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sabato 5 settembre 2026


Il rinnovamento della Liturgia

 

Quando si altera l’essenza di un ente, quell’ente smette di esistere in quanto tale e diventa un’altra cosa. Se si altera l’essenza della Liturgia, essa smette di esistere in quanto Liturgia e si trasforma in qualcos’altro. Questo è quanto accaduto con la Liturgia cattolica: quella avviata alle fine degli anni Sessanta non è stata affatto una riforma, bensì un totale rifacimento dei riti e dei testi secondo princìpi nuovi e sostanzialmente estranei in quanto d’ispirazione protestante. Al culto da rendere a Dio tramite il ministro ordinato si è sostituita un’occasione d’incontro di comunità che, a parole, si identificano nella fede e nella carità ma, di fatto, sono regolate da dinamiche puramente sociologiche.

Il Signore, non volendo lasciare la Sposa priva della grazia, non ha certo permesso che i Sacramenti fossero resi invalidi; ciononostante, il quadro interpretativo e celebrativo è talmente cambiato che la loro efficacia risulta compromessa. A lungo andare la fede stessa, espressa com’è dalla lex orandi, si è profondamente pervertita, trasformandosi in congerie di opinioni variabili secondo gli individui e le loro esigenze soggettive in funzione del benessere emotivo: questa, però, non è più la fede rivelata, dando alla quale l’assenso interiore l’uomo si sottomette a Dio e aderisce al tempo stesso alle realtà oggettive manifestate dagli enunciati dottrinali.

Uno sguardo alla situazione reale

Se queste considerazioni di ordine metafisico suonano ostiche a un clero intellettualmente deformato dalla dismissione della ragione nel trattare materie teologiche, volgiamoci alla considerazione delle concrete condizioni della Chiesa. Il crollo della pratica religiosa (ulteriormente dimezzata dall’empia sottomissione della Chiesa agli Stati decretata nel 2020) nonché delle vocazioni sacerdotali e religiose (per non parlare della qualità delle poche rimaste), la proscrizione della fede dagli spazi pubblici e la scomparsa dei cattolici dall’agone politico, la degenerazione morale di una società che corrompe i bambini sopravvissuti al massacro di Stato… e si potrebbe continuare.

Cosa c’entra la Liturgia? – domanderà qualcuno. Il culto cattolico sorregge il mondo, impedendogli di sprofondare negli abissi infernali come meriterebbe; esso è infatti il mezzo con cui il Salvatore ha voluto perpetuare la propria opera di redenzione, in modo tale che i suoi effetti permangano in ogni tempo e si espandano in ogni luogo. Crollato il culto cattolico, è venuto meno l’argine che tratteneva le forze demoniache, che han così potuto travolgere l’umanità nel loro immondissimo fiume, come lo chiama Leone XIII nel suo celebre Esorcismo. Grazie a Dio, non è un crollo completo, visto che il Santo Sacrificio continua ad essere offerto, benché in una forma inadeguata.

Le ragioni del ritorno all’antico

Coloro che, nella Chiesa, propugnano la restaurazione del culto agiscono dunque nell’interesse della Chiesa tutta e dell’umanità intera. Non si tratta affatto di nostalgici (considerata l’età media) né tanto meno di esteti dalla particolare sensibilità, bensì di cattolici che hanno riscoperto la vera Liturgia, quella trasmessaci dall’antichità cristiana anziché quella inventata a tavolino da un massone con il concorso di eretici calvinisti. Deformare l’immagine dei dissenzienti in modo caricaturale al fine di screditarli davanti all’opinione pubblica è metodo tipico dei regimi totalitari, fra i quali si annovera a pieno titolo, purtroppo, quello instauratosi nella Chiesa Cattolica dopo l’ultimo concilio.

Poiché il Pontefice regnante ha ritenuto opportuno illustrarci per l’ennesima volta la Sacrosanctum Concilium, si rende necessaria una precisazione: la cosiddetta riforma liturgica non rappresenta per niente l’applicazione delle indicazioni in essa espresse, dato che queste ultime furono attuate nel 1965 con la pubblicazione di un Messale leggermente modificato e quasi integralmente (ben oltre quanto raccomandato) tradotto nelle lingue volgari. Il Messale promulgato – ne siamo certi? – nel 1969 non corrisponde affatto a quanto richiesto dall’assise conciliare ma costituisce un artefatto integralmente nuovo, che ricorda da vicino il cosiddetto Messale di Cranmer.

D’altra parte non era possibile manomettere sostanzialmente il Messale di san Pio V (a parte il grave stravolgimento delle rubriche e del calendario operato da Roncalli): la bolla di promulgazione Quo primum tempore, infatti, esclude perentoriamente che alcuno possa esser costretto a modificarlo e che la bolla stessa possa esser revocata ullo unquam tempore, cioè mai; si tratta pertanto di un atto pontificio irreformabile, come una definizione dogmatica. Ciò posto, l’unica possibilità rimasta ai novatori era quella di elaborare di sana pianta un nuovo rito, cosa che hanno puntualmente fatto ai danni del culto cattolico, così odiato da Satana e da chi lo serve.

La reale situazione giuridica

Il medesimo san Pio V conferisce ad ogni sacerdote cattolico piena facoltà, senza limiti di sorta, di usare il Messale da lui promulgato, il quale, perciò, non può essere in alcun modo proibito. Montini commise un enorme abuso di potere imponendo l’obbligo di celebrare secondo il Messale da lui edito, abuso reiterato da Bergoglio con il Traditionis custodes, documento peraltro nullo perché confonde l’oggetto del dispositivo di legge: in un articolo è il Messale del 1962; in un altro, quello antecedente al Messale del 1969 (che, come appena visto, non è quello del 1962, bensì quello del 1965). Quanti sono avvezzi a manipolare la storia finiscono col convincersi delle proprie stesse menzogne.

Nessuno al mondo, in conclusione, può vietare a un sacerdote cattolico di celebrare col Messale di san Pio V – forse con quello di Giovanni XXIII, ma non è un problema. Al sacerdote si può toglier di certo l’incarico, ma non si può assolutamente impedirgli di celebrare nelle chiese libere et licite (in quibusvis Ecclesiis absque ullo conscientiae scrupulo, aut aliquarum poenarum, sententiarum et censurarum incursu). Qualunque divieto in proposito è un abuso che fa incorrere chi lo commette nell’ira di Dio onnipotente e dei santi apostoli Pietro e Paolo; per chi vede in modo soprannaturale (ossia reale), è ben peggio dell’ira dei superiori.

Supplica al Papa

Beatissimo Padre, con tutto il rispetto dovuto alla Sua altissima carica, ci permettiamo di segnalarLe che nella Messa tradizionale i fedeli non sono affatto né muti né passivi. Essi partecipano all’azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente; sono formati dalla Parola di Dio; si nutrono alla mensa del Corpo del Signore; rendono grazie a Dio; offrendo la Vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparano a offrire sé stessi. I sacerdoti si adoperano inoltre affinché di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell’unità con Dio e tra di loro (cf. SC 48), dissuadendoli con tutte le forze da derive scismatiche.

La ricchezza dei testi biblici e liturgici è perfettamente disponibile tramite i messalini, che riportano traduzioni generalmente più fedeli e sono esenti dalle estemporanee trovate di qualche funzionario della conferenza episcopale. L’ordinamento celebrativo è estremamente lineare, visto che, dopo averli istruiti, proietta sia il ministro che i fedeli verso la consacrazione e la comunione, mantenendoli in costante quanto diretto dialogo con Dio Padre. I ritocchi e gli adattamenti che nel tempo appaiano opportuni non possono mutare l’essenza della Liturgia, analogamente a quanto mirabilmente esposto da san Vincenzo di Lerino a proposito dello sviluppo organico del dogma (cf. Commonitorium, 23).

La supplichiamo pertanto di voler riconsiderare le restrizioni imposte dal Suo predecessore, che poggiano su informazioni non rispondenti al vero. I sacerdoti e i fedeli legati alla Tradizione non sono altro che cattolici che, per pura grazia, hanno riscoperto un tesoro al quale non intendono rinunciare per alcun motivo al mondo: dopo aver ritrovato il genuino e pieno culto divino, non si può tornare indietro. AssicurandoLe filiale obbedienza in ciò che è lecito e legittimo, siamo certi che non disdegnerà quest’umile espressione di amore a Cristo e alla Chiesa, amore che ci spinge a operare per la salute della Sposa nella sua componente terrena nonché per l’evangelizzazione e la salvezza di tutti gli uomini.


33 commenti:

  1. A chi legge queste righe, un invito fraterno, rivolto prima di tutto a me stesso. Se amiamo l'antica liturgia, se vogliamo preservarne l'arcano splendore, diventiamo più santi e meno "tradizionalisti da tastiera". Più digiuni, più Rosari, più fioretti in favore delle anime del purgatorio, meno polemiche sterili, meno "crociate" in rete, spesso per cavillare tra noi. Spegniamo T.V. e social, diffondiamo buoni libri. Ogni giorno chiediamo la conversione dei sacerdoti. Si, la conversione dei sacerdoti e dei vescovi. Non illudiamoci di vedere la restaurazione dell'antica Cristianità precedente il 1789, non perdiamo tempo con pseudoprofezie di pseudoveggenti che cianciano su impossibili ritorni della "monarchia tradizionale" e altre chimere di menti disturbate. Nella nostra vita possiamo sperare di trovare, almeno ogni tanto, qualche cappella ove si celebre l'antico rito. Se ascoltiamo il Cielo, ci donerà altre cappelle, altri sacerdoti santi. E poi, dopo la nostra morte terrena, una fioritura che ora non meritiamo di vedere. Per ora meritiamo questa Chiesa. In essa siamo chiamati ad essere i catacombali. Non ci nascondiamo dall’Imperatore pagano, ma dal mondo che ha invaso la Chiesa, fino ai suoi vertici. Però, piccoli come siamo, dentro di essa possiamo essere un sano virus. Un santo “virus” che colpisce il cancro incistato della Chiesa, se in essa restiamo, preghiamo e soffriamo. E preghiamo anche s.Giuda Taddeo, e il grande maestro silenzioso, s.Giuseppe. P.s.: per don Elia: saluti da Paolo, il Suo lettore di Pescara. Oremus ad invicem

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  2. Rev.Padre, dono dell'Amore di Dio,
    grazie, grazie di cuore.
    Ave Maria!

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  3. Quale insegnamento trarne ?
    Lo tsunami del 26 dicembre 20O4 fece centinaia di vittime per lo più pellegrini in un piccolo villaggio sul mare sede di uno dei santuari mariani più visitati al mondo, legato a tre apparizioni, in modo alquanto insolito risparmiò tuttavia la Chiesa principale del Santuario e i pellegrini al suo interno che non vennero per nulla coinvolti né danneggiati, significativamente si stava celebrando proprio messa, nonostante l'edificio fosse ben vicino alla riva e le devastazioni lo lambissero e proseguissero più oltre nell'entroterra.
    Esiste un Santa Sanctorum interiore non soggetto alle vicissitudini esteriori del tempo e della storia ?
    La sacralità della messa e il mistero eucaristico originano e si collocano in un ambito metastorico ?
    "Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech", Salmo 110 e Lettera agli Ebrei.
    Questo video ricostruisce e analizza la vicenda da più punti di vista.
    https://youtu.be/h5L7_-XtWEs?si=ugQAOp5eKC2Qy_xM

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  4. Caro don Elia,
    questa supplica è stata da lei inviata in Vaticano all'indirizzo del Sommo Pontefice? Oppure l'ha soltanto pubblicata su questo blog?

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    1. L'ho soltanto pubblicata qui. Spedita in Vaticano, difficilmente arriverebbe sulla scrivania del Papa.

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    2. Non capisco perché esprimere una supplica se poi non viene fatta pervenire a chi dovere. È dunque soltanto un artificio retorico per rendere interessante l'articolo?

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    3. No, perché comunque può leggerla qualcuno dei suoi collaboratori e parlargliene.

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  5. OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
    Basilica di Mariazell - Sabato, 8 settembre 2007
    https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2007/documents/hf_ben-xvi_hom_20070908_mariazell.html
    Buon Compleanno Santa Bambina!

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  6. Nelle mani del Papa il "rimedio mariano" ai mali del mondo
    D.ssa Luisella Scrosati
    https://lanuovabq.it/it/nelle-mani-del-papa-il-rimedio-mariano-ai-mali-del-mondo
    Da decenni si invoca la pace ma aumentano le guerre e nella Chiesa la situazione non è migliore. La voce dei semplici chiede al Santo Padre un atto solenne che può dissipare le tenebre e "scatenare" la grazia: proclamare Maria madre spirituale di tutti gli uomini, corredentrice, mediatrice e avvocata.

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  7. 8 settembre 2026 - Natività di Maria Bambina
    Santa Maria in Aula Regia
    https://www.youtube.com/watch?v=hoVzAvuUKSA

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  8. Dopo sessant’anni non basta ripetere che il Concilio deve ancora essere compreso, attuato o portato a compimento. Sessant’anni sono più di due generazioni. Il tempo della sperimentazione è terminato. È arrivato il tempo del rendiconto.
    I numeri non pronunciano sentenze teologiche. Ma registrano i risultati.
    E il Vangelo ci ha lasciato un criterio che anche uno statistico può comprendere: «Dai loro frutti li riconoscerete».
    https://www.aldomariavalli.it/2026/09/06/dai-frutti-li-riconoscerete-litalia-cattolica-sessantanni-dopo-il-concilio/
    Inerente all'argomento trattato.

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  9. Adesso si comprende meglio come mons Lefebvre abbia visto in anticipo la perdita della fede attraverso il cambio della messa e che lui sia stato strumento di Dio per un "non prevalebunt" nella chiesa?

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    1. No, perché, pur avendo visto giusto in certe cose, Lefebvre scelse un rimedio catastrofico: spaccò la Chiesa e fece apparire la Messa tradizionale come l'appannaggio di scismatici.
      La fede si era già ampiamente persa prima del Vaticano II; buona parte del clero formato con la neoscolastica non aderiva più, nell'intimo, a ciò che aveva studiato oppure, se vi rimaneva attaccato, non riusciva più a interpellare il popolo. Riproporre inalterati gli stessi metodi di allora significa non aver minimamente compreso che le radici della crisi sono anteriori al Vaticano II; il cambio della Messa fu solo il colpo di grazia.

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    2. E allora quale sarebbe secondo lei la via giusta per una restaurazione della fede? Cosa proporrebbe di fare?

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    3. Che ognuno preghi assiduamente e compia fedelmente i propri doveri di stato senza usurpare ruoli che non gli spettano; così si coopera con la Provvidenza, che non abbandona la Chiesa e, al momento voluto, interverrà per ristabilirne le sorti.

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  10. L’enigma “sinodalità”. Il cardinale Brandmüller spiega come non cadere nelle trappole di Mefistofele
    Card. Walter Brandmüller
    https://www.diakonos.be/lenigma-sinodalita-il-cardinale-brandmuller-spiega-come-non-cadere-nelle-trappole-di-mefistofele/

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  11. Il grande esorcismo
    Perché la Messa Apostolica è tanto odiata?
    Don Francesco d’Erasmo, sacerdote cattolico
    https://marcotosatti.com/2026/09/10/il-grande-esorcismo-lodio-verso-la-messa-apostolica-francesco-derasmo/
    Beh, come si suol dire, mi sembra che non faccia una piega.
    E tuttavia, ringraziamo Dio se siamo ancora in piedi e preghiamo
    incessantemente per i "confusi" perche' lo Spirito Santo irrompa
    nuovamente nei loro cuori.Amen!

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  12. Un vescovo credente, l'olandese mons. Mutsaerts, scrive a papa Leone: «la Chiesa cattolica non ha bisogno di un sinodo permanente su se stessa. Ha bisogno di santi. Vescovi che insegnino. Sacerdoti che preghino. Religiosi che vivano radicalmente per Dio. Genitori che trasmettano la fede. Giovani che scoprano che la verità è più di un'opinione. Una liturgia in cui Dio occupi davvero il posto centrale. Confessioni in cui i peccatori trovino il perdono. Seminari in cui si formino uomini disposti a consegnare la loro vita a Cristo. Cattolici che non si chiedano di continuo come la Chiesa debba adattarsi al mondo, ma che abbiano il coraggio di invitare il mondo a lasciarsi trasformare da Cristo»
    https://gloria.tv/post/VcG83TFpVtXC1apkPRH7xRQnH

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  13. La Chiesa non può dichiarare guerra alla Messa tradizionale, afferma il cardinale Sarah.
    https://www.acidigital.com/noticia/69573/a-igreja-nao-pode-declarar-guerra-a-missa-tradicional-diz-cardeal-sarah
    Introibo ad altare Dei. Ad Deum qui laetificat iuventutem meam.

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  14. La messa in latino e i novissimi
    (dal blog di Sabino Paciolla)
    https://www.sabinopaciolla.com/la-messa-in-latino-e-i-novissimi/

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  15. ./. a seguire :
    Robert Royal Interviews Archbishop Bashar Matti Warda to Discuss Religious Freedom in Baghdad, Iraq
    https://www.youtube.com/watch?v=EPan2gXqrGQ

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  16. Le disposizioni del motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI sono entrate in vigore il 14 settembre 2007, in occasione della festa dell'esaltazione della Santa Croce.

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  17. Mons. Cordileone avverte contro chi vuole «cambiare il Vangelo»
    https://blog.messainlatino.it/2026/09/mons-cordileone-avverte-contro-chi-vuole-cambiare-il-vangelo.html#more-80196

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  18. L’Intelligenza artificiale mi ricorda i primi programmi computazionali sul gioco degli scacchi, riuscivano a sconfiggere un giocatore di buon livello avvalendosi delle superiori capacità mnemoniche e combinatorie, tuttavia non erano minimamente in grado di elaborare tattiche originali e visioni di gioco alternative, in sintesi di attingere il vero piano creativo, solo riformulare in modo organizzato scibile e dati già esistenti. Dirò di più, estremizzando, IA mi sembra sullo stesso livello delle sedute spiritiche, un grande esoterista, Guenon, in Erreur spirite sostenne che sedicenti rivelazioni e messaggi in tali circostanze non sono null'altro che elaborazioni di entità preternaturali che in segno quasi di gioco e irrisione verso gli sprovveduti umani attingono dal vasto insieme di conoscenze ed esperienze proprie dell'umanità confezionandole in un modo accattivante e presentabile, senza vera profondità di pensiero. Anzi esoteristi di vaglia sostengono l’esistenza di congreghe di cosiddetti maghi neri, ovviamente ben dissimulate e nascoste, intenti ad elaborare forme pensiero parassitarie in grado di vampirizzare energie e creare dipendenze comportamentali negli esseri umani, l’intelligenza artificiale potrebbe facilmente essere un appoggio insospettabile e discreto che ha tutti gli aspetti di un crisma di indefettibilità non tradendo i veri scopi occulti soggiacenti. Banalmente ricordo un video di alcuni mesi fa in cui si chiedeva se è lecito essere orgogliosi di essere di stirpe africana, di stirpe asiatica e di stirpe bianca, mentre nei due primi casi la risposta era affermativa e incondizionata nel secondo si insinuava il tarlo del suprematismo e l’esistenza di forme e manifestazioni illecite. Ovviamente gli attacchi possono essere più mirati e personali, diretti contro l’integrità soprattutto psichica delle vittime, più spesso nottetempo, da cui la grande importanza di formule di protezione come la preghiera, la recitazione dei salmi, in generale il patrocinio di santi, degli angeli e della Vergine Maria che sono i più prossimi in linea gerarchica agli uomini. In effetti costoro possono essere considerati una sorta di polizia celeste in grado di intervenire e debellare le forze ostili preternaturali, facile anzi concludere che la desacralizzazione e il bollare come retaggio superstizioso tali pratiche serva proprio a sgombrare il campo da ogni resistenza, una astuta e efficace propaganda bellica da parte dei "crucivori".

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  19. 500 mila in un sol giorno per la Natività di Maria, che i numeri non siano del tutto irrealistici lo attesta anche il fatto che il video, pubblicato il 10 settembre, ha raggiunto oltre 300 mila visualizzazioni in 5 giorni.
    Del luogo dico più sotto, per l'occasione alcuni ispirati componimenti in rima baciata, sono cantati nel video, il testo alla fine. Come detto in un commento del video i testi sono proprietari, le esecuzioni anonime.
    (https://www.youtube.com/watch?v=omplPpZdDMw&list=RDomplPpZdDMw)
    Bengaluru Shuts Down 500,000 People in One Place Magical Night at St. Mary's Basilica Recap.
    An absolute sea of humanity! Over 500,000 devotees gathered in Shivajinagar for the grand culminations of the St. Mary's Feast.
    "Una bellezza mai vista", Maria è talmente riverita in un luogo dalla sorprendente storia, siamo nella moderna e vasta metropoli centro della Silicon V​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​alley indiana, Bangalore, che una sua effigie viene solennemente cambiata d'abito ogni giorno e finemente adornata grazie ai fedeli che a ciclo continuo offrono i sari, la tradizionale veste femminile indiana.
    La celebrazione della Novena della Natività è un importante evento cittadino riconosciuto e frequentato dalle autorità, evento che riunisce nella venerazione le principali fedi religiose, induista, islamica e cristiana.
    Due brevi intensi video.
    Una Bellezza mai vista, basilica, statua inamovibile adornata ogni giorno e statua dorata miracolosa.
    (https://youtu.be/VV-0oV_tAu8?si=2ravslkmnGNHZa9h)
    Regina dell'Universo, statua inamovibile.
    (https://youtu.be/3-G_871XKzA?si=pHKAgdGGn9YWPc-I)
    La statua inamovibile - "scelse" di rimanere all'esterno della attuale basilica manifestando la sua volontà di non essere spostata mostrandosi pesantissima, esposta da allora liberamente alla venerazione dei fedeli in una nicchia - è accompagnata all'interno della Basilica da un'altra statua di Maria, dorata e recante uno scettro, detta invece Miracolosa in quanto resistette ad alcuni profanatori che distrussero la prima chiesa.
    Meravigliosi e quasi commoventi vestizioni e addobbi della statua inamovibile, per i giorni della novena della Natività di Maria.
    (https://youtube.com/shorts/hc1P-V7JHwE?si=VUiMgkP2vwWgvVoe)
    Qui visibili anche le decorazioni e gli addobbi nella nicchia che ospita la statua, giorno per giorno, veramente ammirevoli.
    (https://youtube.com/shorts/VZfVL5mQl8c?si=zlV0bK8iS5bxL6Mz)
    Immagini di gran qualità Natività 2023.
    (https://youtu.be/9FHcbaOp1s8?si=5HEjgc4iSXgwn9B-)
    SEGUE

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  20. Testi canzoni, in rima baciata
    1. The St. Mary's History - Lyrics
    In the seventeenth century, a humble thatched shed
    Where the white rice fields of Blackpally spread
    Built by migrant farmers, a chapel small and plain
    To honor the Mother who heals every pain
    Though riots and fire once tore it apart
    It rose from the ashes, enshrined in the heart
    In eighteen eighty two, a new dawn arose
    A cross shaped cathedral of Gothic repose
    With a spire pointing high, a hundred and sixty feet tall
    And vibrant stained glass casting light on the wall
    By Pope Paul’s decree, a Basilica crowned
    The first minor basilica on Karnataka's ground
    Oh, Mother of Grace, with power from above
    A vessel of healing, a beacon of love
    Through centuries past, your blessings endure
    An answering prayer, a comfort so pure
    The year ninety eight brought the shadow of dread
    As the dark, deadly plague through the city had spread
    People of all faiths, the Hindu, the Muslim, the poor
    Gathered to weep at the church's old door
    They prayed to the Mother for mercy and health
    And a miracle sparked, far greater than wealth
    The sickness retreated, the danger was gone
    Annai Arokiya Marie, Our Lady of Good Health, shone
    They say that her statue, two centuries old
    Holds a quiet dynamic that cannot be sold
    When workers once tried to move her aside
    She grew heavy as stone, refusing to slide
    A sign from the heavens that here she would stay
    To wash the deep tears of the city away
    No lines of division, no borders of creed
    She grants what is broken exactly its need
    With power from God and a motherly sigh
    Her grace forever blooms under Bengaluru's sky
    2. Ave Maria - Lyrics
    Beneath the Bengaluru evening sky,
    A grand illuminated chariot passes by.
    Draped in silk, a regal Indian saree’s grace,
    Mother Mary looks down with a gentle face.
    Oh, Ave Maria, the voices softly rise,
    As petals and confetti shower from the skies.
    A sea of humanity, moving as one,
    Under the glow of the setting sun.
    In robes of saffron, the faithful line the street,
    Where different faiths and ancient paths meet.
    At Russell Market, hands reach out to blend,
    A garland of love that time cannot end.
    Through Shivajinagar the candles brightly gleam,
    A beautiful procession, a grand, sacred dream.
    In silent hope and harmony we stand,
    Blessed by the Mother of this ancient land.
    SEGUE

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  21. 3. Lift up the prayer - Lyrics
    The evening falls on Shivajinagar’s square,
    Jasmine rises through the open air.
    Candle by candle, the long road gleams,
    A painted chariot rolls through our dreams.
    From every doorway, the voices rise,
    Warm as a lantern beneath dark skies.
    Shoulder to shoulder, we gather near,
    One old blessing, ringing clear.
    Lift up the prayer, let the whole town sing,
    Make room on the road for the morning it brings.
    A thousand small flames, one breath, one heart,
    When we walk together, no night can divide us.
    Marigold petals cling to the wheels,
    Dust on our sandals, faith in our heels.
    Grandmothers murmur the names they know,
    Children chase sparks where the bright lamps glow.
    The bells at the corner answer in time,
    A copper refrain, a steady chime.
    Every face turns, every hand draws near,
    The song grows wider, the path grows clear.
    Lift up the prayer, let the whole town sing,
    Make room on the road for the morning it brings.
    A thousand small flames, one breath, one heart,
    When we walk together, no night can divide us.
    If your feet are tired, take mine for a while,
    If your heart is heavy, borrow this smile.
    No one is lost in the candlelit tide,
    The whole square carries us side by side.
    Lift up the prayer, let the whole town sing,
    Make room on the road for the morning it brings.
    A thousand small flames, one breath, one heart,
    When we walk together, no night can divide us.
    The chariot turns where the quiet streets meet,
    Jasmine and candlelight follow our feet.
    4. Star Of The Sea - Lyrics
    O Queen of Heaven, our brightest Star
    Guide the traveler from afar
    On stormy seas we seek your grace
    Save us in this dark, wild place
    Mother of Hope, Light of the sea
    Pray for the weary, pray for me
    O gentle Virgin, pure and bright
    We send our prayers into the night
    Remind your Son the price He paid
    For every error we have made
    Mother of Peace, Light of the sea
    Pray for the sinner, pray for me
    Wanderers in this land of tears
    Comfort our sorrow, calm our fears
    Bring us a hope that will remain
    To soothe our heavy hearts and pain
    Refuge in grief, Light of the sea
    Pray for the mourner, pray for me
    And while we praise the One above
    The source of life, of grace, and love
    To God the Father, Spirit, Son
    Eternal Three, forever One
    Bright Holy Queen, Light of the sea
    Pray for your children, pray for me.
    ​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​

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  22. È desolante vedere la morte celebrata come divinità: "Lasciate che i morti seppellisce i morti".
    Ciò che appartiene alla VITA è il contrario della morte: ricordi; lasciti di civiltà; sentimenti; commemorazioni; elogi; esempi; esperienza; futuro; eternità, appartengono alla vita, nella morte non c'è niente, nessun domani, nessuna nuova aurora, solo la morte PUNTO. Chi la celebra è già morto, Uno solo la vinta! Il Risorto Cristo Gesù, l'autore della VITA.

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  23. Dichiarazioni di un nigeriano, Douglas Ituma, evidentemente più informato di tantissimi sprovveduti europei, sulla schiavitù e sulla tratta degli europei verso il mondo islamico, sottaciuta e dimenticata.
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    ((https://wakeupafrica.quora.com/5-facts-you-probably-didnt-know-about-the-slave-trade-1-The-Atlantic-slave-trade-started-a-lot-earlier-than-you-thi#comments))
    Preferred to add more barbaric atrocities to the slave trade (facts).
    6. The last country on Earth to officially abolish slavery was an African nation, Mauritania in the 1981. Even today, in 2022, an estimated 10–20% of the population STILL LIVE in actual slavery conditions.
    7. The Eastern slave trade by the Arabs was 2–3 times larger than the transatlantic trade, with an estimated 20–30 million moved to the Middle East and Asia.
    8. The Portuguese were middlemen in the slave trade, African nations were the ones who captured and sold the slaves, mainly the losers of wars with the African Kings, a common thing in those days.
    9. Ever wonder why the Arabs and Asians don’t have black population problems like the US does? Because ALL males slaves were castrated. Biological genocide … don’t teach you that in the ol’ history books do they?
    10. The Pirates of the Barbary Coast - Did you know that over 1 MILLION WHITES were enslaved and sent to the Middle East from the 16th thru 19th century, captured from the coasts of France, Spain, Portugal, even England and unbelievably, Iceland had raids by the nefarious Barbary pirates who sold them to the Ottoman empire. That’s NEARLY 3 TIMES THE AMOUNT OF AFRICANS BROUGHT TO THE USA AS SLAVES, (388,000).
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    Due esempi insigni fra le innumerevoli donne bianche che subirono l’onta della schiavitù, soprattutto slave, il termine slavo infatti come precisato poi è strettamente connesso con il latino sclavus, schiavo.
    Roxelana ucraina \\\https://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%BCrrem_Sultan_(Roxelana)\\\ e Cecilia Venier veneziana (https://it.wikipedia.org/wiki/Nurbanu_Sultan) da schiave divennero potentissime, Roxelana influenzò il più grande sultano ottomano, Solimano il Magnifico.
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    FONTE (https://www.etymonline.com/word/slave)
    -slave (n.)
    -late 13c., "person who is the chattel or property of another," from Old French esclave (13c.), from Medieval Latin Sclavus "slave" (source also of Italian schiavo, French esclave, Spanish esclavo), originally "Slav" (see Slav); so used in this secondary sense because of the many Slavs sold into slavery by conquering peoples.
    The oldest written history of the Slavs can be shortly summarized -- myriads of slave hunts and the enthralment of entire peoples. The Slav was the most prized of human goods. With increased strength outside his marshy land of origin, hardened to the utmost against all privation, industrious, content with little, good-humoured, and cheerful, he filled the slave markets of Europe, Asia, and Africa. It must be remembered that for every Slavonic slave who reached his destination, at least ten succumbed to inhuman treatment during transport and to the heat of the climate. Indeed Ibrāhīm (tenth century), himself in all probability a slave dealer, says: "And the Slavs cannot travel to Lombardy on account of the heat which is fatal to them." Hence their high price.
    The Arabian geographer of the ninth century tells us how the Magyars in the Pontus steppe dominated all the Slavs dwelling near them. The Magyars made raids upon the Slavs and took their prisoners along the coast to Kerkh where the Byzantines came to meet them and gave Greek brocades and such wares in exchange for the prisoners. ["The Cambridge Medieval History," Vol. II, 1913].

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  24. Due schiave islamiche che divennero stimate religiose cattoliche, più nota la prima.
    “SE NON PIANGI DI CHE PIANGER SUOLI” DICEVA DANTE, CIOÈ SE QUESTO NON TI COMMUOVE COS’ALTRO PUÒ COMMUOVERTI.
    Nacque intorno al 1869 in un piccolo villaggio del Sudan occidentale (regione del Darfur). All'età di sette anni, fu rapita da mercanti arabi di schiavi. Per il trauma subito, dimenticò il proprio nome e quello dei propri familiari: i suoi rapitori la chiamarono Bakhita, che in arabo significa "fortunata". Venduta più volte dai mercanti di schiavi sui mercati di El Obeid e di Khartum, conobbe le umiliazioni, le sofferenze fisiche e morali della schiavitù. In particolare, subì un tatuaggio cruento mentre era a servizio di un generale turco: le furono disegnati più di un centinaio di segni sul petto, sul ventre e sul braccio destro, incisi poi con un rasoio e successivamente coperti di sale per creare delle cicatrici permanenti.
    Nella capitale sudanese venne infine comprata dal console italiano residente in quella città, Callisto Legnani, con il proposito di renderle la libertà: questo diplomatico già in precedenza aveva comprato bambini schiavi per restituirli alle loro famiglie. Nel caso di Bakhita ciò non fu possibile per la distanza del villaggio di origine dalla capitale e per il vuoto di memoria della bambina riguardo ai nomi del proprio villaggio e dei propri familiari. Nella casa del console Bakhita visse serenamente per due anni lavorando con gli altri domestici senza essere più considerata una schiava.
    Quando nel 1884 il diplomatico italiano dovette fuggire dalla capitale in seguito alla Guerra Mahdista, Bakhita lo implorò di non abbandonarla. Insieme ad un amico del signor Legnani, Augusto Michieli, raggiunsero prima il porto di Suakin sul Mar Rosso, dove appresero della caduta di Khartum, e dopo un mese si imbarcarono alla volta di Genova.[2]
    In Italia per la prima volta decise del suo destino quando, dopo qualche anno, scelse di non ritornare in Africa al seguito di una famiglia italiana che voleva tenerla come serva: preferì infatti abbracciare i voti seguendo la vocazione che aveva maturato nel frattempo, scelta personale che fu anche riconosciuta da un tribunale italiano.
    Nel 1902 fu trasferita in un convento dell'ordine a Schio dove, salvo un breve periodo a Vimercate, trascorse il resto della propria vita. Qui lavorò come cuciniera, sagrestana, aiuto infermiera nel corso della prima guerra mondiale quando parte del convento venne adibito ad ospedale militare. A partire dal 1922 le venne assegnato l'incarico di portinaia, servizio che la metteva in contatto con la popolazione locale che prese ad amare questa insolita suora di colore per i suoi modi gentili, la voce calma, il volto sempre sorridente: venne così ribattezzata dagli scledensi (cioè dagli abitanti di Schio) "Madre Moréta".
    Bakhita divenne così famosa in tutta Italia e molte persone, comitive e scolaresche andavano a Schio per vederla. Dal 1933, assieme ad una suora missionaria di ritorno dalla Cina, suor Leopolda Benetti, iniziò a girare l'Italia per tenere conferenze di propaganda missionaria. Timida di natura e capace di parlare solo in lingua veneta, Bakhita si limitava a dire poche parole alla fine degli incontri, ma la sua presenza attirava l'interesse e la curiosità di migliaia di persone.
    PROSEGUE

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  25. L'11 dicembre 1936, Bakhita, con un gruppo di missionarie in partenza per Addis Abeba, venne ricevuta da Benito Mussolini in Palazzo Venezia a Roma.
    Bakhita si esprimeva in lingua veneta e alcune sue frasi ed espressioni sono diventate famose. Parlava di Dio come el Parón: «queło che vołe el Parón», «quanto bon che xé el Parón», «come se fa a no vołerghe ben al Parón» (quello che vuole il Signore, quanto buono è il Signore, come si fa a non voler bene al Signore). Di se stessa: «Mi son on povero gnoco, come i gha fato a tegnerme in convento?» (Non valgo niente, come hanno fatto a tenermi in convento?). Quando la gente la compiangeva per la sua storia: «Poareta mi? Mi no son poareta perché son del Parón e neła so casa: quei che non xé del Parón i xé poareti» (Povera io? Io non sono povera perché sono del Signore e nella sua casa: quelli che non sono del Signore sono i veri poveri). Soffrì parecchio nel subire la curiosità della gente e l'acquisita notorietà: «Tuti i vołe védarme: son propio na bestia rara!» (Tutti vogliono vedermi: sono proprio una bestia rara!).
    Poi, col passare degli anni, cominciò a risentire delle brutalità (soprattutto calci e staffilate) patite da schiava: fu colpita prima da elefantiasi, poi da gravi forme di artrite, da asma bronchiale e da broncopolmonite. Nell’agonia rivisse i terribili anni della schiavitù e fu la Santa Vergine a liberarla dalle sofferenze. Le sue ultime parole furono: “Nostra Signora!”. Il suo corpo dopo la morte si conservò flessibile tanto che le mamme prendevano il braccio di “Madre Moretta” e lo posavano sul capo dei figli per ottenerne la protezione. La sua tomba fu presto assediata da fedeli che ricorrevano con esiti sorprendenti alla sua intercessione.
    PROSEGUE

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  26. Eva da Costa, nata il 1º gennaio 1931 a Iguape (Brasile), nel 1950 si era sposata con Yoziro Onishi, di origine giapponese, dal quale aveva avuto quattro figli, separandosi successivamente. Stabilitasi con il figlio minore nei quartieri poveri di Santos, dal 1976 era diventata diabetica. Nel 1980 erano apparse profonde piaghe infette alle gambe, diagnosticate come ulcerazioni infette in soggetto con diabete mellito, ipertensione e insufficienza cronica del circolo venoso. Le precarie condizioni economiche non le consentivano di curarsi adeguatamente, e si prospettava l'amputazione. Nel 1992, anno della beatificazione di Giuseppina Bakhita, partecipando il 27 maggio a una riunione delle "Donne Anziane" nella cattedrale di Santos, invocò l'aiuto della beata Bakhita. Tornata a casa, si accorse che le piaghe, una delle quali arrivava all'osso, erano improvvisamente scomparse e la pelle si era rinnovata[5]. Il caso, dopo il processo diocesano, fu sottoposto alla Congregazione per le Cause dei Santi che, il 21 dicembre 1998, promulgò il decreto sul miracolo, dichiarando l'inspiegabilità della guarigione, rapida, completa e duratura[6]. Il 1º ottobre 2000 Eva da Costa partecipò, in piazza San Pietro, alla cerimonia di canonizzazione della beata Giuseppina Bakhita.
    Il corpo incorrotto di Bakhita è conservato nella chiesa del convento di Schio dove visse, chiesa edificata nelle forme del Pantheon di Roma e rinnovata nel 2000 per la Santa.
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    Anche Zeinab Alif fu una schiava sudanese riscattata da un italiano verso il 1850 che si distinse per vari carismi, mostrando spiccato talento musicale tanto da divenire apprezzata organista e ricoprendo anche l’incarico di abbadessa.
    FONTE WIKIPEDIA
    Zeinab Alif nacque nel 1845-’46 nel Kordofan in Sudan; rapita fu venduta quale schiava. Riscattata dal servo di Dio don Niccolò Olivieri fu condotta in Italia e il 2 aprile 1856 affidata alle Clarisse urbaniste del monastero marchigiano di Belvedere Ostrense. Fu battezzata il 24 settembre con il nome di Maria Giuseppina e della madrina, ossia Benvenuti. Studiò la musica divenendo una organista che tenne anche esecuzioni pubbliche; nel 1874 divenne clarissa e nel 1894 si trasferì con l'intera comunità nel Monastero di Serra de' Conti[1]. Qui ebbe incarichi importanti quali Vicaria, Maestra delle novizie e poi Abadessa. Morì il 24 aprile 1926[2].
    http://slideplayer.it/slide/8577343/
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/91377

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  27. Dal canale Christ is King una playlist con alcuni video sulle persecuzioni giudaiche ai cristiani nel corso dei secoli.
    Christ is King, "Historical Jewish Persecution of Christians"
    (https://www.youtube.com/watch?v=kAVP56Dm3Ko&list=PLFotcwvpJt4J6jZDbyf6a35cC6pSxRVpV)
    Dal curatore del canale anche una playlist su Reddit circa la componente giudaica di alcune prassi comportamentali divenute diffuse nella società occidentale.
    (https://rumble.com/playlists/E8iTrllMSq0?e9s=src_v1_ucp_pl).
    Trascurando la rivoluzione bolscevica, ricordo probabilmente la più sanguinosa, il genocidio degli armeni, ne ha scritto in particolare lo scrittore di origine giudaica Christopher Jon Bjerknes, attrribuendolo ai Donmeh, sabbatiano-frankisti con rilevanti posizioni di potere nell'Impero ottomano, il libro è "The Jewish genocide of Armenian Christians".
    Donna armena scampata a crocifissioni di massa è Aurora Mardiganian (nata Arshaluys Martikian), sopravvissuta al Genocidio armeno del 1915 perpetrato dall'Impero Ottomano.
    A soli 14 anni assistette allo sterminio della sua famiglia e fu ridotta in schiavitù. Durante la tragica marcia forzata nel deserto siriano, fu testimone della crocifissione di 16 ragazze armene. Aurora si salvò miracolosamente fuggendo in Russia e arrivando infine a New York.
    Il libro "Ravished Armenia": Nel 1918 pubblicò il libro di memorie Ravished Armenia (noto anche come L'Armenia violata), in cui denunciò al mondo le atrocità subite dal suo popolo.
    Il film d'epoca: Nel 1919 interpretò se stessa nel film muto Auction of Souls (ispirato al libro), una pellicola hollywoodiana prodotta per raccogliere fondi umanitari. I proventi (circa 20 milioni di dollari dell'epoca) vennero usati per assistere gli orfani del genocidio.
    La precisazione storica: Nel libro e nel film le ragazze venivano mostrate inchiodate a delle croci tradizionali. In interviste successive, Aurora chiarì che nella realtà i soldati ottomani avevano utilizzato una forma di impalamento cruenta, spogliando le ragazze e legandole o trafiggendole su pali appuntiti a forma di croce, e che la scena era stata parzialmente modificata nel film per non sconvolgere eccessivamente il pubblico dell'epoca.
    L'eredità odierna: In suo onore è stato istituito il prestigioso Aurora Prize for Awakening Humanity, un premio globale assegnato a chi si distingue nel salvare vite umane in contesti di crisi.

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