suo cammino ritenendosi un rabbì,fino ad arrivare ad un autodichiararsi figlio di Dio per l'amore che provava per il Creatore;la sua morte in croce fu solo una conseguenza accidentale di una sua esagerata presa di posizione nei confronti di un sinedrio che era sì pronto a riconoscerlo come profeta ma non certo figlio di Javhe";queste sono parole di un vescovo fate durante le omelie nell'anno liturgico attuale,vescovo nominato da Bergoglio,vescovo che palesemente nega ogni forma di devozione alla Santissima Vergine Maria(anche quando"dice messa"nelle feste mariane)mai visto con una corona del rosario in mano,vescovo che"sbaglia"le parole della consacrazione che dovrebbero sempre essere lette anche se uno le conosce a memoria(con un pubblico di "infedeli,"da come sia accostano alla Santissima Eucaristia,distratto e che nemmeno se ne accorge)!!A questo punto si annienta il concetto stesso di transustanzazione,di sacrificio eucaristico indispenabile per la remissione dei peccati,del peccato stesso e della utilità dei sacramenti(escluso forse il battesimo ma inteso quello del Battista fatto solo di acqua).Ma la domanda che ogni cattolico che si consideri ancora tale si deve fare è questa?Ammesso e non concesso che Bergoglio sia veramente papa(lui stesso pare abbia fatto una confidenza che non si considera tale)in virtù anche del fatto che le dimissioni di Sua Santita' Benedetto XVI siano state "estorte e obbligate"e quindi automaticamente nulle,resta un punto chiave da chiarire:se, come lei afferma chi dice e conferna tesi contrarie alla fede cattolica decade automaticamente dell'ufficio,vuole dire che ogni atto da lui fatto in virtu'dell'autorità conferitagli dal suo grado decade quindi è nulla;conseguenze? i vescovi nominati da Jorge non sono vescovi,i sacerdoti da loro ordinati non sono sacerdoti,le messe celebrate da quest'ultimi non sono valide!!Viene ciò a mancare la continuità apostolica quella condizione che la Chiesa Cattolica (prima che rinnegasse la Sua Natura Divina)ha sempre considerato indispensabile per la validità della sacra messa,non più riscontrabile in tutte le professioni cristiane dette protestanti,ivi inclusa la chiesa anglicana.Il gioco demoniaco è fatto:ecco abolito il sacrificio quotidiano senza colpo ferire e senza cambiare le parole della consacrazione,basta che chi le pronunci non sia più un vero sacerdote!!Viene di fatto scavalcata anche la problematica della comunione CUM papa Francesco o CUM Benedetto XVI(ultimo papa della Chiesa Cattolica Apostolica Romana che fa proselitismo...)

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    1. L'eresia o la mancanza di fede del ministro non annullano la "potestas ordinis"; pertanto le ordinazioni rimangono valide a tutti gli effetti. La "potestas iurisdictionis" permane fintanto che l'eretico non sia dichiarato tale. Quindi - lo ripeto una volta per tutte - gli allarme circa l'invalidazione della Messa sono privi di ogni fondamento.

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  3. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Corinzi 1 - Capitolo 13, 4-6
    Grazie, don Elia, perche' ha il coraggio di riaffermare continuamente la Verita' e così incoraggia anche tutti noi, semplici fedeli, a perseverare sull' unica Via.

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  4. Mi sento di sottoscrivere molto di quanto afferma Innominato. La sensazione che molti abbiamo è proprio questa, anche se non ho mai sentito preti o vescovi prendere le distanze come descritto. Però che non ci credano in Cristo Gesù vero Dio e vero Uomo è vero. Avverto quasi un senso di colpa da parte loro di sentirsi troppo rigidi, troppo legati alle formule, alla dottrina. Un desiderio di originalità (in realtà a chi la spara più grossa), di piacere al mondo ed alle sue problematiche esistenziali. Hanno sostituito le parole di Gesù nel Vangelo con una "narrativa" umana, povera culturalmente oltre che spiritualmente. Nei loro racconti non emerge alcune regalità di Nostro Signore. Appare Egli un uomo spesso triste, confuso, frustrato dalle vicende del suo popolo. Sono felici di descriverlo così per renderlo sempre più simile a noi nella natura ma sempre più distante nell'esempio, la forza, la passione. Parlano di un amore esclusivamente terreno,di desideri leciti e perseguibili. Insomma si sono costruiti un Dio come piace a loro. "Abbiamo deciso così, quindi Dio è questo, si adegui".
    Il resto viene da sé, di conseguenza. Un popolo bue in cammino, triste e brontolone, incredulo. Le lunghe file alla Comunione, dopo i confessionali vuoti alla Penitenza, sono l'emblema di tale inesorabile decadimento morale prima che spirituale.

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  5. no don Elia, non lasciamo la Chiesa,satana è in agguato,solo se si è vigili incontreremo la salvezza.Per gli altri,per chi abbandona "l'ovile santo" sarà quello che è scritto.

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  6. Nelle sacre scritture tutto è stato scritto,che doveva manifestarsi l'iniquita'

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  7. Restiamo nell'ovile sottolineando che troppi stanno tradendo, dai laici ai consacrati ma sempre più vengono allo scoperto e si fanno riconoscere e per questo noi restiamo fermi nell'ovile seguendo solo le parole dei sacerdoti (come é lei don Elia) fedeli al Vero Pastore!

    Grazie don Elia.
    Sia lodato Gesù Cristo

    Esempi di tradimento palese:

    https://www.maurizioblondet.it/la-religione-di-famiglia-cristiana/

    http://www.marcotosatti.com/2018/07/26/super-ex-salvini-e-il-vade-retro-di-famiglia-cristiana-unavversione-ideologica-antica/



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  8. Per caso ( ma niente accade per caso ), sono incespicata in questo video e mi piacerebbe farvene partecipi non per curiosita' ma per lodare il Divin Buon Pastore , per ringraziarLo per come e quanto ci custodisce e ci cura per farci seguaci fedeli . " Nel tempo ci sara' un solo ovile sotto un solo Pastore " ; se non ci siamo ancora , se siamo divisi piu'che mai e' perche' siamo disobbedienti .
    Dio e' tutto , salvare l'anima e' lunico impegno della vita .( S.Camillo)

    Le apparizioni di Marie a L’Ile-Bouchard in Francia
    https://www.ilebouchard.com/2014/11/le-apparizioni-di-marie-a-lile-bouchard/

    Se vogliamo glorificare la Madonna dobbiamo farci santi !
    Ave Maria

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