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sabato 19 settembre 2026



I moderni Nicolaiti

(e i loro censori acattolici)

 

Tu odi le azioni dei Nicolaiti, che anch’io ho in odio (Ap 2, 6).

«Al dire di Sant’Ireneo (Adv. Haer., I, 6; 3, 11), di Tertulliano (De Pudic., XIX, 6), di Clemente A. (Strom., II, 20), ecc., insegnavano che le voluttà sensuali non contaminavano lo spirito e non erano peccati» (Il Nuovo Testamento commentato dal P. Marco M. Sales O.P., vol. VII: L’Apocalisse, Proceno [VT] 2016, 26, n. 6). Riguardo a questa setta eterodossa del I secolo d.C., padre Sales ci informa ulteriormente che «negavano la divinità di Gesù Cristo e professavano alcuni errori gnostici» (ibid.). Si tratta dunque di uno dei tanti movimenti pseudocristiani afferenti alla variegata galassia della gnosi, la quale, dopo aver minacciato il cristianesimo nascente in modo ben più nocivo delle persecuzioni violente, è ricomparsa nel Quattrocento sotto la copertura dell’Umanesimo e, da allora, non ha più smesso di inquinare la vita ecclesiale.

Arricchita delle “conquiste” intellettuali kantiane ed hegeliane, la gnosi ha virulentemente attaccato la teologia cattolica prima col modernismo, poi con la nouvelle théologie, i cui propagandisti, grazie alla dissimulata connivenza di Roncalli, presero il controllo del Concilio Vaticano II fino al punto di trasformarlo in arma di distruzione della Chiesa e della sua dottrina, una sorta di atomica spirituale che mutò radicalmente la componente terrena della Sposa di Cristo – se non nell’essenza, almeno nella coscienza di sé, nell’immagine e nel funzionamento. I fautori del cambiamento (ormai passati tutti dinanzi all’eterno Giudice) denominarono esplicitamente quell’evento il 1789 della Chiesa; poiché la rivoluzione francese fu opera del giudaismo frankista, possiamo legittimamente arguire che ancora una volta abbia agito la medesima mano.

Parallelo con l’attualità

Ora, il riferimento ai Nicolaiti è motivato dal fatto che, a livello spirituale, i novatori assomigliano loro fortemente: essi ricusano – seppur implicitamente – la divinità di Cristo e, di conseguenza, il Suo ruolo di unico Salvatore; propugnano una sorta di autosalvazione mediante la conoscenza e l’aggiornamento delle dottrine; soprattutto, in forza della dicotomia tra spirito e materia, negano la rilevanza morale degli atti compiuti con il corpo, in particolare di quelli attinenti alla sfera sessuale. Da perito conciliare, il gesuita Rahner scambiava focose lettere d’amore con una donna, fatto che, per quanto peccaminoso, rientrava ancora nell’ordine naturale; invece le generazioni successive di “teologi” ed ecclesiastici hanno abbandonato ogni remora, concedendosi “piaceri” (se così possono chiamarsi) decisamente contro natura.

Le condizioni morali di gran parte di coloro che oggi detengono il potere nella Chiesa sono talmente degradate che tanti cattolici, se le conoscessero, perderebbero la fede. La nostra mira non è pertanto quella di scoprire la piaga purulenta, ma piuttosto quella di spiegare la sfacciata indifferenza di quei prelati per le verità rivelate, deformate col pretesto di presentarle in modo più attuale oppure rese vaghe e confuse per scopi “pastorali” oppure ancora, più semplicemente, deliberatamente relegate nell’oblio. Essi, nonostante tutto, sentono il bisogno di giustificarsi in qualche modo per attenuare il morso della coscienza, per quanto sempre più debole. Rispetto agli antichi Nicolaiti, quelli moderni hanno altresì assorbito il veleno della dottrina frankista circa una presunta redenzione attraverso il peccato (tratto comune col circolo Epstein).

Di fronte a questo stato di cose, molti cattolici si domandano giustamente cosa fare. Chi ha reagito con l’insubordinazione e la separazione dalla società visibile dimostra di non sapere più – o di non aver mai saputo – cosa sia la Chiesa, oltre ad aver perso di vista un principio elementare del diritto: i superiori non perdono automaticamente l’ufficio per la loro indegnità morale, la quale va anzitutto provata e, qualora sia dimostrata, può incidere sulla loro posizione unicamente se l’autorità ad essi superiore ne decide la rimozione; a poterla decretare non sono certo i sudditi, i quali, di conseguenza, non sono autorizzati a sottrarsi unilateralmente alla loro autorità né ad esimersi dall’obbedienza in ciò che è legittimo. Rilevare che il diritto è applicato con pesi e misure diverse a seconda che si tratti di conservatori o progressisti non è un motivo sufficiente per porsi fuori del diritto stesso inventandosi un inesistente diritto di supplenza.

Idee scorrette di Chiesa e sacerdozio

La Chiesa terrena è una vera società regolata dal diritto, che in molti casi rappresenta l’unica tutela dei deboli e senza il quale essa sprofonderebbe in un caos ben peggiore. Chi piccona l’ordinamento ecclesiastico per ragioni apparentemente virtuose (cioè per difendere la Chiesa) arreca alla Chiesa un danno enorme, in quanto non solo la divide, ma mina il principio stesso della sua coesione. Ciò denuncia gravi carenze dottrinali circa la natura della Chiesa come società visibile nonché la natura del diritto, ridotto a mero coacervo di norme positive umane, sempre modificabili o sospendibili. È così che, come i modernisti, anche i tradizionalisti scismatici dimostrano di aver coltivato un’idea di Chiesa spiritualistica e intellettualistica… in altre parole, un’idea gnostica, certamente diversa quanto alla coloritura, ma fondamentalmente analoga.

Sulla stessa linea di questo grave malinteso ecclesiologico si muove l’equivoco riguardante il sacerdozio cattolico, un cui connotato essenziale è la comunione gerarchica, senza la quale esso non è cattolico. Non basta infatti che ci sia la materia dell’ufficio sacerdotale (cioè i tre uffici di governare, insegnare e santificare, comuni anche agli ortodossi), ma è necessario che ci sia anche la forma (ossia il legame del sacerdote col vescovo e dei vescovi col Papa, legame grazie al quale il sacerdozio viene esercitato, come deve, nell’unità del Corpo Mistico, concorrendo così alla sua crescita e al suo benessere). Ciò non è un accidens, ma appartiene all’essenza stessa del sacerdozio; in assenza di ciò, pertanto, non si ha sacerdozio cattolico, ma un sacerdozio acattolico, grossolanamente difettoso in quanto privo della forma cattolica del sacerdozio stesso.

Alla luce di quanto esposto, è chiaro che l’idea di consacrare dei vescovi al di fuori della comunione gerarchica allo scopo di preservare l’episcopato cattolico è intrinsecamente contraddittoria, visto che vescovi ordinati con un atto di rottura della comunione non sono cattolici. Pretendere che non si tratti di un atto di rottura perché i nuovi vescovi non rivendicano la giurisdizione ma sono intesi unicamente ad amministrare i sacramenti della Confermazione e dell’Ordine sottende un altro madornale errore dottrinale. Oltre a misconoscere l’inseparabilità dei tria munera, questa curiosa tesi ignora la natura dell’episcopato cattolico, il quale è per essenza continuazione dell’ufficio apostolico di pascere il gregge del Signore. Il munus regendi (e, quindi, la giurisdizione) è il fulcro degli altri due, il munus docendi e il munus sanctificandi: nessuno, infatti, può legittimamente insegnare in modo tale da impegnare la coscienza né dispensare i Sacramenti se non a coloro sui quali è costituito in autorità.

Le eccezioni confermano la regola: i vescovi della Santa Sede, i nunzi apostolici e i vescovi ausiliari non hanno giurisdizione su una porzione del Popolo di Dio, ma sono comunque ordinati ad averla, tanto è vero che possono ricevere dal Papa il governo di una diocesi per semplice decreto, senza alcun ulteriore intervento sacramentale. Per salvare in qualche modo la forma, essi ricevono il titolo di un’antica diocesi non più esistente, proprio perché l’episcopato, ben lungi dal servire alla mera “produzione” di sacramenti, è per sua stessa natura finalizzato alla guida dei cristiani dimoranti in un determinato luogo. Perciò non si dà episcopato consistente nella sola potestas ordinis, poiché esso contiene in radice, per essenza, anche la potestas regiminis, virtualmente presente pure nel vescovo non dotato di giurisdizione territoriale o personale.

Che la forma canonica della comunione gerarchica si sia evoluta nel tempo non cambia la sostanza del discorso: come si è verificato un necessario e salutare sviluppo organico sia del dogma che del culto, così per il diritto della Chiesa. È risaputo che nel primo millennio il Papa non nominava i vescovi di persona così come, fino al Concilio di Trento, non esistette il meccanismo giuridico di incardinazione dei preti; tuttavia una forma canonica di comunione gerarchica, seppur non fissata come lo è oggi, c’era senza dubbio, se sant’Ignazio d’Antiochia († 107), in viaggio per Roma, dove sarà coronato dal martirio, scrive ai cristiani di non fare assolutamente nulla senza il vescovo, mentre afferma che la Sede romana presiede l’intera Chiesa (cf. Smirn., 8, 1; Rom., Prologo). In altre parole, la forma canonica si è determinata in modo graduale ma c’è sempre stata, benché, all’inizio, allo stadio embrionale; oggi, comunque, vige quella attuale, non quella di un’epoca a scelta.

Conclusione

Dalle considerazioni fin qui svolte si evince che i separatisti di ogni denominazione (lefebvriani, viganiani, resistenti, affini e derivati) sono non soltanto scismatici, ma anche eretici, in quanto, in teoria e in pratica, rifiutano punti essenziali del dogma ecclesiologico. La panacea con cui legittimano la propria ribellione (lo stato di necessità) è una palese menzogna: è insostenibile che all’infuori di loro non ci siano, in tutta la Chiesa Cattolica, sacerdoti e vescovi in grado di insegnare la sana dottrina e amministrare Sacramenti validi. L’accettazione o meno del Vaticano II non è affatto un discrimine: nonostante il disastro causato dagli apostati che si servirono di esso per demolire la Chiesa, infatti, il carattere pastorale anziché dogmatico fa sì che i suoi testi non obblighino la coscienza dei fedeli se non in ciò che è conforme al Magistero perenne.

Le ambiguità che hanno aperto la porta a perniciosissimi errori, pur avendo provocato immensi danni, non minacciano più la fede dei cattolici autentici, che per grazia han ritrovato la via della verità. Ci sono schiere di sacerdoti e laici di retta coscienza che, malgrado le deficienze dottrinali dovute alla loro cattiva formazione, camminano sotto la guida della Corredentrice verso la piena comprensione del deposito ricevuto. Ciò che li ostacola di più nella riscoperta della Tradizione e della Messa antica è proprio il fatto che movimenti ribelli ne facciano la propria bandiera e un motivo per spaccare la Chiesa. Chi ama davvero la Sposa di Cristo persevera invece nel bene a prescindere dai Nicolaiti che spadroneggiano su di lei, preparando attivamente l’intervento divino con la preghiera e l’impegno, ma senza assumersi compiti e ruoli che non gli spettano, bensì, da vero cattolico, confidando ciecamente nella Provvidenza mentre coopera con Essa.


31 commenti:

  1. Per favore, solo commenti brevi e pertinenti.

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  2. Padre, può spiegarmi cosa intende per neoscolastica e perché è stata il preludio per il disastro della Chiesa? E cosa si sarebbe dovuto fare per riformare in modo adeguato la Chiesa preconciliare? Grazie,Paola

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    1. La neoscolastica è la corrente teologica nata per impulso di Leone XIII, che con l'enciclica "Aeterni Patris" (1879) indicò il ritorno al metodo di san Tommaso d'Aquino come via per il rinnovamento della filosofia e della teologia cattoliche. Essa ha avuto grandi meriti e insigni rappresentanti (come il domenicano Réginald Garrigou-Lagrange) ma nei decenni antecedenti al Vaticano II si era in gran parte sclerotizzata in un una forma di razionalismo astratto che non toccava più le anime di sacerdoti e fedeli violentemente traumatizzati dall'ultimo confitto mondiale e profondamente influenzati da nuove correnti culturali, del tutto estranee al pensiero metafisico e realista della tradizione cattolica.
      Anziché insistere in modo esclusivo o almeno prevalente su un'istruzione intellettuale che non faceva più presa, si sarebbe dovuta riscoprire l'evangelizzazione come annuncio della persona viva di Cristo, operante nella Chiesa e nella coscienza di chiunque le apra il cuore. In perfetta buona fede - ma con scarsa preveggenza - ci si illuse che i metodi di indottrinamento e irreggimentazione fino allora seguiti bastassero ad assicurare la sopravvivenza della società cristiana, che però era ormai rosa dall'interno dalla perdita della fede in ampi strati di battezzati che si dichiaravano ancora cattolici più per convenienza sociale e politica che per sincera convinzione.

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  3. Chiarissimo. Il Signore la benefica per la chiarezza e fedeltà dottrinale. Grazie!

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  4. Buonasera padre Elia, se può essere utile per comprendere meglio la situazione in cui ci troviamo le posto il link dove questo santo vescovo dice cose illuminate dallo Spirito Santo. https://youtu.be/0Z-W8KjgV3s?is=KZnv4sFGQoejICwZ

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  5. Grazie. Di cuore. Veramente di grande conforto. È proprio quello che noi fedeli rimasti cattolici "confidando ciecamente nella Provvidenza", siamo lieti di leggere.

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  6. So per certo che purtroppo ci son molti "lefebvriani da tastiera", che spendono molto più tempo a parlare della FSSPX che a parteciparne alle attività.

    Costoro, per esempio, entusiasticamente inneggiano ai nuovi "vescovi della Tradizione", pur sapendo che i quattro ordinati del 1° luglio scorso non saranno mai disposti ad amministrare il sacramento dell'ordine a qualcuno che non appartenga alla FSSPX, nemmeno se ben preparato e di provata fede cattolica. Anzi, sarà già un miracolo ottenerne una cresima o un battesimo di infanti senza far atto di adesione formale.

    Il madornale errore di tale tifoseria lefebvriana è di credere ciecamente allo slogan secondo cui la Tradizione si esprime solo negli eredi ufficiali di Lefebvre. Come se la FSSPX fosse esclusiva depositaria della Tradizione. E dello "stato di necessità" che giustifica l'autocefalia ed il contraddittorio atteggiamento del "riconoscenti e resistenti".

    Dunque bisognerebbe chiamarli "vescovi della Tradizione lefebvriana", e ricordare che non appena un vescovo lefebvriano osò prendersi cura delle anime che i vertici della FSSPX avevano appena stabilito di ostracizzare venne espulso e condannato ad una pressoché damnatio memoriæ e non gli riconobbero più lo "stato di necessità" e nemmeno il titolo nobiliare di "vescovo della Tradizione".

    L'autoreferenzialità della FSSPX avreste potuto coglierla anche solo osservando che nessuno dei quattro nuovi vescovi parla italiano. Proprio adesso che l'italiano, nostro malgrado, è la lingua pressoché ufficiale dei sacri palazzi vaticani... e davanti al fatto che da lungo tempo i vertici FSSPX non sembrano avere gran considerazione per il Belpaese. Da un lato "infrancesatevi, o arrangiatevi", dall'altro la tifoseria da tastiera che ad ogni pié sospinto loda il loro operato, e in mezzo le loro comode e vistose incoerenze.

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    1. Incoerenze, contraddizioni, assiomi indimostrabili, atteggiamenti e comportamenti di un'autoreferenzialità assoluta... tutte cose che si giustificano con lo stato di necessità, che diamine!

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    2. Chiamare i tradizionalisti "la Tradizione", come fa qualcuno, è un'appropriazione indebita. La Tradizione (con la maiuscola) non appartiene a loro, ma a tutti i cattolici. Chi non lo sa, dimostra di non avere chiaro neanche il concetto base... E come può allora autodefinirsi "tradizionalista"?
      C'è poi da dire che gli amanti della Tradizione non si incontrano solo nel campo tradizionalista, ma anche tra coloro a cui va stretta la definizione di "tradizionalista".
      Inoltre, essendo il campo tradizionalista variegato e ricco di fazioni in lotta fra loro (fanno a gara a chi è più tradizionalista, gettando fango sui concorrenti) e non assimilabili l'una all'altra, a quale di queste fazioni ci si riferisce quando si parla astrattamente di "la Tradizione"?

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    3. Assisi e la Fraternità San Pio X: quando lo scisma diventa racconto di persecuzione.
      Don Mario Proietti, cpps
      9/9/2026
      La vicenda di Assisi assume così un significato che va oltre il singolo episodio. Mostra una Fraternità che, dopo aver scelto di procedere nelle consacrazioni episcopali contro la volontà del Papa, sembra entrare sempre più profondamente in una fase nella quale le conseguenze ecclesiali di quella scelta vengono comprese come segni della persecuzione subita a motivo della propria fedeltà.
      https://duepalmisoprailcuore.it/2026/09/09/assisi-fraternita-san-pio-x-scisma-racconto-persecuzione/
      Solo se utile alla riflessione dei lettori.
      Ave Maria!

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    4. Non ci si riferisce ad alcuna fazione, bensì alla Tradizione come fonte della Rivelazione accanto alla Scrittura. Le sètte che rivendicano il monopolio della Tradizione in realtà la contraddicono.

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  7. Buongiorno, io ero andata in passato alla Santa Messa Vetus Ordo e ricordo che c' erano sempre persone che manifestavano odio contro Papa Giovanni Paolo II e contro Papa Benedetto XVI.
    Mi sono detta: "per sentire parlare così, torno alla Santa Messa Novus Ordo".

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    1. Purtroppo l'ambiente della Messa tradizionale è infestato da persone così, che scoraggiano chi vorrebbe inserirvisi. Bisogna fare come in parrocchia: andare a Messa senza badare a ciò che fa o dice chi ci si trova accanto.

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  8. Alla cortese attenzione di Don Elìa . Ave Maria!
    Di cuore, buona edificante lettura. Sia lodato Gesù Cristo ora e sempre!
    https://www.alleatieucarestiaevangelo.it/2026/09/non-riuscivo-staccare-le-mani-dal.html

    14 Settembre 2026 - Daily Mass
    St Gabriel the Archangel-Hopkins
    https://www.youtube.com/watch?v=Nr_YnX3MM8s

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  9. P.S. Resto un po' sconcertata, disorientata, dispiaciuta.
    Vista la forte esperienza intima vissuta dal Sacerdote, mi
    aspettavo che non condividesse piu' la SS.Eucaristia con i
    (per me famigerati) ministri straordinari e tantomeno
    porgesse in mano Il Tesoro di Dio. Ma forse sono troppo critica.
    Perdonatemi.

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    1. Purtroppo anche bravi sacerdoti si credono obbligati a seguire le prassi abusive imposte dall'alto riguardo alla Santa Comunione; opporvisi, del resto, comporta quasi sempre l'allontanamento dal ministero.

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    2. Qualche volta si è costretti a prendere la comunione in mano perché l'alternativa è farla finire per terra, dato che i preti sono a disagio nel darla in bocca (paura di prendere malattie?) dunque esitano, non la mettono nel verso giusto, la infilano come si infilerebbe una lettera nella buca delle lettere, ritirando prontamente la mano. E la particola che spesso è aderente alle dita del sacerdote prende il volo, finisce per terra. E il sacerdote, contrariamente alle norme, dice con disprezzo al malcapitato: "La raccolga!", come se fosse colpa del fedele.
      Ho visto ostie volare, cadere a terra, spezzarsi, I pezzi raccolti dal fedele, dei frammenti rimanere a terra, calpestati da altri fedeli... Un sacrilegio.
      Di fatto andrebbe presa in bocca, inginocchiati alla balaustra, con un chierichetto dotato di piattino pronto a raccoglierla in caso di "incidente".

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    3. Compratevi un piattino e posizionatelo da voi sotto il mento, a meno che non troviate un sacerdote capace di dare la Santa Comunione come si deve.

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  10. Grazie dei suoi articoli... Ho notato che in essi mai menziona i diaconi, intendendo i diaconi uxorati. Come mai?

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  11. Buongiorno.
    Dato che è comunque accertato, ormai, che spesso alle Messe in Novus Ordo purtroppo si è costretti a vederne di cotte e di crude col rischio di perdere la fede (ovviamente sto parlando in generale, perché buone eccezioni ci saranno pure) e dato che quelli della Fraternità non vanno bene, benché dicano di essere Cattolici come sempre, come se ne esce? Perché perdere la fede è cosa davvero seria e grave, tanto per il fedele quanto di più per il sacerdote che ne è causa. Come mai Roma lascia tranquilli vescovi e sacerdoti che aprono a tutto, a tutti e pure di più?

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    1. La fede non si può perdere, se non si vuole perderla.
      Per non "vederne di cotte e di crude", scegliete una Messa celebrata decentemente, senza abusi né eresie.

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  12. San Giovanni Crisostomo, nella sua Omelia 11, sulla Lettera agli Efesini, affronta il gravissimo problema dello scisma e pronuncia queste parole: «Un uomo santo ha detto una cosa che potrebbe sembrare audace, eppure l'ha detta. Che cosa? Ha affermato che nemmeno il sangue del martirio può cancellare questo peccato».
    Perché lo scisma è considerato così grave?
    Subito dopo, nella stessa omelia, San Giovanni Crisostomo spiega la logica teologica che sta dietro a un'affermazione così radicale e si domanda: "Per quale motivo subisci il martirio? Non lo fai forse per la gloria di Cristo?" Di conseguenza, argomenta che è un'assurdità logica e spirituale dare la vita per Cristo da una parte, e dall'altra distruggere e fare a pezzi la Chiesa, che è il Corpo stesso per cui Cristo ha versato il Suo sangue
    Lo scisma è un peccato superiore alle persecuzioni esterne, infatti spiega che i nemici esterni (i persecutori pagani), pur uccidendo i cristiani, rendono la Chiesa più gloriosa e forte attraverso la testimonianza dei martiri. Al contrario, lo scisma – essendo una guerra intestina provocata dai suoi stessi figli – lacera l'unità, disonora la Chiesa e la espone al ridicolo e al disprezzo dei non credenti.

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  13. Un evento non pubblicizzato, il primo congresso noachide che si terrà a Gerusalemme il prossimo novembre. In breve le leggi noachidi sono intese per i non giudei, per i quali si applicano invece leggi differenti. Il rischio paventato è che la credenza in Gesù Dio uomo venga classificata come idolatrica e dunque si ricada nella visione neoariana di Gesù solo annunciatore di una dottrina etica elevata. Qui alcuni spunti.
    \\\For years, we have been warned that the Seven Noahide Laws will provide the religious and judicial framework necessary to unite the nations under a counterfeit system of morality without Jesus Christ. Now, in November 2026, representatives from six continents are scheduled to gather in Jerusalem for the First International Congress of Noahides, and the organizers are telling us plainly that this is “a foundation, not a conference.”\\\
    \\\They are not gathering merely to exchange ideas. They intend to sign a founding charter, establish an international rabbinical court, create regional councils, adopt a unified syllabus, institute structured membership and build the financial machinery necessary to sustain a global religious movement.\\\
    \\\Think about what is being constructed with the First International Noahide Conference. A One World universal moral code, one centralized spiritual authority, one international judicial structure and one worldwide movement—with Jerusalem functioning as its spiritual center. This is precisely the type of institutional scaffolding required before a religious philosophy can become a religious government. The organizers even declare that delegates will arrive as individuals and leave as “one movement.”\\\
    (da https://internationalambassadorsforchrist.wordpress.com/2026/07/29/first-noahide-congress/)
    Nel canale YT "Christ The King" presente un recente video.

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  14. Grazie Padre, Dio la benedica. C'era bisogno di questa chiarifica, un posizione autenticamente Cattolica. Non e' facile stare nella Chiesa con questa gerarchia. Pero' dobbiamo farlo.

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  15. In questo video “inquietante” e farneticante un rabbino gioisce del fatto che l’Europa è invasa dai musulmani e la controllino, afferma che la prossima sarà l’America e dopo le guerre scatenate ovunque, non esisterà più niente, solo il “Grande Israele” che non cita, ma si può intuire.
    (https://vocidallastrada.substack.com/p/il-rabbino-e-felice-che-i-musulmani)

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  16. Testuali parole "L'Islam è la scopa di Israele, lo sai.
    Cioè, io scopro che, invece di fare tutto il lavoro, manda Ismaele a risolvere il problema."
    (https://vocidallastrada.substack.com/p/rabbino-rav-toitou-il-nemico-piu)
    Il rabbino Rav Toitou afferma che il nemico più grande di Israele è l'Italia, il cuore della cristianità, e gioisce del fatto che l'islam abbia invaso l'Europa. Dubito che lo faranno vedere alla giornata della memoria.
    TRASCRIZIONE
    Voi europei pagherete caro questo.
    Ma a un certo punto non hai nemmeno idea di cosa stiamo parlando.
    E non avrai più nessun posto dove scappare.
    Perché tutto il male che hai fatto a Israele, lo restituirai moltiplicato per cento.
    Quando l'Italia scomparve con Edom, ecco perché la sede del cristianesimo che deriva da Esaù si trovava lì.
    Quando questo posto scomparirà, ed è ciò che l'Islam vuole fare, se ne prenderà cura.
    L'Islam è la scopa di Israele, lo sai.
    Cioè, io scopro che, invece di fare tutto il lavoro, manda Ismaele a risolvere il problema.

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  17. Yael Ariel, una sopravvissuta ai sadici rituali sessuali in Israele, testimonia alla Knesset, il Parlamento di Israele.
    (https://vocidallastrada.substack.com/p/posseduti-da-satana-i-segni-certi)
    Ci sono alcuni membri della Knesset che hanno preso parte a tali aggressioni. C’è stata una storia che è diventata virale. Non so quanti altri ce ne siano ovviamente, perché di fronte a persone così potenti, e specialmente quando si tratta di traumi inimmaginabili, è chiaro per me che la maggior parte delle ferite sono insopportabili da raccontare. Le dozzine di episodi che mi sono stati riportati sono una goccia nell’oceano di migliaia di abusi documentati in Israele”.

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  18. Resoconto esteso e ben documentato su storia e sviluppo Chabad Lubavitch, tra abusi sessuali rituali e infiltrazioni politiche ad altissimo livello.
    (https://www.youtube.com/watch?v=ZAM38WdPGEY).
    Un punto fondamentale compare proprio all'inizio, ovvero l'esplicita asserzione, nel testo fondante del movimento risalente al suo capostipite, secondo cui i non ebrei hanno anima impura incorporando queliphot impure, il termine risale alla cabala lurianica: si connota dunque sin dai fondamenti come gnostico prospettando una categoria di anime, i pneumatici, ontologicamente superiore ai più grossolani e indegni psichici e ilici.

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  19. Per la ricorrenza a San Michele Arcangelo, un video di Don Marcello Stanzione, sacerdote che si è dedicato al recupero della ingente tradizione angelica cattolica, ora trascurata e passata in secondo piano.
    Come dice nel video ... La Chiesa cattolica sta andando a picco, abbiamo bisogno del protettore, dell'Arcangelo Michele ...
    [https://www.youtube.com/watch?v=koJYysx7Kl4]
    Viene proposto l'esorcismo scritto da Leone XIII, da non confondersi con l'invocazione a San Michele sempre di Leone XIII che veniva recitata durante la messa vetus ordo. Si tratta di un esorcismo strettamente personale, da recitare solo in privato e solo per sè e non per altri, non inteso dunque per la preghiera comunitaria anche in presenza di un sacerdote. Nel video viene fatto osservare che l'elezione di Leone XIV è avvenuta nella data, 8 maggio, che commemora l'apparizione di San Michele a Monte Sant'Angelo sul Gargano, data che ispirò pure Bartolo Longo canonizzato di recente proprio da Leone XIV. Bartolo Longo, in gioventù anticlericale e occultista, dopo la conversione divenne un fervente apostolo del Rosario e fondò il santuario della Madonna di Pompei, con ricorrenza 8 maggio, data di fondazione e giorno della Supplica alla Madonna del Rosario e anche giorno della visita di Leone XIV nel 2026, ad un anno dalla sua elezione.

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  20. Più chiaro di così !!! Sottoscritto da sette Rabbi ebrei
    (https://www.chabad-mafia.com/)
    The Jewish People have a big problem. This problem is an organization known as Chabad, Chabad-Lubavitch, or Lubavitch. This website describes this problem, and tries to prevent additional Jews from becoming "Victims of Chabad."
    This website was created by Jews for Jews. If you are not Jewish you may not understand what is being presented. If you are Jewish and you do not understand, then you should consult with your local Orthodox (non-Chabad) Rabbi, and do your own research about these issues.
    What is Chabad? Chabad is a religious cult and a criminal organization. Why is this a problem for the Jews? Chabad poses as an Orthodox Jewish group. They say they are more religious, more strict in their religion, than regular Orthodox Jews.
    In reality, Chabad's ideology is NOT Jewish. In Israel, Chabad is considered by the most important Rabbis as a religion different from Judaism. Chabad is a different religion. Chabadism is NOT Judaism.
    So, why is this bad for the Jews? Chabad is a criminal organization. Chabad is mostly involved in white collar criminal activities such as financial fraud, tax evasion, and money laundering.
    Chabad has also been linked to various Jewish child abuse cases
    When these criminal activities are discovered and exposed to the public, and because Chabad poses as a Jewish organization, anti-Jewish hatred is created. That is, Chabad creates anti-semitism in the world.
    Also, many of Chabad victims are Jewish. Mostly, Jewish children. Chabad runs several schools around the world. The objective of these schools is NOT to provide a good Jewish education for their students. The objective of these schools is to MAKE A PROFIT at the expense of the Jewish children.
    A Chabad school is NOT a safe place for Jewish children
    In fact, everything and anything Chabad does, they do to MAKE A PROFIT. Chabad Rabbis are known to have millions of dollars in their offshore bank accounts resulting from, among other things, donations.
    This facts explain the advice that many important Rabbis have been giving us for the past few decades:
    DO NOT PUT YOUR CHILDREN IN A CHABAD SCHOOL,
    EVEN IF THEY OFFER YOU FREE TUITION
    IF YOUR CHILDREN ARE NOW IN A CHABAD SCHOOL,
    REMOVE THEM IMMEDIATELY

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