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sabato 21 febbraio 2026


Radicalizzazione di uno scisma

 

Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi (Gv 20, 21).

Può forse nutrirsi lecitamente del Corpo reale di Cristo chi ne lacera il Corpo mistico che vive sulla terra? Qualsiasi buon cattolico reagisce a tale domanda con una smorfia inorridita – e ben a ragione. Comunicarsi all’unico Pane senza appartenere all’unica Chiesa è non soltanto un’insuperabile contraddizione,  ma anche un intollerabile affronto a Colui che ha sacrificato Se stesso sulla Croce per dare vita alla Sposa e, al contempo, far sì che fosse una, non in senso puramente numerico, bensì sul piano dell’essenza: il Sangue divino è stato sparso per riunire i figli di Dio dispersi (cf. Gv 11, 52), mentre lo Spirito Santo, quale anima del Corpo, ne unisce tutte le membra col Capo e tra di esse. La Chiesa, in altre parole, non sussiste se non come mistero di unità e di comunione.

Fine delle discussioni inutili

Che la Fraternità Sacerdotale San Pio X sia oggettivamente in stato di scisma non è opinione di chi scrive, ma sentenza della suprema autorità della Chiesa: l’ordinazione di vescovi contro la volontà del Papa è per sua stessa natura un atto scismatico (cf. Giovanni Paolo II, Motu proprio Ecclesia Dei [2 Luglio 1988], 3). La necessità del mandato pontificio, ai fini di tale atto, non deriva unicamente da leggi meramente ecclesiastiche (come erroneamente sostenuto dai “teologi” di detta fraternità), ma dipende dalla costituzione divina della Chiesa, in forza della quale chiunque in essa eserciti un ministero può farlo legittimamente solo se ne ha ricevuto formale mandato dall’autorità superiore.

I vescovi, in quanto membri del collegio episcopale, succeduto a quello apostolico, non possono governare una porzione della Chiesa se non in comunione gerarchica con tutti gli altri, quindi sotto l’autorità del Papa, dal quale ricevono la potestà di governo (potestas iurisdictionis) su una determinata diocesi, benché il potere sacramentale (potestas ordinis) sia loro conferito direttamente da Cristo mediante la consacrazione episcopale. Questi due poteri, sebbene distinti, non sono tuttavia separabili, in quanto sono entrambi ordinati all’edificazione e alla crescita del Corpo Mistico. Perciò pretendere che un vescovo possa legittimamente amministrare i Sacramenti senza avere la giurisdizione sui fedeli o almeno la delega dell’Ordinario del luogo è contraddittorio, oltre a ledere gravemente la funzione episcopale e a trattare i Sacramenti alla stregua di atti magici.

Le (fallaci) argomentazioni della San Pio X sfiorano il giuspositivismo assoluto: la loro pretesa di stabilire una legittimità alternativa presuppone che tutto, nella Chiesa, dipenda da determinazioni positive del legislatore e, di conseguenza, possa essere modificato o sospeso. A questa deviazione si associa il puro nominalismo del pretesto addotto per sanare l’illegittimità del ministero dei suoi sacerdoti: la carità verso i fedeli giustificherebbe gravissime infrazioni all’ordinamento canonico che nel loro caso, oltretutto, sono sistematiche e durano da cinquant’anni. Qui la carità è soltanto una parola con cui si tenta – invano – di coprire il terrificante abuso con cui si amministrano Sacramenti illeciti e si illudono i fedeli di essere in stato di grazia, quando invece (salvo il caso dell’errore invincibile) oggettivamente non può essere così.

La realtà dietro la foglia di fico

Il mantra dello stato di necessità è un logoro alibi privo di ogni oggettività e autocertificato da chi ne trae vantaggio. La fattispecie così denominata è una situazione circoscritta nel tempo e nello spazio, non certo una situazione che possa riguardare la Chiesa Cattolica nella sua interezza; sostenere ciò significa considerare inefficace la promessa di Cristo sull’indefettibilità della Chiesa (cf. Mt 16, 18) e dimostrare praticamente di non crederci. Nei regimi comunisti quello stato si è sì protratto per decenni, ma i casi in cui, per inderogabile necessità, si è stati costretti a ordinare vescovi senza mandato pontificio sono eccezioni e, comunque, non costituiscono esempi di ribellione. Qui si pretende addirittura che i sacerdoti e i vescovi della Fraternità siano gli unici ad amministrare i Sacramenti in modo sicuro, al punto di dissuadere i fedeli dal riceverli perfino da sacerdoti tradizionali che non vi appartengano e di proibire severamente la partecipazione alla Messa di Paolo VI, bollata come rito protestante tout court.

Ora, con quale autorità quei sacerdoti danno ordini e impongono divieti, se non hanno giurisdizione sui fedeli? La pretesa di governarli senza alcun mandato si configura come un gravissimo abuso non solo canonico, ma anche di coscienza. Eppure la Fraternità, sia in pratica che in teoria, rivendica il diritto e il dovere di funzionare a tutti gli effetti come una giurisdizione ecclesiastica, che però non esiste. Non solo, ma tale entità-fantasma pretende di operare – per il bene delle anime, beninteso! – in modo completamente indipendente dalla legittima autorità: di fatto è una vera e propria Chiesa parallela e autosufficiente. I tentativi di legittimare tale enormità anche de iure si configurano come una fantateologia che gareggia con quella dei modernisti più estremisti, in quanto tradisce una visione protestantica.

Concordiamo senz’altro sul fatto che la Chiesa Cattolica stia attraversando la più grave crisi interna della sua storia; riconosciamo però, al contempo, che i mali della vita ecclesiale non si sanano con la divisione e che un errore non si vince con un errore di segno contrario, bensì con la verità. Solo chi persevera nell’obbedienza alla verità dentro la Chiesa, per quanto ciò sia martirizzante, può conservare la sana dottrina; chi invece se ne pone fuori deve necessariamente distorcerla per giustificare la propria posizione, che non è assolutamente giustificabile. Così non solo i Sacramenti sono illeciti, ma l’insegnamento stesso finisce con l’essere deformato in nome di una presunta fedeltà a una “tradizione” ridotta a corpo morto di dottrine astratte avulso dal grembo della vera Tradizione, la quale si perpetua grazie alla comunione gerarchica – e in essa soltanto. Uno stato di scisma che si protrae nel tempo, a lungo andare, sfocia perciò, inevitabilmente, nell’eresia: esempio lampante di eterogenesi dei fini.

L’eresia come frutto della lotta all’eresia

La tragedia degli scismatici e degli eretici è che, nella loro sconfinata arroganza, rifiutano qualsiasi cura, respingendo per principio ogni ipotesi di riconciliazione. Nel caso presente, essi pongono come precondizione che la Santa Sede dia loro ragione su tutto e accetti tutte le loro pretese: in parole povere, il Papa dovrebbe ammettere di esser finito completamente fuori strada con l’intero episcopato e, di conseguenza, di doversi far dare lezioni da loro in ogni materia, dalla dogmatica alla morale, al diritto canonico… Che ciò sia palesemente impossibile non è rilevante: la Fraternità non vede alcuna necessità di approvazione canonica, dato che vuole l’indipendenza assoluta e, anzi, intende preservarla. La pantomima delle lettere e degli incontri al vertice è solo una tattica mirante a rafforzare le motivazioni della decisione già presa, come a dire: «Abbiamo esposto le nostre ragioni, ma quelli non ci hanno ascoltati»; infatti la decisione è stata rapidamente confermata.

Lo scisma e l’eresia, poi, si associano necessariamente al fanatismo, del quale han bisogno per legittimarsi e senza il quale non possono continuare a sussistere, dato che le loro ragioni si smontano in due passaggi. Ciò che più addolora è vedere tanti fedeli trasformati in fanatici da un indottrinamento che ruota su tre-quattro idee inculcate in modo ossessivo e senza possibilità di dibattito; chiunque osi avanzare anche solo l’ombra di un dubbio è irrevocabilmente bollato come modernista ed escluso dal consorzio degli eletti, gli unici che si salvino. Dispiace ammetterlo, ma queste sono le caratteristiche tipiche delle sètte; ciò che è davvero paradossale, tuttavia, è che quella, che pur si presenta come antitesi della modernità, sia perfettamente conforme alle più aberranti istanze postmoderne: gli estremi opposti si toccano. Abbiamo non soltanto l’assoluto giuspositivismo e il nominalismo puro, infatti, ma anche l’individualismo egocentrico, esclusivistico e autoreferenziale – come usa dire. Lì, però, la chiamano carità.

La pretesa di legittimare un ministero illegittimo e la frottola di non aver l’intenzione di rompere l’unità nell’atto stesso con cui la si spezza richiedono l’abbandono del principio di non-contraddizione, cosa che rende impossibile qualunque tentativo di dialogo, poiché si nega la realtà in nome di un’idea. A ciò si aggiunge la menzogna secondo cui non si può conservare il seme della fede né il sacerdozio cattolico, insieme agli altri Sacramenti, se non grazie a un’aggregazione che vive separata dal resto della Chiesa. A raccontarsi simili balordaggini per cinquant’anni si finisce o in un disturbo mentale (il delirio) o nella più spudorata falsità. In un caso come nell’altro, bisogna d’ora in poi evitare ogni contatto con quella setta e smettere sia di ascoltare che di leggere ciò che da essa è prodotto, poiché ciò porta a peccare non solo contro la fede, ma anche contro la speranza e la carità.

Anziché l’aperta insubordinazione all’autorità (che ha fatto apparire la Messa tradizionale come un appannaggio di gruppi scismatici), la strada giusta da battere sarebbe stata la pacifica rivendicazione del diritto insopprimibile di usare il Messale di san Pio V, che non è stato abrogato né lo potrebbe. I sacerdoti che la scelsero poterono continuare a celebrare la Messa antica, benché in mezzo a gravi sofferenze e ingiustizie. Il Cristo, d’altronde, non ci ha proposto facili scorciatoie, ma ci ha comandato di seguirlo sulla via della Croce. Il vero bene delle anime esige un’obbedienza crocifiggente, non la superbia della ribellione, per quanto ammantata di nobili motivi e di saccenti sofismi. La salus animarum non può in alcun modo esser privatizzata da gruppi separati che ne facciano un pretesto per permanere nella disobbedienza e radicalizzare uno stato di scisma consolidandolo in modo definitivo.


Per approfondire:

https://lanuovabq.it/it/vescovi-fai-da-te-il-rischio-di-creare-una-chiesa-parallela

https://lanuovabq.it/it/lefebvriani-lo-stato-di-necessita-e-una-contraddizione

https://blog.messainlatino.it/2026/02/il-nuovo-scisma-della-fsspx-non-e-giustificato-mons-marian-eleganti.html

https://www.sabinopaciolla.com/la-questione-fondamentale-che-il-vaticano-deve-esigere-dalla-fsspx/

https://www.internetica.it/don-citati-FSSPX.pdf


43 commenti:

  1. Consiglio di ascoltare il dott. John Salza, canonista americano, che spiega perché è uscito dalla FSSPX dopo 15 anni di frequentazione delle sue cappelle. Studiando gli scismatici e i sedevacantisti si è accorto che erano accomunati da diversi aspetti, cioè da una visione ecclesiologica protestante. Afferma che la dottrina non è così solida come si pensa e che sono materialmente scismatici, non formalmente. Afferma che i sacerdoti sono tuttora sospesi perché consacrati illecitamente e che non è lecito andare a Messa da loro. Il Papa defunto ha concesso solo il permesso delle confessioni e dei matrimoni (con il consenso dell'autorità ecclesiastica locale), non di celebrare Messa. Canonicamente non sono riconosciuti, per cui non hanno né mandato né missione dalla Chiesa, ma di fatto usurpano. Infine, dice che uno dei tanti errori di monsignor Lefebvre è stato quello di pensare ad una biforcazione tra l'ordine episcopale e la sua giurisdizione. Afferma anche che le consacrazioni episcopali contro la volontà del Papa sono condannate, oltre che dal beato Pio IX, anche dal Concilio di Trento. Mi ha aperto gli occhi e lo ringrazio, per questo condivido.

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    1. Glo ortodossi non sono più scomunicato. È una realtà di fatto. I cattolici che frequentano la Fraternità San Pio X sarebbero dunque gli unici scomunicati?

      Revoca delle scomuniche agli ortodossi:

      Nel 1965, Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Atenagora I hanno cancellato le reciproche scomuniche del 1054, segnando un passo importante verso la riconciliazione, ma questo non ha ripristinato la comunione piena.

      In rete ho trovato quanto riporto di sopra. Mi piacerebbe qualche chiarimento.

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    2. Infatti il dott. John Salza afferma che gli ortodossi non sono più soggetti alla scomunica personale del 1054, rimossa da Paolo VI. Tuttavia, rimangono oggettivamente in stato di scisma, poiché non riconoscono il primato del Papa.

      Per quanto riguarda la Fraternità San Pio X (SSPX), il dr Salza parla invece di una mentalità scismatica, sostenuta da numerose argomentazioni che espone in dettaglio. A ciò aggiunge il fatto che la SSPX non risulta canonicamente presente come soggetto giuridico nella Chiesa Cattolica. Secondo questa impostazione, la situazione attuale della Fraternità configura quindi uno scisma materiale, non essendo (ad oggi) formalmente dichiarato come tale dalla Santa Sede.

      Salza afferma inoltre che la partecipazione alle cappelle private della SSPX non assolve il precetto domenicale, poiché il canone al quale la Fraternità si appella si riferisce esplicitamente alle altre Chiese (in particolare le Chiese Orientali), e non a cappelle private o a gruppi di privati.

      I video in cui Salza espone queste posizioni sono disponibili in inglese:
      https://www.youtube.com/playlist?list=PLq_RFZc66GAoLH9T-N_V0TEmQxEyLa8i4
      https://www.youtube.com/watch?v=PVnnJfQD-aU

      Infine, può essere utile la lettura di questo testo: Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa, 24 agosto 1996.

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    3. Grazie mille per le precisazioni e le segnalazioni!
      Dalla Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi sopra indicata risulta in modo inequivoco (contrariamente alla tesi di Salza sullo scisma materiale) che si tratta di scisma anche formale, poiché è stato dichiarato nel Motu proprio "Ecclesia Dei" del 2 Luglio 1988.

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    4. La ringrazio per la precisazione. Aggiungo che potrei aver compreso male io quel preciso passaggio, trattandosi di un discorso molto tecnico e per di più in lingua inglese.

      Ricordo con certezza che egli riconosce che il motu proprio Ecclesia Dei si applica senza dubbio al clero della Fraternità Sacerdotale San Pio X; quanto invece alla Fraternità in sé, mi attengo a ciò che lei giustamente osserva.

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  2. Ormai ho iniziato a sospettare della fede di chi, invece di denunciare apertamente la subordinazione della Chiesa alla potestà pseudo-imperiale americana — in atto come minimo dal 1944 (giusto per scontentare anche i tradizionalisti cattolici, convinti che fino al 1958 tutto procedesse per il meglio) — preferisce occuparsi di vicende che di quella stessa subordinazione sono solo il sintomo o la reazione.

    C’è poi la categoria dei 'minimizzatori': quelli secondo cui l’impero americano sarebbe in declino e, dunque, non ci sarebbe da preoccuparsi troppo. Ho già scritto altrove che questo è esattamente ciò che gli americani vogliono far credere, amando nascondersi dietro il paravento ideologico dell’egemone benigno.

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  3. Quesito
    Se si possa partecipare alla Messa di un sacerdote scomunicato e, nel caso che si celebri di domenica, si assolva al precetto festivo
    https://www.amicidomenicani.it/se-si-possa-partecipare-alla-messa-di-un-sacerdote-scomunicato-e-nel-caso-che-si-celebri-di-domenica-si-assolva-al-precetto-festivo/
    Memento mori .

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  4. «le eresie, dall'arianesimo al modernismo, sono state superate solo da coloro che sono rimasti nella Chiesa e non si sono allontanati dal fianco del Papa», nella «piena certezza che la Chiesa non possa essere vinta da niente e da nessuno, né attraverso gli attacchi dall'esterno, né attraverso le confusioni all'interno».
    https://lanuovabq.it/it/mueller-rispedisce-al-mittente-il-jaccuse-dei-lefebvriani
    Grazie Rev.Padre.
    Qui varie altre interessanti puntualizzazioni.

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  5. Il 28 gennaio padre Fernando Luis Gómez ha officiato il matrimonio di una coppia composta da Solange Ayala, nato uomo e ora identificatosi come “donna” e Isaías Díaz Núñez, nata donna e identificatasi come “uomo”, presso la chiesa di Nostra Signora di Pompeya a Corrientes, in Argentina. Intanto l’arcivescovo José Adolfo Larregain ha dichiarato all’agenzia Crux che emetterà un decreto formale di nullità. Ayala, attivista Lgbt, ha raccontato alla radio locale Radio Sudamericana che la coppia ha seguito le procedure «proprio come tutti gli altri».

    A detta sua il frate che ha celebrato il matrimonio si sarebbe prima consultato con l’arcivescovo e successivamente avrebbe acconsentito alla cerimonia, perché, parlando in termini biologici «non c’erano obiezioni» - qualcuno deve essersi scordato il «maschio e femmina li creò», non proprio un dettaglio. I due infatti avevano legalmente modificato i propri dati personali sui documenti in conformità con la legge. Tra le altre cose, Ayala ci ha tenuto a specificare di non essere «ultra-cattolico o super devoto alla Chiesa», ma di voler «dare visibilità» a quanti dei suoi amici trans sono cattolici e desiderano sposarsi.
    https://www.iltimone.org/news/home/201487/argentina-arcivescovo-contro-il-matrimonio-di-una-coppia-trans-e-nullo.html
    Della serie : come avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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  6. Sabato 21 Febbraio 2026
    La Fraternità San Pio X e la sua unità con la Chiesa
    In esclusiva in lingua italiana pubblichiamo l'intervento del cardinale Gerhard L. Muller in merito alla questione sollevata dalla possibile consacrazione di vescovi senza autorizzazione del Papa da parte della Fraternità S. Pio X.
    https://www.iltimone.org/news/news/201495/la-fraternita-san-pio-x-e-la-sua-unita-con-la-chiesa.html

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  7. Cinquant'anni orsono e' iniziata la ferita in oggetto e si e' talmente sviluppata al punto tale che mi vien da chiedere chi, nel corso del tempo, abbia messo il denaro sufficiente affinche' questa ferita proliferasse e si approfondisse a tal punto. Forse chi ha interesse a dividere, a coriandolizzare, la Chiesa?

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  8. Anche il vescovo Strickland si è rivelato per quel che è a quanto pare. Si poteva vedere alquanto bene che fosse opposizione controllata.

    Ad ogni modo non si potrà salvaguardare il gregge del Signore che cerca nello smarrimento attuale un riferimento se oltre alla necessaria revisione del CVII non si comprenda bene l'altrettanto frainteso CVI, come non si setaccino le distorsioni previe che, aggiunta ad aggiunta, nei secoli, han portato alla speculare divaricazione fra visione o lefebvriana o sedevacantista ( attuale ) come al modernismo di vario genere.
    Perché è eresia in entrambi i lati.
    E gioverebbe anche, visto che si usa una retorica di inchiesta contro le sette occulte, spiegare che la FSSPX è un coacervo di perennialisti gnostici in incognito ben camuffati oltre che amici dei sionisti ( la qual cosa inerisce al sedevacantismo ).
    Altrimenti in realtá sotto sotto si presterá sempre orecchio ed attenzione non a chi realmente testimonia nel silenzio e l'ostracismo, ma appunto a tali realtá la cui esistenza è preordinata sia da Satana che da agenti dialettici della stessa squadra.

    Buona domenica, D.

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    1. Esatto: le aggregazioni scismatiche fanno il gioco dei nemici della Chiesa e, presumibilmente, son da loro foraggiate.

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  9. https://pellegrininellaverita.com/2026/02/05/rito-unita-chiesa-liturgia-successione-necessita/

    A supplemento, un articolo di una persona realmente capace e ponderata.

    D.

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  10. Si, ottimo davvero John Salza, anche grazie a lui ci siamo allontanati dalla F. dopo molti anni di assidua frequentazione. Consiglierei anche i video e gli articoli di Mathieu Lavagna, forte e incisivo apologeta che argomenta in dibattito contro le posizioni della F. In modo chiaro ed esemplare.

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  11. Cari cattolici della Tradizione, cari fratelli nella Fede: la vostra glorificazione di Pio XII è una delle più riuscite operazioni di rimozione selettiva della memoria storica. Pio XII fu dottrinalmente irreprensibile: sulle encicliche, sui discorsi al patriziato romano, sulla condanna del comunismo, siete nel giusto.

    Ma la dottrina, da sola, non fa un pontificato; c’è infatti pure la prassi. E la prassi di Pio XII fu l’allineamento strategico e operativo con l’Impero americano. Non si tratta di interpretazioni, ormai. i lavori di accreditati storiografi moderni e le carte dell’Archivio Vaticano aperte nel 2022 parlano chiaro: dal 1939 al 1950, Myron Taylor, inviato personale di Roosevelt, entra ed esce dal Vaticano come se fosse un ministro del papa; il cardinale Spellman, consacrato vescovo da Pacelli in persona, non fu solo un amico: egli, che, esercitando l'ufficio di vicario militare dei Marines, fu il crociato anticomunista e il legittimatore religioso di McCarthy e, più tardi, della guerra in Vietnam, fu soprattutto il ''trait d’union'' vivente tra Roma e Washington.

    Del resto l’allora cardinale Ottaviani, che voi amate, lo disse con una franchezza che oggi vi farebbe inorridire: l’apporto americano alla Chiesa «ricorda la funzione che fu nel Medio Evo dell’Impero e, in un tempo più recente, della Francia». Traduzione: gli Stati Uniti sono il nuovo braccio secolare della cristianità.

    E Pio XII non si oppose a questa lettura, la coltivò.

    Ma, attenzione: io non ne faccio una colpa a papa Pacelli. Di fronte alla persecuzione delle Chiese dell’Est scismatico, ma anche degli 'uniati', l’unica potenza in grado di arginare il massacro era quella americana. Pio XII scelse l’alleanza di sopravvivenza. Tuttavia la scelta di sopravvivenza divenne struttura. E la struttura divenne dipendenza. E la dipendenza, con il tempo, divenne naturale.

    Ora, la domanda che dovete porvi è questa: voi che glorificate Pio XII, state onorando il suo magistero immacolato o state invece, magari inconsapevolmente, rivendicando la sua prassi americanista? Perché, se la vostra nostalgia è per un'America che si faceva scudo della cristianità, per un’era eisenhoweriana in cui il cattolicesimo americano era anticomunista, patriottico, allineato, allora non siete “tradizionalisti”, ma bensì siete americanisti che rimpiangono un modello di Impero più presentabile.

    Insomma, un’egemonia con la messa in latino e il patriottismo da Leave It to Beaver (serie televisiva americana degli anni ‘50).

    Pio XII non fu l’ultimo papa romano. Fu il primo papa atlantico. Il primo ad aver capito che il futuro della Chiesa non era più nell'Europa morente, ma nell'Impero nascente. La sua dottrina guardava al Medioevo; la sua diplomazia apriva la porta a Leone XIV.

    Che è, appunto, un papa americano.

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    1. Analisi perfetta, grazie. Alla quale aggiungo una considerazione personale: dall'epoca di mio nonno - che fu ufficiale del Regio Esercito nell'ARMIR - a quella di mio padre, piccolo imprenditore con famiglia amici mondo medio-borghese padano, l'America fu una benedizione. I valori Dio Patria Famiglia e giusta, equilibrata aspirazione al benessere superavano i potenziali disvalori (eccessivo attaccamento al soldo e da un certo punto in poi eccessiva liberalizzazione sociale e sessuale). In più ci proteggeva dalla terribile alternativa di diventare uno Stato sovietico. Oggi però tutto si è ribaltato e sbilanciato verso i disvalori, come se l'America avesse tolto la maschera di papà benevolo per svelarsi in realtà un viscido vecchiaccio con manie di grandezza e il cervello di un ritardato. Simile percorso ha fatto la Chiesa cattolica, dall'oratorio e dal catechismo dei bei tempi alle messe LGBTQ di oggi. La verità è che siamo orfani in un mondo che non riconosciamo più. Chi come me ha figli è molto, molto preoccupato.

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  12. Mi torna in mente il racconto delle interminabili discussioni tra l'allora card. Ratzinger e Lefebvre, praticamente dialogo coi sordi, alla fine il card. Ratzinger affermò lapidariamente 'Lefebvre ha tante ragioni, ma non ha ragione' et de hoc satis.

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  13. https://bigmodernism.substack.com/p/the-first-sunday-of-lent-the-church

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  14. del resto, la Chiesa "ufficiale"... https://www.marcotosatti.com/2026/02/23/due-scelte-di-leone-xiv-che-lasciano-perplessi-cagliari-e-un-vescovo-in-amazzonia/

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  15. Buongiorno,
    se possibile, volevo porle due domande (capisco benissimo nel caso non avesse tempo per rispondere)

    1) Posso chiederle un breve commento su questo articolo?
    https://www.radiospada.org/2026/02/don-jaime-mercant-simo-no-scisma/

    2) Il sito Radio Spada mi lascia un po' perplesso: che "tipi" sono?

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    1. Consiglio spassionato da chi li conosce bene. Li lasci perdere.

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    2. Sono scismatici nel midollo.

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    3. Se lei è seriamente interessato le consiglio di andare sul sito di True or false Pope (traducibile in italiano di default se ne avesse bisogno) , sulla pagina dedicata alla FSSPX e anche in basso alla home dove vi è un articolo di analisi critica alle ultimissime posizioni teologiche di Gleize, teologo di riferimento della Fraternità.

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    4. 1) Quell'articolo è una serie di affermazioni apodittiche, prive di dimostrazione e palesemente contrarie alla fede; per cominciare, è falso che contravvenire alla legge ecclesiastica in materia grave non sia peccato mortale.
      2) Sono scismatici pervicaci da evitare come la peste.

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    5. Ringrazio di cuore per la segnalazione dell'ottimo sito di Salza e Siscoe.

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    6. Ringrazio don Elia e le altre persone per le risposte.

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  16. Prima che sia troppo tardi!
    Un appello all’unità del card. Robert Sarah
    "Vorrei concludere ricordando la sofferenza di Cristo nel Giardino degli Ulivi e il suo grido di sete sulla Croce. Come si può rimanere insensibili alla preghiera angosciata di Gesù: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola» (Gv 17,21)? Come si può non commuoversi davanti a questo grido di Gesù, che desidera la nostra unità, e continuare a lacerare il suo Corpo con il pretesto di salvare le anime? Non è forse Lui, Gesù, che salva? Siamo forse noi e le nostre strutture a salvare le anime? Non è forse attraverso la nostra unità che il mondo crederà e sarà salvato? Questa unità è innanzitutto quella della fede cattolica; è anche quella della carità; ed è infine quella dell’obbedienza."
    https://blog.messainlatino.it/2026/02/testo-completo-dellappello-alla-unita-del-card-robert-sarah.html

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  17. La colpa di uomini di entrambe le parti
    https://blog.messainlatino.it/2026/02/la-colpa-di-uomini-di-entrambe-le-parti.html

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  18. Il cardinale Brandmüller indica la via per la pace liturgica
    https://lanuovabq.it/it/il-cardinale-brandmueller-indica-la-via-per-la-pace-liturgica

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  19. Forse e' giunto il momento di concludere con il termine sentenza di :
    "Ostinazione" , indicando con esso una ferma e caparbia persistenza nelle proprie idee o proposizioni.

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  20. "L’unico problema è la autoattribuzione ai propri sodali
    dei diritti messianici .."
    https://www.marcotosatti.com/2026/03/02/la-profanazione-dello-shabbat-nella-pratica-ebraica-oggi-la-prova-del-nove-adolfo-morganti/
    "L' essere superiori alla Legge../ accampare diritti a se' stessi..", e' questa la similitudine che vi riscontro? Brrr, che freddo nel cuore e nelle ossa!

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  21. Diversione musicale, le interpretazioni che trovate valgono davvero l'ascolto, con il vivo e profondo augurio che la cristianità possa ritrovare questa profonda, lirica e ispirata convinzione d'intenti nel vivere e affermare la propria fede. Walther von der Vogelweide, poeta contemporaneo di Francesco d'Assisi, scrisse in medio alto tedesco, la lingua in auge nel periodo di massimo fulgore del Sacro Romano Impero sotto la dinastia sveva degli Hohenstaufen. Considerato il poeta più insigne in tale lingua nel genere cortese è autore anche di Palaestinalied, la canzone del crociato, di cui si conserva anche la melodia. Qui viene approfondita, ha trovato grande seguito nel filone contemporaneo del folk e medieval rock, quasi canzone bandiera del genere, sono citate le numerose band che vi ci sono cimentate.
    ( https://en.wikipedia.org/wiki/Pal%C3%A4stinalied )
    Traduzione in italiano ( https://www.metalgermania.it/traduzioni/in-extremo/palaestinalied/ )
    Notevole la maestria musicale e soprattutto la competenza linguistica del curatore, vanta un avo irlandese proprio crociato, se la si raffronta agli osannati divi musicali commerciali.
    Qui è resa in gotico, forma dell'antico germanico, parlato anche in Italia ai tempi del regno ostrogoto, spiegazione nell'introduzione
    ( https://m.youtube.com/watch?v=27HFLjI-zpc&list=RD27HFLjI-zpc&index=1&pp=8AUBoAcB )
    Qui in antico irlandese, altrettanto meraviglioso per sonorità
    ( https://m.youtube.com/watch?v=g8S-z3ZSbFc&list=RDg8S-z3ZSbFc&start_radio=1&pp=oAcB )
    Stunning !!! Palaestinalied in antico anglosassone, ritmico e incisivo
    ( https://m.youtube.com/watch?v=Eojz7lFSfaE&list=RDEojz7lFSfaE&start_radio=1&pp=oAcB )
    Da candidare come l'inno europeo a venire, quando come predisse Don Bosco la Gran Bretagna diverrà di nuovo cattolica.
    Il testo originale in medio alto tedesco è messo a confronto con l'antico anglosassone per evidenziarne la somiglianza.
    Altra meraviglia, Palaestinalied stavolta per voce solista femminile, di tono più elegiaco, il complesso è tra quelli numerosi che hanno interpretato il lied, qui in lingua originale, medio alto tedesco.
    ( https://m.youtube.com/watch?v=pKQVZeFXv3k&list=RDEojz7lFSfaE&index=2 )
    Il medesimo spirito militante e trionfante è riflesso in Crucem sanctam subiit, canto in latino dei Templari
    ( https://m.youtube.com/watch?v=3dcbjanbXRU&list=RD3dcbjanbXRU&start_radio=1&pp=ygUVY3J1Y2VtIHNhbmN0YW0gc3ViaWl0oAcB )

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  22. SALVIAMO IL CONTANTE: L'IMPORTANTE REFERENDUM IN SVIZZERA - BN News
    https://www.youtube.com/watch?v=Q2uoKw2KzLo

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  23. La lezione del protomartire Stefano e dell'apostolo Paolo per un vero dialogo tra ebrei e cristiani.
    https://www.diakonos.be/la-lecon-du-protomartyr-saint-etienne-et-de-lapotre-paul-pour-un-veritable-dialogue-entre-juifs-et-chretiens/
    In questa confusione permessa dall'Onnipotente, se utile, vi prego
    di inserire la riflessione in oggetto. Di primo acchito l'ho trovata interessante, ma sono ignorante e dovro' soffermarmici a lungo;
    spero in seguito (a tempo e luogo) nella decodifica/istruzione del nostro Parroco virtuale Don Elìa. Grazie di cuore e buon cammino.
    Ave Maria!

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  24. Trasmesso in live streaming il giorno 22 feb 2026
    Prima predicazione quaresimale: le tentazioni
    https://www.youtube.com/watch?v=PBI_V_CoM7E&t=327s
    Padre Giacobbe Elia predica sul tema delle tentazioni in questa prima domenica di quaresima.
    Coro femminile Romaeterna Cantores, Maestro di Cappella e organista Mº Aurelio Porfiri

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  25. Trasmesso in live streaming il giorno 1 mar 2026
    Seconda predicazione quaresimale: Il pellegrinaggio
    https://www.youtube.com/watch?v=zrHEIMjn2Ag&t=175s
    Padre Dimitri Artifoni FSSP predica sul tema del pellegrinaggio in questa seconda domenica di quaresima.
    Coro femminile Romaeterna Cantores, Maestro di Cappella e organista Mº Aurelio Porfiri

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  26. Carissimo don Elia,
    da storico lettore del suo meritorio apostolato su questo blog, Le chiedo, gentilmente, di acconsentire a dare spazio e onore anche a Mons. Joseph Strickland, il quale afferma chiaramente che è arrivata l'ora di scegliere da che parte stare.

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    1. La parte da scegliere è l'unica Chiesa di Cristo; non si può andare con chi presume di rimanergli fedele lacerando l'unità del Corpo Mistico. Sono profondamente deluso di Strickland. La Chiesa non è il Far West.

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  27. La libertà oggi viene intesa come legittima soddisfazione di alcuni piaceri e anche come diritto di fare ciò che si vuole della propria vita. In questo modo si entra nel campo dell’arbitrarismo, con la pretesa che lo Stato se ne faccia garante trasformando così il diritto da ius a potestas.
    Il dolore e il patire sono considerati dall’uomo contemporaneo, chiuso alla trascendenza e al valore salvifico della sofferenza, un’ingiustizia da cui liberarsi.
    https://lanuovabq.it/it/appuntamento-con-la-morte-il-libro-che-svela-linganno-delleutanasia
    Naturalmente nell'articolo si parla di altro eppure si puo' leggere in esso il problema della sofferenza di chi ha veduto la Sposa in rovina e ha pensato di soccorrerla allontanandosene. Per non soffrire.

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    1. Condivido la profonda analogia scorta tra i due fenomeni, che hanno alla radice il medesimo rifiuto della sofferenza.

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  28. ./.
    https://lanuovabq.it/it/appuntamento-con-la-morte-il-libro-che-svela-linganno-delleutanasia

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